ma torniamo

Ma torniamo a bomba sull’argomento. Perché se si deve criminalizzare allora si deve pure trovare un eroe. Il criminale ovviamente è il comandante della nave mentre eroi sono tutti gli altri.

E si deve tracciare una linea nettissima fra il mostro e tutti gli altri.

Eroe quello ritrovato con la gamba rotta sulla nave. Eroe il comandante De Falco, quello del “vada a bordo cazzo!“. Eroi gli ammutinati. Eppure erano tutti presenti le altre volte quando la nave passava da lì – e ci passava spesso – e non hanno detto niente. Esistono le prove dei passaggi e non ci sono denunce.  Se esistesse la logica, sarebbero criminali anche loro, altro che eroi.

Il Paese dell’approssimazione, dove non è grave parcheggiare in doppia fila solo che poi una volta ogni tanto ti muore un bambino. Il Paese dell’approssimazione, del “cosa vuoi che sia“, dove se fai notare che le cose non vanno bene (prima che succeda il casino) allora sei pesante e pignolo. Se poi succede il casino e dici “te l’avevo detto”, sei pesante e pignolo. L’unico atteggiamento accettabile è fottersene, salvo poi schierarsi contro il mostro di turno, e lanciarsi con gioia in queste piccole piazzale loreto. Identificare un eroe e glorificarlo, mettendosi implicitamente dalla sua parte, e sentirsi migliori.

ovvio che

Ovvio che adesso bisogna prendersela con il comandante della nave da crociera. L’approccio italiota ai problemi è quello di circoscrivere il più possibile le responsabilità, identificare un singolo elemento, attaccare duro solo su quello e ignorare il sistema marcio. Catarsi autoassolutoria, per usare parole difficili che non sono sicuro se le uso al posto giusto. Voglio dire: il comandante andava troppo vicino alla costa e quindi fuori dalla legge? Indagatelo. Ma poi non fermatevi qui: le navi passavano sempre vicino alla costa? Benissimo: quali navi? Indagate. E se è il caso, condannate come se fossero naufragate anche quelle navi. Il sindaco dell’isola era contento che passassero vicino alla costa? Benissimo, indagate pure lui che è stato zitto. La capitaneria di porto non ha visto tutte queste navi? Come è possibile, sono enormi! Indagate pure loro porcalamiseria, soprattutto loro.

La reazione iperpolitically correct

La reazione iperpolitically correct e superprogressist dopo la morte degli ambulanti senegalesi a Firenze ha spinto molti a dire Siamo Tutti Senegalesi. Che il razzismo c’entrasse poco, e che fosse invece una storia di malessere personale di un folle non era importante per loro, l’importante era manifestare a favore della minoranza.

Poi a Roma un padre e una neonata cinesi sono stati uccisi. Allora Siamo Tutti Cinesi? No, era piu’ complicato. La reazione iperpolitically correct si e’ trovata in difficolta’ perche’ – pare – gli assassini erano due maghrebini. Fossero stati due romani, magari fascisti: facile, Siamo Tutti Cinesi! Ma erano maghrebini. Africani. Minoranza.

Chi e’ piu’ minoranza: i cinesi o i maghrebini? Mah, complicato, il riflesso pavloviano si inceppa.

Ieri un Suv ha travolto e ucciso un vigile urbano milanese, di origine siciliana ma praticamente milanese. Gia’ dalle prime ore si era capito che erano stati due rom, solo che non lo si poteva scrivere tranquillamente. Siamo tutti Di Origine Siciliana Ma Vigili Urbani Milanesi? No. Per adesso siamo generalmente indignati without fiaccolate commoventi e without meme internettiani. Intanto stracciamoci le vesti e i capelli per il mancato arresto dell’indagato Cosentino.

Guardate che tutte ste reazioni iperpolitically correct e superprogressist alla fine generano l’effetto contrario a quello voluto. Perche’ se non si dice chiaramente le cose come stanno – sugli extracomunitari – se si usano due pesi e due misure nel reagire a questi eventi, poi esce il pazzo disadattato che ti appicca il fuoco al campo rom senza motivo. Un estremo vive grazie all’estremo opposto, e si alimenta di esso, e degenera in sua funzione, cosa te lo dico a fare.

Ho scritto troppe parole che meriterebbero link esplicativi ma da dove mi trovo in questo momento, non posso.

abbondantemente

Abbondantemente negli anni dieci, i bambini giocano coi tablet, i telefonini fanno le fotografie a sei megapixel, i ciechi riacquistano la vista con le microtelecamere e ci sono ancora quelli li puzza l’alito di fogna con dentro i topi morti, ma morti da tempo, mica ieri.

sei italiano?

