Nei miei luoghi natii, oggi che ho occhi abbastanza maturi per capirlo, mi rendo conto di essere circondato da troppa bellezza, così tanta che squilibria l’esistenza e le opinioni.

Non una bellezza metafisica ma proprio una bellezza fisica e concreta. Non una bellezza generica ma proprio delle persone, delle cose e dei luoghi che mi circondano, da quando mi sveglio la mattina fino a quando la notte torno a casa.

Ci metto dentro tutto: la camera da letto in cui mi sveglio, la casa in cui vivo, fratelli e sorelle, cognate e amici che mi circondano, la strada che mi porta al mare, il mare e le gambe abbronzate delle sconosciute.

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tutto vero

Stamattina c'erano due tizi incassati nei divani del soggiorno. Dormivano con indosso il giubbotto col pelo sul cappuccio. Dormivano a bocca aperta, mentre la televisione muta mandava un programma di ballo.

 

Ero sceso a prendere il latte, e loro erano evidentemente due amici del coinquilino Spitty Cash, a causa del quale la mia permanenza in questa casa si fa sempre più difficile. Già cerco nuovo luogo in cui portare le mie robe, ma come al solito non è semplice.

 

Venerdì sera mangiavo turco all'una di notte ad Amsterdam, col piatto vicino alla vetrina per controllare la macchina che non so perché quando parcheggio ad Amsterdam mi pare che debba succedere sempre qualcosa. Poco prima parlavo con un consigliere comunale di un piccolo paese qua vicino di un libro di autore nordafricano che un mese prima avevo comprato passeggiando per Lecce. Lui mi raccontava delle sue schede per prendere il tram, che se ne porta sempre appresso due, vedi mai che una serva ad un amico.

 

Nel posto dove mangiavo turco c'era un gatto arancione pallido che saltava sui tavoli e non aveva paura di me, e voleva rubare il contenuto del mio piatto, mentre io non potevo tenerlo d'occhio che c'avevo la macchina lì fuori, da tenere d'occhio, anche se non so bene perché.

 

Stamattina sul più tardi – anzi era così tardi che era pomeriggio inoltrato – gli amici di Spitty erano ancora incassati nei rispettivi divani solo che si erano disfatti dei giubbotti e uno di loro muoveva un piede, quindi era vivo.

 

Sono andato a correre nel bosco, e dopo aver sgambettato sotto gli alberi seguendo un sentiero sono arrivato in un prato dove c'erano delle mucche e dei tori tutti bianchi, a due metri da me, e una di loro mi guardava fisso. Un signore con la stampella ci passava nel mezzo, senza paura quasi sfiorando un toro, e una signora ci portava la carrozzina con dentro il neonato. Ed io con la puzza caratteristica della cacca di mucca che certe volte può essere anche piacevole, fissavo dritto negli occhi una delle mucche, e per rendere l'idea della situazione, nelle cuffie in quel momento avevo Gomma dei Baustelle.

il miocoinquilino

Il mio coinquilino Spitty Cash si droga tantissimo. E ascolta la techno.

 

Ascolta la techno alle feste techno, ma pure quando si sveglia la mattina. Lui si droga in casa ascoltando la techno, poi esce e si sfracella in qualche luogo del Paese Basso – ma a volte pure all’estero – poi torna a casa.

 

La mattina dopo incontra me che faccio cose del tipo aprire il frigorifero per prendere il latte (antico!) e lui e' gia’ sul divano che si droga e ascolta musica techno. In fondo pero’ e’ un bravo ragazzo.

Mi chiede come va.

Gli chiedo come va.

Mi dice “non so come sono tornato a casa ieri notte. Mi ricordo che camminavo, qualcuno che mi aiutava, un’automobile verde, una bottiglia, un tipo che si chiamava Marco. E adesso sono a casa.” Dice cose del genere il mio coinquilino, che ha dieci anni e due mesi meno di me, ed io lo osservo come una volta ho osservato uno roditore australiano in un negozio di animali – che’ io ne capisco un po’ di animali ma un roditore cosi’ non lo avevo mai visto.

