io non ce la faccio

Io non ce la faccio. Io non ce l’ho il Facebook, va bene? Non ce l’ho e sono pure anni che cavalco sta cosa del blogghe, quindi internet diciamo che un po’ lo conosco. Ci sguazzo, dentro internet, da un po’. E quindi non sono uno che non sa di cosa parlo.     

Internet, io so di cosa parlo se mi metto a parlare di internet. Ma Facebook non ce l’ho. E non è che tutti sti Facebookkiani per me sono dei pazzi. Facebookkiani, vi rispetto. Accetto la vostra esistenza, fate quello che volete (a proposito, cosa fate con sto bendetto Facebook?) ma perfavore lasciatemi in pace quando vi rispondo che io Facebook non ce l’ho. Non ce l’ho. Provo a darmi una ragione per averlo, e non la trovo. La storia dei compagni di classe perduti per strada non regge. Per me è cosa buona e giusta che siano perduti per strada. Provo a focalizzare l’immagine di qualcuno di loro, invecchiata di quindici anni e penso: meno male, che esiste la strada, e che ci si può perdere, lungo la strada.     

Dopodichè, i contenuti. Io non lo so, ma alla fine internet è sempre quella cosa dove migliaia di blogghe nascono e muoiono e nel frattempo tra nascere e morire ci trovi solo canzoni copiate e incollate, o citazioni, o fotografie copiate e incollate o altre cose copiate e incollate. Oppure le mail a catena, dove uno si mette a costruire un power point simpatico (punto interrogativo) e poi centinaia e migliaia si inoltrano la mail piena di Fwd Fwd Fwd. Ora, già lo sappiamo che internet è uno strumento potente, così potente che dato in mano a gente poco potente, finisce inevitabilmente per essere povero di contenuti. Detto questo (si può negare?) la nascita di Facebook come fenomeno a propagazione mooolto più ampia dei blog, era largamente prevedibile.        

Io per esempio fra le chiavi di ricerca di sto blogghe, ci trovo da mesi sempre qualcuno che cerca su Google “cose carine da mettere sui blog”. Ogni mese. Ogni mese. Voglio dire, se c’è tanto bisogno di contenuti per riempire uno strumento potente, ecco che ti arriva Facebook, dove ci metti la faccia, non c’è bisogno di altro, e hai finito. Io esisto. Non so bene cosa dire, ma esisto. Eccomi qua.   

Poi alla scuola media, per esempio, c’erano quelli che sul diario copiavano compulsivamente le frasi di Jim Morrison. Io il nome Jim Morrison l’ho scoperto così, a undici anni. Oppure scrivevano (brivido lungo la schiena mentre ci ripenso) cose del tipo «come la barca lascia la scia/io ti lascio la firma mia». Solo io ce lo vedo la connessione fra tutte ste cose? Forse sì. Pazienza.        

Per sta cosa di Jim Morrison copiato compulsivamente, comunque, io poi Jim Morrison non l’ho mai potuto sopportare.

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17 thoughts on “io non ce la faccio

  1. Neanch’io trovo una ragione, che sia una, valida, per farmi feisbuk.
    Nonostante mi venga chiesto e nonostante non ci trovi nulla in contrario a farselo (a parte il fatto che tutti sanno i cazzi di tutti).
    E poi mi viene l’ansia e il terrore…se ci ritrovo gente che ho letteralmente cancellato dalla mia esistenza?
    Mamma mia che paura.

    Simona

  2. Vero, anch’io ho odiato Jim Morrison per lo stesso motivo.
    Che poi non ho mai capito se questa delle frasi di Jim fosse una prerogativa delle scuole salentine. Mi sa che altrove, sta piaga di Jim Morrison non ce l’avevano.

    Un altro Rafeli.

