ricostruzione giorno 1

Sulla mensola alle mie spalle ci sono le ciabattine che mettevi quando eri qui. Adesso che sei andata via e hai detto non ritornerai più, devo fare attenzione a non guardarle. Se mi succede di aprire l'armadio dove so che ci sono, mantengo la testa ruotata in posizione innaturale, per non guardarle. Non riesco neanche a prenderle e nasconderle in una busta.

 

Ti avevo detto tante volte, un giorno ti sveglierai e non mi vorrai più. Succederà all'improvviso. Poi mi mordevo le labbra sperando di sbagliare, immaginandomi un giorno lontanissimo in cui mi avresti detto: hai visto che ti sbagliavi scemo? E invece.

 

Ma adesso che forma devo dare, a questo dolore?

 

Posso uscire e conoscere migliaia di persone – come faccio – credendo che serva a qualcosa. C'è una tipa distesa sotto l'albero di Natale in questa casa che non conosco. Quello al mio fianco – che non conosco – mi da di gomito e la indica con il mento. La guardo e penso soltanto: Preferisco Lei. In questa festa comincio a parlare con una che avevo visto una volta, anche lei si ricordava di me, mi distraggo per quattro minuti poi mi dico improvvisamente Preferisco Lei. Fuori l'asfalto è bagnato perché ha piovuto poco, mi invitano fuori sul terrazzo per una sigaretta e io ci vado, parlo di democrazia e di balene e di calcio e di capodanni poi però basta un soffio di vento più forte che al'improvviso non sento più nessuna parola, vedo solo gente che dondola per il freddo che fa – mentre io mi chiedo: va bene, ma adesso che forma devo dare a questo dolore?

 

Non lo so.

 

Mi avvolgo la sciarpa attorno al collo. Sono riuscito a chiacchierare e scherzare con molte persone mai viste prima, e la gente dopo mi cerca. Quindi non sembro uno zombie. La padrona di casa mi vede che vado via e lancia un No col punto esclamativo, e sembra sincera. Devi rimanere mi dice, adesso sarà più bello. Riesco a scherzare per cambiare discorso e sono credibile, c'è gente che ride. Mi sforzo di non farlo ma lo penso lo stesso, Preferisco Lei.

 

E mi viene da mettere tutto su di una bilancia, sai? Anche se non serve a niente. Ci metto che sono giovane e alto, ho gli occhi verdi e buone prospettive di carriera. Ho una discreta cultura, parlo bene e sono abbastanza educato. Di sicuro sono pulito e onesto. A volte distratto, ma mai cattivo. I miei difetti li conosco benissimo tanto che potrei scrivere un manuale per l'uso di me stesso. Mi interesso di letteratura, cinema e musica. Ho girato l'Europa e ho storie da raccontare. E sono creativo, e conosco benissimo le cose che ti fanno ridere, e le cose che ti piacciono, e forse nessuno le conosce come me. Ma non basta. Non basta e non basta. La bilancia pende ancora dall'altra parte. Non basta.

 

Quale forma devo dare?

 

Potrei scappare via, oppure ascoltare la tua voce fredda. E rendermi conto di quanto è fredda. E pensare che se il calore non ce lo metti tu, allora io ne devo mettere il doppio per farlo bastare per tutti e due. Anche se non serve a nulla lo faccio lo stesso, perché è l'unica forma che riesco a dare, in questo momento.

cose 09 dodici dieci

Coinquilino Spitty Cash fumi così tanto che stordito ti dimentichi di chiudere la porta del bagno. Apro e ti vedo lì seduto sulla tazza con gli occhi rossi mentre chatti sullo smartphone. Tranquillo, non mi curo di te ma guardo e passo.

 

Ormai giunge il Natale ma fortissimamente non voglio Mariah Carey che mi canta il Natale. Solo al pensiero sono nervoso come un gatto bagnato.

 

Piuttosto ascolto troppe volte l'ultima di Jovanotti e mi chiedo se seriamente posso cercare le risposte in una canzone di Jovanotti? Non posso.

