ma se il principino

Ma se il principino viene sorpreso a graffitare i muri di Milano – con tanto di fotografie – ora, insomma, fatemi capire, andate a prendere il principino e portatelo in galera, no? Voglio dire, tutta la poesia dell’artista eversivo, che pure può ispirare una certa simpatia, non perde il suo significato se poi non ne subisci le conseguenze? No? Voglio dire, uno può pure compiere azioni illegali seguendo ideali magari in parte condivisibili – che ne so, di libertà, di arte, di scoglionamento metropolitano – ma l’azione di per sè  è bella perchè è rischiosa: se non è più rischiosa, che razza di azione eversiva è? Ah No, è vero, scusate: siamo nella casa delle libertà e facciamo tutti un po’ come cazzo ci pare.

cose da mettere in bocca

Un comico viene licenziato per alcune frasi volgari e gratuite pronunciate alla tivvù. Tu che non hai la tivvù, leggi le frasi sui giornali e pensi che quelle parole fanno davvero un po’schifo. Cacca e pipì in bocca a persone che non c’entrano nulla con quello che sta dicendo. Tanto per dire. Il comico dice che quella è satira, ma tu sta satira non la vedi per niente. Ti sembra tutto un po’  schifoso, e gratuito, e triste. Il comico non ti è simpatico (lo hai ascoltato troppe volte ripetere con orgoglio un suo tristissimo sketch sul matrimonio) e non ti piace nemmeno la censura.

Ma il punto non è questo.

Il punto è che già sai che presto si formeranno due coalizioni, da una parte quelli che urleranno Censura!Censura! con le mani fra i capelli e la bava alla bocca, e dall’altra parte quelli che diranno Ma Quale Censura, quell’uomo è un folle, va messo da parte. Già sai che le fazioni si prenderanno a cazzotti verbali e la storia verrà rivangata per mesi e anni, mentre il comico in questione con la corona di spine sul capo andrà per teatri a fare i miliardi.  

Chi da una parte, chi dall’altra, e giù cazzotti.

Ti viene da pensare che riuscire a restare in Italia vuol dire anche riuscire – quando accadono ste cose – a sentirsi da una parte o dall’altra. E’ quando non ci riesci più, quando ti pare tutto un prendere a schiaffi il vento, che cominci a chiederti cosa ci stai a fare.

che poi, a proposito di creativi

che poi, a proposito di creativi provocatori che proprio c’hanno l’arte e la creatività che gli sprizza fuori da tutti i pori, il posto d’onore nell’ultimo mese lo merita quel gran furbastro di oliviero toscani (che mi viene davvero di scriverlo così, minuscolo minuscolo) con la sua maglietta natalizia per il comune di Milano uscita qualche giorno fa sui giornali, che uno a guardarla oltre a fare considerazioni personali sul livello altissimo dell’artista fotografo creativo oliviero toscani, pensa pure che magari la stessa cagata poteva pure farla – che ne so – con un font un attimo meno banale – che ne so – anche un arial black, ma pure un Courier – che ne so – invece di sto corsivo da caramelle per la tosse.

i pubblicitari hanno sempre ragione

e se hanno deciso che in Italia siamo più ricettivi all’immagine di due donne che si infilano la lingua in bocca (e per estensione a tutti i riferimenti ritenuti generalmente provocatori, quindi mettiamoci pure culi tette froci pipì e popò) allora vuol dire che è così e basta, e c’è poco da discutere.

il punto non è che mi fa schifo l'italia

Il punto non è che mi fa schifo l’Italia, che uno potrebbe pensare che schifo l’Italia ma anche FacciamociForza, NonPerdiamoLaSperanza, Costruiamo Insieme un Futuro Migliore. Il punto è che se fai il punto della situazione siamo tutti d’accordo che viviamo in un presente di Cacca, e su questo – come si dice – non ci piove. Quello che spaventa – e che ti fa perdere ogni speranza nel domani – è che ci sono tutte le premesse per un futuro altrettanto di Cacca. Ma cosa dico Altrettanto, molto peggio della Cacca del momento attuale.     

I sessantottini hanno sbraitato che volevano un mondo migliore, ma poveretti, loro erano i primi a sbraitare e non avevano alcuna esperienza e prospettiva storica, erano degli innocenti come può essere innocente il bambino che si getta dal balcone col costume di Batman perchè crede di poter volare.      

