ho voglia di latte freddo

Ho voglia di latte freddo. Molto freddo. John Fante nell’ultimo libro che finirò certamente stanotte sotto le coperte ad un certo punto ha voglissima di latte freddo. Cioè, non John Fante, il personaggio del suo libro. Penso al sangue in faccia al vecchio mentre faccio cose che non c’entrano nulla con il sangue in faccia al vecchio, come per esempio passare l’aspirapolvere nelle scale di sta casa, che sono due mesi che ci vivo in questa casa, non lo aveva mai fatto nessuno. Abbiamo un gatto ma non ci stiamo simpatici. Non vuole che passo l’aspirapolvere. Neanche antipatici comunque. Penso al sangue in faccia al vecchio e penso a quello che scrive Sofri sulla cosa, ché certe volte Sofri ti mette in fila le cose e le rende lucide e ineccepibili, le leggi come stessi osservando una formica che dorme in un tornado, perché poi sposti lo sguardo al tornado che c’è attorno e ti rendi conto che sto mondo non è fatto per persone lucide e ineccepibili. C’era un tempo che ti pareva una buona prospettiva diventare così. Adesso non lo sai più. Stamattina nell’autoradio c’era Ramazzotti dopo dieci canzoni in lingua barbara, c’era Ramazzotti che diceva sonoumanituttisognimiei, non ho cambiato stazione e ho cantato pure.

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Adesso Vediamo Se

Appena uscita la notizia del Marrazzo coi trans, spulciando fra i commenti la reazione piu’ diffusa é stata qualcosa che si puo’ riassumere molto velocemente con “Adesso Vediamo Se”. 

“Adesso Vediamo Se” uscira’ la notizia su Repubblica. “Adesso Vediamo Se” farete approfondimenti e interviste alle prostitute. “Adesso Vediamo Se” chiederete chiarezza. “Adesso Vediamo Se” chiederete le dimissioni. “Adesso Vediamo Se” direte che pubblico e privato non sono distinguibili per l’uomo pubblico.  

Uno dice “Adesso Vediamo Se” come fosse una sfida, quando crede che le cose non si verificheranno mai. Tutte queste cose poi invece sono successe. Patapum! e subito hanno fatto i titoloni su Repubblica, hanno fatto articoli di approfondimento, hanno chiesto dimissioni, infine si é dimesso. Piu’ che la notiziain se’, interessa capire il sistema operativo logico di chi pone tutti sti “Adesso Vediamo Se”.

Se ci pensi, chi pone sto tipo di sfide verbali di fatto ha gia’ in testa la risposta. Cioe’ crede che i sostenitori di un personaggio – proprio in quanto sostenitori – non chiederanno inchieste, non chiederanno dimissioni, non criticheranno. Credono questo a prescindere in quanto loro non lo farebbero MAI per un personaggio della loro fazione. Cercherebbero di giustificare, piuttosto. Allora quello che é interessante in una notizia come questa non é la faccia del trans (o in che senso trans, o quanto lo paghiamo a botta sto trans etc.), ma piuttosto prendere coscienza che – per l’ennesima volta – sta palla di mondo si divide in guelfi e ghibellini, in questo caso guelfi e ghibellini morali, con uno schema che si riflette paro paro nella comportamentismo da tifoso.    

Cioé.    

Cioé da una parte ci sono quelli che se fischiano un rigore per la Juventus, siccome loro sono della Juventus, il rigore é inesistente a prescindere, e l’arbitro é cornuto. Dall’altra parte ci sono quelli che se fischiano un rigore per la Juventus, guardano la moviola per capire se il rigore c’era oppure No, e se c’era allora dicono che c’era, e si dispiacciono che é contro la Juventus ma dicono che il difensore poteva stare forse piu’ attento invece di fare quel fallo.    