 

Ma di sti tempi cadono i cuori dal cielo e feriscono passanti ignari.

mi sorprendo

Mi sorprendo a pensare al concetto di amore nei film di Sorrentino. Che poi non sarebbe un concetto quanto invece le “conseguenze del”, proprio come in uno dei titoli. Che poi non è che ci posso pensare a lungo, visto che mi trovo sotto la doccia, e devo uscire.

 

Non ho una camicia stirata.

 

Gli oggettivamente brutti che corteggiano le oggettivamente brutte fanno benissimo. Solo che io li guardo e penso alla profonda imperfezione del mondo, una consapevolezza che mi assale molto di più che se avessi un malato di malattia ereditaria che mi muore sui piedi sbavando catarro verde. Ché malati terminali morenti ai piedi non m'è mai successo, invece alle pause pranzo annoto spesso tentativi di approccio col boccone tra i denti che poi cerco di dimenticare. Ma perché dimenticare?

 

Compravo una bomboletta di schiuma da barba una volta all'anno, sempre a gennaio. Quest'anno l'ho comprata a novembre e mi sento vecchissimo.

 

Ma intanto organizzo foto che non conoscevo di me stesso bambino, scovate in fondo a recipienti polverosi a migliaia di chilometri da questo tavolo, di me quando non sapevo praticamente niente. Ne scelgo una e la metto qui. Forse.

Volevasi segnalare

Quanto mi piace l’Italia di Yara, la ragazzina scomparsa una settimana fa. Mi piace il suo cellulare con soli dieci numeri in rubrica: un mondo piccolo di affetti seminati in profondità, perché voler bene richiede tempo e troppi amici significa nessun amico. Mi piace la sobrietà dei suoi genitori che non fanno appelli, non si affacciano ai talk show e respingono la fiaccolata proposta dal parroco: il dolore è una cosa seria, metterlo in piazza non significa condividerlo, ma svenderlo. E mi piace il contegno del suo paese, Brembate, dove nessuno rompe la consegna del silenzio. Ogni tanto spunta un microfono sotto qualche naso infreddolito, ma la reazione è sempre un diniego, un passo che accelera.

 

Viva Yara – Il Buongiorno di M. Gramellini

 

Io da terrone conoscitore di quelle terre peri-avetranesi dove la televisione è una delle manifestazioni del Signore, approvo tantissimo.

negli anni novanta al liceo mi occupavano il liceo

Negli anni novanta al liceo mi occupavano il liceo. Allora io giravo per il liceo dicendo che non dovevano occuparmelo, il liceo. Era divertente dormirci dentro la notte per vedere l’effetto che fa. La mattina alle sei farsi portare i cornetti solidali alla crema da quella del quinto anno che mi pareva una donna e che se ci penso adesso, se ci penso, vabbe’.

 

Pero’ dicevo guardate che mi pare na stronzata e non si conclude niente. Facciamo la figura degli scemi, possibile che non ve ne rendiate conto (dicevo nel microfono). Rischiavo il linciaggio. Dovevo passare il microfono.

 

Quelli che invece non si ponevano domande se la godevano e basta. C’erano aborti epici delle benefattrici dell’epoca. Io mi arrovellavo e rischiavo linciaggi. Sistematicamente quelli che se la godevano poi sono diventati tutti tutti ometti mogi e istituzionali. Militari di carriera. Io mi arrovellavo e mi arrovello ancora. Il loro spirito rivoluzionario mi sembrava di zucchero filato.

 

E gia’ negli anni novanta prevedevo che sarebbero diventati ometti mogi e istituzionali – protagonisti perfetti di un film monicelliano appunto – che’ lo zucchero filato si affloscia presto. Sono passati gli anni e nelle scuole ancora ci sono quelli che se la godono e basta. Mi viene da pensare che alla fine c’hanno ragione loro, se la sono goduta e poi si sono bellamente dimenticati cos’e’ la rivoluzione, cos’e’ l’impegno. Cosa significa tenere le antenne dritte e allenare giornalmente il senso critico. Ma si nasce rompicoglioni ed io modestamente lo nacqui. Pero' se hanno ragione loro, quest’anno un po’ mi dispiace per loro, soprattutto per quelli delle superiori, che hanno occupato le scuole e la riforma e’ passata il 30 novembre, adesso come fanno ad arrivare alle vacanze di Natale.       

