invece di lavorare

A leggere le indiscrezioni sulla canzone di Povia (il gay che si è sbagliato, che scopre che invece non è gay) ti verrebbe da dare uno spintone sulla spalla di Povia e dirgli qualcosa come «ma come caz*o ti viene in mente, Povia, di uscirtene con una cosa del genere? », oppure una smanacciata sul naso, o un dito nelle orecchie, ma poi comunque ti fermeresti lì, quando vieni a sapere che lui parla per sé e non a nome di qualcun’altro (è sposato in Comune, e le figlie non sono nemmeno battezzate). Quindi questo ti verrebbe da fare: uno spintone, come a dirgli, ma vai a cagare, Povia, va’, te e i tuoi piccioni. Dopodiché però, quando vieni a sapere che il parlamentare europeo Agnoletto ha deciso di presentare una interrogazione parlamentare urgente alla Commissione Europea per discutere di questa canzone, ti verrebbe invece da andare da Agnoletto e spianarli il cranio pelato con la grattugia, altro che Povia.


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8 thoughts on “invece di lavorare

  1. la canzone è terrificante e che vada a sanremo è un’offesa al buon senso (sia per quanto è offensiva, sia per il valore della canzone in sé), ma un’interrogazione parlamentare? al massimo vai da bonolis e gli dici: “ma come le scegli le cose?”. al massimo gli tiri uno spintone, dei pomodori, non so. ma un’interrogazione parlamentare?

  2. “il gay che si è sbagliato, che scopre che invece non è gay”

    come???

    non conosco nessun gay che abbia cambiato idea e non riesco neanche a immaginarlo.

    non ha senso…

  3. Ma infatti si…Agnoletto, ma che cazzo interroghi la commisione europea??? Ma dobbiamo sempre far eridere i polli? e poi, anche quando, ma sarà libertà di espressione?Trovo esagerato anche mobilitarsi – come minaccinao le associazioni gay – per la cosa…non fanno che darlgi eco, rilevanza, quando si può benissimo ignorare.
    Voglio dire, Povia canta la sua canzone – presumibilmente di merda e che non lascerà traccia alcuna – quindi perchè dargli tutta sta corda?
    Certo però sarebe carino avere Maurizia Paradiso con una canzone su una suora trans o su un bambino molestato da un prete pedofilo, che poi cresce e anche lui – happy ending- trova la felicità…

  4. E per berlusconi allora che lo chiamano tutti con il discriminante epiteto “nano” invece che “diversamente alto”, per lui nessuna giustizia in questo porco mondo di razzisti benpensanti.

  5. a Sanremo anni fa partecipò una canzone che parlava di un trans, e ricordo che la cosa sollevò un po’ di clamore. poi il pezzo era talmente insignificante (a livello musicale intendo) non se le cacò nisciuno e il tipo lì che la cantò (un cabarettista napoletano di cui mi sfugge il nome) si obliò definitivamente. comunque passi che si sfrutti l’eventone nazional popolare per far parlare di sé, però il caso Povia è veramente la cartina tornasole della direzione che ha intrapreso l’Italietta negli ultimi 10-15 anni. Un’ondata di ulteriore perbenismo e puritanesimo che dà veramente allo stomaco.

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