la non votanza

La non-votanza significa che tu puoi citofonare il giorno dopo le elezioni al tuo vicino di casa e chiedere, senti scusa, chi HO votato sto giro? Io la non-votanza ancora mi devo fare un’opinione definitiva, non so cosa pensare. Non necessariamente tutto il male possibile. Certamente la non votanza si basa su alcuni presupposti che io mbah, non lo so.

Per esempio.


Per esempio la non votanza nasce dalla consapevolezza che tutti uguali sono. Uguali-uguali mi chiedo? Gia’ io sono diverso dal me stesso di ieri. Ho una camicia nuova, ad esempio, stamattina.

La non votanza consapevole nasce nell’individuo molto molto informato, che legge molto e conosce le schifezze combinate da tizio e poi quelle di caio. Dunque giunge alla conclusione che ne’ tizio e ne’ caio vanno bene per lui. Nasce da una esasperazione profonda insomma, un logoramento di lungo corso. Il punto e’ che esistera’ sempre una porzione molto grossa di persone non abbastanza informate (dunque non esasperate) o che si dimenticano in fretta le schifezze di tizio e di caio. Gli individui molto molto informati saranno sempre una minoranza. Il non votante e’ quindi destinato ad essere minoranza.

Prendiamo un voto di scambio –  un voto in cambio di 50 euri – prendi questo esempio, tanto per fare un esempio. In caso di zero non votanza, un voto di scambio ti vale uno. In caso di 50% di non votanza, quel voto di scambio vale due.  Eccetera eccetera.

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(endorsement)


Questa domenica se uno si trovasse dalle mie parti dovrebbe fare qualcosa per lui. Si tratta di mettere una crocetta. Io c’ho un duemila chilometri circa ad impedirmelo. Ma allora sei comunista? Mai stato, e non credo di cambiare oggi. E’ solo che uno ascolta le parole, vede i fatti, e finisce per crederci. E se poi dovesse rivelarsi tutta una finzione, allora sarà stata una crocetta per quello che ha saputo fingere meglio.

tredici e quattordici aprile

Se prendi un dipendente dello Stato che ha rubato soldi dello Stato, che ha speso 32000 euro solo per farsi spedire le spigole in elicottero a lui e agli amici suoi, se prendi uno che ha rubato in modo così eclatante e lo candidi come senatore – in una posizione in lista che verrà eletto al cento per cento – allora tu non stati solo salvando uno che ha rubato, stai soprattuto mandando un messaggio chiaro a chi ha orecchie per capire. Stai dicendo: voi rubate pure, ma cercate di stare dalla parte giusta, cioè la nostra, che poi noi il modo di aiutarvi lo troviamo. Voi rubate, che poi ci pensiamo noi. (eh, ma che c’entra, rubano tutti!) Sì, ma qui non è solo una questione di sostanza, è una questione di «quanta» sostanza, e poi anche di forma. Perchè se rubi e ti copri la faccia è un conto, ma se rubi e posi col sorriso per i fotografi allora è diverso.       

Se tu prendi un boss mafioso e te lo metti in casa – e lo sai che è mafioso, non puoi dire che non lo sai, perchè ti ha fatto esplodere pure una bomba davanti a casa tua – un mafioso che pure Paolo Borsellino lo ha nominato per fare un esempio di come mafia e politica certe volte si intrecciano (Paolo Borsellino, per capirci: un magistrato di destra che qualche mese dopo Pum! non c’era più) se poi a ridosso delle elezioni un tuo collaboratore arriva a dire che questo mafioso in realtà è un eroe, allora tu stai mandando un messaggio a chi ha orecchie per sentire. Perchè tutti penseranno che quello l’ha sparata grossa a dire che il boss di Cosa Nostra è un eroe, che forse si è sbagliato, ma tu invece lo ripeterai, Certo Che E’ un Eroe – dirai – Certo Che Sì! E allora in questo modo stai mandando un messaggio: stai dicendo, guardate come vinciamo le elezioni noi! Noi diciamo che i mafiosi sono eroi, e lo ripetiamo, eppure vinciamo le elezioni! In questo modo stai dicendo: guardate come la gente è così poco attenta ai fatti, guardate come la gente si lascia abbindolare dalle facce sorridenti! La gente se ne fotte dei fatti. Voi potete fare quello che volete, potete dire quello che volete, tanto la gente – almeno fino al 51% – ha un livello di ignoranza che voi non immaginate nemmeno. Non abbiate paura dei fatti, che tanto con questa genete noi possiamo permetterci tutto, possiamo cambiare anche i nomi alle cose. Con questa gente possiamo permetterci tutto, anche di santificare un mafioso, se un giorno ci gira così, capito?            

Se poi prendi una una valletta della televisione col tarlo nel cervello e la fai diventare deputato, allora può succedere di tutto, può anche succedere anche che quella si metta a parlare di elettroni coi professori di fisica senza capirne niente. E il messaggio è: tutti possono parlare di tutto, anche gli ignoranti. E un altro messaggio è: un’incompetente farà solo quello che gli viene detto, perchè è un incompetente, capito? E quanti più ignoranti e incompetenti ci saranno, tante meno saranno le persone che devono prendere le decisioni. Se su trecento parlamentari riesci a infilare duecentonovantacinque vallette tarlate, allora saranno solo in cinque a decidere.            

Allora scusa un attimo Rafeli, se dici tutte queste cose vuol dire che sei di sinistra? No, non  posso esattamente definirmi di sinistra, sono troppo individualista per esserlo veramente. Quello che posso dire è che ci sono livelli di decenza oltre i quali sarebbe meglio non andare. Perchè se tutti questi messaggi riescono a passare, i prossimi saranno ancora peggio. Se uno si presenta con questi messaggi e ce la fa, allora si incoraggia ancora più gente (quella che ha orecchie per capire) a fare così, a rubare a testa alta.        

Poi ci sono quelli che dicono che sono orgogliosi di non votare, che destra e sinistra uguali sono, che tutti rubano allo stesso modo. Non è vero che tutti rubano allo stesso modo. Non è per niente vero. Se leggi e ti informi, e se lo fai ogni giorno, sai bene che non è così. Che qualcuno di buona volontà, che ruba meno degli altri c’è sempre. E non votare è un gesto superficiale e snob e pericoloso e inutile.          

E se poi tutte queste cose ti sembrano solo storielle da cappuccetto rosso, allora facciamo parlare i numeri.