sliding doors

Il marocchino pulitore dell’ufficio è andato in vacanza per un mese. Come sostituta, è arrivata una ragazza bionda e straniera. Vestita bene, tutti i denti a posto, pettinata, sorridente. Un ragazza che potrebbe stare seduta al posto mio, ed invece al posto mio ci sono io. Fin quando è un marocchino avanti con l’etá viene da rilassarsi e pensare: ah,vabbè, è un marocchino avanti con l’etá. Oppure viene da non pensare proprio niente. Mentre così ti trovi davanti una possibile alternativa (una plausibile alternativa) della tua esistenza. È la stessa sensazione che la Signorina ha provato in un ufficio a qualche decina di chilometri da qui.    

Nel frattempo, qui stamattina neanche 14 gradi. Sciarpa.

opinione di minoranza

Non lo so, non lo so. Mi viene da pensare che ci riempiono di morale da telefilm americano fino a scoppiare, del tipo «segui i tuoi sogni sempre e comunque, la passione che ti muove eccetera eccetera » che poi finamo per guardare le cose attraverso lenti distorte. Eppoi lo so bene che le opinioni che partorisco sono evitabilissime, e sono qualcosa su cui pure io non mi trovo d’accordo. Però questo qui è andato a scalare la montagna chiamata Mangiauomini (qui un interessante articolo) un posto che ha causato il trenta per cento di morti fra gli scalatori degli ultimi 50 anni. Trenta per cento è tantissimo. Vuol dire che in pratica ne sono morti 60. Non mi viene proprio in mente qualcosa di più pericoloso, tutti gli esempi fra i commenti non reggono il paragone. E se tu ci vai, lo sai che forse non torni. E se ci vai, te ne freghi di chi sta attorno a te. E se mi tirate fuori la passione, il sogno di una vita, tutto questo non mi significa niente, perchè puoi benissimo andare a scalare le montagne di cinquemila metri molto meno pericolose, e c’hai lo stesso la montagna, la roccia, il freddo e la neve. Ste cose non te le toglie nessuno. Se lo fai, è per gloria o per offuscamento cerebrale, per la dose di adrenalina, o per noncuranza. In ogni caso, per mancanza di responsabilità. E i figli magari crescendo si chiederanno se il papà gli voleva bene oppure No. E che cosa si devono rispondere? Che la passione per la montagna eccetera eccetera? Ma perfavore. Il punto è che mi metto a parlare dei morti, e il costume mediterraneo è sempre quello di stravolgere la realtà se uno muore, per farlo sembrare meglio di quello che è. Ti ci abituano da piccoli e viene male a fare il contrario.

che poi mica ti ci hanno costretto, no?

Allora fatemi capire – perchè forse sto diventando vecchio e non capisco – ma se ti metti a scarpinare in cima ad una montagna di ottomila metri, e lo sai benissimo che è molto pericoloso fare ste cose, e se poi all’improvviso scivoli e cadi in un crepaccio e muori, e se fai tutto questo sapendo che a casa ti aspettano moglie e tre figli in tenera etá, noi che stiamo qui a leggere la notizia come ti dobbiamo ricordare? Come un avventuriero? Come un eroe? O come un pirla? E i tuoi figli che adesso sono in tenera etá orfani di padre perchè tu te ne andavi a fare le scarpinate a ottomila metri, poi quando cresceranno come ti dovranno ricordare?  

questo, quello

Questo nella foto lo ha fatto la Signorina. Io ci ho messo solo il pavimento graffiato che fa da sfondo. Queste invece sono le oche che ho trovato domenica passeggiando fuori dalla sua casa, avvicinate col pane invecchiato fatto a pezzettini. Questi invece sono i miei piedi dopo una mezza giornata a montare mobili ikea fallati o sbagliati. Questa invece, a proposito di Ikea, è un’idea macabra che però mi trova molto d’accordo.   

