Fossi una cassiera di una rosticceria o di una pasticceria o di una gelateria, particolarmente del Sud, particolarmente di quelle affollatissime ad agosto che devi lavorare velocissima, particolarmente di quelle affollatissime che ad agosto premi i pulsanti sulla cassa freneticamente per stare dietro alla massa di persone e ti si imperla di sudore il labbro superiore, fossi una di queste cassiere, a quelli che davanti alla cassa cominciano a perdere tempo con le cerimonie dell‘offro io, ma stai fermo che faccio io, ma non esiste faccio io, mentre intanto la fila dietro si allunga, fossi una di queste cassiere una volta ogni tanto impazzirei e giù mazzate con il cavatappi sulla testa da far schizzare il sangue fino al soffitto, tipo Cogne.

Annunci

il mio padrone di casa

Il mio padrone di casa, che vive qui sopra insieme alla moglie – viviamo nella stessa casa, praticamente, ma facciamo tutti finta di No, con la differenza che solo io ho il frigorifero incastrato fra le biciclette del garage – per quattro soldi di affitto accetta di trovarsi in casa un estraneo (ovvero io) che nel silenzio dello studiare fitto fitto fitto è costretto ad ascoltare per intero il gracchiare di una litigata crescente fra i due coniugi, una litigata che cresce cresce cresce fino ad un punto di paroline veloci e acute – pronunciate da lei – veloci veloci e asfissianti e irritanti, e poi una serie di grugniti pesanti – di lui – fino al punto a che tutto questo crescendo di gridolini e e grugniti viene a concludersi con uno schiaffo – Spaf! da parte di lui, sulla faccia di lei – che provoca dopo qualche istante di tensione il pianto strozzato di lei e il silenzio cupo di lui, che uno a questo punto potrebbe dire Che Schifo La Violenza, ma oggi – un giorno esatto dopo lo schiaffo conclusivo di ieri – ha prodotto un Pucci Pucci generale e ributtante che io, dal piano di sotto, separato solo da muri sottilissimi, già sento la mancanza della litigata crescente, anche se poi (e qui sarebbe ora di mettere un punto ma non ci riesco) oggi lei era così Pucci Pucci e servizievole che la mia busta di biancheria sporca l’ha accettata con una serie di Yess, e poi mi ha restituito tutta la mia roba piegata pulita e forse – sospetto poco fondato data la mia scarsa conoscenza dell’argomento – perfino impregnata di ammorbidente.

normale sarai tu

A Verona un ragazzo è stato preso a calci sulla nuca per aver rifiutato di offrire una sigaretta. Adesso è in coma. Non si conoscono ancora i responsabili – certamente prima o poi verranno fuori – ma il giorno che li troveranno si metteranno a discutere su come punirli, quanti anni e quante attenuanti e quante aggravanti.    

A me non importa nulla se quando li acchiappano decidono di dare tre oppure quindici anni. Un anno oppure cento. Non me ne frega niente. Questo è un dettaglio irrilevante. Il punto è: quelli erano in gruppo e hanno ridotto in coma un ragazzo solo per una sigaretta. Nessuno di loro si è pentito e si è presentato alla polizia. La polizia dichiara che gli aggressori erano ragazzi «normali, cioé senza simboli che possano richiamare gruppi estremistici». Allora sapete cosa? Normali una cippa.     

Vi pare sempre tanto scontato puntare il dito verso il fascista con la testa rasata, che picchia perchè è un fascista, o contro l’autonomo dei centri sociali che distrugge perchè viene dai centri sociali, o contro il rumeno che ruba perchè cosa vuoi che faccia, tanto è un rumeno. Se invece adesso sono dei «ragazzi normali» a fracassare il cranio ai passanti, allora io voglio che si faccia anche per loro una bella analisi approfondita. Li dovete prendere – e tanto prima o poi li prendete – ma poi quando li trovate voglio sapere tutto. Tutto, capito? Che tipo di musica ascoltano? Come vestono? Vestono «normali»? In che senso «normali»? Vestono firmato oppure No? Indossano occhiali da sole griffati? Datemi il nome. Scrivetelo dove tutti possano leggerlo. E che musica ascoltano? Perquisite le loro camere da letto: leggono libri? Sì oppure No? Io voglio sapere tutto. Come andavano a scuola? Che aspetto hanno le loro fidanzate? Quelle presenti e quelle attuali: ditemi tutto. Vanno in giro coi tacchi? Senza tacchi? Con le meches ai capelli? Senza? Truccate o al naturale?      

