beee fanno le pecore

Si si bravi, comprate le zucche, mettete le zucche in vetrina, e i cioccolatini con la carta arancione, comprate pure quelli. E certi manichini con il cranio a forma di zucca nei negozi griffati avvolti da ragnatele, come sono adeguati, come sembrano la cosa giusta al momento giusto. Bravissime, accattatevi i cappelli da strega e andate in giro a fare buuu, come siete brave. Come vi hanno insegnato sui banchi delle scuole medie per il compito in classe, non bisogna mai uscire fuori tema, si deve sempre rispettare la traccia che vi è stata assegnata da chi ne sa più di voi.

Buuuuu, che paura.

ieri, l'altroieri e l'altroaltroieri

Una festa di laurea come ricevimento di un matrimonio, con tavoli separati e rotondi che ospitavano gli invitati divisi per gruppi tematici. Che ste occasioni sai già che non ti piacciono, che non sei abituato a star seduto e a fare attenzione per evitare gli schizzi dal piatto alla tua camicia bianca, stirata per l’occasione solo sul davanti. Sai già che non ti piacciono –ste situazioni – ma sai pure che ci devi essere, che è meglio così, perchè vuoi tanto bene alla festeggiata e per non uscire troppo fuori dalla realtà delle cose.

Poco lontano dal tuo tavolo c’è una coppia impegnata in una cena romantica, lui è grosso e tenebroso e con un broncio di default, lei è spigliata e teatrale e sfoggia una serie incessante di facce stupita/divertita/ammaliata/stupita/divertita/incuriosita che ti viene da pensare che il tenebroso sia davvero un gran simpaticone, solo che poi ti accorgi che lui rimane zitto quasi tutto il tempo, mentre lei parla parla e poi condisce le sue domande con le sue facce come fossero risposte, visto che le risposte non ci sono o che le risposte sono grugniti di default. Forse sono al primo appuntamento e lei cerca di piacere a lui, forse l’ha fatta grossa e cerca di farsi perdonare facendo le fusa come una gattina. A te viene solo in mente il sorriso plastificato di Annette Bening in American Beauty.  

Al tuo tavolo amici vecchi e cari, e tra loro anche exragazza con suo uomo, che tu ricordavi come un sempliciotto e svanito al pari di lei, e pensavi pure di essere stato crudele in questo giudizio, ma ad averli di fronte e sentirli produrre certe sintassi avvilenti sia nella forma che nella sostanza, scopri poi andando via che il giudizio più tagliente non era neanche stato il tuo, e che tutti abbiamo fatto cose nel passato di cui non riusciamo a darci una spiegazione. E pensi che forse la Fisiognomica dovrebbe essere elevata al rango di scienza esatta, porca miseria, ma questa forse la capisci soltanto tu.

E poi torni a Bologna, e di corsa fai la valigia e prendi il treno per andare a trovare la Principessa, e lei ti trascina a vedere Ratatouille mentre tu fai finta di andarci solo per farla contenta. Tu nel buio del cinema protesti che i topi non parlano e non sanno neanche costruire le barche figuriamoci cucinare, e lo fai solo per farle un dispetto e per farla sorridere, e ci sono questi attimi che già sono belli da soli, se poi ci aggiungi tutto quello che hai visto nei giorni precedenti finisce che ti senti così fortunato che non sapresti da dove cominciare a spiegare.

qui

qui si parte per una trasferta di ventiquattro ore a Pisa, causa invito a festa di Laurea di vecchia compagna di scuola. Prevedendo l’elevata percentuale di fighettismo fra gli invitati, e notando il cielo plumbeo che continua a sputare pioggia, so già che – male che vada – mi divertirò ad osservare le ragazze bomboniere che si innervosiscono per la messa in piega rovinata. Da parte mia, mi dichiaro colpevole di una camicia bianca stirata alle dieci di mattina.

anch’io con te, insieme a me, e tu con me

I miei personali complimenti all’ultimo singolo di eros ramazzotti in duetto con nientepopodimenochè ricky martin. Il pezzo si chiama “Non siamo soli” e ad un certo momento uno arriva addirittura a chiedersi se non l’abbia scritto il carciofo Fabrizio Moro. I gusti sono gusti, e qui non si discute di gusti, che per carità in giro c’è gente che ama nutrirsi di escrementi e farsi calpestare dai cavalli in corsa. I gusti sono gusti, e qua non giudichiamo i gusti, ci mancherebbe altro. Quello che mi chiedo è se alla fine del 2007 non sia ben chiaro alla popolazione mondiale il concetto di retorica buonista. Voglio dire, se per caso io sottoscritto che sono un Pinco Pallino qualunque una mattina mi svegliassi e mi mettessi a scrivere su ste misere pagine che L’Amore Vince Sempre e La Risposta ai Tuoi Interrogativi è In Fondo al Tuo Cuore, credo che sarebbe abbastanza chiaro che sto facendo della retorica cippa lippa, che sto menando parole omogeneizzate al vento. Che il problema non è la sostanza – L’Amore Vince Sempre? Risposta:  ma che ne so: può anche darsi, non lo escludo a priori – ma bensì qui si discute semplicemente di forma. Perchè alla fine del 2007 dovrebbe essere chiaro qual’è la forma con cui esprimere dei concetti pure semplici semplici per non farli apparire banalotti e scialbi. Uno pensa che alla fine del 2007 queste cose dovrebbero essere chiare a tutti, poi ascolti ste canzoni dove – e pesco a caso che il testo meriterebbe di essere citato per intero – si arriva addirittura a dichiarare che:

