Allora praticamente c’e’ questo che perde l’equilibrio e cade dal suo mezzo, batte la testa, e muore. Da fermo. Cade e muore. Siccome non succede a Pescara ma in Afghanistan, un minuto di silenzio in Parlamento e le condoglianze alla famiglia delle maggiori cariche dello stato.
cose che se ne poteva fare a meno
Altre cose di cui si poteva benissimo fare a meno, di cui avrei voluto scrivere nei giorni scorsi e poi invece ho dimenticato (a dimostrare che anche del mio scrivere, se ne potrebbe fare a meno).
Numero uno. La nuova pubblicita’ del mangime dei gatti fatta da Oliviero Toscani. La non creativita’ di Oliviero Toscani ormai si avvicina molto (ma senza raggiungerlo) a quella di Luttazzi, solo che per ogni cazzo di Luttazzi, Toscani ci mette invece le tette, di solito mulatte.
Numero due. Il ritorno dei 99 posse con un singolo che tanto per cambiare parla di antifascismo e che comunica il concetto che loro per chi non lo sapeva, sono antifascisti.
va bene così
Dice la mia capa spiandomi la faccia, stai sorridendo, non è così usuale vederti sorridere. Io che non avevo motivi per sorridere, sorridevo solo perché certe volte al lavoro mi sembra brutto mantenere una espressione neutra per troppe ore, allora prima di girare gli angoli in corridoio, o prima di entrare in una stanza, faccio le smorfie e monto su un mezzo sorriso. Non è usuale vederti sorridere – comunque, mi dice.
E il discorso finisce lì, anche se io volevo dirle No Aspetta, Parliamone. Io non ho voglia di sorridere la mattina appena arrivo, sai? Cioè, a volte succede, ma è raro. Molto più spesso non mi va. Anzi mi chiedo, mentre ticchetto sul computer, come si fa a ridere ogni mattina. A sghignazzare. Non mi da fastidio per niente. Fate fate pure, ma io mi chiedo come sia possibile. Anzi la domanda sarebbe un’altra. Anzi, non sarebbe neanche una domanda.
Sarebbe solo da dire: io Questo Sono. Cioè, mi togliessero questo broncio, non so cosa rimarrebbe. Mi togliessero tutte le cose che ho avuto con un broncio nella mia vita – la mia letteratura con il broncio, e la musica con il broncio, l’interesse per le persone con il broncio, la mia esistenza attorno all’adolescenza con il broncio, le mie prospettive con il broncio, tutto questo disseminato pure di momenti in cui invece ridevo – ecco, non so proprio dire cosa rimarrebbe.
prime volte
Io non mi era successo mai di vedere le partite di un mondiale a otto gradi di minima fuori dalla finestra.
musica che ne potevamo fare a meno
Invece di pensare che la canta Vasco Rossi, si potrebbe immaginare queste parole pronunciate da un vecchio sulla panchina, che muove il bastone verso l’aria tutto incazzato, borbottando con la dentiera storta.
due giorni in salento
Due giorni in Salento, torno abbronzato e dopo aver incontrato 1) coppia amici di cui lei appena gravida con pancia che ancora non si vede, o forse si vede, o forse è solo stitichezza 2) conoscente maschio che cammina mano nella mano con ragazza col pancione, 3) altra conoscente femmina che tiene in braccio una bambina che non parla, ma quasi, mi informa che è sua. Seduto in spiaggia da solo osservo madri e padri che chiedono ai figli di uscire dall’acqua ma quelli se ne fottono e non escono, si girano proprio dal’altra parte, penso che io al massimo una volta potrei chiederlo, e poi vengo lì a passi pesanti e ti prendo per il naso – però mentre lo penso mi dico che non è possibile nessuno di loro lo faccia, forse è una cosa che ti prende quando sei madre/padre che lasci tuo figlio prenderti per scemo, e quindi io dalla mia condizione di non prolificato, non lo so. Ho visto un Ipad dal vivo, in aereo.
il fu luttazzi
Che Luttazzi soffrisse di scarsa creativita’ da queste parti lo si sospettava da tempo, qui e qui. Un tonfo di tali dimensioni pero’ non se lo aspettava nessuno.
Invece di leggere le centinaia di battute copiate – a volte interi monologhi lunghi minuti – basterebbe vedere questo video. Per anni i fan hanno sostenuto che la sua volgarita’ fosse imprescindibile “perche’ voi siete ignoranti, la satira si fa cosi’” (non proprio vero); oppure, a chi non apprezzava rispondevano con deliri fuori luogo del tipo “preferisco lui alle battute di Zelig o chi ride al Bagaglino” che e’ un comodo modo di sgusciare dal discorso.
Oggi del personaggio resta forse solo cenere. Ma cosa resta da dire oltre Luttazzi? Che usava i “cazzi” come le tette al Bagaglino, eppero’ lo si definiva ugualmente arguto e cinico. Intelligente. (oggi lo sappiamo invece disonesto, e cosi’ tanto da far sorgere dubbi pure sull’intelligenza). Perche’ tutto sto favore, dunque?
