Esiste da qualche parte un Dio delle Mestruazioni che mi insegue ovunque vado.
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Come Fantozzi aveva la sua nuvola, io ho il mio Dio delle Mestruazioni.
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Questo Dio mi sgama ogni volta che sono sotto un lenzuolo, quando sotto il lenzuolo non sono da solo. Mi scopre ad armeggiare sotto le coperte, mi indica col suo dito insanguinato ed urla: “ rafeliiii!!!! Cosa Cazzo stai facendoooo?!?!?”
E allora ecco che Zac! mi manda le Mestruazioni.
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Qualche giorno fa questo Dio è stato più veloce di me. Quando sono arrivato io, lui aveva già mandato il suo flagello. Il flagello rosso. E vabbe’, succede. Pazienza.
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Sabato invece le cose sono andate diversamente. Arrivo lì, e visto che bisogna fare, si fa.
Si fa, quella cosa che ogni tanto si fa.
E i flagelli? Niente flagelli questa volta? Niente flagelli.
Bene, ho pensato, meno male.
Che ero un po’ in ansia.
Mi tranquillizzo.
Mi rilasso.
Mi addormento.
Si dorme.Quante ore? Cinque? Sei?
La luce dell’alba dalla finestra.
Che bella dormita.
Rifacciamo?
Eh, che ne dici?
Rifacciamo?
Replichiamo?
Aspetta, no, mi sono venute le “ Women’s things”.
Oh madonna, e quando è successo?
During the night.
Durante la notte?
Già, ho le mie “Women’s things”.
Oh madonna.
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E dalla finestra insieme alla luce dell’alba posso vedere il Dio delle Mestruazioni che si spanza dalle risate e che mi urla “ pirla di un rafeeeliiii!!! Pensavi di averla scampataaaa!!!”.
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La prima cosa che vorrei dirgli, al Dio delle Mestruazioni, è di smetterla di urlare con queste vocali allungate e strascicate, che inizio a notare un vaga somiglianza con Liam Gallagher degli Oasis. Stand by meeeeee, nobody knooooows.
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Sono lì che penso alla definizione “ Women’s things”. Le Cose delle Donne. Quelle Cose di cui non si dice il nome. Per carità. Si trova sempre un nomignolo, un sinonimo. Ma il loro vero nome, non si dice. Guai.
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Sono in dormiveglia, sprofondato tra i cuscini. Dalla finestra vedo scendere giù la più grande nevicata del secolo, ma io sono al caldo. Se sono al sicuro questo non lo so, per lo meno sono al caldo. Nel dormiveglia si sa, vengono in testa i pensieri più assurdi. Il mio cervello in quel momento sta pensando a qualcosa di rosso, e voi capite il perché. Il mio cervello sta pensando anche che , alle volte, ci sono Cose che le Donne non dicono. E anche di questo capite il perché.
Quindi il mio encefalo perso tra i fumi del dormiveglia compie l’addizione: Rosso + Cose che le Donne non Dicono.Il risultato è che ho un’ allucinazione molto realistica, mi compare davanti al letto Fiorella Mannoia con i capelli che più rossi di così non si può, lei che di solito da’ sull’arancione. E’ seduta sulla scrivania di questa stanzetta di studentessa tedesca, con le gambe a penzoloni. Ha un microfono in mano –chissà perché – dentro al quale urla a squarciagola:
“Siamo cosiiiiiiiii , dolcemente complicateeeeeee…sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora quiiii….”
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Ommioddio Fiorella, anche tu a strascicare le vocali come quell’ alcolizzato di Liam? Potresti per favore cantare, se proprio devi, a bassa voce? C’è questa qui che dorme. Non vorrei che si svegliasse. No, no sta bene, non ti preoccupare. Ha solo le sue Women’s things fresche fresche, appena giunte. Niente di grave.
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“ …portaci delle rose , nuove cose, e ti diremo ancora un altro siiiiiiiiiiii…”.
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Le vocali, Fiorella, le vocali. Eddai.
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Poi lei si sveglia, invece. Forse perché io continuo a rotolarmi da una parte all’altra. Capisco che di dormire di nuovo non se ne parla. Devo solo trovare il coraggio di abbandonare la stanzetta calda di studentessa crucca e gettarmi intrepido nella più grande nevicata del secolo. Il coraggio lo trovo. Lei mi dice: ma come te ne vai? Dico io: Si. E non so aggiungere un motivo. Forse vorrei dirle: “ è difficile spiegare, certe giornate amare, lascia stare”. Ma non lo dico. Penso a trovare le calze, che come al solito si perdono.
Mi perdo anche io nella neve.
Nelle cuffie, per dare un’idea, ho Marlene Dietrich.