ricostruzione giorno 1

Sulla mensola alle mie spalle ci sono le ciabattine che mettevi quando eri qui. Adesso che sei andata via e hai detto non ritornerai più, devo fare attenzione a non guardarle. Se mi succede di aprire l'armadio dove so che ci sono, mantengo la testa ruotata in posizione innaturale, per non guardarle. Non riesco neanche a prenderle e nasconderle in una busta.

 

Ti avevo detto tante volte, un giorno ti sveglierai e non mi vorrai più. Succederà all'improvviso. Poi mi mordevo le labbra sperando di sbagliare, immaginandomi un giorno lontanissimo in cui mi avresti detto: hai visto che ti sbagliavi scemo? E invece.

 

Ma adesso che forma devo dare, a questo dolore?

 

Posso uscire e conoscere migliaia di persone – come faccio – credendo che serva a qualcosa. C'è una tipa distesa sotto l'albero di Natale in questa casa che non conosco. Quello al mio fianco – che non conosco – mi da di gomito e la indica con il mento. La guardo e penso soltanto: Preferisco Lei. In questa festa comincio a parlare con una che avevo visto una volta, anche lei si ricordava di me, mi distraggo per quattro minuti poi mi dico improvvisamente Preferisco Lei. Fuori l'asfalto è bagnato perché ha piovuto poco, mi invitano fuori sul terrazzo per una sigaretta e io ci vado, parlo di democrazia e di balene e di calcio e di capodanni poi però basta un soffio di vento più forte che al'improvviso non sento più nessuna parola, vedo solo gente che dondola per il freddo che fa – mentre io mi chiedo: va bene, ma adesso che forma devo dare a questo dolore?

 

Non lo so.

 

Mi avvolgo la sciarpa attorno al collo. Sono riuscito a chiacchierare e scherzare con molte persone mai viste prima, e la gente dopo mi cerca. Quindi non sembro uno zombie. La padrona di casa mi vede che vado via e lancia un No col punto esclamativo, e sembra sincera. Devi rimanere mi dice, adesso sarà più bello. Riesco a scherzare per cambiare discorso e sono credibile, c'è gente che ride. Mi sforzo di non farlo ma lo penso lo stesso, Preferisco Lei.

 

E mi viene da mettere tutto su di una bilancia, sai? Anche se non serve a niente. Ci metto che sono giovane e alto, ho gli occhi verdi e buone prospettive di carriera. Ho una discreta cultura, parlo bene e sono abbastanza educato. Di sicuro sono pulito e onesto. A volte distratto, ma mai cattivo. I miei difetti li conosco benissimo tanto che potrei scrivere un manuale per l'uso di me stesso. Mi interesso di letteratura, cinema e musica. Ho girato l'Europa e ho storie da raccontare. E sono creativo, e conosco benissimo le cose che ti fanno ridere, e le cose che ti piacciono, e forse nessuno le conosce come me. Ma non basta. Non basta e non basta. La bilancia pende ancora dall'altra parte. Non basta.

 

Quale forma devo dare?

 

Potrei scappare via, oppure ascoltare la tua voce fredda. E rendermi conto di quanto è fredda. E pensare che se il calore non ce lo metti tu, allora io ne devo mettere il doppio per farlo bastare per tutti e due. Anche se non serve a nulla lo faccio lo stesso, perché è l'unica forma che riesco a dare, in questo momento.

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17 thoughts on “ricostruzione giorno 1

  1. Secondo me nel giorno 1 non c'è da dare nessuna forma, per un po' sarà un pastone informe e questa cosa uno la deve accettare. Per un po'. Io almeno l'ho vissuta così in passato.

  2. Più legge di attrazione di così!!!

    Ma non lo sai che le paure costanti si avverano? Ogni nostro pensiero è magnetico, unito all'emozione fa ancora peggio ( o meglio, dipende da cosa fai entrare nella tua testa…perchè poi finisci col crederci e si avvera…!)…

    Lo so bene che è difficile di punto in bianco iniziare a pensare solo al bene… specialmente quando vedi o senti qualcosa che ti fa male…

    Ma è proprio quello il momento di Decidere… e dare una svolta alla nostra insana abitudine masochista…

    Abituarsi a vedere solo gli aspetti positivi di qualcosa ne attrae per forza di cose degli altri…e poi altri ancora… e poi ne sei letteralmente immerso!!!