Diventa inquietante osservare come i primi diano per scontato che tutto il mondo si comporti proprio come loro, e che se qualcuno non lo fa, allora é un cretino. Forse lo é davvero, un cretino. Io per esempio certe volte mi sento davvero un cretino.

nebbia

Berlusconi che si vanta che nelle sue liste “non ci sono le veline”, quando poi le veline avevano già firmato per la candidatura – tanto che alcune, sapendo di essere state escluse, si sono messe a piangere – è come il bambino che infila il dito nel barattolo di cioccolata, mentre la mamma urla dall’altra camera “non é che per caso stai rubando la cioccolata?” e lui per questo ritira la mano velocemente rispondendo No, No, non sto rubando niente. La mano sarà comunque sporca di cioccolata, e se la mamma è ingenua e annebbiata nel cervello, ci crederà. Altrimenti lo prenderà a scappellotti dicendogli: tu a me non mi prendi in giro, signorino, capito? É tutta una questione di annebbiamento del cervello, di percentuali di annebbiati nel cervello. É tutta una questione di capire cosa é meglio: se il figlio furbacchione o la madre annebbiata.

se questo é un uomo



Eppure in tutta questa storia – che potrebbe sembrare chiarissima, e invece non lo é – mi pare di perdere il filo. Voglio dire, se esiste qualcuno capace di incaponirsi così tanto per costringere in vita un corpo privo di corteccia cerebrale, ci sará pure un motivo che non sia quello (farlocco) della difesa della vita in senso cristiano del termine, no? Io questo mi chiedo, e su questo perdo il filo. Provando a inventarne qualcuno a cazzo, di motivo, viene subito da pensare alla totale ignoranza delle persone in fatto di anatomia e fisiologia. Vabbe’, bravi, conoscete questo e quell’altro, ma secondo me dovreste essere invitati alla discussione solo dopo aver assimilato le basi minime di neurologia, capire cos’é una corteccia cerebrale, a cosa serve, come si trasmettono gli impulsi nervosi, eccetera. Anche l’etica, certo, ma dopo. Prima studiate, poi parliamo di etica. E se queste cose la vostra anima benedetta le ignora totalmente, perché le considera irrilevanti, allora non dovreste proprio parlare, che siete voi, gli irrilevanti. Perché a grandi linee li conosco, i vostri dogmi (che poi é anche facilissimo: la vita é la vita, e in quanto vita va difesa, perché la vita la vita la vita).

Come punto secondo, viene da pensare che se uno si incaponisce a imporre le proprie idee, l’assurditá delle idee é una misura del suo potere. In altre parole, se io ti impongo di volere bene al prossimo tuo, é troppo facile. Perché la gente questo concetto lo trova facilmente condivisibile. É come se uno si mettesse per strada vestito da Hitler ad urlare: “e atesso, io fi ortino ti RESPIRARE!”. É troppo facile, mica puoi quantificare il tuo potere con ordini del genere. Peró se imponi il tuo punto di vista su cose che sono chiaramente fuori dal mondo – tipo considerare in vita un corpo metabolicamente attivo grazie all’inerzia del tronco cerebrale, ma privo di coscienza per la corteccia degenerata da quindici anni – allora ecco che se riesci ugualmente a imporre le tue cose, invece di essere rinchiuso in un manicomio, o di essere preso a calci in culo, non c’é niente da dire, di potere ne hai davvero a pacchi.

gli appuntamenti imprescindibili

Gli appuntamenti imprescindibili con la vita di un giovane uomo sono per esempio il diploma, la laurea, il dente del giudizio e cambiare una ruota alla macchina. Io che in questo campo di appuntamenti imprescindibili mi difendo bene, ed ho provato tutto tranne il dente del giudizio, ero quindi pronto per ricevere uno dei rimanenti flagelli imprescindibili della vita di un uomo che ancora non avevo provato. E non sto parlando del dente ma sto parlando invece del computer che ad un certo punto gli viene da morire, e all’improvviso – tu nel frattempo hai la bocca semiaperta che non ci vuoi credere – muore.       

L’area commenti è interdetta a tutti i possessori di Mac che diranno che a loro ste cose non succedono, e non perché queste cose ai Mac invece succedono, ma perchè qui si parla di computer e di sfiga, non di religione. Il fatto che poi io ora riesca a scrivere qualcosa solo grazie ad un Mac gentilmente prestatomi, da’ una misura della mia incoerenza, oppure – volendo vederla sotto una luce tutta positiva – è un accento di oro e di miele sulla mia assoluta incorruttibilità.          

