chiacchiere e distintivo

Adesso spiegatemi la differenza con un fibbione D&G da tre chili del primo tamarro che vi passa sotto casa.

perchè io valgo (più del mio telefono)

In Italia arriva l’iPhone. Tutti ne parlano. Le tariffe sono scandalose ma la gente sbava ugualmente per la cazzatina Mac. Io invece voglio fondare l’associazione Nokia low cost, ne potranno fare parte solo i possessori di telefono a prezzo minimo. Membri onorari saranno i possessori di un Nokia 3310 ancora funzionante. Il mio purtroppo è defunto da tempo, ma ho scovato un sostituto perfetto qui in Paese Basso pagato circa 19 euro. È bellissimo e ha certi pixeloni grossi e rozzi e quadrati come piacciono a me. E poi insomma va detto: un telefono che costa più di centocinquanta euro è volgare. E’ un gesto volgare comprarlo. Vuoi chiamarlo lusso? Non è nemmeno lusso, perchè più o meno un telefono da 500 euro se lo possono permettere (quasi) tutti. E’ un gesto volgare e basta.

io c'ho sto pregiudizio fortissimo

Io c’ho questo pregiudizio fortissimo per il quale ogni volta che sento una notizia che arriva da Roma storco il naso. Perchè se una cosa succede a Empoli o a Trapani non esce nulla, ma se succede a Roma poi ci sono subito le prime pagine dei giornali. Adesso è la volta della «aggressione fascista» alla Sapienza, che ovviamente sta su tutte le prime pagine. Premesso che una percentuale di pirla che si prende a morsi in testa per questioni ideologiche esisterà sempre (purtroppo) a vedere tutti sti titoli dei giornali, ti viene la curiosità di sapere cosa è successo mai, alla Sapienza di Roma. Cosa è successo?

Niente, hanno spaccato un vetro ad una Hiundai e un paio di graffi nemmeno tanto gravi. Ecco cosa è successo. Uno pensa chissà che, e invece niente. Il povero fotografo arrivato lì non sapeva cosa fare, e allora ha fotografato la Hiundai col vetro rotto da tutte le angolazioni possibili. Ma davvero tutte le angolazioni possibili (uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette). Manco la macchina del ritrovamento di Aldo Moro. Al tizio col graffietto, invece, gli hanno fatto tutto un servizio fotografico che nemmeno una sposa viene immortalata tante volte sullo stesso insignificante particolare (uno, due, tre).

"ci saranno una venti di mila persone al giorno"

Le foto del santo morto scoperchiato che in queste ore stanno pubblicando i vari giornali online, con le relative discussioni (si è decomposto, non si è decomposto, si è conservato bene, mettiamoli una maschera in faccia che sennò poi i fotografi…) mi fanno profondamente schifo, e va bene la libertá di culto, epperò dai, che schifo. Una cosa è la libertá di culto, un’altra è scoperchiare un morto e mandare l’evento in diretta tv. Poi vabbè, davvero malizioso questo giornalista che si presenta alla celebrazione del santo scoperchiato e fra tutte le persone presenti decide di intervistare il venditore di cimeli del santo, proprio quel venditore e con quegli occhiali da sole, proprio con quella faccia da brava persona devota che ha ricevuto la grazia.

Qui il video (il mitico compare intorno al 1:00).

Update: la maschera, a quanto pare, l’hanno fatta proprio quelli di Madame Tussauds. Cioe’ quello che si vede e’ un pupazzo. Che, puoi vendere portachiavi con uno scheletro in decomposizione? Ma figuriamoci. 

un paio di veli pietosi

Stendiamo un velo pietoso su tutto lo spam riguardante i siti di incontri con le anime gemelle che ti arrivano il giorno di san valentino. Questo mondo di anime gemelle che maturano a febbraio come frutti maturi di stagione.  E poi ancora: stendiamo un velo pietoso sul film di Muccino, quello piccolo, il Muccinino, e sui fidanzatini che rilasciano l’intervista ai giornali dicendo che per festeggiare vanno a vedere il film del Muccinino. Che poi sta cosa di andare a vedere il film sentimentale (e poi chi lo sa, magari Muccinino ha pure cacato un bel film, ma io di certo non lo saprò mai)  assieme al fidanzatino/a, che sorta di atteggiamento è? Voglio dire: cosa mi significa? Quale pulsante cerebrale viene premuto per convincerti ad andare a vedere un film sentimentale col fidanzatino/a? In cosa risiede la goduria? Potrei lontanamente comprendere quelli che ci vanno in quanto sprovvisti di fidanzatino/a, con lo scopo perverso di figurarsi una storia stupenda e sbrilluccicosa con qualcuno che non esiste (per esempio chi? il Muccinino? brrr …), ovvero quelli che ci vanno per prendersi inconsciamente per il culo, per poter uscire dalla sala con i cuoricini pupillari che durano quel quarto d’ora, venti minuti al massimo. Ma gli altri? Ci andate col fidanzatino per trovare l’ispirazione? Non sapete piu’ cosa dirvi e cosa fare, e andate a prendere appunti dal Muccinino? Il vostro ragazzo è un analfabeta balbettante che non riesce a mettere insieme tre parole carine da dirvi e allora le andate ad ascoltare in dolby surround in un sala che puzza di pop corn? Il vostro ragazzo è uno di quelli che abbocca alle promozioni dei telefonini di san valentino che ve ne vendono due al prezzo di uno?  È uno di quelli che trova copia le frasi sdolcinate dai siti a pagamento?  Mh?

