già so che a scrivere queste righe

Già so che a scrivere queste righe, farò una foto di me stesso che di sicuro avrò voglia di tornare a curiosare nei tempi a venire, quando non so ancora se il blogghe esisterà ancora, quando forse avrò una faccia diversa e pensieri diversi.

E allora voglio ricordarmi che oggi ero un ragazzo con una felicità intermittente, con le mani che tremano per notizie in arrivo e una storia da raccontare. Quindi mi rivolgo al me stesso di domani e gli dico: sappi che oggi eri felice e tremante, e che hai passato la scopa a tirar via la polvere dal pavimento del corridoio, e che hai un letto con le lenzuola disfatte e un paio di scarpe troppo consumate ai piedi per il tanto camminare, e una foto sulla scrivania di una persona a cui vuoi bene. Oggi c’eri tu, le tue ansie ondulatorie e le cose che hai fatto negli anni per arrivare fino a qui, tutte appiccicate sulla faccia a lasciarti un odore che a volte è forte e a volte meno, e alcune piccole cicatrici asfaltate dal passare del tempo. Oggi sei contento di te stesso – anche questo lo pensi in modo ondulatorio e incerto – e ti abbracci con questa consapevolezza come fosse una compagna di strada che comunque resterà sempre lì a gioronzolarti attorno.

Due giorni fa sei stato in un Paese pieno di biciclette e canali d’acqua, sei sceso dall’aereo appallotolando il quotidiano che ti raccontava tutte le schifezze della tua nazione. Lo hai lasciato sul sedile per farlo portare via alle hostess bionde e corpulente. Hai visto cose, potresti spendere qualche parola in più per spiegarti meglio, ma la sostanza è che hai visto cose. Hai visto strade con quasi nessun lussuoso macchinone, molti meno di quanti ne vedresti in mezzora passeggiando nel tuo paesello, e hai parlato con persone disponibili al punto da farti vergognare. Hai avuto parole di incoraggiamento senza chiedere nulla, e hai visto coppie di anziani tenersi per mano, e giovani biondi che avevano già un pargolo da sistemare sul seggiolino della bici. 

Ma senza girarci troppo attorno, la cosa è questa.

La cosa è che tra poco qui si lascia tutto e si va via. C’è da fare tanti pacchetti e caricare la macchina, poi dire ciao a Bologna e salire su in Olanda dove ti aspetta un lavoro, e felicità intermittenti e ansie ondulatorie proprio come hai fatto fino a qui. Ci sono cose da  fare e cose per cui preoccuparsi, e tanto vento in faccia da prendere.

La cosa – signorimiei – è questa, e adesso qui si comincia a cercare la corda da tirare per far scorrere il tendone rosso sul palcoscenico.

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37 pensieri su “già so che a scrivere queste righe

  1. ho vissuto in olanda (non ad amsterdam) quattro mesi. ho sinceramente pensato di non tornare in italia. ci stavo bene sì, nonostante facesse molto più freddo e mi sentissi sola.
    in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro e per questo nuovo pezzo di vita

  2. Quanto siamo diversi, io e te, solo Dio lo sa. E quanto ti voglio bene forse nemmeno lui lo può capire. Figurati Tu, figurati io.
    Fatto sta che se non fosse che davanti a me ho una persona con la quale condivido otto ore al giorno della mia esistenza, e che comunque non capirebbe, ti giuro che una lacrimuccia te la dedicherei.
    Perchè qualche settimana fa, ho visto nei tuoi occhi quanto ci sperassi, di poter scrivere queste parole, oggi, sul tuo blog. il fatto che tu sia contento, di per sè, mi riempie di gioia. Non perchè siamo cresciuti insieme, non perchè farai sempre e comunque parte della miglior parte della mia vita vissuta fino ad ora, ma molto più semplicemente perchè ti conosco, bene, e so quanto questo momento, tu, te lo meriti! Ecco!
    PENSIERILAIT

  3. che dire, complimentoni….