Monicelli

La pelle d'oca m'e' salita dalle scapole sul collo e poi sulle guance. La giustezza del gesto, nonostante tutto. Che normalizza la vita – che fa parte pure della vita, in quanto siamo esseri molto pensanti e possiamo scegliere se andare avanti oppure No.

 

Non va solo detto che era un grandissimo, uno dei miei preferiti di sempre. Molto di quello di cui parlate oggi – e mi ci metto pure io -, e le storture che evidenziate oggi col ditino alzato, e i cambiamenti rivoluzionari che credete di portare a termine, e i difetti che credete di aver scoperto, a tutto questo lui c'era gia' arrivato 50 anni prima. L'italiano e' uno che mediamente se la fa addosso e cerca costantemente un posto al sole –  questo ho imparato, e scoprendo che e' cosi' da sempre ho imparato pure a non innervosirmi.  

ma in pratica

Ma in pratica cos'è la Riforma Gelmini? Vengo a sapere quanti studenti vengono presi a mazzate,quanti salgono sul colosseo, quanti si slogano le caviglie correndo dietro al poliziotto, e allora mi viene la curiosità di sapere cos'è sta benedetta riforma.

 

Esiste un sito, un qualcosa?

 

No perché io mi ritengo una persona mediamente informata che su internet riesce a coprire gli eventuali buchi della sua ignoranza. Stamattina ho letto la biografia dell'essere umano più longevo del mondo, ho letto dei mammiferi giganti di milioni di anni fa, epperò della Riforma Gelmini trovo solo foto di fumogeni e manganelli. Certamente la Riforma Gelmini non può essere quello che leggo in siti apocrifi, ché se fosse quella allora non capisco perché protestare.

 

 

(video off topic ma forse neanche tanto)

PapaRatzi sarebbe un coltissimo personaggio

PapaRatzi sarebbe un coltissimo personaggio, però poi se ne esce con cose del tipo:

 

gli omosessuali vanno rispettati come persone che "non devono essere discriminate perché presentano quelle tendenze. E tuttavia il senso profondo della sessualità è un altro. Si potrebbe dire, volendosi esprimere in questi termini, che l'evoluzione ha generato la sessualità al fine della riproduzione (…) "non per questo l'omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto".

 

Ste cose le senti raccontare pure in mezzo ad una strada. Chi te le racconta si sente pure intelligente quando afferma che l'omosessuale non è normale in quanto, per fare i bambini, serve un uomo E una donna.

 

Chi te la racconta è contentissimo e fiero, perché crede di aver trovato l'argomento definitivo, la spiegazione che fila, che non fa una piega.

 

Ma PapaRatzi, 'scoltami bene.

 

Gli omosessuali sarebbero contro natura e anormali se volessero fare i bambini – per capirci – mediante un rapporto anale. Se ci provassero in questo modo, allora sono d'accordo, sono assolutamente contro le leggi della natura. Ma non è così, PapaRatzi. Secondo te i preti omosessuali che si toccano fra di loro nei monasteri pensano a fare I bambini? No.

 

Tu dici: “l'evoluzione ha generato la sessualità al fine della riproduzione”. Giusto. Ma poi sai cosa è successo? Siediti che te lo dico: la sessualità ha sviluppato pure l'omosessualità. Solo che tu, PapaRatzi, in tutto questo non ci vedi un fine, e allora ne concludi che è contro natura.

