babbei

Siete solo dei babbei, degli ignoranti e dei pezzenti culturali. Siete la speranza fallita di un paese che se si deve appoggiare a voi, non ha alcuna speranza. Siete annebbiati dalla rabbia e calpestate la libertà con scarpe sporche di merda. C’avete i libri sotto il braccio ma di fatto ragionate da ultrà, scimmiottando gesti e parole che neanche comprendete. Cercate lo scontro ad ogni occasione per scimmiottare la trincea, e non sapete cosa è la libertà, e adesso ve lo ripeto che sennò non lo capite: non sapete cos’ è la libertà. Non avete un briciolo di concetto di libertà. Siete pieni zeppi di libertà, perchè potete fare tutto, e per questo non la apprezzate e non la difendete. La porzione di cervello deputata all’elaborazione intellettuale è minuscola, insignificante. Per il resto, ragionate per frasi fatte e dogmi che non capite nemmeno tanto bene. Siete solo dei babbei, degli ignoranti e dei pezzenti culturali, e non sapete cos’è la libertà. dave

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50 pensieri su “babbei

  1. Sono con te ma credo che non siano proprio babbei, credo siano degli opportunisti che hanno paura di perdere quei piccoli poteri che hanno ora in gestione ed un Papa che dice cose contro potrebbe far saltare quel bel castello che si sono costruiti, potrebbe far cambiare il vento ecco di cosa hanno paura questi babbei rincoglioniti: scienziati no di sicuro!

  2. d’accordo con te su tutta la linea, tutti pronti a fare la rivoluzione (per cosa poi??), quando la vera rivoluzione sarebbe, per una volta, lasciare perdere il passato ed i pregiudizi, le appartenenze e le non appartenenze, e accettare la proposta di un BENEDETTO dialogo…

    Ale

  3. Gli scienziati che hanno scritto la lettera al rettore sono veri scienziati che riflettono sul valore della laicità in Italia.

    Questi sono i soliti testa di cazzo che amano sentire la loro voce amplificata da un bel megafono. E che regalano ad altri testa di cazzo la ghiotta occasione di gridare ancora più forte.

    Ma tu perchè sai queste cose? Sei emigrato verso la civiltà…goditela!

  4. Sono uno studente della sapienza….questo pomeriggio ero pure in cittadina universitaria, precisamente dentro la biblioteca per uno studio di 3 ore…ho visto tutto il trambusto ma solo una volta tornato a casa ho saputo la notizia del papa che non verrà più.
    io dico questo: sono di sinistra e mi ritengo una persona stra-laica. Detto questo, i ragazzi che hanno fatto tutta la messinscena che anche tu fai vedere tramite il video a)sono una estrema minoranza, benchè chiassosa, pur sempre minoranza 2)hai ragione tu, valgono quello che valgono.
    Faccio però dei distinguo: a)una cosa sono le parole usate dai professori (facoltà di fisica e non solo) i quali esprimevano i loro dubbi circa la necessità di far fare il discorso inaugurale a uan personalità religiosa, e un’altra il vociare stupido di questi 4 facinorosi. b)non scordiamoci mai che i “casinisti” sono stati una estrema minoranza! Per piacere, non facciamo generalizzazioni. c)Il vaticano ha fatto la scelta più opportunista e più appariscente: ha fatto l’offeso. Io avrei voluto che il papa, così come qualsiasi altra persona al mondo, parlasse alla sapienza. Ma ora non facciano gli eroi o i martiri per piacere (getto un telo pietoso sui media e sui politici italiani)

  5. solo io sono contraria a un papa che parla in un’università? perché allora non invitano anche il capo della comunità ebraica? o il mullah di roma? io sono stufa di questo papa che ci devono infilare a tutti i costi in ogni contesto e tutti a dire “sìsì, benvenga”. ma perché?