    Se vuoi puoi trovare qualche link da me, nella colonna di sinistra… 

    Non so se questo farà tornare il tuo amore…ma sicuramente capirai come stare meglio e avvicinarne uno che rimanga quanto vuoi tu…

    Non sottovalutare il potere che hai…e che regali a pensieri che non vuoi fare…

    Un abbraccio stretto e buona serata …!

  3. Ho trovato questo blog per caso e caspita…io sono al giorno 10…ma è come se fossi all'1… Io non sono rimasta in quella casa, sono tornata dai miei (motivi economici, motivi emotivi, motivi che non so ma so che ora è meglio così).

    Ti posso solo dire che ti capisco benissimo perchè sto vivendo le tue stesso cose.

    Un abbraccio forte, chiunque tu sia.

    Daniela

  4. Un mese fa ho lasciato il mio ragazzo, l'ho deciso in un giorno e l'ho fatto. (Lo diceva anche Saba: "muta il destino lentamente, a un'ora precipita"). Poi lui ha fatto il pazzo e sono successe un po' di cose, ora stiamo di nuovo insieme. Mi ha detto di non aver mai spostato le mie ciabattine da sotto il letto, anche se ogni volta che le guardava si sentiva morire. Ora, a parte il potere fortemente evocativo delle ciabatte che accomuna le nostre storie, un consiglio: se ci tieni non arrenderti, se c'è un filo anche sottile aggrappati e insisti. Un abbraccio 🙂

  5. Non so perché, ma mi stava venendo da piangere, (sono un po' troppo stupidamente una sentimentale, lo ammetto).

    Prima di consigliarti tutta l'antologia di Battisti (che funziona sempre, eh funziona sempre) ti dico anche io, valla a cercare di nuovo.

    Laura

  6. Caro Rafaeli, devi sapere che ogni volta che passo di qua é perché mi strappi un sorriso. Ti seguo fin dai tempi della devastante serata Erasmus dopo la quale qualcuno mi ha mandato il link al tuo blog e da allora questa è la prima volta che anziché un sorriso mi scappa un bel pianto. Non che sia difficile considerando la mia natura melodrammatica, però mi dispiace davvero leggere questo post e anche se il mio modo di esternare le cose è molto più patetico ti posso dire che mi sento esattamente come te, con un gran vuoto dentro che non so come riempire e che quindi gonfio da più di un anno con sfoghi piagnucolosi nell'etere e una facciata normale nella mia vita di ogni giorno. La mia ricostruzione è ancora in fieri, ti auguro che la tua duri molto meno. E come ti hanno detto in tanti, vedo: insisti e riprenditela se puoi!Ne vale la pena, no..

    : )

    un abbraccio

  7. La mia, se vuoi saperlo, ha la forma di una noce. Una massa di dolore che, da quando l'ho diagnosticata, comprime una zona tra il cuore e il pianto. Poi da acuta è diventata cronica, secondo me si è anche spostata ed ha assunto direi la forma dell'artrosi. Per dire: ce l'hai sempre, solo che si manifesta a tratti con il cambiare del tempo e ti frega quando meno te l'aspetti. 

    Non mi pongo domande oramai, ma ci sono voluti 380 giorni e notti di ricostruzione. Mi fermo un po' prima del baratro perché poi non riesco a guardare nel precipizio. Ho freddo.

  8. e che cazzo uff.:(

    io poco piu di due mesi fa sono uscita di casa trascinandomi le valigie in lacrime e non c'era nessuna forma da dare, perchè era solo strazio. comunque vada, l'unica cosa su cui puoi contare è il tempo, che in un senso o nell'altro, arriva sempre a dare una forma al macigno sullo stomaco e al senso di impotenza che si accumula nelle ossa.

    e poi a volte stare lontani aiuta, perlomeno a me ha aiutato.

    un abbraccio e take care.

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