 

Il fine esiste, solo che attualmente sfugge alla nostra comprensione. Ma guarda che è già successo eh: per esempio secoli fa i tuoi compari credevano che il Sole girasse attorno alla Terra – perché erano convinti di essere al centro dell'universo – poi hanno scoperto che non è vero. I tuoi compari credevano ad Adamo ed Eva – perché questo concordava con I loro schemi mentali – poi si è scoperto che invece le scimmie eccetera eccetera.

 

Tu PapaRatzi non devi usare le tue conoscenze limitatissime – peraltro mutuate dalla scienza non dalla religione – per dire cosa va bene e cosa No. Quella è la Natura: osservala e apprezzala per quella che è. Moriremo tutti senza sapere un sacco di cose, e i posteri a rileggere le nostre sciocchezze si pisceranno sotto dal ridere.

tutto vero

Stamattina c'erano due tizi incassati nei divani del soggiorno. Dormivano con indosso il giubbotto col pelo sul cappuccio. Dormivano a bocca aperta, mentre la televisione muta mandava un programma di ballo.

 

Ero sceso a prendere il latte, e loro erano evidentemente due amici del coinquilino Spitty Cash, a causa del quale la mia permanenza in questa casa si fa sempre più difficile. Già cerco nuovo luogo in cui portare le mie robe, ma come al solito non è semplice.

 

Venerdì sera mangiavo turco all'una di notte ad Amsterdam, col piatto vicino alla vetrina per controllare la macchina che non so perché quando parcheggio ad Amsterdam mi pare che debba succedere sempre qualcosa. Poco prima parlavo con un consigliere comunale di un piccolo paese qua vicino di un libro di autore nordafricano che un mese prima avevo comprato passeggiando per Lecce. Lui mi raccontava delle sue schede per prendere il tram, che se ne porta sempre appresso due, vedi mai che una serva ad un amico.

 

Nel posto dove mangiavo turco c'era un gatto arancione pallido che saltava sui tavoli e non aveva paura di me, e voleva rubare il contenuto del mio piatto, mentre io non potevo tenerlo d'occhio che c'avevo la macchina lì fuori, da tenere d'occhio, anche se non so bene perché.

 

Stamattina sul più tardi – anzi era così tardi che era pomeriggio inoltrato – gli amici di Spitty erano ancora incassati nei rispettivi divani solo che si erano disfatti dei giubbotti e uno di loro muoveva un piede, quindi era vivo.

 

Sono andato a correre nel bosco, e dopo aver sgambettato sotto gli alberi seguendo un sentiero sono arrivato in un prato dove c'erano delle mucche e dei tori tutti bianchi, a due metri da me, e una di loro mi guardava fisso. Un signore con la stampella ci passava nel mezzo, senza paura quasi sfiorando un toro, e una signora ci portava la carrozzina con dentro il neonato. Ed io con la puzza caratteristica della cacca di mucca che certe volte può essere anche piacevole, fissavo dritto negli occhi una delle mucche, e per rendere l'idea della situazione, nelle cuffie in quel momento avevo Gomma dei Baustelle.

se vai a palermo non toccare le banane

Maroni litiga con Saviano sulla mafia, e il giorno dopo arrestano il famoso camorrista. Siccome il mondo e’ pieno di malpensanti sospettosi, qualcuno dira’ che lo hanno tirato fuori dal cilindro giusto ieri per fare Maroni 1 – Saviano 0.

 

Ma poi a me che me ne frega chi ha ragione tra Maroni e Saviano, voglio solo evitare di diventare malpensante e sospettoso pure io. E allora ci sara’ certamente un motivo che ha scatenato l’arresto del camorrista proprio quel giorno. Sospettavano che fosse in quella casa da sei o sette mesi, ma qualcosa ha fatto scattare l’arresto proprio ieri. Cosa? Leggi in giro e scopri che

 

L'operazione è entrata nella fase cruciale in seguito a una

intercettazione telefonica sull'utenza di una delle persone presso

cui il camorrista si era stabilito. Ieri sera è stata infatti intercettata

una telefonata in cui si avanzava all'interlocutore una richiesta

ritenuta insolita come quella dell'acquisto di un panettone.