 

E’ un bravo ragazzo, ma credo invecchiera’ precocemente. Lavora come assistente agli anziani. Forse si droga per quello? No. Il primo giorno che mi ha visto mi fa: ho cominciato dopo il divorzio dei miei genitori. Ho pensato, come scusa non e’ malissimo, ma io lo so bene che non vuol dire nulla.

 

La mattina quando si sveglia, se non pulisce gli anziani e non si droga, e’ in piedi in salotto che fa il dj techno. Gioca con il suo computerino a scegliere i pezzi techno piu’ adatti per un sabato mattina verso le undici. Dopo un paio d’ore cosi’, si cucina un hamburger nel burro che poi mangia in un piattino di quelli piccolo che in Italia sarebbero da dolce, un piattino cosi’ piccolo che accoglie solo il suo hamburger e lo spruzzo di senape che ci aggiunge come tocco di classe. Indossa mutande Bjon Borg. 

la mia padrona di casa

La mia padrona di casa – una donna cinquantenne coi capelli rossi corti e ingelatinati che vive in una camera sotto la mia – da qualche settimana ha preso una sbandata new age. La finestra della sua camera da’ sulla strada e la porta è per metà di vetro, per cui vedo tutto. La sbandata new age consiste nell’assumere posizioni tipo preghiera, in piedi, ma con un piede sollevato e appoggiato al ginocchio. A volte anche con i Coldplay in sottofondo. Per delle ore. Che io esco, torno, ed è ancora lì.

di cinesi, di diete

Il cinese torna dalla Cina e mi ferma sulle scale mentre salgo in camera. Mi dice aspetta aspetta. Entra nella sua camera, torna con un secchio pieno di cioccolatini cinesi. Ne prendo uno sorridendo ma solo dal naso in giù. Prendine di più mi fa. Mannò grazie, uno è sufficiente. Mentre entravo in camera poi ho pensato a sto gioco che mi sono messo a fare della dieta che non mi serviva.

Due mesi fa ho deciso che dovevo dimagrire 4 chili. Mai stato grasso in vita mia, anzi. Mi proponevo al mondo con ottantadue chili per un metro e ottantacinque – record assoluto di sempre – di cui una porzione significativa di cervello (certo). Ho letto su di un sito di cose serie che per capire il peso giusto devi anche misurare la circonferenza del polso, e a quanto pare in base a questa misura ho le ossa sottili, e avendoci le ossa sottili, mi si informava che il mio peso ideale era 4 chili in meno. Allora ho deciso che pure non esssendo strettamente necessario, avrei fatto la dieta. Anche per capire perchè tutti parlando di diete, e di quanto è difficile perdere peso, e di tutti quelli che dicono che loro mangiano pochissimo però non perdono peso. Ho cominciato così sta dieta fantasiosa ed estemporanea per perdere 4 chili, e ho perso 4 chili. Le prime settimane però non ho perso niente, ma subito ho capito una cosa: che per perdere peso la cosa prinicipale non è muoversi (io mi muovo, eh) nè nutrirsi di scemenze dietetiche. La cosa principale è avere fame. Hai fame? Stai dimagrendo. Non hai fame? Non stai dimagrendo. È semplicissimo. Quindi tutta la questione si riduce ad un semplice punto: sei disposto a convivere con la fame per un certo periodo della tua vita? Se Sì. Ok. Se No, lascia stare.

Ma il cinese, adesso me lo ricordo, era tornato in Cina per suo zio che aveva avuto l’infarto. Io ho preso il cioccolatino e non ho chiesto niente, come sta tuo zio eccetera eccetera. Non ho chiesto niente. Che bestia.

 

dunque si parlava di cinesi, mi pare.