the winner is

La volontà popolare dice «come si inculano i numeri con la virgola» . Le interpretazioni fantasiose fra i commenti mi paiono un attimo esagerate. Credo che l’autore volesse trovare un metodo per arrotondare le cifre a suo vantaggio, e non sodomizzare i numeri come è stato detto. Ma comunque. Il premio della critica a «Foto di angelo mio cugino» solo per la fiducia sterminata riposta nel motore di ricerca. Che poi non è proprio sterminata, perchè ci tiene a precisare che è suo cugino, per evitare che Google si sbagli e si metta a cercare un Angelo qualsiasi.

the nominees, june 2008

Il problema con questi post sulle chiavi di ricerca mensili è che ti rendi conto di come passa velocemente il tempo. Molto brevemente, le nominations per giugno 2008 sono le seguenti:

– adamo ed eva e i dinosauri     

ascelle pelose svedesi        

– avere un’abbronzatura radical-chic     

– c’ho sempre ragione io          

– colloquio multinazionale estate come vestirsi          

– come convincere la propria ragazza a fare l’amore       

– come si inculano i numeri con la virgola           

diarrea che gira in questo periodo giugno 2008          

fabrizio moro plastica al naso           

foto di angelo mio cugino            

ho un piccione sul balcone che faccio?               

il bambino ha tagliato i baffi al gatto perchè?        

– io non so con quale razza di gente ho a che fare              

– mela pera banana caffè         

– perchè prima di far volare un aeroplani di carta ci si soffia sulla punta         

piero pelù cazzo peloso           

puo’ l’uomo mangiare le formiche vive?          

– razza arianna ?         

una donna il giorno dopo che avuto le sue cose puo farsi stare in cinta

Apriamo il televoto.

nel treno fra firenze e perugia

Nel treno fra Firenze e Perugia un ragazzo con un paio di occhiali enormi con sopra scritto RICH e un ciuffo a fontanella sugli occhi, e un tatuaggio attorno al bicipite, questo ragazzo che mi stava di fronte era impegnato a parlare al telefono, e io gli stavo di fronte, e lui gridava nel telefono, e spiegava  che vabbè, sarebbe andato a cantare al compleanno del vicesindaco non tanto per i soldi, quanto piuttosto perchè aveva saputo che fra gli ospiti ci sarebbe stata la Rosi Bindi, e con la Rosi Bindi fra gli ospiti – giuro che l’ho sentito dire così, non sto esagerando – poi magari ci scappava la raccomandazione per un programma alla Rai, che uno ci prova sempre magari gli va bene.             

Dicevo, sei mesi e mezzo fuori dall’Italia, poi torni e ti trovi il lampadato che si aspetta il favore dalla Rosi Bindi. Che magari si potrbbe credere che esagero, che mi invento tutto, ma se trovo la conferma che la Rosi Bindi è stata ospite a qualche festa di vicesindaco fra Firenze e Pisa allora è fatta.            

La campagna umbra è Italia da cartolina, e con tutti sti agriturismi che escono come funghi assomiglia sempre di più ad una cartolina. La campagna umbra è bella, ci sono solo ampissimi tratti di territorio che non ci vive nessuno. Qualche casa sperduta, e poi basta. Che sarà anche bella ma poi alla fine non ci vive nessuno. Però è bella.              

Perugia è in salita oppure in discesa. Se giochi a palla, se sei un ragazzino che giochi a palla e poi perdi la palla, ti rotola giù fino alla spiagga tirrenica e addio palla. Dev’essere colpa di sti traumi infantili che poi da adulti se ne vannoa vivere in zone a pendenza minore.               

Sto divagando.           

No, l’Italia non mi è mancata. Va bene un po’ mi è mancata. Acquistati in Felitrinelli i seguenti autori: S.Agnello Hornby, P.Roth e Marek van der Jagt. Copriranno Luglio e Agosto, come minimo. Il primo e il terzo li consiglio a priori, basta leggere le loro biografie. Io  per adesso ancora non ho letto niente, ma promettono bene.           

A grande richiesta – e tu è inutile che protesti, che tanto non funziona – tornano le mirabolanti avventure del Cuggino Rasta, sempre alla ricerca dell’amore della sua vita, o qualcosa che vagamente gli somigli.              