Sarebbe stata tale circostanza a indurre negli investigatori

il fondato sospetto sulla presenza di Iovine nella abitazione di

via Cavour a Casal di Principe.     

sono convinto da sempre

Sono convinto da sempre – mica da ora – che i testi dei Negramaro siano molto spesso sequenze di parole casuali. Ci sono pure i forum dei fan che si chiedono: ma cosa voleva dire con quella canzone? Ho stima di Zucchero perché una volta lo ha ammesso: a volte scrivo cose senza senso che però suonano bene.

 

E poi quel Sangiorgi quando parla, e quando lo guardo in faccia, mi pare una di quelle persone che sviluppano tantissimo una dote comunicativa, per esempio quella musicale, a scapito delle altre. Dice: è ermetismo, non puoi capire.

 

Va bene, sarà ermetica una, o due. Ma se sono ermetiche tutte, e se ci sono tantissimi soli e lune e amore e verbi declinati all'infinito che fanno rima tra di loro come nelle poesie della quinta elementare, allora non è ermetismo, è Scarabeo.

 

io non so di dare tanto
non ti accorgi che sono io a farlo scivolare
ciò che chiedi è sotto il sole tutto il resto muore
senza neanche avere il tempo il tempo di provare
a far tornare indietro il sole senza più rancore
mi ripeti è freddo amore ho perso le parole
che vorrei poterti dire e vorrei poterti dire dire dire dire…
che son stanco da morire

 

Negramaro – Singhiozzo.

forse perché

Forse perché avevo bevuto troppo vino bianco prima di vederlo, ma sto video del Corriere.it su Ruby ospitata in discoteca a Milano m'è parso un documento credibile e definitivo di un certo tipo di mondo. Di un certo tipo di mondo perso nella notte dei ricordi, che credevo di aver cancellato.

 

C'è lo scintillone animatore da discoteca che aizza la folla con frasi di circostanza – ma di circostanza discotecara, che è diverso. Ci sono quelli in fila per entrare che gli chiedono se conoscono Ruby e quelli non lo sanno (dove vivete, formiche che non siete altro? Dove? Chi siete? Vi fate mai delle domande?). C'è la musica. C'è quello che dicono dentro al microfono i personaggi della discoteca, e il tono con cui lo dicono che è uguale ovunque e comunque, sempre lascivo sull'ultima sillaba. Ci sono quelli che urlano Puttana, quelli che in camicia bianca urlano faccela vedere faccela toccare, quello che urla “Fino alle cinque del mattinoooo!”. In un certo senso, stupendo.

cose 11, undicidieci

Al lavoro mi infilo la camicia nei pantaloni ma poi mi distraggo leggendo la biografia di Pier Paolo Pasolini su internet. Gli articoli sui datori di lavoro che proibiscono Faccialibro ai dipendenti non mi riguardano. Fate pure. Per preoccuparmi dovreste togliermi le biografie di Wikipedia.

 

Il logo del partito di Fini pare quello di un detersivo per colorati. Ti aspetti di vederne una versione in grigio per i bianchi. E una gialla per la lana.

 

Il monologo di Benigni una noia, senti la battuta sull’altezza di Brunetta e pensi subito alla crisi di creativita’ luttazziana.

 

Ma poi non ho capito: B. dovrebbe dimettersi per la battuta sui gay? Ma non vigeva la democrazia? La democrazia significa che governa chi ha la maggioranza. E lui la pensa come la maggioranza, fa battute sui ricchioni come la maggioranza, dunque governa. Volete che a governare sia la minoranza? A dimettersi dovrebbero essere piuttosto gli elettori – cioe’ la maggioranza. Ci sarebbe da andare alla finestra di quello di fianco e sorprenderlo mentre si lava i denti e urlare, hey tu, dimettiti!     

il miocoinquilino

Il mio coinquilino Spitty Cash si droga tantissimo. E ascolta la techno.