Da premettere che i cinesi di questa casa, innnanzitutto non sono cinesi. Voglio dire, di fatto ci sarebbe soltanto un cinese. Gli altri due – maschio e femmina – sono thailandesi. Per quanto mi riguarda peró, qui dentro sono tutti cinesi. Incontro cinesi per le scale e dico Ciao. Oppure non dico niente. L’unico cinese veramente cinese in questa casa, é effeminato, magrissimo, e si dichiara cinese atipico. Mi pari cinese normale, vorrei dirgli. Qualsiasi cosa dica, la babbiona di questa casa ride sguaiatamente. Lei ci prova a non ridere, ma é peggio. Perché poi resta in silenzio, provando a frenarsi –  non puó parlare altrimenti scoppia – quindi il cinese atipico dice una cosa delle sue, e quella scoppia, e non si ferma piú. Il cinese la guarda sbigottito facendo le mossette che in tutto il mondo sono uguali (quindi pure in Cina) aggravate dal fatto che si mette la mano a paletta davanti alla bocca per l’imbarazzo. I thailandesi, lo so che non sono cinesi, ma se il mondo intero mi considera un Tony Montana, e in quanto meridionale mi considera d’ufficio un siciliano – voglio dire, se il mondo intero generalizza con me – allora io generalizzo con loro, e comincio a generalizzare partendo dall’asia. Cinesi.

Il punto é che con i cinesi, hai presente il ristorante cinese? La cucina e gli odori del ristorante cinese? Ecco, non c’entra niente. Da quando sono qui ne ho conosciuti tantissimi, ne ho visti pranzare tantissimi, e la prima cosa che ho scoperto é che la storia degli involtini primavera é una bufala. Il gelato fritto, quelle cose lí, non esistono. Non esiste. E per quanto ne so, nemmeno in Thailandia. Dice: razzista. Sí,  probabile. Ma lo scaffale del cibo della thailandese in cucina quando lo apro puzza di piedi europei, sudati. Ora posso metterci tutta l’amore del mondo, ma puzza. Sono nato e cresciuto in una parte del mondo dove quell’odore lí, é puzza. La storia del mondo basata sulle divisioni in base al colore della pelle, in base alla religione: tutto sbagliato. La puzza. Dovevano prendere il concetto di puzza, e andare avanti con quello.

la babbiona tenutaria di questa casa

La babbiona tenutaria di questa casa mi fa impazzire. Raccolta differenziata, va bene, ci sto. Però santiddio, rendimi le cose umanamente possibili. Devo cucinare un pezzettino di carne e scartare un’insalata pronta? Sembra facile, non lo è. Metto il pezzo di carne in padella, e la confezione rimanente scopro che va buttata in un particolare scatolo segreto, che per trovarlo devi uscire di casa, andare in giardino, e allargare le pupille come fanno i gatti per vedere al buio, altrimenti il particolare scatolo non lo troverai mai.

La parte cartacea va invece nel bidone della carta, che però si trova fuori dalla casa, dall’altra parte, quasi sull’asfalto della strada. Siccome in casa si cammina senza scarpe – è tassativo – allora devi metterti le scarpe, uscire fuori e gettare la carta nel bidone. Poi togliere le scarpe e correre alla padella, che sennò si brucia tutto. Quando hai finito di cucinare, l’olio dentro la padella non può andare nel lavandino, ma deve essere raccolto in un barattolino misterioso che poi lei spedirà al consorzio nonsocosa, che ci faranno nonsocosa. La padella può essere lavata – anche se le dico, perchè sulla confezione del detersivo ci sono questi due che dormono? È davvero un detersivo, dimmi la verità! – e la padella bagnata non può essere asciugata con lo strofinaccio che usano tutti (no cosa fai! mi dice) perchè la padella potrebbe essere ancora leggermente unta (allora è vero che non era detersivo!). Devo asciugarla con la carta. Cazzo, la carta! Metti le scarpe, esci fuori, togli le scarpe, torna dentro. L’insalata ha una confezione di plastica. Per fortuna il bidone della plastica è lì. Ma nella confezione c’è pure una piccola bustina di salsa. Mi fa un po’ schifo, ne uso solo due gocce e poi chiedo alla babbiona: e questa? Non vorrai mica buttarla, dice lei. La prendo io, può sempre servire, mi fa. Sì okay ma in futuro dove dovrei buttarla, seguendo le giuste regole di questa casa? Niente, non me lo dice perchè parla al telefono (e nel frattempo annusa estasiata il contenuto della bustina). Vorrei vomitare sul pavimento.  

Nella prossima puntata: troppi cinesi sotto un tetto. Non mancate.