e dunque, Paese Basso

Ma facendo un passo indietro, in questo viaggio c’è stata prima la Germania. Ringrazio l’amica Purci per l’ospitalità ed il risotto ai funghi. Il mondo te lo immagini piccolo, ma è ancora più piccolo di quello che credi se trovi una tua compaesana sulla strada per il Paese Basso, appena tornata dal cinema crucco dove mandavano un film ambientato nel salento – proprio nel tuo paesello sperduto! – e poi vieni avvertito telefonicamente del concerto di tuo cuggino bassista a Bruxelles. Cioè, capiamoci, Bruxelles, praticamente dietro l’angolo.  

Cosa dire della Germania che non sia stato già detto su ste pagine di blogghe? Diciamo solo che per l’intera giornata di ieri sui giornali crucchi e alla radio si parlava principalmente di Conferenza del Clima a Bali e delle possibili sanzioni economiche all’Iran. Nelle stesse ore, i giornali online italiani avevano in prima pagina la notizia che la figlia di Gianfranco Fini e di una valletta della televisione è finalmente nata e sta tanto bene, ed editoriali sul tunisino Azouz della strage di Erba che si vanta al telefono della notorietà raggiunta dopo lo sgozzamento di moglie e figlio.

Che uno pensa, i veli pietosi dovrebbero venderli in confezioni da dieci come per i fazzoletti per soffiarsi il naso.

Il Paese Basso è verde e accogliente come te lo aspettavi. Ci sono pecore sazie che si addormentano nei prati attorno alle strade. Il sole si fa vedere solo per qualche secondo, ma quando sbuca fuori dalle nuvole allora sono frustate di colori che ti sbattono addosso. Il mio B&B è una casetta infilata all’interno di un bosco fitto con alberi altissimi e montagne di foglie marce. Il padrone di casa è un nonnetto simpatico che ride e prova a dire “Buongiorno” ma non gli viene bene.  

Il pavimento del bagno è riscaldato, e ti verrebbe da passeggiarci dentro per ore a piedi scalzi, non fosse che puoi fare solo un passo avanti e uno indietro. Ieri sera avevo un appuntamento per vedere una camera in affitto, ma la padrona di casa mi telefona disperata per dirmi che ha saputo che sua zia si è ammalata, che lo ha saputo solo mezzora prima e che dobbiamo rimandare l’incontro. Cerco di utilizzare il tempo a disposizione per procacciarmi del cibo economico, e finisco per cenare con le mani una insalata di pollo in macchina. Compro anche del pane nordico e del salame, li tengo nascosti in auto che in questi casi funge da frigorifero, per evitare che il nonnetto se ne accorga, lui che vuole vendermi il pranzo della casa e io che di fronte a queste offerte faccio finta di essere puro spirito, slegato da queste necessità terrene come il cibo. Scapperò di casa quando non mi vede e andrò a mangiare nei boschi.

10 pensieri su “e dunque, Paese Basso

  1. Dunque: io, caro raf, non ti conosco. Per giunta, sono anche un grande fan di fabrizio moro il mito.

    Qualcuno mi spiega perchè, DI GRAZIA, mi sto praticam emozionando(!) a leggere le tue avventure in giro per l’europa, a vivere le tue sensazioni come se fossero le mie? w i blog come i tuoi e w le persone come te e w fabrizio moro…… :))
    Francesco.

  2. non preoccuparti: presto troverai una stanza in una casa di studenti dove potrai riporre le tue cose nel tuo scomparto di frigo comunitario (come facevo io) pregando che i coinquilini non te le rubino

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