che poi, a proposito di creativi

che poi, a proposito di creativi provocatori che proprio c’hanno l’arte e la creatività che gli sprizza fuori da tutti i pori, il posto d’onore nell’ultimo mese lo merita quel gran furbastro di oliviero toscani (che mi viene davvero di scriverlo così, minuscolo minuscolo) con la sua maglietta natalizia per il comune di Milano uscita qualche giorno fa sui giornali, che uno a guardarla oltre a fare considerazioni personali sul livello altissimo dell’artista fotografo creativo oliviero toscani, pensa pure che magari la stessa cagata poteva pure farla – che ne so – con un font un attimo meno banale – che ne so – anche un arial black, ma pure un Courier – che ne so – invece di sto corsivo da caramelle per la tosse.

15 pensieri su “che poi, a proposito di creativi

  1. mah.
    sembra una di quelle magliette che vendono sulle bancarelle tipo: troppo sesso annebbia la vista.. otra caña por favor.. lassatimi perdiri, ca no stau de sciana

    (questo commento è un mix delle mie lingue madri, mi rendo conto) 😛

  2. forse la maglietta è una gran cazzata, forse la pubblicità per nolita con la tipa anoressica è una cazzata… ma se tu conoscessi un po’ meno superficialmente Toscani cancelleresti volentieri questo post, ne sono certa

    dottorkapra

  3. dottorkapra:
    ti dirò, mi hai fatto venire voglia di informarmi meglio. La sua biografia su wikipedia è copiata pari pari dal sito personale, per cui pare essere l’unica fonte disponibile. Ha fatto tante cose quest’uomo, però ha anche fatto sta maglietta,
    la pubblicità dell’anoressica (orrenda sotto tutti i punti di vista),
    la foto col neonato col cordone ombelicale (embè?),
    la mostra didattico scientifica sulla cacca a milano (con Sgarbi),
    la foto del prete che bacia la suora,
    i gay in atteggiamenti sensuali,
    il cavallo nero che ingroppa quello bianco,
    quella sul ministero della sanità eccetera eccetera.

    Se mi chiedi: vuoi una comunicazione alla Oliviero Toscani ti dico di no. Voglio dire, ecco, no grazie. Se abbiamo raggiunto un tale livello di esasperazione nella pubblicità, un pezzetto di colpa è pure sua. E poi, certe volte è davvero troppo facile uscirsene con ste cose. SE questa è comunicazione, allora lo è pure Paris Hilton che gira il filmato porno e lo mette in rete, o Madonna che bacia sulla bocca Britney Spears davanti alle telecamere. Comunicazione è solo far parlare di sè? Mah.

  4. io quando penso a oliviero toscani penso a uno che, mentre gli altri, a quei tempi, metteveno nei manifesti pubblicitari le foto delle modelle agghindate, lui, in quegli anni, in quegli stessi spazzi ha pensato: e se io ci mettessi quello che voglio dire? E penso alla foto delle navi di profughi nel periodo boom dell’immigrazione e penso e il malato terminale di aids in QUEI tempi ecc… la maglietta e l’anoressica se penso a quelle robe qui (a quei tempi lì, quelli in cui gli altri ci mettevano le modelle agghindate) non esistono.

    PS: a me la campagna della regione campania piace un casino

  5. dottorKapra:

    se mi dici che Toscani in una fase della sua vita professionale è stato “innovativo” rispetto al resto io posso dirti Sì, forse. Poi però ha seguito pedissequamente se stesso, quanto a stile, anche se di questo non gliene si può fare per forza una colpa.

    Ma poi, siamo d’accordo che esiste una differenza fra:

    – mettere l’accento su un problema/argomento

    – dare un messaggio. (?)

    Le foto, come quelle sull’aids, sono un accento sull’argomento. Non sono un messaggio. Il messaggio ce lo vedono i critici quando poi si indignano sui giornali. E’ un accento. Non c’è arte, dietro. Non c’è inventiva. Serve coraggio? Dipende dal nome che hai.

    Ora, il nome.

    Un’oggetto di arte o un idea comunicativa ha valore – dimmi se sei d’accordo – quando non importa chi l’ha concepita. Il giudizio deve essere slegato dall’autore, io credo.

    Ora, le idee di Toscani non sono folgoranti. Non denotano genialità. Volendo essere benevoli, si può dire che denotano coraggio. Ma questo coraggio è relativo, perchè i suoi ingaggi sono dipendenti dal fatto che chi lo ingaggia GIA’ SA a cosa va incontro, e lo fa pure apposta ad ingaggiarlo. Mi spiego meglio: se un pubblicitario di una piccola agenzia avesse proposto l’anoressica per una pubblicità, è molto probabile che la sua idea sarebbe stata cassata. Se però la stessa idea ce l’ha Toscani, allora è plausibile.

