parole durante le vacanze #3

Mia sorella ottenne mi passa una mano sulla testa e avverte la convessita’ di un piccolo bozzo che da tempo ho sul cranio, come un bernoccolino perenne.

“Io ho capito cos’e’. E’ che hai troppa materia grigia. Dovresti rilassarti un po’”

parole durante le vacanze #2

Guido per una strada di provincia, Billigiò siede al mio fianco, il sole è tremendo, da una parte della strada sono solo sterpaglie e rocce, dall’altra sono campi di angurie marce, ché non in alcune zone del Salento non le raccolgono neanche più, visto che non conviene.

“Il peccato originale di ogni ragazza, è di essere soltanto una.”

Lui che di solito ha sempre qualcosa da ridire, non risponde nulla.
Annuisce su di uno sfondo assolato di angurie.

“E siamo tra gli ultimi rimasti a non avere uno smartphone”

parole durante le vacanze #1

Lecce di sera. Molta gente. Bambini rompicazzo intorno ma io non me ne accorgo. Me lo fanno notare.

– Che rompicazzo i bambini no?
– Eh Si’ pero’ ad un certo punto li devi sopportare.
– E perche’?
– Voglio dire: ad un certo punto devi pure decidere di dare il tuo amore a qualcun’altro.
– Io ho provato a darlo a te: sei tu che non lo vuoi.
– …
– …
– Vuoi seriamente parlare di questo, adesso?
– No.
– Trofie ai frutti di mare?
– Trofie ai frutti di mare.

indosso le scarpe per la seconda volta

Indosso le scarpe per la seconda volta dopo 17 giorni di vacanza. Anche questa estate e’ stata trascorsa sul mare, che non si deve intendere “sulla costa”, “sulla spiaggia”: No, proprio sul mare.

E quando non ero sul mare, vi ero comunque vicino, nutrendomi di birra e olive. La tradizione vuole che l’ultimo giorno io esca dal mare e parta senza farmi la doccia, in modo da arrivare sporco di sale fin dentro la casa nordeuropea. Li’ poi mi lecco un braccio. 

Le questioni – adesso che sono talmente abbronzato che paio sporco (in barbaro si dice “vakantiekleur”) – sono sempre le stesse, che te lo dico a fare: le questioni sono il posto dove vivere, se quello da dove vieni e’ adeguato, se quello in cui vivi  alla fine e’ giustificato.

Cerco di trovare una risposta nella misura del piccolo dolore che mi assale ora, in mancanza della birra e olive, della salsedine sulla pelle, e dell’odore della corteccia dei pini la notte.

La risposta e’ meno male che lo provo, questo dolore, perche’ vuol dire che ho delle radici salde. Ma pure: meno male che non mi uccide, perche’ mi permette di continuare le mie vite che altrimenti non sarebbero mai state.

sono talmente

Sono talmente in vacanza che mi sono dimenticato di scrivere che sono in vacanza.

La gente – ho toccato con mano e so di cosa parlo – si diverte con cose abominevoli.

La gente – e questo è un peccato originale – ad agosto nel Salento ha molte aspettative. Anche io sono vittima di ciò, delle aspettative mie o della gente che mi circonda: il fatto di non essermene liberato è l’ennesimo segno che non sono ancora completamente adulto.

ma poi farei a cambio

Ma poi farei a cambio con la vita di uno di questi nuotatori, che giovanissimi diventano famosi, che giovanissimi diventano importanti, mentre noialtri siamo qui nel mondo a cercare di capire come funziona? E che ci costruiamo una personalità in questo mondo?

Farei a cambio con uno di loro che a venticinque anni sono già vecchi, e se ne rendono conto proprio quando sono sul cocuzzolo della montagna, e da quel momento per loro potrà essere solo discesa, lenta o veloce ma comunque discesa, ché vette così alte non ne vivranno più. In quello stesso momento noi perlomeno abbiamo la prospettiva. Loro quale prospettiva hanno? E quale personalità hanno costruito per reggere il botto amaro di una mancanza di prospettive?