Io voglio che si dia una forma dettagliata a questa «normalità» che riesce a fracassare un cranio.          

Come trascorrono le serate? Vanno in giro a fare cosa? Esattamente cosa? La sera se ne vanno a teatro, a passeggiare per le vie del centro, vanno in discoteca: dove vanno? E che livello di istruzione hanno? Dobbiamo prendere appunti, dobbiamo scrivere tutto. Cosa guardano in televisione? Quali sono i film che apprezzano? Votano alle elezioni? E chi votano? Scriviamo tutto, registriamo tutto, porca miseria.          

Che tanto lo sappiamo bene come agiscono questi personaggi, ogni cosa la fanno in branco. E allora succede che le cose che piacciono ad uno, piacciono per forza a tutti. Allora io voglio sapere quali sono queste cose, e dovete andare in giro a pubblicizzarle, tutti devono sapere che tipo di gente è, quella che si veste in un certo modo, che frequenta certi posti, e che vota certi personaggi, che voi chiamate «normali». Comprano le suonerie per il cellulare oppure No?

siamo pari

Adesso pure i tifosi fascisti hanno il loro martire da celebrare in giro e da usare per parlare a vanvera di giustizia e di vendetta. Dopo la beatificazione di Carlo Giuliani santo patrono di Genova, adesso arriva anche Gabriele Aquila nel Cielo. Tutti sti fiori, tutta sta partecipazione, tutta sta fratellanza fra gli ultrà ricorda scene già viste in altri colori e sotto altri nomi. Tutti egualmente bacati nel cervello al punto di non vedere la realtà per quella che è: un errore che non doveva essere e che invece – purtroppo – è successo.

viulenza

Adesso fanno pure le spedizioni punitive contro i rumeni e le chiamano Reazioni del Popolo Esasperato, cercando di stabilire una correlazione fra causa e conseguenza, fra il fattaccio dell’altro giorno e le sprangate contro la signora rumena che sta mettendo la spesa nel bagagliaio dell’auto.

Se vogliamo fare i sociologi, le possiamo pure chiamare Reazioni del Popolo Esasperato, però se vogliamo fare i sociologi dobbiamo pure dimenticare che esistono tante teste bollenti con la sprangata facile. E dobbiamo pure dimenticare che sul 100% delle persone che calpestano questo mondo ci sarà sempre una certa percentuale di bulletti che non vedono l’ora di spaccare la faccia a qualcuno, e che se sei cresciuto nella provincia meridionale questa percentuale prenderà le sembianze del delinquente di quartiere che sgommando sulla motoretta verrà a chiederti sfrontato “Cazzo guardi?” “Cazzo vuoi?” mentre tu ciucci spensierato il tuo ghiacciolo all’amarena seduto sul marciapiede; e la stessa percentuale di persone, dopo aver letto qualche libro, si autoproclamerà fascista e poi verrà a prenderti a craniate sul naso con argomentazioni di poco superiori al Cazzo Vuoi Cazzo Guardi di cui sopra.

Che poi il sociologo politologo mi verrà a costruire tutte le relazioni che vuole fra il fattaccio dell’altro giorno la signora rumena sprangata con le borse della spesa in mano, però a Roma giusto qualche mese fa un gruppo di bulletti con la testa rasata venne a spaccare di mazzate un gruppo di ragazzi durante un concerto, e non c’erano stati fattacci o altre cose ad “esasperarli”, c’avevano solo voglia di prendere a mazzate qualcuno e lo hanno fatto, perchè quando scappa scappa e certe volte se trovi un motivo è meglio, ma se non lo trovi chissenefrega basta che porti la spranga.