  6. Tanto tempo a disposizione per mettersi sciarpette rosse, non tagliarsi il barbone per un look confacente al pensatore di sinistra anni 70. Ma cosa vuol dire “sono di sinistra” per tutta sta gente? Fare i coglioni ed esprimere il loro liberopensiero anticlericale tra un san giovese e l’altro,” lasciando perdere il passato ed i pregiudizi, le appartenenze e le non appartenenze” che non esistono più. Va bene a tutti da 30 anni.
    La presenza del Papa alla sapienza non la trovo indispensabile,e forse neppure adatta, ma sicuramente un dialogo con qualcuno che ha studiato 60 di fila magari per osmosi li aiuta a questi.

  7. Io quoto Lise.
    Non capisco perchè fra tutte le persone colte che esistono al mondo devono sempre infilare sto papa in mezzo.
    Uno che poi professa cose lontanissime non solo dalla scienza, ma anche dalla tolleranza, dalla cultura, dalla modernità, dalla crescita. In una parola è lontano dall’educazione, allora cosa ci fa in un’università?
    Che poi gli studenti esagerino questa non è una novità.
    Tutti quelli che hanno occupato o manifestato, in tutte le epoche e per qualunque motivo, hanno sempre superato l’idea e usato il “casino” per altri scopi.
    Credo siano teste di cazzo come lo siamo stati tutti a quella età, e come lo saranno i nostri figli…

  8. Lise, Bassotuba:

    a me l’idea del Papa all’università pareva una cosa odiosa e inopportuna. Se fosse successo, mi avrebbe dato tanto fastidio. Sono laico convinto e ovviamente mi avrebbe dato fastidio.

    Ma ancora più odioso e inopportuno, ancora più fastidioso, è IMPEDIRE una cosa del genere. Occupare un rettorato per questo motivo. Dire: No, tu non parli. Non la pensi come noi e allora non parli. Giustificare questa prepotenza con il fatto che la chiesa nel passato ha messo al rogo, ha negato le libertà eccetera eccetera è da stupidi. Da microcefali, proprio. Se la Chiesa non è liberale, chi la contrasta è liberale? C’è bisogno di mettere in mezzo Voltaire per capire che questo evento è di una tristezza assoluta? E davvero non si capisce che ha vinto chi ha fatto la voce più grossa? Non hanno vinto le argomentazioni, hanno vinto i muscoli. Quanto tutte queste cose puzzano di fascismo e intolleranza?

    Catrap:
    i babbei sono da una parte e dell’altra, però. Sciarpettine e barba da una parte, e golfini e cravattine ai meeting di CL. Qui non si parteggia per alcuno.

  9. Dico solo una cosa:ritengo che il pensiero vada sempre ascoltato (quando è pensiero) e nel caso contestato. Eliminare a priori qualsiasi possibilità di dialogo è per me una sconfitta della società.In più: pensare di pilotare i giovani studenti dando loro il via libera per l’occupazione della facoltà e provocando conseguentemente la rinuncia del Papa alla sua presenza alla Sapienza è per me una sconfitta gigantesca della libertà dell’uomo di sperare di vivere in un paese in cui la cultura e i suoi insegnamenti possano dirsi garantiti. Spiego meglio e aggiungo qui il mio ulteriore punto di vista: se un docente-ricercatore non è daccordo con la linea ufficiale che il rettore della propria università intende dare, si dimette. Non fa in modo da mantenere il proprio posticino, lasciando che siano i più strumentalizzabili (gli studenti) a fare il lavoro sporco… con la benedizione dell’insegnante.
    Questo dimostra che viviamo ormai in una società che può chiamarsi in qualsiasi modo, ma non è laica perchè, da qualsiasi parte le questioni si guardino, rimangono confessionali e come tali vengono affrontate.
    Un abbraccio.
    E sono schifata.
    Ah, un’altra cosa.Cercare di fare capire che scienza ed etica possono essere due sinonimi della stessa parola: civiltà. Non sarebbe più dignitoso , non anacronistico e davvero liberale soprattutto?

  10. Sarebbe stato molto più divertente (ed utile, anche, alla causa della laicità dello Stato e della società) stare ad ascoltare le cazzate che Benedetto avrebbe proferito. Ora le potremo solo immaginare, uff….

