europei #2

Tra l’altro, noto che durante le partite in cui non gioca l’Italia, tifo sempre per chi sta perdendo in quel momento. E’ un tifo scemo e involontario.

Involontario perche’ non lo decido razionalmente, semplicemente succede. E scemo perche’ in pratica tutte le partite dovrebbero finire in pareggio. Dev’essere il mio lato socialista che viene fuori.

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andato a vedere

Andato a vedere Gran Torino di Clint Eastwood, un film che se lo vedi in lingua originale i farfugliamenti di Clint non riesci a coglierli fino in fondo – mentre i barbari invece Sì, perchè loro c’hanno i sottotitoli in barbaro – e mi sono trovato un paio di volte nel bel mezzo di una platea che esplodeva in una risata fragorosa e coordinata, mentre io impassibile ciucciavo Coca Cola da una cannuccia gialla troppo stretta. Comunque è un film dove nel finale la metà delle persone piange senza ritegno, un terzo compreso il sottoscritto ha gli occhi lucidi, la restante parte non lo so.        

Ho un giacchettino primaverile bellissimo che siccome la primavera non arriva, non posso mettere mai. Dopo un mese filato di non primavera l’ho rimesso per guardarmi nel bagno e confermare la mia bellissimità.  

Ho trovato casa, ma la storia merita di essere approfondita a parte.    

Mi piacciono le ciambelle uguali identiche alle donuts di Homer, e mangiarne una quantità esagerata di mattina tardissima, aggravata dal cambio dell’ora, coi miei quattro peletti di barba incolti, mi sento molto Homer pure io.  

Vorrei degli amici che non devi organizzarti prima per andarli a trovare, che puoi passare sotto casa e citofonare all’improvviso, ma forse questi sono irrealizzabili desideri anni novanta.

mentre siedo in poltrona

Mentre siedo in poltrona, la Meisje – che invece è in piedi – accavalla una gamba e riesce a sedersi anche lei nella stessa poltrona, ma dietro di me. Come due che vanno insieme in motorino, di quei motorini dove la sella è una sola. Mi dice che servirebbe un filo conduttore per trasmettere meglio l’affetto. Io le chiedo se intende qualcosa come quel gioco da bambini del telefono fatto coi bicchieri di plastica collegati con un cordino e lei mi risponde di Sì (ma allora non si giocava solo al Sud, con sta cosa del telefono di bicchieri!) epperò poi penso che il cordino, in quel gioco, per farlo funzionare bene bisognava tenerlo teso, e se ci mettiamo ad usare un cordino così, poi dovremmo stare lontani almeno per la lunghezza del cordino, per mantenerlo teso, altrimenti l’affetto non riuscirebbe a trasferirsi. E allora le propongo come alternativa il tubetto giallo delle tastierine a fiato che si usavano a scuola nell’ora di musica, lei dice che schifo si riempivano di saliva che era uno schifo, ma io sono convinto invece che servirebbero molto meglio lo scopo del cordino.  

Paolo Virzì che si sposa la ventinovenne, aveva un faccione simpatico, adesso mi sta simpatico di meno.