Il fattore antiberlusconista certamente lo riparava da giudizi ponderati, ma questo non spiega tanta benevolenza, e per cosi’ tanti anni. Era capace di scegliere bene le battute di altri? Forse. O forse semplicemente parlava veloce, col piglio di chi la sa lunga. Con la faccia un po’ bruttina del secchione. Che siccome ha quella faccia, e’ di certo intelligente. E arguto. In un mondo dove conta il Come molto piu’ del Cosa, il suo piglio era un Come molto molto efficace. Uno che parla cosi’, certamente la sa lunga. E’ intelligente. E’ forse meglio di me. Allora lo apprezzo. Se lo attaccano, invento tutta una serie di giustificazioni che lo pongono (e quindi MI pongono) al di sopra di chi non lo apprezza. Una proiezione di se’ sul vincente, come il tifoso di calcio?
Ah, io luminare, invece
L’indulgenza italica verso i giovani vuole che un ventiseienne che prende una laurea triennale in scienze della comunicazione venga definito "un secchione".
cose

Mia borsa piena di inutili carte. Lampadario ikeoso. Pantofola di Meisje.
stare in mezzo
Stare in mezzo alla gente – non importa quale gente – per te significa sempre che la testa ti funziona bene per le prime due ore, e poi dopo sbadigli.
Ti chiedi quante ore una persona normale sia capace di stare con gli altri. Quanto tempo siano capaci di tenere “la porta aperta”. Le orecchie aperte, gli occhi aperti. Senza perdersi come fai tu a osservare le foglie mosse dal vento cinquanta metri piu’ in la’. Come un ebete.
Te lo chiedi, eppure hai gia’ la risposta tra le mani, perche’ a diverse latitudini noti con disappunto che tutti sono molto piu’ bravi di te. Che resistono molto di piu’. Da sempre sei quello che quando si esce poi vuoi tornare a casa prima. E che se lo fai, poi passi il tempo a chiederti perche’ tu vuoi tornare prima e gli altri invece No.
volevasi segnalare – eterni ritorni
Abberlusconi fa le facce mentre passa l’infermiera che praticamente e’ la sosia di sua moglie da cui ha appena divorziato.

volevasi segnalare – se la legge lo permette allora ci provo
Quando al vulcano é scoppiato il brufolo sono rimasto a terra pure io. Tutto rimborsato, eh, pero’ mentre mi rimborsavano pensavo che in fondo non mi pareva giusto che dovessero rimborsare il biglietto per intero. Mi avessero chiesto di pagare una piccola penale, avrei pensato, insomma, il brufolo del vulcano non é colpa loro. Qua invece pagano tutto come fosse colpa loro. Oggi il capoccione di Rynair si incazza per quelli che hanno pagato 30 euro e ne vogliono 3000 di rimborso. Trovo simpaticissimi quelli che per colpa del vulcano vogliono pure il rimborso di vitto e alloggio.
uno se lo immagina da giovane
Uno se lo immagina da giovane, di entrare in un posto dove ti vedono e chiedono “il solito?”, al che tu rispondi il Solito senza incrociare gli occhi del tizio dietro al bancone. Uno se lo immagina da giovane per tutta la vita – a me doveva succedere in questo momento storico, in questa pizzeria italiana del Paese Basso, dove entro e quello dietro al bancone mi chiede se è il solito, e io rispondo “Sì”, oppure rispondo “il Solito” – se per caso sono in vena di usare due parole invece di una.
E poi mi giro dall’altra parte a mangiare, senza parlare con nessuno.
Osservo oltre al vetro giovani barbari che passeggiano in maniche corte perché il calendario ha suggerito loro che è il momento delle maniche corte, anche se poi i dieci gradi vigenti attualmente dal dietro al vetro li intuisci tutti, compreso il vento che schiaffeggia il petto alle giovani donne. Ché forse quella maglietta è stata appena acquistata, e allora.
E poi tu, cinese che condividi la stanza di questo edificio universitario. Io lo capisco che vuoi essere amichevole: sei straniero come me, sei in quella stanza insieme a me, e cerchi di attaccare bottone. Io lo capisco, inizialmente pensavo fossi gay (e mi facevi tornare alla mente quel coinquilino cinese gay dell’anno scorso, con un grosso neo sul petto glabro che lo notavo sempre per quella sua mania delle magliette scollate a V) poi dopo ho capito che invece No, epperò cosa vuoi che ti dica io, sociopatico come sono.
E poi non sei nemmeno cinese, sei del Taiwan, che per quanto mi riguarda non è neanche un luogo, io mi fermo al Made in Taiwan. E il tuo nome, inutile che me lo ripeti, non mi entra nella testa, con le consonanti tutte diverse, cerco di imitare il suono della tua voce, tu mi correggi ma poi io ci provo di nuovo con entusiasmo sempre minore e penso al caffè, quasi quasi mi faccio un caffè. Tra l’altro parti fra un mese e torni in MadeinTaiwan, e pure io volendo senza motivo aprirmi una cerchia di amicizie taiwanesi, tu parti fra un mese, e allora. Capisci che io ancora scambio email coi compagni di scuola che non vedo da tipo due anni?
