E a proposito di sensi di colpa, un articolo di Piperno che avrei voluto scrivere – ma ste cose in un certo senso le ho scritte. Da leggere assolutamente.

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si fossi tumblr: l’amaca di Serra 20/09/12

Qualora non fosse chiaro – anche se l’ho scritto in trilioni di post e continuero’ per sempre a farlo – la penso esattamente come Serra nel brano qui sotto.

In questo caso si parla del caso del rubacchione Fiorito, ma lo stesso concetto puo’ essere esteso a tutti i personaggi scoperti in questi anni, su su su fino ad arrivare Abberlusconi. Scrive Serra oggi:

Io questo Franco Fiorito lo conosco. E lo conoscete anche voi. Lo abbiamo visto dietro il bancone di un bar. Alla guida di un autobus. Alla cassa di una pescheria. In coda all’ufficio postale. È un normotipo popolare italiano. Franco Fiorito, “er federale de Anagni”, è uno di noi. La parola “casta” è perlomeno fuorviante. Lascia intendere che esista un ceto parassitario alieno alla brava gente che lavora, quasi una cricca di invasori. Purtroppo non è così. Tra casta e popolo c’è osmosi, e un continuo, costante passaggio di consegne. Fiorito non nasce ricco e non nasce potente. Fiorito è un prodotto della democrazia. Molti italiani che oggi sbraitano contro la casta, ove ne facessero parte, sarebbero identici a Franco Fiorito, per il semplice fatto che sono identici a Franco Fiorito anche adesso. Non si cambia un paese se non cambia il suo popolo, non migliora un paese se non migliorano le persone, la loro cultura, le loro ambizioni. Il mito della “democrazia diretta” non mi cattura perché non tiene conto di un micidiale dettaglio: se a decidere direttamente chi dovrà rappresentarli sono i Franco Fiorito, eleggeranno in eterno Franco Fiorito.

Da La Repubblica del 20/09/2012.

Il concetto non e’ nuovo, tantissimi ne hanno scritto. Purtroppo oggi cresce terribilmente  il successo di chi pensa esattamente il contrario. Sono talmente convinto di questa cosa (ancora di piu’ da quando vivo all’estero) che quando trovo qualcuno che ignora il concetto rischierei seriamente di fare a botte come un delinquente qualsiasi. E’ il terrorista da schiaffoni e calci negli stinchi che e’ dentro di me.

volevasi notare

Leggo che a Sanremo hanno fatto uno sketch su B. e Fini ridacchiando sulla questione delle zoccole, e allora hanno chiesto che per par condicio facessero uno sketch pure su quelli dell’altra parte. Alle volte la comunicazione ha le sue finezze. Primo punto: quelli che fanno gli sketch lavorano soprattutto grazie a B. Secondo punto: invece di fare uno sketch su quelli “dell’altra parte” hanno fatto uno sketch su Saviano e Santoro. Il che equivale a instillare dentro le cervella di dieci milioni di persone che quelli “dall’altra parte” siano un presentatore e uno scrittore coraggioso dall’aspetto un po’ cosi’, entrambi ricchi sfondati. Dieci milioni davanti alla televisione. Hanno scherzato con le zoccole, e instillato l’idea che se non ti piace quello delle zoccole (di cui comunque ah,ah, ridiamo) dall’altra parte ci sono un giornalista che canta bellaciao e uno scrittore tenebroso con la barba di due giorni. Quindi il nulla. Dieci milioni, eh. L’altro giorno in piazza c’erano – volendo stare larghi – un milione di persone. Chi protesta di questo? Nessuno. Bravi. Preparate la prossima manifestazione. 

litigio all'italiana

Osservavo questo video girato oggi a Milano di gente che urla. Il contenuto non mi interessa.

Osservavo i movimenti degli urlatori. Che' non c'e' solo la lingua e i pensieri, ci sono pure movimenti tipicamente italiani. Per esempio nel litigare. Esiste questo modo tipicamente italiano di urlare durante un litigio che consiste nel:

 

1) urlare qualcosa in una direzione/verso qualcuno 

2) girarsi dall'altra parte come per andare via

3) rigirarsi e tornare nella direzione di prima, e urlare di nuovo 

 

Questa sequenza viene ripetuta tre o quattro volte dalla signora coi capelli castani nel video. E davvero questo Far-Finta-Di-Andare/E Poi Tornare e' un movimento che io in vita mia ho visto solo in Italia.

 

http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf

e giù mazzate

Ah, e poi la questione di emergency e delle armi che forse Sì e forse No.

Di sto fatto non si sa niente. Anzi poco. Ma poco pochissimo. Quasi niente. Notizie concrete voglio dire. Non ce ne sono.

Epperò ovviamente si sono tutti schierati belli dritti da una parte e dall’altra. E giù mazzate.

Ché in giro c’è proprio gente con l’interruttore dietro la nuca che tu gli pronunci una parola, e quelli c’hanno sto circuito velocissimo che sanno già di essere pro o contro. Senza sapere niente.  A prescindere. Tipo tu dici, che ne so, emergency, e loro manco tu hai finito di dire la parola, già ti parlano di sopra: Pro! Contro! Pro pro pro! Contro contro contro! E giù mazzate.

il primo pirla che passa per strada

Il primo pirla che passa per strada si imbuca in una conferenza stampa e comincia a blaterare. Cercano di azzittirlo – non dovrebbe nemmeno essere lì e si mette pure a parlare, è come se un folle vi entrasse in casa e cominciasse a scompigliarvi i capelli e a pisciare sul divano – e allora siccome non sta zitto lo portano di forza fuori dalla sala. Sarebbe pure normale (voi cosa fareste se vi pisciassero sul divano?) però siccome parlava Berlusconi, allora quello è un gesto da condannare come chiaro segno di regime. Sarebbe come dire che se uno si imbuca nel bagno delle donne e non vuole uscire, se lo portano via di peso non va bene. Ecco il nuovo riflesso pavloviano degli antiberluscomaniaci.


(L’antiberluscomania riabilita tutti, non solo le battute che non fanno ridere. Prendi questo individuo, sarebbe un nessuno assoluto, e viene invece definito “giornalista freelance” ma senza tesserino, – allora pure io sono un giornalista freelance – e facente parte del "coordinamento nazionale contro i siti di stoccaggio nucleare”, che è come dire sono vicepresidente dell’"associazione mondiale della lega contro i piedi sbattuti sul comodino appena sveglio".)

I riflessi funzionano benissimo, e l’accanimento infatti è istantaneo: un esempio, un altro, un altro.