Il problema vero, nel farsi queste domande, è che le domande nascono provocatorie e assurde, ma proprio mentre le sputi nell’aria ti rendi conto che invece No, e poter condire queste tue parole – che credevi tanto provocatorie e assurde – con dei link significativi, peggiora solo le cose.

in treno i compagni di viaggio

In treno, i compagni di viaggio che ho avuto li descrivo nel modo più asettico possibile (ehm, vabbè, si prova).

Sul sedile due file più dietro, una ragazza ha gli occhi truccati da antica egiziana e i capelli tirati su fino alla sommità del cranio. Parlotta al telefono. Ho già detto che parlare al telefono in treno per più di quattro minuti è segno di lucifera maleducazione? Vabbè, comunque il punto non è questo. La ragazza parla con un’altra donna. Dopo dieci minuti di coccodè litigiosi al cellulare, si viene a capire che la ragazza è incinta e l’interlocutrice al telefono sarebbe la moglie dell’uomo che l’ha messa incinta. Pure lei incinta. La ragazza sapeva della moglie, la moglie non sapeva. Ora sanno di essere ambedue incinte. La ragazza al telefono mi ispira brividi di paura, mentre la ascolto discutere di questa tragedia con l’altra tizia. Sibila tutta una serie di coccodè e parole tipo Equilibrio Psico Fisico, Impostazione delle Argomentazioni. Problematiche Organizzative. Tutte parole che pure nel contesto di una riunione aziendale ti sembrano inutili – che il linguaggio decorato a questo modo è inutile – figuriamoci quando si parla di ste cose. "Coccodè, Coccodè, devo riconsiderare le problematiche organizzative di questa situazione. Coccodè".

Sul posto davanti a me, scorgo fra i sedili la nuca di un ragazzo biondino ingelatinato. Parla dei suoi viaggi in giro per l’Italia. Fa casting per la moda e la pubblicità. Non è ancora riuscito a sfondare però – afferma – si è fatto già un bel corso di portamento e un book fotografico professionale “con fotografi professionisti che sanno dove mettere le luci e tutto il resto”. Duemila euro già spesi. Racconta del produttore ricchione che se lo voleva portare sullo yacht e dei provini del grande fratello che lui non ci va perchè – ha saputo dal produttore ricchione – i posti sono già dati da tempo. Figuriamoci se ci va, lui mica si fa fregare. Ha fatto parte del pubblico applaudente di un quiz serale e un paio di comparse mute in un telefilm, rimoborsate con qualche decina di euro che non gli bastano neanche per il biglietto del ritorno a casa. Quando finalmente lo vedo in faccia – che fino a quel momento solo la nuca – mi accorgo della sua faccia di ragazzo normale, però più basso di me e con i sopraccigli depilati a striscia orizzontale su gli occhi.

Sti viaggi in treno sono master in sociologia di primo livello.

consigli per gli acquisti

Ah, che bello, finalmente una nuova scusa per spendere soldini: la cornice digitale. Coi negozi pieni di roba che già ce l’hai, che se pure ti impegni a trovare qualcosa di nuovo da regalare non la trovi, qualcuno doveva inventare la nuova cazzatina per risollevare gli istinti predatori natalizi, e porca miseria ci sono riusciti. La cazzatina è pronta si prevede che se ne impacchetteranno a migliaia nei prossimi giorni. Se ne sentiva proprio il bisogno, no? Io personalmente continuavo a girare per casa non sapendo proprio dove infilare le mie foto digitali per farle vedere agli amici. Ma adesso per fortuna il pericolo è scampato. Fiuuu, che paura, guarda, c’è mancato poco che mi trovassi con una scheda di memoria in mano senza sapere dove andarla ad infilare. Che me la sarei infilata in bocca e l’avrei masticata per lo spavento, guarda. Fiuuu.

Per il resto. 

Appena finito di leggere questo libro, lo si consiglia caldamente e (al contempo) si ammette che se ne subiranno le conseguenze stilistiche negli scribacchinamenti miei prossimi venturi. Ma 369 pagine sono solo per quelli che si affezionano ai personaggi di carta e non vogliono essere abbandonati dopo soltanto tre sere di lettura. Avvertimento.