se ne va

Se ne va il grande giornalista Enzo Biagi e giustamente tutti ne piangono la scomparsa. Scompare un bravo signore coi capelli bianchi che conosci da quando sei nato e, cacchio, ti dispiace. Uno non è che si fa domande Era un Maesto, Non lo Era, uno si dispiace come quando vieni a sapere che è morta quell’amica di tua nonna che veniva a casa portandoti il tegamino con un po’ delle cicorie che aveva cucinato per se stessa.    

Poi il coinquilino Billigiò, con il cinismo che lo contraddistingue, alla notizia del malore se ne esce blaterando che sti personaggi devono proprio morire per uscire dalla scena. Tu che davanti a ste parole vuoi fare il democristiano che mette d’accordo tutti – e magari vorresti contraddirlo – ti rendi conto che comunque qualcosa non va, se davvero qui stiamo attaccati ai nonnetti fino a quando non schiattano. E non è neanche colpa loro, se sono ancora lì che lavorano con la prostata ipertrofica, la colpa semmai è di chi si fida esclusivamente dei capelli bianchi e delle rughe scavate dei Pieri Angela e dei Pippi Baudi. Che si fa presto a dire C’Hai Trent’anni Sei un Bamboccione, se poi alla tivvù i presentatori c’hanno la dentiera e i tuoi professori dell’università vanno in pensione a trecento anni e c’hanno gli assistenti con l’osteoporosi.    

Che questa iconografia del matusalemme ci accompagna sempre e ci rassicura, porca miseria, al punto che inizi a far confusione. Un giorno uscendo di fretta dal bagno della facoltà mi trovai all’improvviso di fronte alla grandissima Rita Levi Montalcini, e davvero la salutai con un Uei Ciao! come si usa fra compari, credendo per un istante di trovarmi di fronte ad una vecchia zia/conoscente del paesello di cui non ricordavi il nome. E per fortuna che la Rita Levi – con tutto il rispetto che tutti noi portiamo nei confronti del suo capoccione da premio nobel – già al tempo era mezza cieca e non si accorse di nulla. 

L’uomo, qualche volta, è come le scimmie: ha il gusto dell’imitazione.
(E.Biagi)

12 pensieri su “se ne va

  1. Hai ragione, troppi capelli bianchi nei piani alti, ma certo come prospettive future non è che ce ne siano tantissime, cosa ci augiuriamo di ottenere da una generazione cresciuta a pane e Costantino…
    Chi vuole intendere…

  2. Hai colto nel segno.Anche a me è dispiaciuto tanto di quel vecchino con la faccia da bueno. In quanto ai Pippi Baudi di sorta,credo che proverei il medesimo dispiacere… sempre per la storia del tegamino con le cicorie. ^^..(è un pò di noi che se ne va..)

  3. non so, non è solo una questione di età. a me, se morisse pippo baudo, per dire, non importerebbe proprio niente, anche se a sostituirlo poi c’è uno come frizzi o bonolis (personaggi che schifo equanimamente). ma per biagi sì, era uno che mi piaceva proprio per quello che diceva e come lo diceva

  4. era un bravo giornalista, che ha visto nascere e crescere la nostra repubblica sin dal primo giorno, e l’ha sempre raccontata in modo semplice e onesto. ma perchè dispiacersi della morte di un signore di quasi novant’anni, se nemmeno lo si è conosciuto, e se si legge dappertutto che è morto sereno?

  5. @Andreasalonicco:Ciao Andrea mi permetto di risponderti perchè io sono una di quelle molto dispiaciute per la dipartita di Questo Signore . La morte,in qualunque modo viene a prenderti, non è mai una cosa di cui andar contenti,nemmeno a 90 anni.E poi io mi dispiaccio anche per me stessa,infatti non potrò più godere delle sue perle di saggezza che sono talmente rare da sentire oggi in tv,o da leggere sui giornali! Sono cresciuta con la sua presenza ed era come se lo conoscessi,in fondo,anzichè no.
    (Rafeli, mi scuserai se sono stata prolissa).

  6. ma davvero hai incrociato la Rita Levi? E com’è dal vivo? Io l’ ho sempre ammirata, insieme alla Susanna Agnelli. Mi ha sempre fatto un po’ strano sentire parlare due vecchiette di cose che le mie nonne neanche sanno come si scrivono, stessa cosa per Biagi, Montanelli & Co. Mi sembravano dei supernonni

  7. Il paragone con l’amica della nonna che ti porta il tegamino delle cicorie cucinate per se stessa e’ sensazionale e ti fa meritare la corona di “poeta del giorno”.
    Bravo, amico mio.

    Ale

  8. Pingback: quella volta « rafeli blog – il diario delle piccole cose

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