Eros: Supera i confini, non conosce geografia l’emozione che ci unisce in una grande idea
Ricky: Oltre le distanze noi non siamo soli, sempre in cerca della verità
Eros: Anime viaggianti, cuori prigionieri, con la stessa idea di libertà. Un altro mondo possibile c’è e lo sto cercando insieme a te
Eros: Anch’io con te

Ricky: Insieme a me
Eros: E tu con me…


Che uno potrebbe obiettare, questo è soltanto misero pop, cosa ti aspetti dal pop? Ma io dico, per la miseria, in giro pure Tiziano Ferro riesce a fare di meglio, ma pure Nek, se vogliamo, fa la sua porca figura (“se vuoi ci amiamo adesso, se vuoi, però non è lo stesso…” che può tornare utile come simpatica scusante, alle volte), ma pure Paola e Chiara, guarda, a sto punto.

oggi la mia prima

Oggi la mia prima carta d’identità con il titolo Comune di Bologna. Sulla vecchia carta avevo una foto orrenda di me sudato al sole di agosto, dopo una corsa dal fotografo per le fototessere da fare in fretta; il giorno sarei partito per la mia seconda estate londinese. Ero giovane e sudato, un sorriso incerto da rettile, una maglietta aperta sul davanti e una valigia da fare che mi attendeva a casa. La foto di oggi – invece – l’impiegato gay dello studio fotografico ha voluto ritoccarla col photoshop senza avvertirmi di nulla. Ha smussato via le occhiaie e fatto brillare gli occhi. Ha preso il colore dalle guance e me lo ha spalmato sotto i globi oculari. Sono più giovane oggi di allora. Sono innocente e luccicoso. Sono un modello del postalmarket.  

Oggi telefonata fin su in un posto tanto tanto a Nord, a contrattare cose e progetti che per adesso qui non se ne parla. Io che contratto il mio futuro in un call center pachistano con un sottofondo di musica orientale tutta pifferi e lamenti strascicati. Sto accumulando troppe cose da raccontare ai nipoti, per la miseria.
 
Oggi il mio lavoro da cartolinaio mi ha portato in un luogo per le strade di Bologna chiamato Scuola di Musical: in pratica ragazzi e ragazze che ballano e cantano e fanno piroette dalla mattina alla sera. Fuori nel mondo cercano tornitori e sistemisti, tecnici radiologi e agenti di commercio, e quelli fanno le piroette ed i gorgheggi. Fanno il musical. Ragazzetti che a volte non c’hanno manco il fisico, che sarai pure bravo ma se non c’hai il fisico dove vuoi andare a fare il musical, mi chiedo. La parte razionale di me pensava Ognuno è Libero di Fare Quello Che Vuole, la parte profonda e sincera recitava profondamente come una macumba crudele MariaDeFilippi MariaDeFilippi MariaDeFilippi E’ TuttaColpaTua.

bamboccione in senso orario

La scatola televisiva parla di bamboccioni, a me piace tanto sta definizione di bamboccione. Sta definizione che me la sento proprio addosso, anche se qua adesso si discute se considerarla un’offesa oppure no, a me non pare per niente un’offesa. Sta definizione che c’ha solo il problema di finire in –One, e io non sono abbastanza grasso per sentirmi un –One, mi sentirei più a mio agio in qualcosa come Bamboccino o Bamboccetto. Però forse sono troppo alto per farmi chiamare Bambocetto, credo che nessuno sopra il metro e ottanta possa farsi accollare qualcosa come Bamboccetto. Credo che mi sentirei più a mio agio in un Bamboccello, che mi fa rima con Fuscello, con Baccello, Fusillo. Qualcosa del genere.

E’ tutto il giorno che penso a sta cosa della ballerina pubblicata oggi da Dave. Sta ballerina che se la vedi girare in senso orario vuol dire che hai la parte del cervello destro che predomina sul sinistro e viceversa. Nonostante i miei sforzi, la vedo solo in senso orario. Ho avuto un paio di secondi di senso antiorario e poi niente più. Ma diamine Bamboccello, il cervello destro è quello dell’Immaginazione, della Filosofia, degli Impetuosi e della Fantasia, e tu invece si suppone che sei uno scienziato. Ma diamine Bamboccello, cosa mi combini.