E poi a metà mattina il riparatore di computer mi chiama al telefono per dirmi che il mio laptoppino è pronto. Parlerebbe in inglese, ma visto che ha imparato “une poco de italiano pe’ strada” allora vuole spiegarmi tutto in italiano de’ strada (ma in che senso per strada? Quale strada?). E io dico va bene, ma se parlo italiano lui non mi capisce, parla di “conneblessi del reggistrazione” e allora ci sono io, praticamente, che parlo italiano deficiente in corridoio, spiato dai barbari che passeggiano dopo l’ora di pranzo.
volevasi segnalare – nuovi orizzonti lavorativi
Intervento numero 533 raccolto da Repubblica sui giovani senza lavoro.
volevasi segnalare
La voglia di tornare in Italia fa su e giu’ come un’altalena. Questo da sempre. Oggi la voglia e’ andata su ascoltando una puntata di Melog con frequenti spezzoni audio di commedia all’italiana degli anni 50, 60 e 70 (mangiando nel frattempo un panino e osservano oltre il vetro un barbaro con felpa adidas acetata su camicia a righe), poi e’ andata giu’ leggendo l’ennesima compilation di piagnistei organizzata dai geniacci di Repubblica.it.
ma poi perché

Ma poi perché non ho mai visto Lost? E’ l’argomento di cui ho letto più titoli in assoluto, senza conoscere niente di niente. Ma neanche un personaggio. Zero. Per dire, so che c’è un’isola. Stop.
Da ignorante quale sono, quello che ho capito è che hanno fatto centinaia di puntate dove succedevano un sacco di cose alcune delle quali non si riuscivano a spiegare, e tutti erano molto affascinati da questa non spiegabilità, e tutti attendevano che più avanti si riuscisse a spiegare l’inspiegabile, solo che poi si sono accorti alla fine che molte cose sono rimaste non spiegate. O qualcosa del genere. Non lo so se è così, ma se fosse così, sarebbe come quelle ragazzine affascinate dal tipetto che parla complicato, che loro non lo capiscono e lo amano iper questo, mmaginando un substrato interessantissimo che forse non esiste. Mboh. O forse è tutto il contrario. Ma io sono davvero molto ignorante, e quindi.
ti dicono

Ti dicono che non ha senso, che non sei tu che vinci o perdi ma sono invece altri lontani da te, e che saltare sulla sedia è stupido e irrazionale. Ti viene allora da chiederti cosa rimarrebbe, se alla vita ci togliessi tutte le cose stupide e irrazionali.
fine settimana
Fine settimana lungo nel lombardo veneto che comincerebbe fra qualche ora, se il vulcano non sbadiglia. Sto mese parto sempre. Su Italians si parla del problema di fare amicizia a Milano e nel NordItalia, e che se saluti qualcuno per strada quello si spaventa. Devo provarci sti giorni per vedere se e’ vero. Di Santoro che si prende i miliardazzi e scappa via ho letto sto articolo qui e ho poi ripensato a quelli che applaudivano Luttazzi con la storia del buco del culo.
voi come lo chiamate il dentifricio
Vabbè, voi come lo chiamate il dentifricio? C’è scritto Colgate e pronunciate quello, mica Colgheit. No? Eppoi, solo quando torno in Italia dico Ikea, tutto il resto del tempo è Aikia. Quindi abberlusconi che dice Googol, insomma, ecco.
Ma poi, c’è un’altra cosa.
Voi che ci credete tantissimo alle petizioni vostre di faccialibro e gli associazionismi da dietro la tastiera. Voi che convintissimi aderite dove c’è scritto "aderisci anche tu" eccetera eccetera. Voi che la forza della rete eccetera eccetera. Quello un giorno vi dice Googol, e di colpo diventa chiaro quanto in verità siete infinitesimali, irrilevanti nel meccanismo globale come una mosca che muore dall’altra parte del mondo.
cosa mi significa
Cosa mi significa la Carfagna che dice ho sbagliato coi miei pregiudizi sugli omosessuali? E cosa mi significano tutti quelli che adesso dicono quanto e’ brava che lo ammette? Te Carfagna ti hanno messa li’ non per andare a scuola che le cose prima non le sai, poi siccome qualcuno te le spiega con pazienza, allora alla fine le capisci. Te ti hanno messa li’ che dovresti saperle da prima, e molto meglio degli altri, che quando parli la gente dovrebbe pensare quanto e’ brava e come parla bene. Mboh. Te Carfagna quando parli invece mi sembri invece come quelle che a scuola non capivano niente, eppero’ imparavano tutta la pagina a memoria, e recitavano tutto senza fermarsi a prendere fiato.