Comunque, il caro Toshibu (la U finale è stata adottata per salentinizzarlo), un anno e qualche mese, mi muore fra le mani verso le dieci di ieri sera. Ma Toshibu, che caz^o mi fai! gli urlo. Grave sgomento e bestemmie rivolto all’albero di natale (da notarsi la sottile blasfemia indiretta).             

Stamattina, mi presento alla clinica dei computer dove una signora rotondissima prima mi chiede informazioni sul mio problema, e poi dopo sette secondi di spiegazioni mi blocca, prende il telefono e chiama Tizio, chiedendo a Tizio di venire. Verrà Tizio a interessarsi del suo caso, mi spiega, e Tizio quando arriva mi mette paura, bruciato com’è sulla faccia (o congelato? o scarnificato?) i denti neri, qualcuno d’oro e forse masticando in quel modo che hanno gli anziani con la dentiera, solo che lui dimostra all’incirca una trentina d’anni. Tizio ascolta la mia storiella aprendo e chiudendo le palpebre spessissimo, come se fossero gli occhi a catturare le parole, e non le orecchie. Tizio fa pause lunghissime fra una domanda e l’altra, e con la penna pare che stia per annotare qualcosa sul modulo con il mio nome, pare, ma invece di scrivere continua a seminare puntini, come se le parole non gli venissero fuori. Prende la rincorsa con la penna e poi arrivato al foglio ricalca un puntino già fatto, oppure ne crea uno nuovo.             

Io adesso ancora non lo so cosa è successo al mio Toshibu: se l’ influenza, danni irreparabili agli organi interni o altro. So solo – e questo è il punto dove volevo arrivare – che quando l’ho visto svenire, nei momenti che precedevano il trapasso, ho seriamente pensato: facciamo che adesso riesco a salvare tutti i dati prima che questo muoia, e giuro che in futuro farò sempre backup regolari delle mie cose, oh ti prego fa che sia così e giuro che sarò regolare e precisino, in futuro, ti prego. Ho pregato. Il computer moriva fra le mie mani, ed io per un istante – è chiaro che secoli di cultura cattolica non si cancellano facilmente – ho fatto qualcosa di non molto diverso dalla promessa di un fioretto alla madonna.

tredici e quattordici aprile

Se prendi un dipendente dello Stato che ha rubato soldi dello Stato, che ha speso 32000 euro solo per farsi spedire le spigole in elicottero a lui e agli amici suoi, se prendi uno che ha rubato in modo così eclatante e lo candidi come senatore – in una posizione in lista che verrà eletto al cento per cento – allora tu non stati solo salvando uno che ha rubato, stai soprattuto mandando un messaggio chiaro a chi ha orecchie per capire. Stai dicendo: voi rubate pure, ma cercate di stare dalla parte giusta, cioè la nostra, che poi noi il modo di aiutarvi lo troviamo. Voi rubate, che poi ci pensiamo noi. (eh, ma che c’entra, rubano tutti!) Sì, ma qui non è solo una questione di sostanza, è una questione di «quanta» sostanza, e poi anche di forma. Perchè se rubi e ti copri la faccia è un conto, ma se rubi e posi col sorriso per i fotografi allora è diverso.       

