gnuranti

Non mi piace l’allarmismo, e allora quando sento parlare di allarme razzismo in Italia mi dico che insomma, diamoci una calmata, non esageriamo a parlare di razzismo. Però fra tutte le storie, questa storia della nonna somala col passaporto italiano perquisita e denudata all’aereoporto di Roma dalla Polizia di frontiera, accusata di traffico clandestino di minori (i suoi nipotini) e di spaccio di droga internazionale («vieni qua che ti dobbiamo fare un esame anale») questa storia qui, mi fa venire solo un senso di pena profonda per i poliziotti.

Questi poliziotti, se penso a loro non mi viene in mente il razzismo ma solo una grossa pena per delle persone così ignoranti da prendere una nonna e farle passare tutto sto casino solo perchè i nomi suoi e dei suoi nipotini sono arabeggianti. Questi poliziotti che fanno un lavoro difficile e per di più devono farlo con tutto questo carico di ignoranza che li accompagna, che li circonda la capoccia, che gliela annebbia. Questi poliziotti a cui viene chiesto di essere rigidi e vigili, non certo acculturati, non certo precisi. Gli viene solo chiesto di essere poliziotti – e sono serio se dico che fare il poliziotto è un lavoro difficile – e loro, ignoranti come sono, immensamente ignoranti come li vediamo, cercano solo di fare il loro meglio.

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6 thoughts on “gnuranti

  1. “Ignoranti come li vediamo” Cos’è, plurale maiestatis ? L’unica riga esatta è l’ultima poichè questo ignobile rigurgito di razzismo verso la Polizia di Stato può essere soltanto il parto di una mente dolorante. (un poliziotto che fino ad oggi IGNORAVA di essere ignorante)

  2. “ignobile rigurgito di razzismo verso la polizia di stato”?

    visione un bel pò distorta della realtà.
    ma d’altronde ognuno tira acqua al suo mulino.
    tutto torna, purtroppo.

  3. sono le persone ad essere ignoranti. alcune, molte. sono alcuni, forse molti, i poliziotti ignoranti, in quanto appartenenti alla più ampia categoria “persone”. ma non tutti. ecco, tanto per non fare generalizzazioni. per il resto, sono d’accordo con quanto hai scritto e questi personaggi tristi fanno pena anche a me. anche se ahinoi, l’ignoranza una scusa non è.
    sandra

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