Il Cuggino Rasta è seduto ad un tavolino del bar in zona universitaria a Perugia. Una ragazza lo guarda insistentemente. Il Cuggino se ne accorge, io me ne accorgo. Le ragazze che non lo conoscono sono attratte sempre da lui. È il latin lover degli amori approssimativi e interinali. Lui promette ogni volta austerità e vita da bravo ragazzo, e così anche oggi, ma già sappiamo che non sarà così. La ragazza si avvicina e il Cuggino comincia con le sue radiografie. La scruta.    

«Smettila» dico io. 
«Smettila cosa?»  
«Quello che stai facendo»  
«Ma è necessario.» dice lui.   
«E perchè mai? »   
«Devo valutare bene adesso che c’è luce, altrimenti poi stasera nella confusione, al buio… »  
«…»   
«Meglio farsi un’opinione attendibile adesso. Non si sa mai.»      

Il Cuggino Rasta è proprio quando si sforza di essere serio e ragionevole, che mi fa ridere fino alle lacrime, e poi ha pure il coraggio di chiederti il perchè.

pausa

Utrecht e poi Eindhoven e poi aereo fino a Pisa e poi treno fino a Perugia per la laurea del fratello Il Piccolo. Sei mesi e mezzo che non torno in Italia. Qui piove e quando non piove, tanti nuvoloni. Un luglio che piove, avrò qualcosa da raccontare.

solo due cose

Solo due cose da aggiungere sui cellulari ultramoderni, come per esempio l’iPhone ma non necessariamente soltanto l’iPhone.

Mi si dice che ognuno i suoi soldi li spende come vuole. Questo è vero. Il punto è che le persone non spendono i soldi “come vogliono”, ma solo come vuole la pubblicitá. Voglio dire, cosa puoi fare con un iPhone che ti manca su un telefono normale? Puoi sfogliare le fotografie con il touch pad invece dei tasti, per fare un esempio. Lo so che c’è altro, ma è per fare un esempio. Non è che stai a casa tua e prima di sapere dell’esistenza dell’iPhone cominci a pensare “Oh, madonna vorrei sfogliare le foto con le dita invece di premere i pulsantini! Oh madonna, ne ho assoluto bisogno! Come posso andare avanti con questi miseri pulsantini?!? ”     

No.

Funziona che vedi la pubblicitá, e mentre affermi che la pubblicitá su di te non fa nessun effetto, in quel momento ti accorgi che hai proprio bisogno di sfogliare le foto con il touch pad invece dei pulsantini. La pubblicitá ti ha creato il bisogno che fino a cinque minuti prima non avevi. La pubblicitá ti fa vedere tante bellissime cose e improvvisamente ti accorgi che ne hai bisogno. Lo dico tranquillamente, non sono un extraterrestre, succede anche a me se cammino per negozi, è un impulso che devo spesso impegnarmi di frenare.          

E allora sapete cosa? Il benessere piú o meno tocca tutti, in questa parte di mondo. E allora avendoci soldi in tasca – e qualche soldo ce lo abbiamo tutti – davanti a tutte ste proposte, davanti a tutto sto superfluo hai due scelte: comprare o non comprare. E se decidi di comprare, hai fatto la scelta piú facile. Comprare è troppo facile. Io ci casco, a volte, e me ne rendo conto. Molto piú difficile e fermarsi e dire: non ne ho bisogno, non lo compro. Tutto attorno è costruito appositamente per farti credere a bisogni che invece non hai, ma se tu lasci perdere e passi avanti, hai vinto. È una cosa da niente che non cambia quasi niente, ma l’hai vinta.          