  11. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto»

    io vado contro e dico che un gesto eclatante per impedire l’intervento del papa all’università andava fatto.ottima la lettera aperta dei docenti, critica e puntuale, giusta anche la protesta estrema degli studenti.
    non tanto per i roghi di galileo o di giordano bruno, quanto per una difesa estrema di quello stesso concetto di libertà.
    il diritto di protestare è sacrosanto, così come il diritto di discutere ovviamente.
    ma non era una discussione quella che il papa andava a fare alla sapienza.

    come far aprire una conferenza sui campi di concentramento ad un engazionista.
    qui si parla di ipocrisia, non di libertà.

  12. daniquindici:
    ma fammi il piacere. Il Papa poteva aver detto anche di peggio. Poteva anche aver detto che la scienza è il male assoluto (e non l’ha detto). In ogni caso la volontà di metterlo a tacere non era giustificabile. Sbraitare e occupare non è un modo per difendere la libertà.

    E comunque il paragone campi di concentramento/negazionista non regge. Il signor Ratzinger ha trascorso la vita sui libri, è un intellettuale (che non condivido neanche un po’) però è uno che si è fatto il mazzo. Se vogliamo dirla tutta, in una università italiana ha più senso lui rispetto a tanti professoroni tromboni che sono lì perchè “figli di” e si grattano la panza, e a tutte le migliaia di studenti ignoranti che manco sanno chi è Galileo, e che a stento sono capaci di parlare in italiano.

    e a proposito:

    http://it.youtube.com/watch?v=B4nfiOHtB_0

  13. grande rafaeli.
    tutti questo chiocciare di libertà, pluralismo, e nessuna coerenza nel comportamento di chi non è disposto a mettere in atto i principi elementari che vi stanno alla base, il dialogo in primis.
    per non parlare di chi babbeo è e babbeo si dimostra nello scrivere cazzate come quelle che vediamo nella foto. hai proprio ragione, sai. la libertà questi non sanno nemmeno che cos’è. e quel che è peggio, non si rendono nemmeno conto di che cosa significa invece non averla.

  14. Il papa è stato invitato dal Rettore, quindi non tiriamo in ballo l’ingerenza. Pare infatti sia una prassi che all’inaugurazione dell’anno accademico intervengano le autorità accademiche, civili e religiose; di solito interviene il vescovo o l’arcivescovo della città in cui si trova l’ateneo, e purtroppo il vescovo di Roma è IL PAPA. Detto questo, sono pienamente d’accordo sul fatto che qualsiasi cosa fatta senza ragionarci troppo (dall’attenersi ad una prassi ormai obsoleta all’occupare perchè fa ‘molto intellettuale liberale’) è un po’ da babbei.

    Ale

  15. Leggo spesso questo blog..
    C’ha ragione Rafaeli, non si puo’ parlare di libertá e poi voler chiudere la bocca a qualcuno (chiunque sia) a tutti i costi ed in questo modo, si cade in contraddizione: si predica libertá e poi ci si comporta come dei talebani..
    Io vivo in Spagna e, almeno vista da qui, la faccenda ha del ridicolo.
    Fede

  16. il servizio del tg2 non ha valore.
    scusa eh ma mi sembra che sulla neutralità dei tg rai potremmo fare a meno di discutere.

    cmq è il fatto che sia un intellettuale che non regge. è un uomo acculturato, certamente, ma piegare il sapere per le proprie teorie è quanto di più ipocrita ci sia.
    si è fatto il mazzo? probabile.
    ma anche in università ci sono tanti professori non tromboni che si sono fatti il mazzo e che ancora magari se lo fanno.
    non generalizzare raffaele.
    anche di preti ce ne sono di buoni e di cattivi.
    il fatto poi che gli studenti italiani non sappiano chi è galileo non giustifica il fatto che lui, dall’alto della sua cultura debba andare a “pontificare”(scusa il gioco di parole) in un luogo che non gli compete.
    e non gli compete proprio per il fatto che non ammette lui per primo lo scambio di opinioni.
    vuole andare a parlare di scienza in università? benissimo, nessun problema.
    che si organizzi una conferenza anche con gente che sostiene il contrario. e se ne discuta. perchè permettimelo, la sua infallibilità ha valore solo tra le mura vaticane e nei cuori di chi ci crede.

