un periodo in cui

Un periodo in cui leggo pochissimo. Che ci metto mesi a finire un libro – facendomi abbindolare da tutte le cose che mi accadono attorno. Eppoi quello che mi trovo fra le mani, è uno dei libri meno interessanti di Murakami – tranne per una pagina che mi si è incollata alle mani. 

 

"Andavamo d'accordo. Ma tra me e la persona che lei cercava, tra me e la persona che lei immaginava nella sua mente, c'era una differenza decisiva. Lei cercava un'autonomia di comunicazione. Scene in cui la comunicazione, sventolando una bandiera bianca immacolata, trascina la gente verso una splendida rivoluzione incruenta. Sognava che la perfezione divorasse l'imperfezione. Per lei questo era l'amore. Mentre naturalmente per me era tutt'altra cosa.

Per me l'amore è un puro concetto dotato di un corpo inadeguato, che passando attraverso cavi sotterranei, linee telefoniche ecc., riesce faticosamente a trovare il contatto. Una cosa terribilmente imperfetta. A volte ci sono errori di trasmissione. A volte non si conosce il numero. A volte ti chiamano, ma hanno sbagliato numero. Non c'è niente da fare. Finché vivremo in questo corpo, sarà così. Ho cercato di spiegarglielo. Infinite volte.

Ma un giorno lei se ne è andata.

Può darsi che io, con il mio elogio dell'imperfezione, l'abbia incoraggiata."

Murakami Haruki – Dance Dance Dance – pagina 157, sulla mia edizione. 

sabato mattina

Sabato mattina, scelgo i posti dove andare su wikipedia. Scelgo di andare a vedere dove vive Amélie Nothomb, scrittrice tra le mie preferite della prima metà degli anni zero – e a vedere la piazza dove ha ambientato il suo Igiene dell'Assassino.

 

Mi ricordo di quando diciannovenne mi trascinavano in via Paolo Fabbri a Bologna ché forse ci sarebbe passato Guccini, io che di Guccini conoscevo tre canzoni, di cui una non l'avevo mai sentita cantare da Guccini ma sempre ascoltata sulla spiaggia, cantata con la chitarra da altri. Guccini che poi me lo trovavo di fianco random per le strade di Bologna.  Ma sto divagando. L'altro giorno ho rivisto uno che avevo conosciuto tipo sei anni fa in Norvegia. Il nostro cervello calcola in automatico l'invecchiamento delle facce come fanno i ritrattisti della polizia quando disegnano le simulazioni di invecchiamento delle facce dei latitanti. Sto divagando.

Però Amélie Nothomb pure lei una volta l'ho vista in vita mia, e l'ho vista a Bologna: vedi che il cerchio si chiude, e non sto divagando?

facciamo che

Facciamo che io metto l'idea e chi legge ci mette la pratica, e diventiamo ricchi sfondati.

 

L'oggetto da inventare – anzi No, da costruire, ché inventare l'ho già inventato io tipo due settimane fa – servirà a misurare l'insoddisfazione individuale.

 

Lo chiameremo per il momento insoddisfattòmetro, con l'accento sulla o.

 

Servirà a misurare l'insoddisfazione ma pure a discriminare tra l'insoddisfazione “Che E' Colpa Dell'Ambiente Circostante” (CECDAC) da un altro tipo di insoddisfazione molto più pericolosa, ovvero l'insoddisfazione “Che E' Colpa Della Tua Testa” (CECDTT).

 

Praticamente questo strumento funziona così: quando si è in CECDAC sta zitto. Appena si straborda nella CECDTT comincia a urlare fortissimo. Tu a quel punto capisci che sono solo problemi della tua testa, ti tranquillizzi, e pensi ad altro. 

cose 22zerocinque2011

Ho trovato una casa dove stare per tanto tempo. Dal fiorista ho notato un fiore arancione e panciuto che vorrei avere nella mia nuova casa, quando mi ci trasferirò.

 

Ho portato in giro un fratello per le strade di brussèlle. Cercava un cappello da corto maltese, ha comprato un porta candela. In metropolitana c'era odore di umano. Si discuteva se dall'accoppiamento di due nani nascano altrettanti nani. Evidentemente No, dico io. "Meno per meno fa più", osserva lui.

Mi sono addormentato sulla panchina di una piazzetta colorata, scrutando un piccione sull'albero. Le foglie facevano fru fru e il cielo era azzurrissimo. Sono entrato in una festa di fighetti in un hotel del centro. Forse vorrei un vespino da guidare.

Mi sono laureato quattro anni fa.  

Quando non ero presente, in casa è entrato qualcuno a pulire e a cambiare gli asciugamani che però non avevo mai sporcato.