Noi invece siamo qua che un minimo di prospettiva storica dovremmo avercelo per forza, e la prima cosa che abbiamo imparato con la nostra prospettiva storica è che sbraitare per un mondo migliore non serve a molto. Ti può fornire la scusa per dormire una settimana nei sacchi a pelo del tuo liceo occupato ma poi finisce lì. Noi che viviamo nel 2007 sappiamo che le cose si fanno un poco per volta, costruendo consapevolezze e alimentando i sensi critici dei pargoli di oggi, perchè i pargoli di oggi – detto con tono grave e saggio – saranno gli uomini di domani.    

Ma i pargoli di oggi – porca miseria – te li trovi col naso davanti alla tivvù che guardano Maria De Filippi. Te li trovi col fibbione pesante sulla cintura che parcheggiano la Mini al centro commerciale. Poi, se sono dall’altra parte,te li trovi imbevuti di politicismi estremissimi che spaccano le vetrine del MacDonald. Se si stufano di tutto, li ritrovi a commentare BeppeGrillo, ponendosi automaticamente dalla parte dei buoni e giusti. Oppure, senza andare sul webbe, restano in poltrona a guardare qualche programma-denuncia alla tivvù. La tivvù è ormai piena di programmi denuncia, a tutte le ore, su tutti i canali così come le librerie (uno, due, tre, quattro, cinque, sei etc etc all’infinito) che se uno calcolasse come buoni e giusti tutti i telespettatori/lettori che si indignano davanti all’ennesimo sopruso documentato e filmato, e tutti quelli che commentano i forum e i blog di denuncia, allora questo sarebbe un paese stupendo e perfetto.      

Ma il Paese non è affatto stupendo e perfetto, resta un Paese di cacca. E tutte queste denunce e indignazioni non sono il segno che qualcosa sta cambiando. Ma proprio per niente.     

Bisogna rendersi conto che anche nel peggiore negozio di fregature, dove le fregature e i soprusi fanno parte del sistema quotidiano, ci sarà un Ufficio Lamentele che sarà perfettamente funzionale al resto. Un Benjamin Malaussene fa parte del sistema. A noi qui ci rinpinzano di Uffici Lamentele, e mentre ci lamentiamo/denunciamo/gridiamo allo scandalo facciamo crescere la convinzione che la colpa è sempre di qualcun’altro, del politico, del poliziotto, dell’ultrà, del medico, del notaio, dei petrolieri, delle poste, di quello e di quell’altro. Un paese che non si prende la responsabilità e non è capace di guardare la trave di Cacca nel proprio occhio ma solo le pagliuzze del prossimo, è un paese che affonda nella cacca e – qui viene il bello – non se ne accorge neanche.    

Il fatto è che qui stiamo affondando nella Cacca e continuiamo ad azzuffarci e a strapparci i capelli, facendo crescere i nostri pargoli in un mondo di MarieDeFilippi e Lapi Elkann e modelli di riferimento degni di un pedagogista satanico. Tu puoi anche pensare al futuro migliore in questo paese – puoi pure provarci – ma le migliaia di sbarbati che fanno la fila ai provini del Grande Fratello saranno gli adulti del domani, dove forse farai nascere tuo figlio. Saranno i genitori dei compagni di scuola di tuo figlio. I fighettini rampanti delle università più chic, venuti su con l’ideale supremo della Differenza, con il dogma del Privilegio, proprio quelli saranno i datori di lavoro di tuo figlio. Saranno loro a comandare e non sembra esserci motivo di pensare il contrario.   

E qua scusate ma c’era un certo bisogno di sfogarsi che fra poco si parte.

dovrei restare in silenzio

Dovrei restare in silenzio per motivi miei scaramantici ma: posso dirlo? Un poliziotto uccide un ragazzo in autostrada e la nazionale italiana scende in campo col lutto al braccio? Eeeeehhh?!?! Tutti pensano: normale, una cosa è la conseguenza dell’altra. Posso dirlo? Normale una cippa! Un poliziotto uccide un ragazzo in autostrada e la nazionale italiana scende in campo col lutto al braccio. Sarebbe come dire – che ne so – che domani esplode una lavastoviglie a Varese e di conseguenza asfaltano una strada in provincia di Ascoli Piceno. Come se un contadino morisse investito da una vacca impazzita a Como e di conseguenza la nazionale di basket scendesse in campo con una sciarpa al collo. 

E comunque, ai botteghini, primo posto per "Matrimonio alle Bahamas", secondo posto "Come Tu mi Vuoi".