in treno i compagni di viaggio

In treno, i compagni di viaggio che ho avuto li descrivo nel modo più asettico possibile (ehm, vabbè, si prova).

Sul sedile due file più dietro, una ragazza ha gli occhi truccati da antica egiziana e i capelli tirati su fino alla sommità del cranio. Parlotta al telefono. Ho già detto che parlare al telefono in treno per più di quattro minuti è segno di lucifera maleducazione? Vabbè, comunque il punto non è questo. La ragazza parla con un’altra donna. Dopo dieci minuti di coccodè litigiosi al cellulare, si viene a capire che la ragazza è incinta e l’interlocutrice al telefono sarebbe la moglie dell’uomo che l’ha messa incinta. Pure lei incinta. La ragazza sapeva della moglie, la moglie non sapeva. Ora sanno di essere ambedue incinte. La ragazza al telefono mi ispira brividi di paura, mentre la ascolto discutere di questa tragedia con l’altra tizia. Sibila tutta una serie di coccodè e parole tipo Equilibrio Psico Fisico, Impostazione delle Argomentazioni. Problematiche Organizzative. Tutte parole che pure nel contesto di una riunione aziendale ti sembrano inutili – che il linguaggio decorato a questo modo è inutile – figuriamoci quando si parla di ste cose. "Coccodè, Coccodè, devo riconsiderare le problematiche organizzative di questa situazione. Coccodè".

Sul posto davanti a me, scorgo fra i sedili la nuca di un ragazzo biondino ingelatinato. Parla dei suoi viaggi in giro per l’Italia. Fa casting per la moda e la pubblicità. Non è ancora riuscito a sfondare però – afferma – si è fatto già un bel corso di portamento e un book fotografico professionale “con fotografi professionisti che sanno dove mettere le luci e tutto il resto”. Duemila euro già spesi. Racconta del produttore ricchione che se lo voleva portare sullo yacht e dei provini del grande fratello che lui non ci va perchè – ha saputo dal produttore ricchione – i posti sono già dati da tempo. Figuriamoci se ci va, lui mica si fa fregare. Ha fatto parte del pubblico applaudente di un quiz serale e un paio di comparse mute in un telefilm, rimoborsate con qualche decina di euro che non gli bastano neanche per il biglietto del ritorno a casa. Quando finalmente lo vedo in faccia – che fino a quel momento solo la nuca – mi accorgo della sua faccia di ragazzo normale, però più basso di me e con i sopraccigli depilati a striscia orizzontale su gli occhi.

Sti viaggi in treno sono master in sociologia di primo livello.

10 pensieri su “in treno i compagni di viaggio

  1. …raf, il giorno che in treno o in aereo ti si siede accanto fabrizio moro,DEVI ssolutamente farci una foto insieme!! ;))

    W il moro hasta la muerte! Ciao. Fra.

  2. Domani si parte pure noi, per tornare al paesello come ogni anno.
    Si chiude un anno particolare, tutto sommato felice, e se ne apre un altro, molto complicato per delle cose che succederanno, ma speriamo almeno altrettanto felice.
    Io farò il viaggio in Panda, con la mia gherl, un gatto, un cavalluccio a dondolo, una poltrona sacco e un’Arena di Dragon Ball, qualche bottiglia di vino e tanta speranza di non farmi l’Irpinia a passo d’uomo perchè tutti pensa di scendere nelle stesse ore in cui scendo io…
    che dio ce la mandi buona, sia domani durante il viaggio, che dopodomani durante il Derby.
    Nel frattempo un abbraccio comparè!
    PENSIERILAIT

  3. hai proprio ragione. forse prima di salire sul treno della speranza devi passare un casting.
    per la cronaca in aprile ho viaggiato in aereo (roma-brindisi) seduta accanto a albano e ad agosto (madrid-roma) vicino a cassano.
    sono esperienze che segnano (soprattutto l’ultima. brrr)

  4. ma non è bellissimo ascoltare le microtragedie di questa gente strana? io, in treno, via telefono, ho assistito alla fine di una relazione amorosa e al quasi sgretolamento di una famiglia.
    Sono quei momenti in cui non vorresti mai che il treno arrivi alla stazione!

  5. FA-VO-LO-SO trattato sociologico, lo passo a un mio amico che ci studia sopra.

    Io sono invece già rientrato da martedì nel mio smorto e furbetto (ossimoro) paesotto galatonese. Ne ho già viste e sentite di cotte e di crude. Soprattutto di crude.

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