 

Ascolta la techno alle feste techno, ma pure quando si sveglia la mattina. Lui si droga in casa ascoltando la techno, poi esce e si sfracella in qualche luogo del Paese Basso – ma a volte pure all’estero – poi torna a casa.

 

La mattina dopo incontra me che faccio cose del tipo aprire il frigorifero per prendere il latte (antico!) e lui e' gia’ sul divano che si droga e ascolta musica techno. In fondo pero’ e’ un bravo ragazzo.

Mi chiede come va.

Gli chiedo come va.

Mi dice “non so come sono tornato a casa ieri notte. Mi ricordo che camminavo, qualcuno che mi aiutava, un’automobile verde, una bottiglia, un tipo che si chiamava Marco. E adesso sono a casa.” Dice cose del genere il mio coinquilino, che ha dieci anni e due mesi meno di me, ed io lo osservo come una volta ho osservato uno roditore australiano in un negozio di animali – che’ io ne capisco un po’ di animali ma un roditore cosi’ non lo avevo mai visto.

 

E’ un bravo ragazzo, ma credo invecchiera’ precocemente. Lavora come assistente agli anziani. Forse si droga per quello? No. Il primo giorno che mi ha visto mi fa: ho cominciato dopo il divorzio dei miei genitori. Ho pensato, come scusa non e’ malissimo, ma io lo so bene che non vuol dire nulla.

 

La mattina quando si sveglia, se non pulisce gli anziani e non si droga, e’ in piedi in salotto che fa il dj techno. Gioca con il suo computerino a scegliere i pezzi techno piu’ adatti per un sabato mattina verso le undici. Dopo un paio d’ore cosi’, si cucina un hamburger nel burro che poi mangia in un piattino di quelli piccolo che in Italia sarebbero da dolce, un piattino cosi’ piccolo che accoglie solo il suo hamburger e lo spruzzo di senape che ci aggiunge come tocco di classe. Indossa mutande Bjon Borg. 

cose 1, undicidieci

Ecco a cosa servono i soldi. A farti stirare le camicie da qualcun'altro. Il tutorial di youtube te lo spiega in 8 minuti, ma sono otto minuti velocizzati. Io invece sudo e mi stanco e poi apro la finestra per fare entrare l'aria fredda in camera e mi raffreddo.

 

Il padrone di casa ha vent'anni e fuma erba tutto il giorno. Vive il suo tempo in soggiorno da solo o in compagnia dei suoi amici Spitty Cash. Lui però è il più Spitty Cash di tutti. Cucina hamburger impuzzando la casa di fritto mentre ascolta techno. Poi mette l'hamburger in piattini piccolissimi – in Italia sarebbero da dolce – li annega nella senape e li mangia sul divano. Il gatto lo guarda.

 

Da tempo avevo il sospetto che l'amatissimo Brizzi avesse perso la vena ispiratrice. Adesso c'è pure la conferma.

cose 31dieci,dieci

Se è domenica e non piove, la zona centralissima di Amsterdam è un carnaio. Turisti soprattutto italiani si ammassano ovunque, e urlano – soprattutto in italiano.

 

C'è un carnaio di lingue e attrazioni semplici – sesso droga e tunz tunz – nella zona centralissima, che quando smettono di stupirti sono solo zucchero filato. E c'era pure lo zucchero filato. C'era questo cameriere che usciva da un ristorante messicano con il sombrero in testa per sistemare i tavoli all'esterno e notava che avevano rubato la salsina. E si arrabbiava bestemmiando in italiano con forte accento emiliano. Era pieno di individui RefleXergoSum, di cui uno in particolare che fotografava un cavallo di uno di quei carretti che fanno i giri ai turisti.

 

Lo fotografava da un metro, sul muso.

certe storie

Certe storie sono talmente fantastiche che non serve farci battute sopra. Serve solo cancellare i nomi per evitare di essere assaliti dai pregiudizi. Se racconti quello che succede in termini crudi e puri, poi basta quello. 

 

Quindi.  