    mi rammarico solo del fatto che ora passerà per una vittima dell’intransigenza laica, ma incomincio a credere che forse tutto questo era stato messo in conto molto prima.
    e ora tutti a sanpietro a gridare “w il papa”.

    che si spolverino le divise da papa boys.

  17. @sandra: non mi sembra che il papa o le istituzioni ecclesiastiche in genere siano dei gran “dialogatori”

    @ale: religiose non significa soltanto cattoliche ma nell’italica mancanza di una netta separazione tra stato e chiesa spesso questo si dimentica.

    @ fede: probabilmente in spagna tutta questa faccenda ha del ridicolo perchè mai si sognerebbero di chiamare il papa per aprire l’anno accademico all’unversità di madrid o di barcellona.

  18. beh, daniquindici..non ci piove, però
    1. ti consiglio di leggere questo articolo:http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_16/feyerabend_galileo_galilei_1f7f4b4c-c3ff-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml 2. non è una buona ragione per dimenticarsi dei suddetti principi.
    e comunque, trovo che l’occupazione e tutto il contorno fossero sostanzialmente fuori luogo, soprattutto visto il contesto, cioè l’apertura di un anno accademico in occasione della quale l’intervento di un’istituzione religiosa è pratica di lunga data.
    infine, stanca e stufa come sono di una realtà universitaria (ed in genere di una società) che premia non i meritevoli, ma i fancazzisti, e che permette ai cari vecchi baroni universitari di riempirsi la bocca di belle teorie e poi di dare gli esempi che ho tutti i giorni sotto gli occhi, mi sento di dirti in tutta sincerità che quelli da salvare sono la minoranza.
    sandra

  19. I professori non li discuto. Io discuto quegli ignoranti che non aspettano altro che appaia una scintilla per fare caciara. Perchè questo pensano: che fare caciara sia fare politica e che caciara significhi “libertà”. Io li odio questi tipi perchè non sanno cosa sia il rispetto per chi come loro non è e non lo sarà mai. Vogliamo parlare dei disagi che riescono a creare con le loro manifestazioni del cazzo?
    O vogliamo parlare del loro futuro? La maggior parte finiranno per essere più inquadrati dell’italiano più medio che ci sia, raccomandati in qualche azienda grazie alla buona parola di papà.
    Poi nessuno si scandalizza quando quel pirla di Giordano di Rifondazione Comunista esprime solidarietà a quella merda di Mastella perchè sua moglie è ai domiciliari!!! Così finiranno questi, come Giordano che prima gridava alla rivoluzione e ora critica chi seguendo la legge va contro la società dei privilegi di classe.
    Applausi!

    Squagghia

  20. @Dani: Ti ricordo che oltre ad essere il capo della chiesa di roma, il vescovo di roma, il pontefice è anche il capo di uno stato che sul suolo romano gestisce 3 università pontificie. Questo può piacere o no, lo si può trovare scandaloso o no, ma tant’è. E allora non riesco a capire perchè si debba tollerare la presenza di qualsiasi altra persona e non quella del pontefice.

    entina

  21. io vorrei leggere proprio il discorso del Papa su Galileo, perchè ho i miei forti dubbi sull’interpretazione delle sue parole. e questo aldilà dell’essere cattolici o meno, ma proprio perchè non mi fido delle frasette estrapolate dal contesto.
    un po’ comunque quegli studenti mi fanno tenerezza. il Partito gliene sarà grato e qualcuno entrerà a fare l’assistente per qualche cattedra astrusa di fisica.
    gli ideali sono così lontani dall’università, figuriamoci quando a schierarsi sono dei professori e degli studenti li seguono a ruota.

