le canzoni impegnate che ci fanno tanto tanto riflettere

La canzone vincitrice della sezione Sanremo Giovani di quest’anno è “Pensa” di un certo Fabrizio Moro, canzone che nel videoclip il certo Fabrizio Moro canta con uno sguardo annebbiato che ricorda quello dei miopi e dei presbiti il giorno che decidono di svestirsi dagli occhiali.

Ma il punto non è questo.

Questa canzone si inserisce in quel filone di canzoni sanremesi che parlano di probblemi. Le canzoni sanremesi, quando parlano di qualche probblema, automaticamente poi vincono Sanremo. Il probblema principale che vince a Sanremo – lo sanno tutti – è la cecità, e i ciechi che hanno vinto a Sanremo sono tanti: il cieco Aleandro Baldi (che uno dice: Aleandro chi?) ha vinto con Non Amarmi, dove si parlava di cecità, e con Passerà nel 1994 (dove evidentemente non si parlava più di cecità) e nello stesso anno ha vinto fra le nuove proposte Bocelli. Poi nel 1998 ha vinto Annalisa Minetti (che uno dice: Annalisa chi?) ma il punto non è neanche questo.

Il punto è: di cosa parla la canzone di Moro? Io non ho capito bene di cosa parla la canzone di Moro.

I critici parlano di testo impegnato. Io non so bene cosa sia un testo impegnato. Impegnato in che senso? Impegnato in quale direzione? Durante l’esibizione a Sanremo, sullo schermo alle spalle del certo Fabrizio Moro scorrevano le immagini stilizzate di  tanti personaggi diversi: c’era Falcone, c’era Papa Giovanni Paolo, c’era la Madre Teresa di Calcutta, John Lennon, Martin Luther King. Non ricordo se c’era anche il bambino africano che muore di fame, di solito in questi frullati di videoclip il bambino nero con la mosca sugli occhi ce lo infilano sempre. C’era? Non c’era? Non me lo ricordo. E comunque, non è questo il punto.
 
Il punto è: di cosa parla la canzone di sto Fabrizio Moro?

Uomini o angeli mandati sulla terra
per combattere una guerra  di faide e di famiglie
sparse come tante biglie 
su un isola di sangue che fra tante meraviglie 
fra limoni e fra conchiglie… massacra figli e figlie
.

che è un po’ come dire:

Apelle figlio di Apollo 
fece una palla di pelle e di pollo,
e tutti i pesci vennero a galla,
per vedere la palla di pelle e di pollo 
fatta da Apelle figlio di Apollo.

Io non ho capito di cosa parla la canzone di Fabrizio Moro. Dicono che si tratti di un testo “sociale”. Io mi chiedo: sociale in che senso? Sociale in che direzione? Qualcuno dice che parla della mafia, poi però dice anche: “uomini…che hanno denunciato/il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato” (allora è una canzone contro la corruzione? mah…) “di una generazione costretta a non guardare /a parlare a bassa voce a spegnere la luce” (allora è una canzone contro l’omertà!) “La testa si gira e aggiusta la mira ragiona / A volte condanna a volte perdona” (è una canzone contro gli impulsivi? contro i cecchini?) “Pensa prima di sparare /Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare” (Mah, forse è una canzone contro i pregiudizi? boh) “Ci sono stati uomini che sono morti giovani / Ma consapevoli che le loro idee /Sarebbero rimaste nei secoli” (l’unico che conosco che morto giovane consapevole che le sue idee sarebbero rimaste per i secoli a venire era Gesù Cristo. Gli altri sono morti e basta. E’ una canzone cristiana, allora?) “Idee di uguaglianza idee di educazione /Contro ogni uomo che eserciti oppressione” (è chiaro che l’idea di educazione non esiste, e che qui sta bella parola serve solo a fare rima, tipo cuore-sole-amore) “Perché in fondo questa vita non ha significato /Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato” (Quindi prendiamo appunti: un fucile puntato non deve far paura. Che sia chiaro questo, e neanche una bomba. Canzone antimilitarista? Celebrativa di piazza Tienammen?) 

