se si sfracella taricone

Se si sfracella Taricone ti dispiace, ecco cosa.

Come fosse un tuo amico del paesello che non ci parlavi tanto, ma lo conoscevi di vista. E’ impossibile che non faccia questo effetto. Muore pure quello degli Swatch, ma chi se ne frega: chi lo aveva mai visto in faccia? Chi lo aveva mai visto mangiare la pasta? Chi lo aveva mai visto uscire dal cesso? Ecco qual’e’ davvero il potere della televisione.

Ti parleranno di sondaggi e influenze sulle tornate elettorali: tu invece pensa a Taricone. Che si fa la tenda dietro al divano per sfuggire alle telecamere.

si ma il casco?

Allora praticamente c’e’ questo che perde l’equilibrio e cade dal suo mezzo, batte la testa, e muore. Da fermo. Cade e muore. Siccome non succede a Pescara ma in Afghanistan, un minuto di silenzio in Parlamento e le condoglianze alla famiglia delle maggiori cariche dello stato.

il fu luttazzi

Che Luttazzi soffrisse di scarsa creativita’ da queste parti lo si sospettava da tempo, qui e qui. Un tonfo di tali dimensioni pero’ non se lo aspettava nessuno.

Invece di leggere le centinaia di battute copiate – a volte interi monologhi lunghi minuti – basterebbe vedere questo video. Per anni i fan hanno sostenuto che la sua volgarita’ fosse imprescindibile “perche’ voi siete ignoranti, la satira si fa cosi’” (non proprio vero); oppure, a chi non apprezzava rispondevano con deliri fuori luogo del tipo “preferisco lui alle battute di Zelig o chi ride al Bagaglino” che e’ un comodo modo di sgusciare dal discorso.

Oggi del personaggio resta forse solo cenere. Ma cosa resta da dire oltre Luttazzi? Che usava i “cazzi” come le tette al Bagaglino, eppero’ lo si definiva ugualmente arguto e cinico. Intelligente. (oggi lo sappiamo invece disonesto, e cosi’ tanto da far sorgere dubbi pure sull’intelligenza). Perche’ tutto sto favore, dunque?

Il fattore antiberlusconista certamente lo riparava da giudizi ponderati, ma questo non spiega tanta benevolenza, e per cosi’ tanti anni. Era capace di scegliere bene le battute di altri? Forse. O forse semplicemente parlava veloce, col piglio di chi la sa lunga. Con la faccia un po’ bruttina del secchione. Che siccome ha quella faccia, e’ di certo intelligente. E arguto. In un mondo dove conta il Come molto piu’ del Cosa, il suo piglio era un Come molto molto efficace. Uno che parla cosi’, certamente la sa lunga. E’ intelligente. E’ forse meglio di me. Allora lo apprezzo. Se lo attaccano, invento tutta una serie di giustificazioni che lo pongono (e quindi MI pongono) al di sopra di chi non lo apprezza. Una proiezione di se’ sul vincente, come il tifoso di calcio?      

ma poi perché

Ma poi perché non ho mai visto Lost? E’ l’argomento di cui ho letto più titoli in assoluto, senza conoscere niente di niente. Ma neanche un personaggio. Zero. Per dire, so che c’è un’isola. Stop.

Da ignorante quale sono, quello che ho capito è che hanno fatto centinaia di puntate dove succedevano un sacco di cose alcune delle quali non si riuscivano a spiegare, e tutti erano molto affascinati da questa non spiegabilità, e tutti attendevano che più avanti si riuscisse a spiegare l’inspiegabile, solo che poi si sono accorti alla fine che molte cose sono rimaste non spiegate. O qualcosa del genere. Non lo so se è così, ma se fosse così, sarebbe come quelle ragazzine affascinate dal tipetto che parla complicato, che loro non lo capiscono e lo amano iper questo, mmaginando un substrato interessantissimo che forse non esiste. Mboh. O forse è tutto il contrario. Ma io sono davvero molto ignorante, e quindi.

voi come lo chiamate il dentifricio


Vabbè, voi come lo chiamate il dentifricio? C’è scritto Colgate e pronunciate quello, mica Colgheit.  No? Eppoi, solo quando torno in Italia dico Ikea, tutto il resto del tempo è Aikia. Quindi abberlusconi che dice Googol, insomma, ecco.