  3. La penso ESATTAMENTE come te, su tutto. Pure su Jim Morrison. Ma poi dico, è l’ordine naturale delle cose…la gente si perde per strada e a volte si ritrova, altre volte (per fortuna) no…perchè bisogna andare contro tutto ciò?
    Se lo tenessero, Facebook. Io passo.

    Lisa

  4. la parte del perdersi per strada, e la considerazione “meno male che c’è, questa strada” è fantastica. voglio dire, a 2 anni dal diploma la mia classe non riesce ad organizzare una pizza tanta è la voglia di vederci, ma sono tutti “amici” su Facebook, amici di gente che hanno criticato e odiaot per 5 anni. mah..
    Ilari

  5. Io non sono poi così contrario al fenomeno facebook, e non solo perchè ho un account pure io.
    Voglio dire, ma che nella vita dobbiamo fare solo le cose ricche di contenuti e che abbiano un senso, se non pedagogico, culturale o chissà cos’altro?
    Non possiamo accontentarci, ogni tanto per carità, anche solo delle cose frivole e senza senso perchè ci piace farle?
    Uno c’ha voglia di mettere la propria faccia su un sito in modo tale che chi lo conosce possa scrivergli semplicemente “ciao” (che poi in realtà io ormai con facebook quasi ci lavoro, ma questo è un altro discorso che vista la tua preclusione nei confronti del meccanismo, sarebbe difficile farti comprendere), non può farlo?
    Deve sentirsi per forza in difficoltà semplicemente perchè fa parte di un enorme gruppo di persone che fanno la stessa cosa?
    Io continuo a pensare che troppo facilmente si criticano le cose che fanno in molti, semplicemente per spirito di critica gratuita (non mi riferisco a Te in questo caso, tu hai dato delle motivazioni, che anche se non da me condivise, sono quantomento plausibili), però ripeto, secondo me dovremmo accettare un pò di più il fatto che ci siano dei fenomeni, che raccolgono grandi consensi, che diventano di moda, e che non per questo vanno per forza etichettati come stupidi.
    ecco!

  6. Prove dimostrano che i giovani iscritti a feisbuc sono più felici degli altri. Nessuno ha foto tristi, su feisbuc.

    Gravi conseguenze a causa dell’esplosione del fenomeno feisbuc. Adesso anche su second life, c’è la crisi economica.

  7. uno strumento non è buono nè cattivo, dipende come lo si usa.
    Facebook e i blog sono strumenti diversi fatti con scopi diversi…Usarli bene è un’altro conto.

  8. Ciao, sei stato citato da apogeonline e per questo sono venuto a leggere il perchè non sei su facebook. Sono daccordo su chi ha scritto che facebook è uno strumento e che bisogna saperlo usare, sono in tanti ad usare tante cose solo perchè è la moda, ma che c’entra con lo strumento. Facebook può essere uno strumento utile se dai valore e significato a quello che fai, e questo vale per tutto. Il tuo mi sembra un pessimismo cosmico applicato a facebook e anche a internet. Una curiosità ma dato che non sei su facebook, come fai a parlarne? Ciao

  9. Ciao! Ho letto con grande piacere quanto hai scritto su Facebook. Io penso che le persone siano ormai delle pecore che seguono tutte le mode imposte dall’alto senza mai chiedersi se sia una cosa giusta o se ne valga davvero la pena.
    Essere iscritti su Facebook significa andare contro natura e ripristinare in qualche modo dei rapporti che la natura stessa voleva vedere finiti, conclusi, terminati. Stop.
    Concordo con la ragazza che parlava della “pizzata impossibile” a due anni dal diploma (segno che, evidentemente, ogni membro di quella classe non vedeva l’ora di superare il traguardo dei cinque, forzatissimi anni insieme) mentre su FB si è tutti amici e contenti come mai prima d’ora!
    Ma che falsità! Che tempi! In che epoca immonda ci tocca vivere.

    W le strade che si interrompono. W la privacy. W la speranza di un futuro tutto nuovo e sicuramente migliore!!

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