ma quante lavatrici

Ma quante lavatrici avrò caricato da quando vivo qui? Non lo so, migliaia? Migliaia. 

Poi il senso di precarietà e di stare andando via lo avverti quando caricando la lavatrice per l’ultima volta calcoli se i pantaloni ce la faranno ad asciugarsi prima di doverli mettere in valigia. Ma quante volte avrò messo ad asciugare i pantaloni da quando sono arrivato in questa casa? Non lo so, migliaia? Migliaia.   

Avevo 19 anni. 

Devi averci il sangue freddo – ma davvero freddo – a svuotare i cassetti ripieni di carte e fotografie e cartoline e elastici per capelli e monete da 100 lire. Serve la freddezza del killer a decidere cosa buttare e cosa No, e nei primi momenti continuare a pensare Questo No, Questo No, Questo No, per poi capire che non puoi andare avanti così, e fare un grosso mucchio – tappare il naso della tua coscienza sentimentale – e gettare tutto nella spazzatura.

Qui si gettano cose ingiallite nella spazzatura. 

E con il coinquilino Billigiò, aver vissuto otto anni insieme, finisce che una persona la riconosci dal rumore dei passi, come i cani. Se ci pensi in otto anni fai in tempo a far nascere un bambino e farlo crescere fino all’età in cui potrebbe addirittura essere capace di leggere queste righe.  

Vabbè, non proprio queste righe – che queste mie righe non le capisco nemmeno io – ma diciamo in generale delle righe qualsiasi. 

Questo mood da omelia di funerale finirà presto, abbiate pazienza.

10 pensieri su “ma quante lavatrici

  1. righe piene di malinconia queste…buon viaggio!
    Angela
    PS: potresti fare un’asta online dei tuoi oggetti personali, per i feticisti del tuo blogghe…così non sarai costretto a buttare via nulla!

  2. mannaggia se lo so. quando ho traslocato a marzo ho dovuto fare lo stesso con una casa nella quale vivevo dal 2000. che impresa. tutta la mia solidarietà (ti dico solo che alcune cose che stai buttando le rimpiangerai).

  3. rafeli, spesso ti leggo, raramente commento, ma dato che anch’io sono immigrante al nord, non sai quanto ti capisco. Il momento di fare le valigie, di svuotare tutto e dover mettere tutta la tua vita in un’unica valigia me lo ricord bene. Ma almeno ti fa creare una lista di priorità: di che cosa é che avrai veramente bisogno in Olanda? Per esempio di una caffettiera, che all’estero le moka costano parecchio di più…
    Io comunque sono in Belgio, saremo vicini di casa, se passi di qui, fallo sapere

  4. Ari:
    ho ancora la tua maglietta, qui. Poi passa a prenderla, ok?

    angela:
    sì certo, ti offro le mie lenzuola e l’asciugamano, se le vuoi.

    freesia:
    eehh.

    P.ila:
    ecco, appunto, la caffettiera!

    (meno due)

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