Ma poi, c’è un’altra cosa.


Voi che ci credete tantissimo alle petizioni vostre di faccialibro e gli associazionismi da dietro la tastiera. Voi che convintissimi aderite dove c’è scritto "aderisci anche tu" eccetera eccetera. Voi che la forza della rete eccetera eccetera. Quello un giorno vi dice Googol, e di colpo diventa chiaro quanto in verità siete infinitesimali, irrilevanti nel meccanismo globale come una mosca che muore dall’altra parte del mondo.

cosa mi significa

Cosa mi significa la Carfagna che dice ho sbagliato coi miei pregiudizi sugli omosessuali? E cosa mi significano tutti quelli che adesso dicono quanto e’ brava che lo ammette? Te Carfagna ti hanno messa li’ non per andare a scuola che le cose prima non le sai, poi siccome qualcuno te le spiega con pazienza, allora alla fine le capisci. Te ti hanno messa li’ che dovresti saperle da prima, e molto meglio degli altri, che quando parli la gente dovrebbe pensare quanto e’ brava e come parla bene. Mboh. Te Carfagna quando parli invece mi sembri invece come quelle che a scuola non capivano niente, eppero’ imparavano tutta la pagina a memoria, e recitavano tutto senza fermarsi a prendere fiato.

devo dire Barack che sono d'accordo

Devo dire Barack che sono d’accordo con la Signoria Vostra, sul fatto che Ipod Xbox e Playstation sono begli intrattenimenti ma non certo mezzi di crescita ed emancipazione. E che bisogna sempre studiare. Sto discorso, poi, adesso ha preso in mezzo pure internet, che pure lui se vogliamo e’ un bell’intrattenimento ma non un mezzo di crescita e di emancipazione.

Guardi, signor Barack, io le porto la mia esperienza, che quella c’ho. Internet e’ una gran bella cosa e la mia vita non sarebbe quella che e’ se non ci fosse. Credo che non sopporterei nemmeno essere un emigrante, oggi, se non ci fosse internet. Io non lo so se mi cresce, internet. Mi cresce? Mbah.

Il problema sa qual’e’? Con internet uno segue le sue inclinazioni del momento all’infinito. Mi spiego.

Tu cominci a leggere le notizie di economia, poi sulla stessa pagina scopri che a Terence Hill hanno rubato il portafoglio, poi leggi la biografia di Mario Girotti in arte Terence Hill, poi scopri che una volta non ha fatto un film perche’ i produttori americani hanno fatto confusione con Giuliano Gemma, poi scopri che Giuliano Gemma vive a Cerveteri, poi scopri che Cerveteri ha 34 mila abitanti, poi non sai come finisci a leggere dell’infortunio di Van Basten di venti anni fa, poi ti interessi alle consistenze cartilaginee e poi – siccome la pagina di Cerveteri era rimasta aperta – leggi dei giochi in epoca etrusca come il bottago, poi dei video di youtube dove le ragazze nere si lamentano che si devono lisciare i capelli ricciolini per piacere ai maschi neri, poi dei motive per i quali le ragazze asiatiche preferiscono i ragazzi bianchi, poi lasci perdere e chiudi tutto.

In effetti cresce la mia conoscenza, ma in moodo tumorale, come una pianta che rompe l’asfalto con le sue radici, tutta storta per raccogliere il sole.

Studiare significa che quello che c’hai davanti devi cominciare e finire, e non ci sono santi – come si dice. Non ti va? Devi finire. Terence Hill? Devi finire. Alla fine se ci riesci sei cresciuto, ma cresciuto dritto. Ha a che fare con la virtu’ – sta parola il cui significato non mi e’ chiaro ma dovrebbe essere un sinonimo non esatto di “qualita’” – e ti ricollega forse al piacere perverso della penitenza.

