lungo le scale che portano alla mia stanza

Lungo le scale che portano alla mia stanza – nella casa dove vivo  – da mesi sono disseminati calzini spaiati, alcuni sporchi e radioattivi, altri puliti, altri non lo so.

 

Dopo mesi di giacenza senza scopo li ho raccolti con la busta avvolta sulla mano come si fa con le cacche dei cani, e li ho buttati via. Il coinquilino Spitty Cash mette le cose nella lavatrice e poi si dimentica di riprenderle. Per giorni. La pratica che ho imparato dagli altri è quella di estrarre la roba e lasciarla sul pavimento. Solo che lui non raccoglie. Lascia lì, per giorni. La roba si asciuga. La roba perde la sua forma di “cumulo di roba bagnata” per diventare “roba asciutta sparsa per la stanza”. Che viene calpestata e si sparge ulteriormente.

 

Prima di salire sulle scale, c’e’ la scodella del gatto. Il cibo fuoriesce dalla scodella, e si sparge. Nello stesso punto Spitty Cash e il nuovo coinquilino Spitty Cash #2, identico come radici culturali a Spitty Cash (cappello hip hop in casa, funzionante grazie ad un mix di birra, mayonese e marijuana), nello stesso punto della scodella del gatto dicevo, i due Spitty lasciano abbandonate le loro scarpe. Tre quattro cinque sei paia, e se ci sono ospiti (quindi ogni sera) anche dieci paia. Gli ospiti? Parliamo degli ospiti?

 

Gli ospiti anche loro funzionano con la stessa benzina di cui sopra. Ci sono le fidanzate di Spitty #1, ambedue ossigenate e tabagiste accanite. Sono fidanzate in parallelo, credo che ognuna ignori l’esistenza dell’altra, anche se visto il contesto potrebbe essere che invece sappiano tutto. L’attivita’ principale è quella di adagiarsi su Spitty #1 mentre lui e’ sparapanzato sul divano a guardare stronzate in televisione per cinque ore di fila (cinque sono le ore che sono a casa dopo il lavoro, ma non e’ escluso che comincino ancora prima, tipo già di primo mattino) fumando droghe leggere in continuazione – così poi che suona il campanello (ci sono nuovi ospiti in arrivo) e quando lui si alza improvvisamente dal divano lo vedi benissimo che il principio attivo della cannabis “gli arriva” tutto in un botto a causa della posizione di homo erectus, e allora lui procede barcollando appoggiandosi al muro. Se invece gioca ai videogiochi la sua donna può solo sedersi vicino a lui, non e’ autorizzata ad addossarsi.

 

Fidanzata#2 fa come la #1, solo che ha una variante interessante. Comincia ad urlare. Sale a cavalcioni su Spitty seduto sul divano, e poi si dimena in questa posizione urlando forse per le risate (non lo so, non comprendo l’idioma) e si calma solo per tirare dalla sigaretta. La persona più normale della casa è l’Apprendista Parrucchiere, che vive per i fatti suoi e la mattina si pettina le sopracciglia per venti minuti in bagno. A parte questo, si porta il lavoro a casa, nella forma di teste di manichino con i capelli attaccati. Queste teste con i capelli tagliati storti vengono abbandonate di solito fra le paia di scarpe vicino alla scodella del gatto, oppure nello sgabuzzino/dispensa. Così che sugli scaffali della dispensa si possono trovare scatole di pelati, cipolle e teste di plastica che sfoggiano tagli emo in una vaga sensazione di cesareragazzi.

 

Ma tutto questo per dire cosa.

 

Tutto questo (e pure le mie innumerevoli e precedenti avventure per trovare casa, che solo i lettori più affezionati ricorderanno) per dare una minima idea, una pallidissima idea, della mia sensazione nel dialogare con la signorina delle risorse umane del Nuovo Lavoro (anzi chiamiamolo Lavorissimo) quando le ho detto era tutto ok ma che dovevo solo trovare casa a Bruxelles, e lei spostando una penna mi ha risposto:

 

"Ah, non c’e’ problema".

 

E questo “ah, non c’e’ problema” significava che la casa me la sarei scelta io stesso da un catalogo, scegliendo zona della città, numero di stanze, se volevo o no il giardino eccetera eccetera e poi avrebbero pensato a tutto loro. Nei primi tempi, pure a pagarla. Una casa intera. Ah si’? Ho risposto io, cercando in tutti i modi di fare finta che mi pareva il minimo, mi pareva – mentre invece la guancia destra, dove quando rido si forma la fossetta, si era irrigidita, e lo sapevo che avevo una faccia tipo post anestesia dal dentista.

 

Si si mi fa lei. Sceglila pure sul catalogo. Sul catalogo c’e’ scritto che mi vengono pure a fare le pulizie. Io leggo questa cosa e subito penso alla fidanzata #2 che cavalca Spitty e mentre urla fa cadere la cenere della sigaretta sul divano, e il gatto che impazzisce per il fumo passivo continuativo e comincia a correre per la stanza. E i mobili “ovviamente” te li trasportiamo noi – dice quella – e siccome inizialmente vivrai in questa casa che ti scegli sul catalogo che e’ già tutta furnished, te li teniamo noi da parte in un posto, così che poi quando trovi casa, noi te li portiamo nella nuova casa.

