l'amore vince sempre

L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio – diceva ieri quello. Memole è il nome mio/folletto sono io/in un foresta sto/ e molti amici ho – diceva invece Cristina d’Avena, e siamo sempre lì, quantomeno come target. Detto questo, l’antiberluscomania ha colpito pure ieri, promuovendo a notizia qualcosa che non lo era, e cioè la storia dei disoccupati chiamati al telefono da agenzie interinali per venire a manifestare a Roma per abberlusconi, in cambio di 100 euro. La notizia l’ho trovata sul corriere di carta, su Repubblica online, su il Messaggero online, più una miriade di altri siti partigiani. Tutti dicono che l’accusa sia stata lanciata dal “leader del popolo viola” sul suo blog. Aprendo parentesi: leader del popolo viola? (chi è andato in piazza per il no b day ce lo sapeva, che esisteva un leader?). Chiusa parentesi. La cosa magari è pure vera, però se uno va sul blog del “leader del popolo viola” come prova inconfutabile ci trova uno screenshot di faccialibro dove una tipa dice che questo è successo. Quindi secondo il ben noto schema: uno dice, che l’altro dice, che l’altro dice. Il leader scrive pure che esistono “agenzie interinali specializzate” che reclutano giovini offrendo denaro, con tanto di link, che però uno clicca, e non ci trova niente.

in questa storia

In questa storia di Morgan che ammette di farsi di coca, l’unica parola che non si trova negli articoli scritti e’ "stupore". E poi si impara un’altra cosa: e cioe’ che se ammetti che ti droghi, poi non vai a Sanremo. Allora i drogati non possono andare a Sanremo? Forse ci sono i controlli antidoping prima di salire sul palco? Fanno pisciare nella provetta, che ne so, Toto Cutugno, per vedere se pippa o non pippa? No, perche’ il divieto e’ sull’ammettere che ti droghi, non sul drogarsi in quanto azione.

Ah.

E poi, siccome ha detto di essere stato frainteso, mi sto sforzando di capire in che senso e in quanti modi uno puo’ essere frainteso se ha detto che si fa di coca ogni giorno. "Mi faccio di coca ogni giorno, ma non qui, bensi’ in una realta’ parallela chiamata cosmogonia che conosco solo io", "Mi faccio di coca ogni giorno, siamo nel 1985 giusto? Ah, nel 2010? Ah be’, allora ho smesso da 25 anni." "Mi faccio di coca ogni giorno/ sazio la foca nel forno/ metto la voga e poi torno/ cambio la torta del porno…no, sai, e’ uno scioglilingua, quando comincia l’intervista?" 

stemperare gli animi

Per stemperare gli animi B. manda un messaggio che dice "Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio". L’invidia. Per stemperare gli animi, l’invidia.

Dell’invidia se ne era parlato ampiamente qui e anche qui. L’invidia capito?

E comunque, per stemperare gli animi, se i messaggi di pronta guarigione sono questi (c’e’ la foto): "Una pronta guarigione, gli italiani veri sono con tè (accento) seNpre", la giusta risposta sarebbe dovuta essere "L’amore vincie senpre sull’invitia e sul odio".

eddai

Il Professor Celli – che era stato su questo blogghe qualche settimana fa – pubblica una lettera invitando il figlio ingegnere a lasciare l’Italia che tanto in Italia, cosa vuoi fare in Italia, mentre all’estero puoi trovare un posto “dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati”. Ovviamente si scatena il vespaio nei commenti, che ora sono piu’ di 2000. Ma io dico, Celli, gia’ e’ difficile stare all’estero, se vi mettete pure voi a fare tutta sta pubblicita’ su quanto e’ bello stare all’estero (bello?) poi si riversano tutti fuori e tutti gli uffici di HR del mondo saranno pieni di CV italiani. Sommersi. Diranno, ah italiano! Siete voi quelli con la merda fino alle narici, vieni vieni qui che ti offro un bel contrattino striminzito che tanto lo so che o lo accetti o te ne torni al tuo paese a inspirare merda dalle narici! Come i rumeni nei campi di pomodori foggiani ci fate finire se fate tutta sta pubblicita’ all’estero. Ah, Si’ certo, e’ una provocazione, che’ magari tu lettore bellicoso sei arrivato fino a questa riga di lettura e gia’ pensi a come commentare. E’ una provocazione, stai buono, lettore bellicoso.

poi uno dice che i creativi sono tutti ricchioni

No, capiamoci. La campagna pubblicitaria per "sensibilizzare" il popolo nei confronti dei cambiamenti climatici del globo funziona cosi’: ci sono delle modelle prima tutte imbacuccate nei cappottoni, che a causa del caldo (leggi: surriscaldamento globale del pianeta) si fanno vento, si spogliano, si spogliano, si spogliano, fino a restare in mutande e reggiseno. Ora, sta cosa in teoria dovrebbe far riflettere sui danni dei cambiamenti climatici, dovrebbe smuovere le coscienze,  dovrebbe.