Qua l’impressione è di un frullato di belle parole tutte accozzate assieme, nell’idea vaga che a questo mondo esista qualcosa che è "buono è giusto" e qualcosa che invece è "caccabrutto".  Il trucchetto (semplice semplice) sta nel mettere assieme un certo numero di cose buone e giuste (che ne so: gli ideali, i valori inestimabili, l’impegno, l’educazione…) e contrapporle vagamente alle cose caccabrutto (la mafia? la corruzione? la violenza? le armi? l’oppressione? la morte? quello che volete) così che poi la gente che ascolta non ci capisce un cazzo, però dopo che ha visto le immagini del Papa e della Madre Teresa sul maxischermo (che per inciso, in quel contesto sono assolutamente fuori luogo) deve applaudire commossa e convinta per non fare la figura di quelli che stanno coi caccabrutti. In Italia, di solito, in questo modo hai costruito una canzone col testo “impegnato”. E non mi dite che questa è una canzone contro la mafia, che questa non è una canzone contro la mafia. Una quindicina di anni fa, quando la retorica verbale non ci aveva paralizzato con le sue metastasi, Frankie Hi nrg fece (forse) qualcosa che già era più avanti di quello che va in giro adesso.  

Ma Fabrizio Moro dice che è una canzone che ha scritto “dopo aver visto un telefilm su Falcone”. Capito? Un telefilm. Non un libro, non gli articoli dei giornali, neanche i ricordi dei giorni tremendi che alla tivvù mandavano le immagini di un’autostrada sventrata. No. Un telefilm. E’ come se uno decidesse di darsi al rock’n’roll dopo due puntate di Happy Days.
 
Il problema di Fabrizio Moro è che si è trovato a fare i conti con Cristicchi, che pure lui (furbo) si è messo a fare la canzone sul probblema dei malati mentali. Ecco perché Moro nel videoclip canta con lo sguardo perso e annebbiato del miope che ha perso le occhiali ( o del caffeinomane che ha perso la caffettiera). Lo fa per apparire un po’ cieco, che la cecità a Sanremo serve sempre. La cecità a Sanremo è il probblema dei probblemi. E anche perché, siccome la matematica non è un’opinione, tiù probblemi sono meglio che uàn. 

36 pensieri su “le canzoni impegnate che ci fanno tanto tanto riflettere

  1. ma rafè, lo scrivi oggi che siamo a maggio? 🙂
    però, ti dirò, che non mi piace proprio per niente e per i temi impegnati nelle canzoni credo si potesse fare a meno di questo patchwork di moro, c’è di meglio.

  2. ti ha preso proprio questo problema della canzone…
    da quello che ricordo, il fatto però è che difficilmente è sanremo il luogo della creatività in italia.
    anche se c’è qualcosa di creativo non viene capito/premiato
    un saluto

  3. a parte che freesia ha ragione, sei un po’ in ritardo per parlarne adesso, e troppo in anticipo sul prossimo sanremo.
    ora nemmeno io vado pazza per questa canzone, però se mi metti insieme oppressione, omertà, corruzione viene fuori un quadretto della mafia piuttosto azzeccato. mi dici che frankie hi nrg era meglio? vero, ma lui mica era andato a sanremo.
    quanto a cristicchi che pure prima di diventare famoso era a ponza a cantare “ponza l’isola della patonza” (io c’ero, l’ho visto e ho pure i testimoni), gli va dato atto, che – piaccia o meno la canzone – il testo scaturisce da una sua esperienza diretta nei manicomi. a me non dispiace tra l’altro il modo “laterale” con cui ha affrontato il tema, che appunto non è buoni contro caccabrutti o se lo è, perlomeno non è così spiattellato.
    ciò detto, io continuo a preferire la paranza di daniele silvestri!