Detto questo, signor Barack, l’ho vista all’ingresso del Museo delle Cere di Amsterdam ieri mattina, c’era gente che si faceva la foto con lei – con la sua statua voglio dire – che le assomigliava molto ma non troppo, c’aveva nel sorriso qualcosa di uno che conosco al paesello che non mi viene il nome, adesso.

volevasi segnalare: pisciatone fuori dal vaso

Alessandro Gilioli é uno che scrive sull’Espresso. Il suo blogghe é il numero uno, due o tre dei blogghe italiani, a seconda dei tempi. Volevo segnalare la pisciatina fuori dal vaso di qualche giorno fa sulla morte di Vianello. Secondo il signor Gilioli per Vianello non dovrebbero essere costruiti monumenti non perche’ in fondo era solo un comico-presentatore, ma perche’ tanti anni prima aveva dichiarato che avrebbe votato abberlusconi. Gilioli c’aveva proprio questa necessita’impellente, proprio in quel momento, lo stesso giorno della morte di Vianello, di mettere in chiaro la cosa. Ottantasette anni lui li ha agevolmente condensati in una frase di un minuto.

Quello che volevo dire, é che secondo me uno come Gilioli anche se scrive sull’Espresso verra’ pagato direttamente da abberlusconi. Insomma, sto signore, con queste pisciatone fuori dal vaso memorabili, rende un servizio tale a abberlusconi, un servizio enorme, che non credo si possa pensare lo faccia aggratis. Il servizio é enorme, molto piu’ di quello di Fede. Perche’ Fede in fondo predica ai convertiti, no? Mantiene i convertiti sulle loro posizioni. Mentre uno come Gilioli – e come lui ce ne sono tantissimi – si maschera da nemico acerrimo di abberlusconi, ma poi di fatto compiendo delle pisciatone enormi fuori dal vaso, riesce ad irritare i non convertiti. É marketing politico puro a favore di abberlusconi, ed io non riesco a credere davvero che lo faccia aggratis

scoppia un brufolo alla madre terra

Quando ieri andavo in aereoporto per volare in Danimarca, la Meisje avrebbe dovuto telefonare per chiedermi: Sei sicuro che vieni? Ed io avrei dovuto rispondere: ma certo che sono sicuro, a meno che non vengano giu’ due metri di neve, vengo. In ogni caso siamo in primavera, e quindi. A meno che non ci sia un terremoto, ma pure ci fosse un terremoto, noi si vola, e quindi. Avrei dovuto rispondere: a meno che un vulcano non decida di eruttare e spargere sporcizia nel cielo proprio una mezzora prima del decollo, e precisamente in quella zona di Europa interessata dal mio volo, vengo. Ma comunque figuriamoci – avrei detto – é una cosa che non é mai successa nella storia, pensa te se proprio questo pomeriggio.

e giù mazzate

Ah, e poi la questione di emergency e delle armi che forse Sì e forse No.

Di sto fatto non si sa niente. Anzi poco. Ma poco pochissimo. Quasi niente. Notizie concrete voglio dire. Non ce ne sono.

Epperò ovviamente si sono tutti schierati belli dritti da una parte e dall’altra. E giù mazzate.

Ché in giro c’è proprio gente con l’interruttore dietro la nuca che tu gli pronunci una parola, e quelli c’hanno sto circuito velocissimo che sanno già di essere pro o contro. Senza sapere niente.  A prescindere. Tipo tu dici, che ne so, emergency, e loro manco tu hai finito di dire la parola, già ti parlano di sopra: Pro! Contro! Pro pro pro! Contro contro contro! E giù mazzate.

