aperta parentesi

E poi uno potrebbe inventarsi tante grosse parole, per descrivere queste cose che gli succedono.  

E poi uno potrebbe inventarsi tante scuse, per spiegare come mai proprio io – che su queste pagine ci infilo tutto senza vergogna –  preferisco sotterrare le parole mielose per non scrivere qualcosa su di te.
 
Tu che affondi il dito nella mia guancia, come per verificare la mia concreta esistenza, il mio esserci per davvero lì ad un metro dal tuo viso. Oppure tu che affondi il dito nella mia guancia per misurare la consistenza della mia faccia. Oppure tu che affondi il dito per altri motivi che non so e in fondo non voglio nemmeno sapere, se solo mi prometti che continui a farlo ancora tante e tante volte, se mi prometti che continui ad avvicinarti ancora con le mani e con le labbra nei momenti che non me ne accorgo.

Tu che mi guardi con quegli occhi e con quegli occhi arrivi a chiedermi “perché proprio io?”. E io che –  non lo faccio certo per imitarti –  arrivo allo stesso modo a  domandarmi “ma perché proprio io?”. Con quegli occhi che quando mi chiedi ste cose mi verrebbe da afferrarti per la mano e trascinarti giù per la strada, e chiederti “dai, trovane un’altra, che abbia lo sguardo che c’hai tu adesso!”, e farlo così come fosse una sfida, per non sentirti più fare queste domande. Tanto sono sicuro che un’altra con i tuoi occhi non la trovi.  

E così posso tornare ad esercitare lo stupore, perché da quando ci sei la cosa che faccio ogni giorno è soprattutto questa. Stupirmi. Lo stupore che va avanti da mesi. Camminare sulle piume, con le piume che non svaniscono. Pensare che non sia vero, che non è possibile che sia davvero tutto così, quando invece è proprio così. E poi di nuovo tornare a meravigliarmi e a non crederci, anche se ci sono ancora le tue pinzette dei capelli abbandonate sul tavolino della mia stanza, le hai dimenticate l’ultima volta prima di andare via.     

Perché tu, anche se non lo vuoi – e anche se fai finta di niente e ti giri dall’altra parte – ti porti appiccicate addosso tutte le caratteristiche dell’incredulità.   

Tutte appiccicate addosso, e se qualche volta io non ci credo e chiedo conferma, sappi che è colpa tua.

(chiusa parentesi)

21 pensieri su “aperta parentesi

  1. cosa vuoi che ti dica, io non conosco te, tu non conosci me.. ma io per una lettera d’amore così pagherei.
    belle, belle parole.
    perchè emozionano.
    e di questi tempi, leggere una cosa che ti riempie il cuore.. beh, son cose.
    Ste

  2. ecco che cos’è che mi manca… l’incredulità, provata con un solo uomo tanti anni fa, e poi mai più.
    questo post mi ha riempito il cuore per certi versi, mi ha reso disperata per altri.
    goditela rafè, tutta l’incredulità che puoi.
    magdalia

  3. grazie per essere passato.
    E dopo questo post,posso solo dirti che non sbagliavo a tenerci.
    Sei come quelle buste di pasqua o natale con dentro tante sorprese…
    Buon amore…

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