Non bisogna mai perdere di vista il tamarrone con la cinta e il fibbione di D&G. Noi in fondo siamo lui, ma con qualche sovrastruttura di contorno. Noi siamo lui, ma non lo sappiamo.

update: le ridicole petizioni per avere le tariffe piu’ convenienti.

perchè io valgo (più del mio telefono)

In Italia arriva l’iPhone. Tutti ne parlano. Le tariffe sono scandalose ma la gente sbava ugualmente per la cazzatina Mac. Io invece voglio fondare l’associazione Nokia low cost, ne potranno fare parte solo i possessori di telefono a prezzo minimo. Membri onorari saranno i possessori di un Nokia 3310 ancora funzionante. Il mio purtroppo è defunto da tempo, ma ho scovato un sostituto perfetto qui in Paese Basso pagato circa 19 euro. È bellissimo e ha certi pixeloni grossi e rozzi e quadrati come piacciono a me. E poi insomma va detto: un telefono che costa più di centocinquanta euro è volgare. E’ un gesto volgare comprarlo. Vuoi chiamarlo lusso? Non è nemmeno lusso, perchè più o meno un telefono da 500 euro se lo possono permettere (quasi) tutti. E’ un gesto volgare e basta.

differenze cromosomiche

IO: “Almeno io sono sincero quando parlo con te!”
LEI: “In che senso?” 
IO: “Nel senso che rispondo sinceramente alle domande che mi fai. Quasi sempre.”
LEI: “Ed io no?”
IO:“No, non rispondi alle mie parole.”
LEI:“Ma come No?”
IO:“Tu in realtá rispondi alla parole che tu credi siano nascoste dietro le parole che ti sto dicendo. E quindi in pratica rispondi a qualcos’altro che non ti ho chiesto.”
LEI: “Ma è normale.”
IO:“Eccerto, adesso è pure normale.”
LEI “È quello che fanno tutte le persone sensibili.”

sabato e domenica

Con uno sbadiglio esagerato ho sentito la mia mandibola scricchiolare e sono rimasto per qualche secondo con la bocca aperta. Ho ancora male.  

I treni olandesi partono in orario e arrivano in orario, però nonostante questa precisione si fanno comunque prendere sbagliati, e io ieri l’ho preso sbagliato – per esempio – e mi stavo facendo trasportare in luoghi che non so e che non volevo sapere. Ho smadonnato in italiano soffiando sui vetri, il mio vicino di treno ha sicuramente imparato qualche parola truce nella mia lingua, durante i quaranta minuti che siamo stati seduti assieme. Ho aperto il computer e per far passare il tempo ho visto il finale di 8 e ½ che dicono essere uno dei più grandi film di Fellini. Io sono ancora perplesso, ma con la mia cinefilia ritardata preferisco non esprimere giudizi. 

Ho trascorso una domenica a farmi prendere a schiaffi dal vento, nella nuova città della Signorina. Lei ha trovato casa, finalmente, e ha trovato una bella casa, con tanto di giardinetto per nani fornito di rose già sbocciate e di i gabbiani che si posano sul tetto. E l’altalena appena fuori dalla porta. E un canale navigabile con le barchette parcheggiate appena dietro l’angolo. E i cigni che ti guardano in cignesco dal bordo dell’acqua. Che poi capiamoci, i cigni: non una papera, i cigni. Tantissimi cigni. Che io vorrei fermare il primo che passa e dire: dì la verità, tu che lo sai, questo è un Truman Show e i cigni li avete messi apposta perchè sapevate che stavamo per arrivare. Dì la verità. Dimmi dov’è la telecamera. Dimmi dove devo guardare. Giochiamo a pubblicizzare la nuova varietà di Coca Cola? Guardo in camera e sorrido, ma dimmi dove devo guardare. E poi quando vado via dove li mettete tutti sti cigni? Voglio dire, scappano via se non li chiudete, no? No? Dimmi la verità.

Poi mi ha pure permesso di entrare nel suo hotel a cento stelle con i salotti in pelliccia di orso bruno e Sara Ferguson alla reception. Ho rubato la colazione e ho guardato case da milioni di dollari appena fuori la finestra. C’avevano i pacchettini mono dose di cereali al cioccolato. E tutto lo yogurt del mondo affondato nel ghiaccio. E fuori, di nuovo i gabbiani. Gliel’ho pure detto, alla signorina: prova a non ridere, vediamo se ci riesci. Vediamo se – contenta come sei in questo momento – riesci a non ridere. Non ce l’ha fatta. E adesso vediamo se riesci a ridere di più. E non c’è riuscita. Ferma immobile sul massimo possibile del sorriso, impossibile da smuovere.  Io a colazione ho mangiato troppi donuts al cioccolato con il succo d’arancia.