Sei italiano? Vivi all’estero? Allora almeno una volta ti avranno mandato questo video. A me è già successo tre volte, l’ultima stanotte, però adesso non posso spiegare a questa che già me l’hanno mandato tre volte.

sto diventando estremista nei rapporti umani

Sto diventando estremista nei rapporti umani. Le persone con cui riesco a parlare, finisce che potrei parlarci per ore di miliardi di cose. Poche me le trovo davanti fisicamente, altre sono sparse altrove nel globo terracqueo.

Potrei parlarci cosi’ tanto che quando le trovo non c’e’ mai tempo, si aprono parentesi una dopo l’altra che ti verrebbe da prendere appunti sulle cose che hai lasciato andare senza parlarne, per parlarne dopo, e poi aprire nuove parentesi, e poi poi poi.

Alla fine non c’e’ mai tempo che bisogna andare da un’altra parte, che bisogna chiudere il telefono, che qualcuno ti aspetta, che non possiamo allargare e slabbrare all’infinito gli spazi temporali che per caso ci vengono offerti.

Al contrario, le persone che non so cosa dire, finisce che non so proprio cosa dire in un modo estremo. Afasia. Afonia. E non sono bravo ad inventare niente. Resto in silenzio, in un silenzio che in questi tempi moderni di frasi fatte e’ un silenzio porcalamiseria pesantissimo, inaccettabile, quasi maleducato. Siamo al nove di gennaio e ormai tutti ti hanno chiesto – anche piu’ volte -: allora come sono andate le vacanze? Tu dici bene. Come sono andate? Bene. Come sono andate? Bene. Poi impazzisci e rifiuti questa farsa, cominci ad entrare nei dettagli, racconti le sfumature, racconti di parenti stretti che ingrassano l’inverno per meglio resistere al freddo umido del sud italia, le sensazioni dell’emigrante e dei suoi ricorrenti ritorni (l’eterno ritorno dona loro signore – si riferivano a me?) ma loro non sono interessati, loro volevano la farsa quando t’hanno chiesto, loro volevano solo coprire quel silenzio pesantissimo di cui sopra.

La colpa di tutto questo – argomento gia’ trattato altre volte – sono i miei interessi umanistici e verbosi. Voglio dire, se mi abituo alle pagine di un libro che dice tantissimo ed entra nei particolari delle cose, se io stesso scrivendo anche queste poche righe entro nella struttura delle cose, poi difficilmente qualche ora dopo potro’ accontentarmi della superficie. Prendero’ atto che esiste, la superficie, ma non chiedetemi di parteciparvi. Fate vobis, io innesco il mio silenzio pesantissimo.

Ovviamente non e’ l’ultimo post che scrivo su questo argomento.

Mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza di persone

Quindi due italiani su tre trovano lavoro attraverso le reti familiari. Sapevo tanti, non credevo così tanti. Per rimpolpare l’orgoglio posso dirmi di far parte di un 25 % di minoranza.

Che poi se vuoi essere preciso devi ridurre ancora, ché in quel 25% che fa senza aiutini ci sono pure quelli che – qualora avessero potuto – avrebbero accettato un aiutino.

Urge fondare club di micro-minoranza di quelli che davanti alle proposte di aiutini hanno detto di No.

qualora servisse una prova dell’ingiustizia sociale

Qualora servisse una prova dell’ingiustizia sociale in Italia ecco che arriva l’aumento della benzina.

Prova di ingiustizia sociale perché un chilometro da percorrere in automobile è lungo uguale per il ricco e e per il povero. Dunque il ricco paga in proporzione molto meno.

Se l’asilo del bambino è lontano tre chilometri da casa, sti tre chilometri sono uguali per il ricco e per il povero. Non è che il ricco per contribuire in modo proporzionale al bilancio dello Stato si fa tre giri a vuoto in auto intorno a casa e poi va all’asilo a portare il bambino. Quello tira dritto e chissenefrega. Se poi è molto ricco il bambino lo accompagna il maggiordomo. Ma non hanno messo una tassa sui maggiordomi, e anche se fosse, è un’altra storia.

mi è capitato di

Mi è capitato di rincuorare spesso, in questi giorni. O almeno provarci. Pacche sulle spalle e discorsi che tanto non vengono ascoltati. Poi invece c’è una domanda che se la poni – a chi si lamenta e si dispera – un po’ funziona:

Vorresti essere qualcun altro, fra le persone che conosci direttamente? Con chi faresti davvero a cambio di vita – ma davvero e per sempre?