    w la fuga dei cervelli…sono la meritata lezione per un italia bloccata, in balia di una deriva etica e dal futuro alquanto dubbio…

    in bocca al lupo raffaè…

  4. Ti leggo da un po’ con immenso piacere dopo averti scoperto via Jun, ma non ho mai commentato, per timore d’intrufolarmi indebitamente. Stasera però non resisto perché mi rivedo in quello che stai vivendo: un in bocca al lupo grande, forza e calma per i momenti così così e occhi e cuore spalancati per tutto ciò che di buono e nuovo ci sarà. E peccato, perché camminando per le strade di Bologna non potrò più sorridere pensando che magari quel tizio incrociato per un attimo potresti essere tu… Buon tutto, Sì

  5. oh rafè ti stavo scrivendo per chiederti se ciavevi un posto a bologna per una settimana… e che fai? cambi tutto!!! dai che olanda e germania non son troppo lontane, ma il freddo è porco uguale!!! tanti auguroni, mi sa che ci sentiamo presto. Michelangelo

  6. ci avrei scommesso che ce l’avresti fatta!
    imparerai l’olandese. scoprirai che cosa è un torzillo. e ti sposerai con una dentista alta così.
    i miei complimenti pomodoro verde.
    la tua pera gialla.

  7. Sarà patetico, ma a me questo tuo post mi ha colpito molto e mi ha fatto riflettere.
    Ti leggo da qualche mese ed è strano -ma bello- l’effetto che mi ha fatto leggere le tue parole e condividere la tua contentezza.
    il fatto è che è come se ci fossimo un po’ tutti abituati all’assenza di qualsiasi entusiasmo, ed è proprio x questi che il tuo post è così bello, perchè ci ricorda che invece gli entusiasmi -vivaddio- esistono.
    Bravo e in bocca al lupo! Aggiornaci però!

  8. qui c’è proprio da ringraziare tutti.
    grazie.

    erbasalvia:
    no, non si va ad amsterdam.

    lise:
    eh, sola. ma forse se stessi a milano mi sentire comunque solo. E dopo l’esperienza di colonia, ormai nulla fa più paura.

    pensierilait:
    grazie compare. spero di invogliarti a viaggiare, con sta cosa.

    egomaniackid:
    già, forse le cose sono correlate e non me ne ero reso conto.

    daniquindici:
    ricambio il pensiero, cerca di resistere a copenaghen che saremo a due passi.

    verosudamerica:
    grazie messicano

    anonimo #18:
    sempre forza fabrizio moro, certo.

    Lurker #21 e #22:
    grazie!

    Michelangelo:
    fatti sentire, quando sei qui.

    e bla bla bla.
    grazie.

  9. Ciao Rafè, la cosa che mi rincuora è che non puoi smettere di scrivere il blog, e sono così curiosa di condividere tutto quello per cui hai lavorato, e su cui eri tanto dubbioso… (farai il veterinario per le bestiole olandesi?); qualsiasi sia il tuo tanto agognato futuro, in bocca al lupo ( tanto per restare in ambito “bestiale”).
    Magdalia

  10. mi aggiungo alle felicitazioni, ma c’erano buoni presagi da tempo per il paese delle biciclette… direi da quando Freccia ha fatto indigestione di tulipani per dare il suo contributo alla causa…:)

  11. Salento, Bologna, Olanda: splendido!
    Sono sempre alla affamata ricerca dei blog di transizione dal fuorisedismo universitario a tutto ciò che viene dopo. Quelli dei successi postuniversitari e dei ragazzi con le possibilità mi divertono tanto. Quelli delle delusioni e degli insuccessi degli speranzosi, tantissimo.
    Ora Che sarai in Olanda sarà tutto ancora più avvincente, descritto nello stile che usi tu, che, noto, piace molto molto a quelli che ancora devono sbocciare dagli atenei.
    Non vedo l’ora di leggere ciò che verrà. Grazie sin d’ora.

  12. rafaeli….in bocca al lupo allora!!! 🙂 mi raccomando non smettere di scrivere però, perchè sei troppo bravo. e a me piace tanto leggerti, davvero. lo so che è un po’ banale ma è quello che penso. e scusa per tutte le volte che ho dimenticato di firmarmi!
    buon ri-inizio tra i canali e le bici e i fiorellini da una che tra poco dai ghiacci ritorna in italia…
    sandra

  13. ebbravo rafè, che quando scrivi queste cose fai piangere pure me che ti conosco poco.
    tante belle cose, non ci lasciare soli però, che il webbe c’è pure nel paese degli zoccoli.

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