life is life

Per la serie «non so se le mandano anche in Italia», la pubblicità di una birra vista alla televisione del Paese Basso. In tedesco coi sottotitoli olandesi e inframezzi in inglese, ma si dovrebbe capire lo stesso. E comunque voglio un pubblico internescional, io.

quasi tutti i libri

Quasi tutti i libri che ho nella mia camera sono stati letti due volte. L’altra notte mi sono arreso, ed ho cominciato la terza lettura di uno dei miei preferiti di sempre. Voglio dei libri. Voglio una libreria dove poter comprare dei libri nella mia lingua. Voglio solo dei libri. No voglio (come è successo appena qualche minuto fa) che la libreria online della Feltrinelli, dopo avermi fatto girare nel suo bellissimo sito, e avermi fatto riempire il carrello con libri che non vedo l’ora di avere fra le mani, mi dica che i loro bellissimi libri si possono spedire solo in Italia. Ci mettono pure il menú a tendina, quei maledetti, per scegliere il Paese, poi premi sul menú a tendina, e fra le opzioni c’è solo l’Italia. Ah, feltrinelli maledetti.

ecco perchè poi preferiscono il cloro dei parchi acquatici

I giornali cominciano a mandare le immagini dei Vips al mare. Io da salentino non posso fare a meno di notare come il mare in cui i Vips si immergono sia praticamente uno schifo di brodo. Una minestrina di fango. Ricchi come sono, famosi come sono, vanno ad immergersi in acque torbide e melmose che non riesci a vederti nemmeno i piedi. E la spiaggia color terra, poi, che tristezza.

cose

La televisione qui è sempre spenta. Quando l’accendo, sono contento di averci la Cnn coi presentatori di plastica che raccontano cose incomprensibili sui finanziamenti della campagna elettorale americana. Poi da queste parti si prende benissimo Raiuno, vai a capire come mai. Al telegiornale di Raiuno mandano servizi su Fiorello che pare abbia ormai raggiunto la santità, o qualcosa del genere. Capiamoci, il successo è il successo, ma se arrivi ad un livello tale di successo per cui ti dedicano un servizio al telegiornale sul niente (nel servizio c’era Fiorello che cantava con gli amici suoi) e se poi ci sono le parole incensanti di Vincenzo Mollica, allora quello è livello di successo che non si può sopportare, un livello quasi da Padre Pio.  


La pubblicità degli antidiarroici, invece, cambiano le marche ma è sempre la stessa. C’è sempre qualcuno salvato dalla diarrea che grazie a questo farmaco può riprendere la sua vita bellissima e interessantissima piena di sorrisi e cinema e incontri galanti. Io secondo me c’è gente che vorrebbe averci apposta la diarrea per poter dire avere una scusa alla mancanza di vite interessantissime piene di cinema e incontri galanti.


Ho dei fiori secchi sul tavolo. Da vivi erano bellissimi, sono belli anche da morti. Stavo pensando che alla mia età dovrei smetterla di mangiarmi le unghie. La signorina mi guarda le dita e dice che si capisce benissimo che sono anni che mi mangio le dita. In effetti sono anni che mi mangio le dita e poi finisce che mi faccio male da solo. Io tipo oggi mi prometto di smetterla, se non ci riesco queste righe serviranno da promemoria per farmi sentire in colpa.              

Ma io mi accontento di poco, comunque. Per esempio la mia nuova padella al teflon che non lascia incollare il cibo, mi sta dando grandi soddisfazioni. Perchè poi dicono Ah, sti giovani di oggi. Per quanto mi riguarda, mi accontento di poco.    

La signorina: «Stavo pensando che aguardarci da fuori siamo proprio a posto. »  
Io: « In che senso? »     
Signorina : « Nel senso che nessuno dei due pare aver vinto alla lotteria, con l’altro.»    
Io: «E cioè? »    
La signorina: « Nel senso che nessuno dei due è esageratamente più bello dell’altro. »      
Io: « Ah, ecco. »