 

Ah, e poi “ovviamente” ci sarà Tizio che ti contatterà per aiutarti nella ricerca di una casa più adatta alle tue esigenze, e se tu gli racconterai le tue esigenze (per esempio lo vuoi il giardino?) lui cercherà’ al posto tuo e prenderà appuntamenti al posto tuo. Ma va? diceva la mia guancia contratta, mentre invece la voce avrebbe voluto dire “Ebbe’ Certo, ci mancherebbe altro” e poi la mente correva alla mia lattina di aranciata, ché quando l’ho presa dal frigorifero ieri sera l'ho trovata avvolta da uno strato non omogeneo di mostarda, e poi subito ho pensato, vengono a prendermi i mobili ma io NON HO mobili, cosa devo fare? dovrò comprarmi una poltrona costosissima nelle prossime due settimane solo per fare bella figura?   

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13 thoughts on “lungo le scale che portano alla mia stanza

  1. sono sempre più convinto che viviamo (io e il resto degli italiani che in italia stagnano) in un buco di culo rivoltato.

  2. anche te hai ragione…

    Prende il via la prima edizione del concorso letterario “Ora che sono lontano”, indetto dalla casa editrice Edizioni Arcoiris. Il tema proposto è quello della lontananza, anche breve, dello sradicamento, della distanza fisica ed emotiva da un luogo a cui si sente di appartenere.

    I racconti inediti devono pervenire tramite e-mail in formato Word. Il limite massimo è di 15.000 battute digitate in Times New Roman 12; gli autori sono… invitati ad inviare anche una brevissima autobiografia e l’autorizzazione all’eventuale pubblicazione del proprio lavoro.

    La data ultima per la consegna degli elaborati è fissata per il 5 maggio 2011. La commissione chiamata a valutare i lavori pervenuti, dopo un’attenta analisi, selezionerà i racconti finalisti, che verranno pubblicati in un volume edito da Edizioni Arcoiris.

    Gli autori i cui racconti verranno prescelti riceveranno comunicazione da parte della casa editrice entro il 5 giugno 2011; a seguito della pubblicazione ogni autore presente nella raccolta riceverà tre copie omaggio della stessa, che sarà anche disponibile per l’acquisto.

    Il materiale va inviato via e-mail all’indirizzo info@arcoirismultimedia.it specificando nell’oggetto “concorso letterario”.

  3. Ti leggo da un po', mi piace leggere delle tue disavventure all'estero. Ma mi potresti spiegare come hai fatto a trovare il tuo primo lavoro fuori dall' Italia? Hai trovato qualcosa di inerente al tuo percorso di studi? Avevi qualcosa che certificasse il tuo livello d'inglese tipo pubblicazioni, lavori, attestati ecc?Dopo quanti tentativi ti è arrivata una proposta concreta?

     Finita la tesi anche io vorrei cambiare aria, che ultimamente da queste parti è irrespirabile. Non è detto che all'estero vada meglio che qui e non è detto che la tua esperienza sia riproponibile ad altri casi, ma ti prego di rispondere alle mie curiosità.

    Maria Sole

  4. è meraviglioso, scegliere una casa dal catalogo!

    per il problema mobili, digli che hai deciso di lasciarli ai tuoi coinquilini di qua, cosi ci fai pure la figura del gran signore e ti levi dall'impiccio.

    (no vabbè ma stai a Beverly Hills o a Bruxelles?)

  5. diosanto, solo io so quante ne ho passate/viste alla ricerca delle millemila case in cui ho vissuto negli ultimi 8 anni.

    capisco talmente bene il sollievo che possa dare un "pensiamo a tutto noi" che sono veramente contenta per te.

    (si può avere un indizio sulla famigerata azienda che ti assume? sono troppo curiosa.)

    daniela

  6. maria sole:

    molto poco attinente ai miei studi. Lavoro trovato cercando in giro su internet. Quanto all'inglese, a meno che non fai applications alle università, non servono certificazioni. Semplicemente ti chiamano/ti invitano, e quando apri bocca, si capisce se lo parli oppure No. In Paese Basso basta anche un inglese mediocre.

    daniela:

    ovviamente è top secret, chettelodicoafare.

  7. ma non dovevi andare a Milano?  Ora vai a Bruxelles?

    Devo dire… se ci pensi… è il minimo che ti aiutino a vivere in un posto decente a Bruxelles. Una cosa è vivere ad Amsterdam, a Barcellona e in altri ameni posti pieni di vita e sole e sopportare il sudiciume altrui, un'altra cosa è farlo a Bruxelles. Quanto tempo resisteresti a Bruxelles senza un bella casa e senza uno stipendio invitante? Dai dici la veritá.

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