2007 natale nel paesello

C’è troppa troppa gente che vedo solo a natale e pasqua, tutti questi anni da emigrante si fanno sentire. Troppa gente a cui stringo la mano due volte l’anno e ci conosciamo da sempre ma non sappiamo più cosa dirci. Cosa ci diciamo? Io non so cosa dire, certe volte sono bravo a riempire il vuoto con parole insignificanti e battute analcoliche ma poi ci guardiamo in silenzio, e finisce lì. E poi ci sono quelli che si sposano e fanno figli. Che si sono riprodotti. I tuoi coetanei che si riproducono. Con quelli che si sono riprodotti, parli del figlio. Cacca e pipì tutto bene? Dorme? Mangia? Per riempire il vuoto saresti capace di metterti a recitare una poesia di natale o a suonare Bianco Natale con le pernacchie.

Il Cuggino Rasta ha accorciato i rasta e i pezzi di rasta tagliati sono conservati in uno scatolo di telefono cellulare. Il Cuggino Rasta ha detto che una sua collega di lavoro – perché adesso il Cuggino lavora – che una sua collega gli suscita delle emozioni, ma che nel frattempo si tiene allenato con altre due o tre. Ha detto esattamente Tre ma io tendo a minimizzare sennò poi dice che esagero quando scrivo di lui. Il Piccolo è stato bocciato all’esame e ci pensa spesso, si ferma nel bel mezzo dei discorsi e ti dice: Mi hanno bocciato, ma ti rendi conto?  Il sabato sera in tutto il paesello non trovi nessuno, trentacinquemila abitanti e per strada non c’è nessuno. Nella piazza centrale siamo quattro pazzi che ci scrutiamo nelle palle degli occhi mentre un cane randagio miscellaneo scodinzola ai piedi di Billigiò, il quale prontamente risponde mollando uno scorreggione etilico che ci fa muovere tutti di venti metri, per riposizionarci in cerchio un po’ più distanti da questa hiroshima improvvisata e simpaticissima. In tutto il paesello ci sono più Mini bmw e Smart ForFour di tutta l’Olanda messa insieme. Colgo l’occasione per un caloroso augurio di buona natale e felice anno nuovo a tutti i possessori di Mini bmw e Smart ForFour del mondo ma soprattutto a quelli del mio paesello. Siete fortissimi, siete ricchissimi e bellissimi. E anche al possessore di sto enorme macchinone che ieri mi ostruiva il passaggio in una strada scassata. Qui a macchinazze chiccose siamo i primi e non ci batte nessuno.

Per la maggior parte del tempo ho un certo freddo e non mi va di vedere nessuno. Mi piace solo dar da mangiare ai pesci nell’acquario e grattarmi in un posto preciso del cranio che a parole non mi viene da descrivere. Cosa posso dire, i tempi sono questi. Ovviamente l’augurio di cui sopra è esteso – in una declinazione diversa – anche a tutti i palloni Wilson che passano da qui. Tante belle cose.

in diretta dal bosco

Il nonnetto è una persona simpatica, la sera dopo cena stappa bottiglie di rosso coi suoi amichetti dal baffo bianco. Ho chiesto al nonnetto indicazioni per trovare una copisteria – avevo bisogno di fare un paio di fotocopie – e lui mi ha risposto che non sapeva proprio dirmi un posto “che avrebbe potuto offrire questo servizio”. Del resto siamo nel mezzo della foresta, e non dico per scherzo, qui siamo proprio nel mezzo di una foresta (google map), e nel paesello vicino i negozi sembrano sempre chiusi. 

Vai a capire.   

La fotocopiatrice la trovo in un supermercato (ovvio) mentre sono alla ricerca di cibo, attività che accompagna le altre mie occupazioni attuali, ovvero la ricerca di una camera in affitto in centro città e lo studio di carte chino sul bordo del letto, con una enorme finestra alle spalle che da’ sulla foresta, e la foresta che accompagna il mio studio facendo Uuuuuuhh per il vento e Scrshhhhh per la pioggia. 

Ora, il cibo. 

Al supermercato finisco per acquistare cose abominevoli che andrebbero cotte al microonde prima di essere consumate e che io invece ingurgito così come sono. Oppure costruisco dei panini al salame, dei panini al prosciutto e anche certi panini con dentro un ibrido fra prosciutto e salame che ha un nome che l’ho già dimenticato. Ho anche fatto tre sorsi veloci di un succo di arancia iperconcentrato – di quelli che vanno diluiti con acqua in proporzione 1:10 – in seguito ai quali ho vissuto qualche secondo di smarrimento mistico e mi è parso di vedere Spank di Hello Spank . Ero a conoscenza dei succhi di frutta concentrati – certo che sì – però mi sono confuso al momento dell’incontro inaspettato con la macchina fotocopiatrice vicino al reparto ortofrutta. 

Dopo il lauto pasto, devo nascondere le cartacce per non farle scovare al nonnetto che viene a rifarmi il letto in camera. La mia condizione di terrone in trasferta mi carica di sensi di colpa supplementari e quindi non potrei MAI gettare tutto fuori dall’auto. Questo non lo farei mai neanche in Italia, sia chiaro, però qui c’è sto pensiero martellante nella testa che ti dice di non farlo, di non farlo, di non farlo, come se avessi paura di dimenticare il fatto che NON devo farlo.

Trovo una scatola verde sul ritorno a casa che assomiglia tanto ad un bidone della spazzatura e ci butto tutto dentro. Subito dopo mi accorgo – e ti pareva – che ho gettato cartacce e plastiche sporche di ibrido salame prosciutto nel cestino adibito alle cacche dei cani. E c’era pure il disegnino del cane che si sforza per farla, porca miseria. Ma porca miseria, che sensi di colpa.  

averci i piedi al caldo

Ci hanno messo il pelo e hanno chiuso i buchi. Antonio dal Messico mi segnala che sono arrivate le Crocs per la stagione invernale. Io le guardo e non so cosa pensare: ricordo che forse mia nonna indossava qualcosa di molto simile. Non sono le scarpe della Befana, perchè la Befana sappiamo tutti che vien di notte/ con le scarpe tutte rotte. E’ un orrore che mi affascina, sono così assurde che fanno tutto il giro della bruttezza e quasi quasi mi piacciono. Però poi fanno ancora mezzo giro e non mi piacciono più.

crocs invernali