    Domanda: ciò è dovuto al suo “peso” artistico?

    No, secondo me, perchè da un po di anni a questa parte Toscani svolge il doppio ruolo di “ideatore” (con poca genialità, ho già detto) e insieme di TESTIMONIAL del prodotto. Cioè, lui che inventa la pubblicità diviene a sua volta il testimonial, perchè poi si parlerà in giro della nuova foto scattata da Toscani al bambino deforme che si è gettato dal balcone. TESTIMONIAL più o meno come Bonolis con la tazzina in mano, per quanto mi riguarda.

    Allora il suo operato non è giudicato OGGETTIVAMENTE ma solo RELATIVAMENTE alla firma che c’è dietro. Tu imprenditore ingaggi Toscani perchè dopo si parlerà di quello che ha combinato Toscani.

    E’ una roba tutta italiana, questo legarsi morbosamente al mostro sacro e accettare tutto quello che fa. E’ lo stesso principio per cui i presentatori in tv sono novantenni, e per cui se una canzone la scrive e la canta Gianni Bella non lo caga nessuno, se la canta Celentano sono milioni di dischi venduti, o se la scrive quello degli Stadio è una merda ma se la canta Vasco gli stadi sono pieni.

    Secondo lo stesso schema, potremmo accettare il comunicatore Lapo Elkann. E’ un comunicatore? Bah. Non sarà che soprattutto attira i fotografi e rimescola le memorie di droga/prostituzione e istiga gli istinti di arrivismo dei suoi emuli? Io ci vedo soprattutto questo E POI la comunicazione. Lapo Elkann non è Toscani, però l’approccio ( e il successo) segue certi percorsi comuni.

    Se non ci fosse uno scandalo dietro queste immagini provocatorie (e cioè, se non ci fosse un popolo facile agli scandali come quello italiano) non ne parlerebbe nessuno. Se nessuno ne parlasse, l’immagine di un malato di aids che muore non potrebbe incrementare le vendite della Benetton nemmeno di mezza sciarpa. E la comunicazione serve a fare soldi, fondamentalmente, o no?

  6. io voglio dire solo due cose da maniaca ossessiva della correttezza ortografica:
    1. quella è una E con l’apostrofo e invece dovrebbe essere una E con l’accento;
    2. al posto del primo punto interrogativo, ci andrebbe un punto. Al limite due punti. Così proprio no.

  7. che oggi tioscani non sia piu forte come una volta sono d’accordo ma quello che è stato la sua forza è la scelta allora di mettere in un manifesto pubblicitario (allora intendo) non un maglioncino verde benetton ma un’immagine che con i maglioncini non ci azzeccasse nulla. Ma ci azzeccasse con un tema tosto dell’attualità di allora sul quale riflettere. per questo considero toscani un artista, prima che un fotografo, prima che un pubblicitario. la scelta ha fatto la differenza. Non mi piace ridurre a discordi sulla notorietà dell’artista o cosa dicono i critici. potrei farti mille esempi ma è tardi e sono stanchina…
    Toscani con gli spazi pubblicitari non è stato tanto diverso (nella scelta intendo) da duchamp con i musei all’inizio del ‘900. L’arte fa riflettere, quando funziona.
    Se avrai voglia ti consiglio un librino simpatico che però svela molti misteri
    Enjoy! Il godimento dell’arte
    di marco senaldi, Ed meltemi meleusine
    ciau

  8. ho riletto ancora… se poi mi parli di scandalo mi rendo conto che siamo su pianeti proprio diversi, mi sembra di capire che ti fermi a un livello superficiale (qualcuno direbbe il primo livello di lettura) di quello che vedi. Scandalo? Perchè a me, se vedo la pubblicità della benetton con il malato di aids o quella dei profughi e vedo la data in cui è stata fatta viene da piangere per la commozione e t mi parli di lapo elkan? cosa c’entra? Non è la stessa cosa rafaeli, bada ben dal confondere tutto, è proprio un’altra storia. sei tu, ora, quello che si sta facendo frgare dai media, se mi dici così…
    Non prenderla come qualcosa di male, a me dispiace solo che se la pensi così ti stai perdendo delle cose e mi sembra di aver capito che tu sei uno che se vuole sa guardare

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