  22. qua ci si concentra su un aspetto marginale della questione.
    a me non interessa chi ha occupato, protestato, gridato.
    non mi interessa la loro vita o il loro futuro.
    l’importante è il rumore in sè.
    la passività e il silenzio mi fanno più paura di tutto il resto.
    è giusto che chi non è un potente o un rettore o un papa si faccia sentire con i mezzi che ha a sua disposizione.
    squagghia non confondere la protesta con il comunismo o la rivoluzione.
    qui si parla di diritto alla laicità in un luogo che di questo diritto dovrebbe farne una bandiera.
    poi, entina, il fatto che lo stato pontificio gestisca 3 università sul suolo romano mi sembra veramente l’ultimo motivo che può giustificare il discorso del papa alla sapienza.

  23. @Dani, dipende da che punto di vista lo valuti come l’ultimo dei motivi. Ti invito seriamente a riflettere su una cosa. Chi conosce gli ambienti parrocchiali ne ha chiari tutti i difetti ma su una cosa non può sbagliarsi: hanno il polso reale delle povertà e delle miserie della nostra società occidentalizzata e penso che a Roma, in certi quartieri periferici, possano e debbano dire la loro anche forse più dello stato assente.
    Vedi, è tutta una questione di punti di vista.
    E ora ti stupisco: anch’io sono “laicamente” d’accordo con la lettera dei fisici romani. Ma , qui si deve distinguere tra opportunità e inopportunità del cavalcare una questione senza essersi preliminarmente fermati a riflettere sul reale significato delle parole. E mi sembra che molta parte di coloro che sventolano la bandiera del laicismo non l’abbia fatto o, peggio, si fermi a sollevarla a proprio uso e consumo. Anche questo è tipico di noi italiani.

  24. @entina:
    se si parla di alzare bandiere a proprio uso e consumo mi sembra che i primi a farlo siano stati proprio coloro che hanno strumentalizzato questa -legittima a mio parere e corretta nelle questioni e nei modi- lettera dei professori facendo del papa il nuovo martire (ahahah…non ho resistito) dell’intolleranza laica e dell’oscurantismo, dimenticando forse chi c’era a scaldarsi su una pira nel 1600 e perchè…

    aldilà di questi interessanti revival e aldilà del fatto che non mi sembra che al pontefice vengano tolte occasioni per far sentire la sua voce anche su questioni che esulano largamente da quello che dovrebbe essere il terreno che gli compete, nessuno voleva costringerlo al silenzio, semplicemente l’apertura dell’anno accademico non sembrava l’occasione più calzante per averlo ospite, come simbolo della difesa della conoscenza e del sapere.
    chi dichiara che la ragione ha bisogno della fede per essere totalmente se stessa (Enciclica Spe Salvi) a me non pare proprio adeguato all’ inaugurazione di un luogo che dovrebbe essere, prima di ogni cosa, laico.

    poi, nessuno discute che i preti possano “dire la loro più dello stato assente” sulla miseria della nostra società…ma, forse mi sfugge, qual è il nesso?

  25. condivido tutto quello che hanno scritto dani e absinth. in più vorrei sottolineare che non è vero che i professori han mandato avanti gli studenti: scrivere una lettera e firmarla equivale a metterci la faccia. non sono d’accordo con chi dice che se un docente non concorda col rettore se ne deve andare e fine. magari è più costruttivo mostrare le proprie ragioni e cercare di cambiare le cose che non vanno bene secondo il proprio punto di vista.
    poi io non capisco perché in nome della pluralità si dovrebbe consentire al papa di parlare e la stessa pluralità non vale per chi vuol dire che non è d’accordo.
    infine, benché nemmeno a me piaccia il casino fatto solo per fare casino, trovo estremamente arrogante che alcuni sappiano già come andranno a finire i “protestatori” tra qualche anno. chi vi dice che abbiano tutti dei papà che li possano raccomandare?
    °__°

  26. poi, giusto per concludere, come al solito i media italiani distorcono a loro piacimento la realtà.
    gli studenti romani infatti protestavano (oltre che per una decisione presa dall’alto che non gradivano) perchè volevano poter protestare con una manifestazione durante la lectio magistralis del papa.
    non impedirla.
    solo che gli era stato proibito di manifestare all’interno delle mura della loro università di cui pagano le tasse.