Se tu prendi un boss mafioso e te lo metti in casa – e lo sai che è mafioso, non puoi dire che non lo sai, perchè ti ha fatto esplodere pure una bomba davanti a casa tua – un mafioso che pure Paolo Borsellino lo ha nominato per fare un esempio di come mafia e politica certe volte si intrecciano (Paolo Borsellino, per capirci: un magistrato di destra che qualche mese dopo Pum! non c’era più) se poi a ridosso delle elezioni un tuo collaboratore arriva a dire che questo mafioso in realtà è un eroe, allora tu stai mandando un messaggio a chi ha orecchie per sentire. Perchè tutti penseranno che quello l’ha sparata grossa a dire che il boss di Cosa Nostra è un eroe, che forse si è sbagliato, ma tu invece lo ripeterai, Certo Che E’ un Eroe – dirai – Certo Che Sì! E allora in questo modo stai mandando un messaggio: stai dicendo, guardate come vinciamo le elezioni noi! Noi diciamo che i mafiosi sono eroi, e lo ripetiamo, eppure vinciamo le elezioni! In questo modo stai dicendo: guardate come la gente è così poco attenta ai fatti, guardate come la gente si lascia abbindolare dalle facce sorridenti! La gente se ne fotte dei fatti. Voi potete fare quello che volete, potete dire quello che volete, tanto la gente – almeno fino al 51% – ha un livello di ignoranza che voi non immaginate nemmeno. Non abbiate paura dei fatti, che tanto con questa genete noi possiamo permetterci tutto, possiamo cambiare anche i nomi alle cose. Con questa gente possiamo permetterci tutto, anche di santificare un mafioso, se un giorno ci gira così, capito?            

Se poi prendi una una valletta della televisione col tarlo nel cervello e la fai diventare deputato, allora può succedere di tutto, può anche succedere anche che quella si metta a parlare di elettroni coi professori di fisica senza capirne niente. E il messaggio è: tutti possono parlare di tutto, anche gli ignoranti. E un altro messaggio è: un’incompetente farà solo quello che gli viene detto, perchè è un incompetente, capito? E quanti più ignoranti e incompetenti ci saranno, tante meno saranno le persone che devono prendere le decisioni. Se su trecento parlamentari riesci a infilare duecentonovantacinque vallette tarlate, allora saranno solo in cinque a decidere.            

Allora scusa un attimo Rafeli, se dici tutte queste cose vuol dire che sei di sinistra? No, non  posso esattamente definirmi di sinistra, sono troppo individualista per esserlo veramente. Quello che posso dire è che ci sono livelli di decenza oltre i quali sarebbe meglio non andare. Perchè se tutti questi messaggi riescono a passare, i prossimi saranno ancora peggio. Se uno si presenta con questi messaggi e ce la fa, allora si incoraggia ancora più gente (quella che ha orecchie per capire) a fare così, a rubare a testa alta.        

Poi ci sono quelli che dicono che sono orgogliosi di non votare, che destra e sinistra uguali sono, che tutti rubano allo stesso modo. Non è vero che tutti rubano allo stesso modo. Non è per niente vero. Se leggi e ti informi, e se lo fai ogni giorno, sai bene che non è così. Che qualcuno di buona volontà, che ruba meno degli altri c’è sempre. E non votare è un gesto superficiale e snob e pericoloso e inutile.          

E se poi tutte queste cose ti sembrano solo storielle da cappuccetto rosso, allora facciamo parlare i numeri.

allora

Allora, per capirci, da domani chiunque muoia avrà in suo onore un rinvio delle partite di calcio. Tipo che se muori di infarto facendo la fila alle poste, epperò c’avevi la sciarpa da tifoso in macchina, troveranno certamente il modo per correlare questa morte con la violenza negli stadi, e ti verrà dedicata una partita annullata e un minuto di silenzio con la fascia nera al braccio. In fondo sono già riusciti a farlo con il ragazzo ucciso in autostrada per la pallottola del poliziotto folle, ci sono riusciti oggi con il ragazzo investito per sbaglio da un bus in retromarcia, ci riusciranno anche domani con il primo uccellino che in volo sgancierà una cacazza acida nell’occhio del primo tifoso che guarda le nuvole e ne causerà la congiuntivite. Quindi sospenderanno la partita della squadra del tifoso ma anche quella della squadra dell’uccellino, e la squadra dell’uccellino verrà identificata attraverso il colore delle penne del volatile. 

Io leggo ste cose e mi incazzo – e non è la prima volta – meno male che questa volta vedo che anche Dave ci mette due righe, che sennò finisco per sentirmi un piccolo scemo che parla di cose immaginate.