  4. In un paese in cui c’è gente che vende i dischi cantando “Toka-kulos” o ballando malissimo insieme ad una sorella e grazie ad un matrimonio con un cantante pugliese di successo, in un paese in cui si diventa “Artisti” e ci si vende come tali, semplicemendo scopandosi un calciatore, beh, ci meravigliamo di queste piccolezze?, ma Viva Moro (il cantante intendo) e Viva Cristicchi, che diventano famosi sfruttando quello che alla gente sembra, e ripeto, sembra, un buon proposito, piuttosto che massaggiare i piedi a Lele Mora, no? E comunque la canzone di Cristicchi almeno “Suona” bene…penso io!

  5. qello che dici non è altro che il risultato della tv che gaurdiamo oggi ahimè…..Anche sanremo si è omologato a tutta quella spazzatura di programmi che attirare odience si serve del pietismo.Basti pensare ai realiti…perchè non suscitano il nostro pietismo?uguale uguale proprio!Io cmq non me la ricordo nemmeno qst canzone ma, perchè ormai mi rifiuto di guradarlo sanremo, Mi annoia.Peccato però.Quand’ero piccola sanremo era tradizione.Restavo alzata sforzandomi di tenere gli occhi aperti.Rannicchiata sulla seggiola coi testi che proponeva tv sorrisi e canzoni con foto segnaletica del cantante allegata..Bei tempi quelli! Tutta la famiglia riunita per sanremo come se fosse Natale!Tuttavia,di qst Sanremo a me è piaciuta tanto quella di Al Bano,”nel perdono”(..per forza,non l’ha scritta lui ma Renato zero :D!!).Ricordo le voci maestese del coro che mi commossero perchè il testo è q8uasi una preghiera cantata..bella bella davvero.

  6. Parliamoci chiaro: chi credete che abbia deciso il testo e i contenuti della canzone di Moro: lui, con quegli occhi da miope incipiente? Lo avrà pure scritto lui il testo, ma se non andava bene al discografico, in proiezione commerciale, credete che avremmo mai sentito cantare quella canzone? O c’è ancora qualche illuso che pensa che il cantante decida qualcosa? Può anche succedere che il cantante, o cantautore per meglio dire, porti un suo prodotto di qualità e che questo venga ben accolto, ma solo perchè il discografico ha preventivamente deciso che l’argomento di turno ha buone probabilità di “bucare il video”, altrimenti scordatevelo. E questo vale anche per la bellissima e sincera (ne sono sicuro) canzone di Cristicchi.
    Quanto ai contenuti delle canzoni, chi decide che cosa si possa dire e che cosa no in una canzone che va a Sanremo? Abbiamo sentito di tutto in tanti anni, dai trottolini amorosi ai minchia signor tenente; siamo ancora lì a meravigliarci?
    Lasciamoli scrivere e cantare di quello che vogliono, in fondo non fanno male più di una merendina del mulino bianco.
    Ricordiamoci che “sono solo canzonette”.

  7. per un buon frullato di parole ci vogliono buoni ingredienti, se no anche un ottimo cocktail diventa uno schifo.

    (come?
    non ho detto niente con questo commento?
    embé, non era questo il giochino? )

  8. Mah… io, che sono poco in vena creativa, prendo spunto dai commenti precedenti. Sono sì ”solo canzonette” ma la generalizzazione a tutta la musica leggera diventa allora facile facile; per quanto riguarda il festival.. la nota formula ”perchè sanremo è sanremo” lascia interdetti… lo share (se uso la parola giusta) è diminuito, perdita di verve, publico anziano. A quanto pare, però, l’aura cult rimane, almeno per il mondo musica italiano, tanto che ogni artista non può che limitarsi a mostrare bello fiero il trofeo di un’edizione vinta.
    E che male c’è?che c’è di male? lasciamo ad ognuno le sue piccole gioie.. Insomma, se ci tengono tanto o lo ritengono un buon trampolino di lancio ( o di rilancio) è più ke normale ricorrano ai soliti mezzucci strappalacrime. Sta all’ascoltatore nn fare la figura del pesce lesso. Se poi convince il sound, se poi è orecchiabile, fanno tutti la figura dei grandi affaristi e la canzone è già bella e confezionata, pronta per sgusciare nelle classifiche delle hit.