cliccare sull’immagine per godere della genialata

poi ci sono quelli

Poi ci sono quelli che quando parlano con una ragazza sono delicati e gentili, si dimostrano interessatissimi e pongono domande specifiche delicate e gentilissime sulla vita della ragazza, con voce suadente e ipnotica, e mentre quella risponde loro fanno “mmhh” “mmhh” con tono serio e comprensivo, disponibili a confermare qualsiasi squittio o gne gne gne della ragazza in questione, e se serve a consigliarla con garbo e gentilezza o a consolarla o a farla ridere. Come quello che sta parlottando in questo momento dietro l’angolo della mia scrivania, per esempio. Lo stesso che poi, quando le femmine della stanza sono tutte andate via, viene verso di me panza in fuori e mi chiede spavaldo mischiando inglese e italo-spagnolo: “e le Figas? Dove sono andate tutte le Figas?”

Dicono che la foto della donna con il dito medio



Dicono che la foto della donna con il dito medio alzato di fronte ad Ahmadinejad sia da considerarsi un simbolo. Questa foto sarebbe un simbolo anche se tutti sanno che si tratta di un fotomontaggio. Per quanto ne sappiamo – essendo un fotomontaggio – quella donna potrebbe essere anche una sostenitrice accanita del presidente iraniano. Potrebbe essere anche sua sorella, per quanto ne sappiamo, scesa in piazza per applaudirlo, altro che protesta. Ma che ce ne frega dei dettagli, noi vogliamo solo i simboli. Che a noi non ci servono i dettagli, a noi ci interessano i simboli, che poi ci dobbiamo stampare i poster e pubblicare i libri. Serve per fare confronti che non c’entrano nulla con piazza Tienanmen. Quello intanto é un fotomontaggio, e questa é l’informazione di oggi. Dicono che la foto é un simbolo? Mah, forse hanno pure ragione. É un fake, simbolo di questo eccitarsi immotivato del mondo di internet. Che si eccita e si affloscia come cani pavloviani dalle ghiandole salivari ipertrofiche. Questo mondo di polistirolo di gruppi di FB che raggiungono le totmila adesioni e poi alla fine non concludono nulla, della vacuità dei siti di controinformazione e dell’associazionismo virtuale armato di keybords.

di cinesi, di diete

Il cinese torna dalla Cina e mi ferma sulle scale mentre salgo in camera. Mi dice aspetta aspetta. Entra nella sua camera, torna con un secchio pieno di cioccolatini cinesi. Ne prendo uno sorridendo ma solo dal naso in giù. Prendine di più mi fa. Mannò grazie, uno è sufficiente. Mentre entravo in camera poi ho pensato a sto gioco che mi sono messo a fare della dieta che non mi serviva.

Due mesi fa ho deciso che dovevo dimagrire 4 chili. Mai stato grasso in vita mia, anzi. Mi proponevo al mondo con ottantadue chili per un metro e ottantacinque – record assoluto di sempre – di cui una porzione significativa di cervello (certo). Ho letto su di un sito di cose serie che per capire il peso giusto devi anche misurare la circonferenza del polso, e a quanto pare in base a questa misura ho le ossa sottili, e avendoci le ossa sottili, mi si informava che il mio peso ideale era 4 chili in meno. Allora ho deciso che pure non esssendo strettamente necessario, avrei fatto la dieta. Anche per capire perchè tutti parlando di diete, e di quanto è difficile perdere peso, e di tutti quelli che dicono che loro mangiano pochissimo però non perdono peso. Ho cominciato così sta dieta fantasiosa ed estemporanea per perdere 4 chili, e ho perso 4 chili. Le prime settimane però non ho perso niente, ma subito ho capito una cosa: che per perdere peso la cosa prinicipale non è muoversi (io mi muovo, eh) nè nutrirsi di scemenze dietetiche. La cosa principale è avere fame. Hai fame? Stai dimagrendo. Non hai fame? Non stai dimagrendo. È semplicissimo. Quindi tutta la questione si riduce ad un semplice punto: sei disposto a convivere con la fame per un certo periodo della tua vita? Se Sì. Ok. Se No, lascia stare.

Ma il cinese, adesso me lo ricordo, era tornato in Cina per suo zio che aveva avuto l’infarto. Io ho preso il cioccolatino e non ho chiesto niente, come sta tuo zio eccetera eccetera. Non ho chiesto niente. Che bestia.

 

sennò poi la gente parla, no?

Con tutto il casino che è successo, con tutte le cose che hanno detto di me, che hanno voluto farmi passare per una zoccoletta, ormai “a 18 anni mi ritrovo a vivere come una sorvegliata speciale. Nessuno si chiede come mi posso sentire in questo momento?” e allora, per allentare la pressione su di me, per ricordare a tutti che sono poco più di una ragazzina, non certo una zoccoletta, mi presento a votare col primo straccetto che ho trovato nell’armadio, e coi capelli appena appena spazzolati.