mille milioni

Mille milioni di persone manifestano contro la pillola abortiva a Bari. Contro l’aborto? No. Contro cosa? Forse contro le pillole? No. Contro le pillole che provocano l’aborto. Non contro il “cosa” ma contro il “come”. Sarebbe come manifestare contro l’insulina per il diabete data con le iniezioni, piuttosto che con capsule da inserire nelle orecchie. Come manifestare contro i pannolini avvolti attorno al culetto dei bambini, preferendo comodi sacchetti da mettere alla fine dei pantaloni per raccogliere la cacca che vi e’ colata giu’.      

la non votanza

La non-votanza significa che tu puoi citofonare il giorno dopo le elezioni al tuo vicino di casa e chiedere, senti scusa, chi HO votato sto giro? Io la non-votanza ancora mi devo fare un’opinione definitiva, non so cosa pensare. Non necessariamente tutto il male possibile. Certamente la non votanza si basa su alcuni presupposti che io mbah, non lo so.

Per esempio.


Per esempio la non votanza nasce dalla consapevolezza che tutti uguali sono. Uguali-uguali mi chiedo? Gia’ io sono diverso dal me stesso di ieri. Ho una camicia nuova, ad esempio, stamattina.

La non votanza consapevole nasce nell’individuo molto molto informato, che legge molto e conosce le schifezze combinate da tizio e poi quelle di caio. Dunque giunge alla conclusione che ne’ tizio e ne’ caio vanno bene per lui. Nasce da una esasperazione profonda insomma, un logoramento di lungo corso. Il punto e’ che esistera’ sempre una porzione molto grossa di persone non abbastanza informate (dunque non esasperate) o che si dimenticano in fretta le schifezze di tizio e di caio. Gli individui molto molto informati saranno sempre una minoranza. Il non votante e’ quindi destinato ad essere minoranza.

Prendiamo un voto di scambio –  un voto in cambio di 50 euri – prendi questo esempio, tanto per fare un esempio. In caso di zero non votanza, un voto di scambio ti vale uno. In caso di 50% di non votanza, quel voto di scambio vale due.  Eccetera eccetera.

luttazzi e il buco del culo

Nel suo intervento a RaiPerUnaNotte, Luttazzi con la sua metafora del buco del culo ha chiarito una serie di cose:

– Che in fondo é giusto che non abbia un programma in Rai.

– Che se gia’ ti hanno mandato giustamente via dalla Rai perche’ parlavi di merda in bocca in modo gratuito (cioe’ citando la merda in bocca a casaccio, senza nessun legame con quello che stavi dicendo) e ora torni in una pseudo manifestazione Rai con la metafora del buco del culo, hai dei grossi problemi di creativita’.

– Che le metafore in primo luogo devono reggere, devono far arrivare un concetto, e se uno un minimo conosce l’Italia di oggi (un minimo) sa che la metafora del buco del culo non regge sotto nessun punto di vista.

– In altre parole, la metafora del buco del culo vorrebbe significare che l’elettorato vota in un certo modo perche’ é masochista. Questo é oggettivamente falso da qualsiasi punto di vista. Dunque ne consegue che la sua voglia di recitare la metafora del buco del culo era piu’ forte della verita’, o piu’ forte della rilevanza della metafora stessa. Ma questa non é una novita’.  

– Che la gente applaude comunque.

– Che la gente ride a prescindere. Luttazzi dice "quando fai sesso anale con la tua ragazza" la gente ride. Non e’ una battuta. Quella arriva dopo. La gente ride gia’ sul preambolo. Come i bambini che disegnano cazzi sui banchi di scuola.

– Che se pure la metafora del buco del culo fosse stata una cosa da sbellicarsi dalle risate, se pure fosse stata la trovata comica piu’ geniale degli ultimi 150 anni (cit.), anche in quel caso la conclusione sarebbe uguale: e cioe’, di persone come Luttazzi, nella comunicazione di oggi, nel disastro di oggi, non ce n’é bisogno. Servono a far applaudire chi é gia’ convinto delle sue idee, e a fornire motivazioni ulteriori a quelli che sono dall’altra parte. Non fa riflettere (non é che debba per forza, eh), ma parla di odio come se é di questo che la gente avesse bisogno. Polarizza e distanzia le posizioni, che é esattamente l’opposto di quello che serve.