  27. dani:
    protestare come?
    si erano portati i fumogeni appresso, ecco come. e alla fine li hanno lanciati pure. dico: si sanno queste cose, no? stiamo parlando di persone posate col senso del limite? hai visto le facce? abbiamo un certo numero di precedenti che giustifica un minimo di precauzione.

    senti, il popolo della protesta, da grillo al centro sociale, in italia ha perso ogni minima credibilità che poteva avere. non ne ha più. dovranno passare anni prima di poter riacquistare un briciolo di autorità.

    Lise:
    credo anche io, che se parliamo di pluralità e libertà, tutti hanno il diritto di manifestare il dissenso. anche gli invasati con le catene al culo. Ma una cosa è il dissenso e una cosa è la censura. La lettera dei professori voleva la censura. Questo è un fatto, non è un opinione. E’ scritto chiaramente: quello non la pensa come noi, qui non lo vogliamo. Il popolo del dissenso oggi in Italia non è maturo, ha il sangue agli occhi, non si prende la responsabilità di quello che fa. Occupano le linee ferroviarie e poi si stupiscono se li portano in prigione. Non ci possiamo stupire se poi ci sono misure preventive.

  28. è inutile rafè, su sta cosa non troveremo un punto in comune nemmeno se lo cerchiamo con il lanternino.
    io penso che chi non ha il potere, non è un rettore o un papa, fa bene a protestare con i mezzi che ha.
    non avrebbero mai parlato del dissenso studentesco se non avessero portato i fumogi e se non avessero fatto il rumore che hanno fatto.

    il popolo della protesta poi non esiste.
    come non esiste il popolo di internet e come non esiste nessun denominatore comune in generale.
    chi protesta per la TAV, o chi protesta per il DAL MOLIN per esempio, lo fa in maniera differente.
    e differente è la gente.

    il fatto poi di giustificare le “misure preventive” è porre il terreno per la metabolizzazione di un qualcosa che è totalmente contrario alla democrazia.
    se ci si abituta a questo è finita.

  29. censura è cercare di far rimuovere dai libri di testo la teoria evoluzionistica di darwin in favore del creazionismo

    a rafè, ma ti tendi conto che se domani scopriamo gli omini verdi la bibbia è da buttare?

    sarebbe meglio che cercassero di fare la bibbia 2.0 cosmic UPDATE piuttosto di tornare a dire le messe in latino

    il crucco ha pure chiuso la specola vaticana

    e vuole andare a parlare a dei fisici???

    ma vavava….

  30. dai, facciamo senza le misure preventive..
    perchè, è democrazia lasciare che tutti facciano i propri comodi?
    ti ricordo che democrazia è compromesso, e che la tua libertà in una democrazia inizia dove comincia quella degli altri.

  31. facendo il riassunto della situazione:

    c’è chi pensa che per manifestare il dissenso va bene anche occupare abusivamente luoghi pubblici e lanciare fumogeni, e io invece penso che non vada bene. Io fossi stato il Rettore della Sapienza, a trovarmi Caruso che chiede di entrare con gli amici suoi (caruso quello dei saccheggi ai supermercati, per capirci) io avrei d etto di no.

    c’è chi pensa che un’autorità religiosa e intellettuale invitata all’ università sia un concetto impossibile da sopportare e per questo da censurare, io invece penso di no.

    per capirci:

    quando la chiesa dice che le unioni civili fra omosessuali non vanno bene, sta facendo un enorme atto di arroganza perchè non tiene conto degli altri punti di vista e vuole imporre il suo punto di vista a tutti gli altri. In pratica dice: non voglio le unioni omosessuali, fate una legge che imponga questo divieto a tutti, cattolici e laici.

    quelli che non hanno voluto il papa all’università, cosa fanno? hanno usato la stessa moneta, la stessa intolleranza: tu non parli, perchè non la pensi come noi. Noi non ti vogliamo ascoltare, e non ti devono ascoltare nemmeno quelli che la pensano come te.