Embè? Sempre avuto sei dita, io.

Lo so è un gioco stupido. Ma cosa ci posso fare, se non la smetto di ridere. Mica solo di B, eh. Di tutta la cagnara, di quello che si sente in dovere di smentire che "non è vero che il divorzio è colpa della sinistra". Un proverbio salentino pone la domanda: chi è più fesso, la volpe o chi la insegue? Come se io facessi la cacca sul divano e poi incolpassi gli alieni. Sono più scemo io o la mia padrona di casa che mi spiega che non possono essere stati gli alieni? La foto è autentica, comunque. Io ci ho messo solo il cerchietto rosso.

alla fine gliel'ho detto

Alla fine gliel’ho detto al mio coinquilino gay, ecco a chi assomigli, tu sei sputato a Bon Jovi. La Meisje dice Sì, però lui anche meglio, di Bon Jovi, quello li’. Io le permetto ste considerazioni in quanto l’oggetto della discussione é apertamente gay; non lo fosse, da bravo meridionalo viulento la coricherei di mazzate e poi le applicherei al naso quegli anelli di metallo che si mettono ai buoi, senza nemmeno sterilizzare prima dell’operazione, cosi se poi ci sono delle infezioni, tanto meglio, che le rimane il ricordo ad indicarle la retta via.

invece di lavorare

A leggere le indiscrezioni sulla canzone di Povia (il gay che si è sbagliato, che scopre che invece non è gay) ti verrebbe da dare uno spintone sulla spalla di Povia e dirgli qualcosa come «ma come caz*o ti viene in mente, Povia, di uscirtene con una cosa del genere? », oppure una smanacciata sul naso, o un dito nelle orecchie, ma poi comunque ti fermeresti lì, quando vieni a sapere che lui parla per sé e non a nome di qualcun’altro (è sposato in Comune, e le figlie non sono nemmeno battezzate). Quindi questo ti verrebbe da fare: uno spintone, come a dirgli, ma vai a cagare, Povia, va’, te e i tuoi piccioni. Dopodiché però, quando vieni a sapere che il parlamentare europeo Agnoletto ha deciso di presentare una interrogazione parlamentare urgente alla Commissione Europea per discutere di questa canzone, ti verrebbe invece da andare da Agnoletto e spianarli il cranio pelato con la grattugia, altro che Povia.


paura, eh?

Allora, ormai sono giorni che corriere.it insiste su sta storia del calamaro gigante scambiato per qualcos’altro, che però poi si scopre non era affatto altro ma era proprio un calamaro. Nel video si vede cosa? Un calamaro. Un po’ piú lungo, forse appartenente ad una specie nuova – io non me ne intendo di calamari – ma chiaramente un calamaro. Diamine, è un calamaro. E loro invece prima titolano “mistero nel mare del Messico” e poi dopo qualche giorno – come se nel frattempo nel mondo si fosse scatenata l’ansia di sapere cos’ è in realtá quel calamaro che sembra un calamaro ma dicono non essere un calamaro – se ne escono con la notizia che, insomma, potete stare tranquilli, è solo un calamaro. Ma va’?

Però, siccome sono bacati fin dentro la coscienza, non si fermano qui ma esagerano. Spumeggiano. Il titolo è addirittura “Paranormale: sembrava un alieno ma era un calamaro” . Un alieno, capito? Tu vedi un calamaro in fondo al mare e cosa pensi? Che è un alieno.  Esagerazione nel titolo? No, perchè poi subito sotto scrivono che gli osservatori, in Messico, hanno creduto di trovarsi di fronte ad un “marziano”. Quindi non un alieno qualsiasi, ma proprio un marziano. Del resto si vede benissimo che quei tentacoli e quel capoccione da calamaro non possono essere di Saturno. Sono fisionomisti, quando si tratta di mostri alieni, i petroliferi messicani. E sta cosa del marziano, non è una battuta del titolo, poi la ripetono anche nel video. Quello che poi fa pensare è che cercando in giro su Google, la notizia è riportata in modo molto piú sobrio da tanti altri siti (in sostanza, dicono: forse è una specie nuova per via del numero dei tentacoli e del movimento particolare). Però evidentemente dalle parti di Corriere.it hanno delle fonti di informazioni speciali, qualcuno che è andato da loro – e solo da loro – a spiegare che un calamaro in fondo al mare è stato veramente scambiato per un marziano (perche’ non vogliamo credere si inventino le notizie a cacchio, giusto?). Qui il video del marziano.

vita virtuale

Io perlomeno posso assicurarvi che, rispetto al pomodoro di cui sopra, sono molto ma molto più bello.

second life(qui la storia)

Poi se lasciamo perdere Second Life e consideriamo Facebook, volete dirmi che i Facebookkiani, nei loro profili Facebookkiani, non si fanno vedere più belli di come in realtà sono? Volete dirmi questo? Va bene, ditelo (ditemelo? dicetemelo?). Io farò finta di crederci.