Un po’ mi indispettiscono i fiorentini, per quel modo che hanno di calcare l’accento, e ancora di più per quella presunzione che frasi ordinarie, pronunciate con un marcato accento toscano, storpiate in dialetto toscano, debbano per forza far ridere. Quando invece No.
Adesso che ho avuto tempo di scoprirla per bene, Firenze, i fiorentini mi indispettiscono per la quantità di bellezza alla quale possono attingere ogni giorno. Per fortuna negli angoli più belli della città – a causa del turismo massivo – pare di stare in Corea. E per provare meno gelosia mi piace immaginare – anche se poi non e’ vero – che l’unica vita possibile da quelle parti sarebbe in periferia (e le periferie un po’ si assomigliano tutte) oppure invasi dalla Corea.
Ma no, basta l’oltrarno o qualche angolo di sant’ambrogio 😉
quindi ti ricordi la psw del login? 🙂
ah ma io leggo sempre. lurko in silenzio. non ho solamente più niente da scrivere in prima persona…
Nenache a me piace l’abitudine di calcare l’accento supponendo che questo basti a trasformare una frase in una battuta.
Aggrapparsi al vernacolo per sentirsi un po’ meno invasi, invece, è una cosa che capisco, non è sempre facilissimo vivere in una città, tutto sommato molto piccola, percorsa quotidianamente da un numero così elevato di “stranieri”.
Ah quanto alla Corea sono d’accordo, quanto alla periferia meno. Una buona parte della nostra si chiama Chianti
uff e’ vero, ma faccio finta di No
Questa l’avevo già sentita…