Non si tratta di prendersi una cosa a scelta dagli altri – un affetto una casa o dieci centimetri di statura. Si tratta di prendersi tutto senza sconti. E quindi anche abbandonare tutto. Se la domanda la faccio a me, non viene in mente nessuno.

Ma anche se vi fate la domanda e dovessero venirvi in mente due persone, be’ cazzo, vi rendete conto che vi siete classificati al terzo posto delle migliori vite possibili?

chiamiamolo bilancio, questo, del 2011

Innanzitutto il sospetto è che il 2012 vada male. Il 2011 è cominciato nel fango e poi è virato in meglio, salito salito fino ad arrivare ad un livello tale che praticamente adesso mi trovo sulla sommità delle montagne russe, vedi il cielo ma sai che stai per volare giù.

Cosa ho imparato: Low Expectations. Lo sapevo ma non applicavo. Adesso applico.

Sono dimagrito di sei chili e ho muscoli più evidenti sotto pelle. Quando mi chiedono il motivo comincio con il citare Biografia della Fame di Amelie Nothomb, siccome non capiscono viro sul più generico: perché sto bene, ecco perché.

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tutti lo sanno che sotto le feste la gente si strafoca

Tutti lo sanno che sotto le feste la gente si strafoca di cibo che poi praticamente rotola, che poi deve sturare la panza a botta di bicarbonati, che poi deve gettare nella spazzatura milioni di euri di cibo, e che per i regali si indebitano fino al collo, che per festeggiare vanno oltre le loro possibilità. Tutti lo sanno, da sempre. E allora, se per questo Natale c’è una flessione del 18% rispetto all’anno precedente nei consumi, la cosa non dovrebbe essere vista come un “mannaggia, c’è stato un consumo del 18%” quanto piuttosto come un “bene, avanti così, riduciamo ancora di molto, scendiamo fino al 75%-80%, e forse rientreremo nell’ambito del plausibile.”

aver trascorso un’ora

Aver trascorso un’ora in una scuola elementare, per assistere ad una recita natalizia di bambini ottenni mi viene da pensare che.

Che nel profondo Sud è possibile ancora fare le recite natalizie che parlano di Gesù. L’Italia è di fatto multietnica e multireligiosa ma quasi per niente nel profondo Sud. La povertà with iPhone che c’abbiamo noi da ste parti scoraggia gli immigrati, quindi siamo razza purissima dalla cultura monolitica che ancora oggi si può permettere ste cose estremamente giesucristiche.

Che le biblioteche delle scuole elementari – con frasi ad effetto appese alle pareti sul piacere della lettura, ovviamente incomprensibili ai bambini, scaffali pieni di libri tremendi e grigi e  tristi – sembrano fatte apposta per creare un alone negativo attorno alla parola biblioteca. Che se lo Stato volesse disincentivare l’interesse alla lettura nelle nuove generazioni, nessun psicologo malefico potrebbe mai partorire una strategia tanto efficace.

si parte

Una hostess che lavora all’areoporto di Charleroi vicino Brussélle mi ha raccontato che a Charleroi vivono gli sgorbi.

Ci sarebbe cioè tanta gente che praticamente ha perso il lavoro negli anni passati (ex minatori soprattutto) e che campano da anni coi sussidi statali. E come loro, i figli. E per far trascorrere la loro grigia esistenza si mbriacano tutto il giorno. Tutto questo vivere nell’alcol alla fine genera degli effetti pure nel fisico: corpi storti, andature incerte, facce stravolte. Dice che proprio li riconosci, gli sgorbi di Charleroi.

Non lo so se è vero, epperò domani prendo il mio volo da Charleroi alla volta del paesello, e mi ricordo di quella notte lugubre e disperata trascorsa due anni fa – una vita fa – quando ancora non sapevo che sarei finito a vivere da ste parti.

cose, 16 dodici undici

Dimentico di cenare, poi mi ricordo che il giorno dopo non posso fare colazione che il medico ha da tirarmi il sangue, mi tira via il sangue e io svengo.

Poi torno cosciente e gli rubo tutte le caramelle sulla scrivania. Vado nella sala d’aspetto a mangiare di fretta una cheescake presa da un supermarket pakistano la sera prima e che nascondevo nella borsa, velocemente velocemente come i criceti che nascondono i semini nella bocca – mai parlato della passione per la cheescake venduta dai pakistani? Mai detto di questo pakistano che a volte gli chiedo una cosa e me ne regala un’altra? Comunque l’esempio dei criceti, se non hai mai avuto un criceto, non si capisce.