ultimo gesto

Ultimo gesto prima di uscire da questa casa per sempre, ho tentato di sistemare la tapparella e non ci sono riuscito. Posso prendere questo avvenimento come simbolo sgangherato della mia esistenza in questa città. La mia vita in questa città si conclude con una tapparella rotta, un leggero abuso di succo d’arancia e due cucchiaini da lavare in cucina.  

Bologna ha dei colori che mi lasceranno per sempre stupito. Tonalità di giallo del sole che si infila fra i portici ed illumina le pareti lercie. E  tante facce speranzose che perdono l’ingenuità della matricola con il passare del tempo, i denti diventano rossi per il vino e la malizia viene coltivata negli sguardi. Odore di copisteria e di smog sparato in faccia aspettando l’omino verde al semaforo. Odore di pizza al taglio, che quando si fa primavera invade le strade con più prepotenza. I nordafricani che ti offrono la droga. La ruota sgonfia della bicicletta. Le palle di polvere nel corridoio.     

E l’ansia che non ce la fa ad arrivare, ne vogliamo parlare?     

C’è un posto nel cervello – voi non lo sapete, ve lo spiego io – che è la stanza dell’ansia. Sulla porta c’è proprio il cartellino: Stanza dell’Ansia. Bisogna entrarci. Appena fuori dalla porta della mia stanza ci sono tutti i ricordi che aspettano di entrare, una massa enorme di ricordi legati all’esistenza in questa città. Una massa così enorme e ingombrante che non riesce a passare attraverso la porta perchè è troppo stretta. Se l’enorme massa riuscisse ad entrare, la stanza dell’ansia potrebbe scoppiare. Col passare del tempo, la massa di ricordi si sgretolerà e i pezzetti – uno per volta – entreranno nella stanza a provocare struggimenti saltuari. Tric e Trac nella mia serenità, chissà quando e chissà dove.

Adesso stampo queste righe e me le rileggo di fronte allo specchio, tanto per chiarirmi in largo anticipo.  Domani sarà Germania, dopodomani si arriva finalmente nel Paese Basso.

15 pensieri su “ultimo gesto

  1. rafè, che dire, questo post mi prende proprio. la stanza dell’ansia è un’immagine fantastica. e mi fa rivivere quei momenti in cui lasciavo urbino… io però non andavo in olanda. purtroppo.

  2. ho lasciato bologna.è ed ancora amore.e la ritrovo nelle te parole di saluto…delle volte partire è l’unica e so che per quanto strano nonostante tutto quella luce gialla nei tuoi occhi rimarrà.
    m chissà quante luci i tuoi occhi sono ancora pronti a catalogare.a inserire per tenerti con la magia fuori dalla stanza dell’ansia.
    buon viaggio

  3. in bocca al lupo per tutto.
    in olanda di sicuro non ci sono i nordafricani che ti danno la droga, magari ci sono gli italiani e penso che sia anche di qualità superiore , fammi sapere , scerzo, poi vengo io a giudicare , scherzo, non si capisce quando scherzo?
    Grazie della giacca , andrò a prendermela .
    anonimo (mica tanto)

  4. Magari sei già arrivato, fra tulipani ( anche di questo periodo?), la neve, e un’atmosfera che è proprio natalizia come le illustrazioni dei libri… piano piano, la stanza qualcosa tiene e qualcosa elimina, l’importante è non farci entrare e uscire tutto insieme. Buon tutto.
    Magdalia

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