poi se uno non sa cosa fare

Poi se uno non sa cosa fare, a Brussélle a maggio puoi mascherarti da Berlusconi vestito da Mago Silvan.

Ho scattato questa foto dopo sei ore di camminata senza sosta in città. Le scarpe sono da buttare. 

 

Intanto qui mi si sono presentati otto giorni filati di sole – certo certo lo so che non è normale – e oggi è stato speso tutto con il culo sul prato di un parco mica da poco. Ho la faccia bruciata.

 

C'era un lago con anatre che non avevo mai visto – e chi mi conosce sa quanto mi interesso di anatre – e poi uno stagno con le tartarughe dentro, e poi una signora in costume da bagno che si è accovacciata a fare pipì.

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8 thoughts on “poi se uno non sa cosa fare

  1. Non so bene bene cosa scrivere. Son giorni che ti leggo, che guardo, che rileggo e che ascolto anche se non si parla in queste pagine. Però ecco diciamo che seguo, anche se è un termine che non mi piace e soprattutto che non amo esibire visto che preferisco rimanere in sordina in queste circostanze. E, a parte il fatto che scrivi come se fossi una coperta di lana negli inverni freddi, o come se fossi delle lenzuola stropicciate in mezzo alla notte calda, lasci sempre a bocca aperta tipo "o" quando parli di semplicità o di giornate o di routine che sembrano magari uguali ma che in fondo portano con se molto da dire e raccontare. Non è nemmeno che ci capisco sempre tutto, o ci capisco gran poco in somma, però mi va di dirti che sembri uno spirito positivo nonostante quell'impazzire che t'invoglia a sederti nei parchi che sembra quasi tu abbia voglia di sganciarti da tutto quanto anche se questo tutto quanto ti piace un sacco.

    E forse ci trovo somiglianza

    forse ci trovo divergenze

    forse sarà il verde brillante di queste pagine con questa mela acida su in alto, ma è bello leggerti.

    Tante parole inutili (o forse no) per dire questo.

    Niente altro

    V.

  2. a me non è mai capitato, ma lo capisco quando dici che ti sembra di impazzire quando fanno tutto loro per te, perché ti sembra che la vita non sia più la tua, ma la loro.

    portati via il povero gatto, ti prego.

    mi piace questa cosa di girare per la città e scoprire cose che uno non penserebbe mai.

  3. creamymami:

    è la prima volta che mi si dà della "coperta di lana". A volte ho funzionato bene come scaldapiedi. In ogni caso: grazie.

    R:

    ovvio che è un pomodoro. Altrimenti il verde avrebbe un altro valore.

    andima:

    mi ci hanno portato che io ignoravo tutto.

    Lise:

    il gatto era ormai addicted a tutte le droghe, avrà una fine felice e inconsapevole.

  4. Ma ok che è un pomodoro, ma non può essere, remoto caso, che con sto verde, con quel che la mente immagina, io ci ho sempre visto una mela? Ammetto che insomma è stato imbarazzante pure per me rendermi conto grazie a R. che non era tale, però insomma, per me rimane una mela verde, di certo non acida comunque.

    scusate l'intrusione comunque

    V.

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