 

C’e’ un anziano calvo che invita a casa sua una cubista diciassettenne la quale ama farsi fotografare mezza nuda e mettere le foto su internet. Intervistato dai giornalisti, un altro anziano capelluto, molto amico del primo, dice che forse la conosce, questa diciassettenne. C’e’ da notare che l’anziano capelluto lavora come dipendente del primo, e sono molto amici. Per cui fanno cene tra anziani in cui pero’ puo’ capitare di incontrare anche qualche prostituta. O qualche diciassettenne. Insomma questo secondo anziano capelluto dice che la conosce. I giornalisti dicono: ma qui si parla anche di Bunga Bunga! Cosa vuol dire Bunga Bunga? E l’anziano capelluto, per difendere l’anziano calvo, dice: ma non pensate male! Si tratta di un bar a casa dell’anziano calvo che noi chiamiamo per scherzo “Bunga Bunga”. Un bar! Le informazioni in mano ai giornalisti pero’ smentiscono i fatti. Perche’ un altra diciassettenne di Napoli un anno prima aveva raccontato che Bunga Bunga stava a significare pratiche sodomitiche messe in atto da indigeni africani. Quindi l’anziano calvo, un anno prima, passava il tempo a raccontare barzellette sporche alle diciassettenni, utilizzando termini come Bunga Bunga, che a quanto pare gli erano stati insegnati da un famoso dittatore nordafricano. L’anziano calvo inoltre ha salvato la cubista diciassettenne dalla polizia spacciandola per figlia o nipote di un altro Primo Ministro africano. Ha mandato una sua amica a prelevarla dalla questura, una che faceva la show girl. L’anziano calvo si difende: non ho fatto niente di male, ho solo aiutato una persona che ne aveva bisogno.

 

due conti

Se è vero che il 55% dei maschi tradisce, e il 45% delle femmine tradisce, significa che 1) i maschi più delle femmine, ma anche che 2) ciascuna delle 45 femmine su 100 tradisce con 55/45 = 1,2 maschi. Il che, sommato a quell'1 che già c'hanno (altrimenti non tradirebbero) fa 2,2 maschi per femmina che tradisce. Anzi No, mi sono sbagliato nella statistica, ché ci sono le possibilità che tradiscano con i singoli. Vabé, è il bello della diretta.

benvenuti al sud

E’ un film che non volevo vedere per i miei pregiudizi. Perché mi dicevo: commerciale, sviolinata retorica, e poi quello che recita con Bisio è un comico. Poi l’ho visto e i pregiudizi non erano sbagliati, solo che il film è fatto bene.

C’era il me stesso che non lo voleva vedere e che diceva: No secondo me così e colà. Poi è uscito il me stesso che ha visto il film che ha risposto: embé, ti piaciuto? Sì. E allora?

E in effetti.

Quindi ricapitolando è un film da vedere tenendo presente che 1) a volte sembra uno spot, non solo come sceneggiatura ma pure come fotografia. Pare un spot delle poste o della Barilla. 2) Descrive un Sud che non esiste, o esiste solo in piccolissima parte. Nel film la Campania in pratica è il paradiso terrestre, mentre intanto a Terzigno si prendono a mazzate e fanno un casino della Maronna perché non vogliono far aprire una discarica e dicono “non ci fidiamo di questi politici”, e i politici li hanno eletti loro stessi, e poi se glielo chiedi non sanno nemmeno darti un’alternativa.

Detto questo, 1) ho riso in momenti inaspettati. Bisio è al telefono e qualcuno con marcato napoletano dice “aspetta” (ashpetta) e Bisio: la sciarpetta? 2) Bisio: come fa ad essere credibile? In televisione per anni e anni. Poi lo vedi al cinema, e ci credi. 3) la protagonista femminile che si chiama Valentina Lodovini e che tra l’altro è l’unica cosa bella di quell’obbrobrio del video  finto vintage de “Gli Spietati” dei Baustelle – che secondo me l’hanno fatto brutto apposta, ché uno poi se lo ricorda.