– Che a proposito di satira, fa rimpiangere ogni giorno che passa quel gigante di Corrado Guzzanti. A confronto col tizio della merda e del culo, un gigante. Centinaia di metri piu’ in su, che se rivolgesse lo sguardo in basso non lo vedrebbe nemmeno. Vedrebbe forse un puntino che che pigola con voce nasale “merda merda culo mestruazioni!”. Una persona con delle intuizioni incredibili che non ha mai, mai, campato di rendita. Un gigante.

ultras

Nel video qui sotto c’e’ una giornalista che molto educatamente e puntigliosamente chiede abberlusconi della sentenza Mills. E c’e’ pure abberlusconi che molto educatamente se ne fotte della domanda e se ne esce con risposte evasive come piace a lui. Quella ripete la domanda cercando di tornare al punto senza successo. Lo metto qui sto video, ma tanto gia’ lo so che comunque un giorno si ricorderanno questi tempi come un’era buia dove i giornalisti non avevano la schiena dritta di fare le domande giuste ai potenti, mentre solo alcuni partigiani – come il folle Carlomagno per esempio – riuscivano a rompere il muro dell’omerta’ mafiosa e informare veramente la ggente.
   

 

l'amore vince sempre

L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio – diceva ieri quello. Memole è il nome mio/folletto sono io/in un foresta sto/ e molti amici ho – diceva invece Cristina d’Avena, e siamo sempre lì, quantomeno come target. Detto questo, l’antiberluscomania ha colpito pure ieri, promuovendo a notizia qualcosa che non lo era, e cioè la storia dei disoccupati chiamati al telefono da agenzie interinali per venire a manifestare a Roma per abberlusconi, in cambio di 100 euro. La notizia l’ho trovata sul corriere di carta, su Repubblica online, su il Messaggero online, più una miriade di altri siti partigiani. Tutti dicono che l’accusa sia stata lanciata dal “leader del popolo viola” sul suo blog. Aprendo parentesi: leader del popolo viola? (chi è andato in piazza per il no b day ce lo sapeva, che esisteva un leader?). Chiusa parentesi. La cosa magari è pure vera, però se uno va sul blog del “leader del popolo viola” come prova inconfutabile ci trova uno screenshot di faccialibro dove una tipa dice che questo è successo. Quindi secondo il ben noto schema: uno dice, che l’altro dice, che l’altro dice. Il leader scrive pure che esistono “agenzie interinali specializzate” che reclutano giovini offrendo denaro, con tanto di link, che però uno clicca, e non ci trova niente.

il primo pirla che passa per strada

Il primo pirla che passa per strada si imbuca in una conferenza stampa e comincia a blaterare. Cercano di azzittirlo – non dovrebbe nemmeno essere lì e si mette pure a parlare, è come se un folle vi entrasse in casa e cominciasse a scompigliarvi i capelli e a pisciare sul divano – e allora siccome non sta zitto lo portano di forza fuori dalla sala. Sarebbe pure normale (voi cosa fareste se vi pisciassero sul divano?) però siccome parlava Berlusconi, allora quello è un gesto da condannare come chiaro segno di regime. Sarebbe come dire che se uno si imbuca nel bagno delle donne e non vuole uscire, se lo portano via di peso non va bene. Ecco il nuovo riflesso pavloviano degli antiberluscomaniaci.


(L’antiberluscomania riabilita tutti, non solo le battute che non fanno ridere. Prendi questo individuo, sarebbe un nessuno assoluto, e viene invece definito “giornalista freelance” ma senza tesserino, – allora pure io sono un giornalista freelance – e facente parte del "coordinamento nazionale contro i siti di stoccaggio nucleare”, che è come dire sono vicepresidente dell’"associazione mondiale della lega contro i piedi sbattuti sul comodino appena sveglio".)

I riflessi funzionano benissimo, e l’accanimento infatti è istantaneo: un esempio, un altro, un altro.