    Proprio come fanno i bambini piccoli: Gne, Gnè, ha cominciato prima lui, e io faccio uguale.

    E poi si perde di vista il fatto che magari una parte degli studenti avrebbero voluto accogliere il papa all’università. Però non hanno potuto, perchè altri (prevaricando) hanno deciso che l’evento andava annullato, censurato.

    Io da laico superconvinto e progressista da sempre, e con le mie sfumature sinistrorse, credo che la laicità in italia abbia fatto un grosso passo indietro. Io che vorrei un influenza minore della chiesa nel governo italiano, credo che abbiamo fatto un grosso passo indietro.

  32. va bene hai ragione tu

    e il sole gira intorno alla terra

    Citazione:

    “L’universo è tanto grande che sarebbe una follia dire che noi siamo l’eccezione”.

    George Coyne, direttore della Specola Vaticana

    E INFATTI, PRONTAMENTE: la specola vaticana, fondata da Leone Leone XIII nel 1891, è stata chiusa dal paparazzo mi pare un mese fa.

    ERGO:
    non mi venire MAI PIU’ a parlare di censura – è ancora poco

    PS: (cazzo).

  33. “questi qua”?

    no no qui non ci siamo capiti.
    non è questione di questi qui e quelli lì, di noi contro di loro.

    è questione che certe volte un’altra guacia da porgere non c’è.

    e che certe volte bisogna muovere il culo dalla poltrona e andare per strada.

  34. e chi ha parlato di papà? io ho parlato di partito. o di professori. che c’entrano i genitori lise?
    più che arroganza direi cinismo, comunque. sarà che conosco bene il mondo universitario (e non perchè ci sono stata a luuuuungo eh).

  35. entina: le presenze non si tollerano!
    è inutile parlare di libertà di manifestazione del pensiero perchè è una mistificazione, adesso compatiamolo anche il Papa che poverino non ha avuto modo di esprimere il suo pensiero, la realtà mi sembra ben lontana da tutto ciò, quindi evitiamo di banalizzare problema. In tutto e per tutto d’accordo con daniquindici. Vi consiglio di leggere la Repubblica di ieri, ci sono diversi articoli illuminanti sul nocciolo della questione, e magari poi evitiamo di concentrare l’attenzione solo su coloro che hanno manifestato, o ci siamo fatti prendere tutti dalla berlusconiana fobia comunista al punto di tirar fuori addirittura la rivoluzione?vi farei notare, e questo lo hanno riconosciuto anche i tg, che ieri per strada c’erano più poliziotti che manifestanti, il solito ingiustificato spiegamento di forze, o magari ieri c’era un’emergenza terrorismo fronteggiare?ma fatemi il piacere

  36. menzogna ne ha parlato squagghia, commento n. 24: “O vogliamo parlare del loro futuro? La maggior parte finiranno per essere più inquadrati dell’italiano più medio che ci sia, raccomandati in qualche azienda grazie alla buona parola di papà”

  37. ma io ho problemi di vista, oramai è ufficiale. infatti cercavo il riferimento e l’unica cosa che vedevo collegabile era il mio commento. non è paranoia, giuro, è proprio cecità.

  38. #ANONIMO 45:
    ti manca un certo balcone a cui affacciarti, una certa camicia nera , pugni ai fianchi e mascella in avanti . Chissà perchè, pur non avendo un nome con cui qualificarti, ti immagino! Ma, d’altra parte, esordire con una fase infelice del tipo “le presenze non si tollerano!” rende molto chiaro il tuo concetto di “libertà”.
    Ma fammi il piacere va.

  39. entina, visto che ti sei premurata di rispondere al mio commento, ti faccio notare che forse non hai esattamente afferato il senso: ti consiglio di rileggere. La camicia nera?ma siamo impazziti?

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