    Ma nn è un po’ troppo polemico il post? Ok che non ti piace il povero Moro, ma concedigli che la canzone di mafia ci dica qualcosa! Quindi la penso papale papale a lise.charmel pure per l’amico frankie (anche se mi riservo qualche dubbio su una sua possibile vittoria a sanremo, nonostante si spinga oltre in fatto a denunce. Diciamo ke il ritmo è un po’ troppo ggiovane.) A dirla tutta, mi sembra sia un normalissimo procedimento di mercato: produci e ci vuoi guadagnare; il testo è impeganto? bene, solletica i sensibili?meglio, ci faccio un figurone? e che aspetto???
    Solo i migliori negozi di giocattoli.

    Silvia

  9. avrei pensato citassi minchiasignortenente quale canzone impegnata.
    la pausini fece un duetto con ray charles dopo che aveva vinto sanremo del 1993. un pò in ritardo mi sa.
    nel 1969 stevie wonder arrivò penultimo con la ferri. oltre a essere ciechi là sul palco, c’era pure qualche sordo qua tra i giurati.
    è chiaro che sto ragazzo che si chiama moro fabrizio, se fosse rassomigliato a belpietro o schifani(sono i primi mostri venutimi alla mente) pur con sta canzone a quai, col piffero che ci andava a sanremus.
    sanremo è immagine mica musica.

  10. Boh..a me pare anacronistico parlare di san remo alle porte di giugno, ma vogliamo parlarne? Parliamone.
    Tu scrivi [..]nell’idea vaga che a questo mondo esista qualcosa che è “buono è giusto” e qualcosa che invece è “caccabrutto”.
    Perchè “vaga”?
    Pensi che il mondo sia solo “buono e giusto” o ancor peggio solo “caccabrutto”?
    Scrivi inoltre “Perché in fondo questa vita non ha significato /Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato” (Quindi prendiamo appunti: un fucile puntato non deve far paura. Che sia chiaro questo, e neanche una bomba. Canzone antimilitarista? Celebrativa di piazza Tienammen?)
    Il senso della frase era: non ha senso vivere se abbiamo paura che da un momento all’altro ci puntino un fucile o ci tirino una bomba.
    Alzi la mano chi non è d’accordo.

    Come si dice dalle mie parti, hai pisciato di fuori con questo post (ma l’avevi salvato a febbraio e l’hai ritrovato ora?), ovviamente solo ed esclusivamente secondo me.
    Ah, una cosa: a me Fabrizio Moro non mi fa nè caldo nè freddo (per quanto mi riguarda potremmo non sentirne più parlare).

  11. Scusami, pasqualechirivi, è che ti ho letto al volo e devi essermi rimasto marchiato a fuoco sulla pelle.. ma non volevo rubarti la scena! (dai che si scherzaaa)
    Silvia

  12. ne scrivo ora perchè la canzone – a seguito di una onda lunga – è entrata in classifica solo in questi giorni.

    V41eri4:
    l’idea che esista il male e il bene, e che chi ha il microfono in mano sta dalla parte del bene, e che lo usi per enunciare ovvietà assortite contro “il male”.
    Il bianco e il nero. O di quà o di là.
    Questo non sopporto. Questo (in un paese che è tutto “un pochino” mafioso, che è tutto “un pochino” corrotto) che non sopporto.
    E la mafia non è il fucile puntato. Le bombe sono solo quelle che finiscono al telegiornale. Così poi ci indigniamo e ci scandalizziamo e ci sentiamo “diversi” da quelli che mettono le bombe. Le bombe sono solo il risultato finale.
    La mafia è la gente. Noi siamo la mafia.

    e poi, è solo retorica dire di non avere paura del fucile puntato. IO avrei paura di un fucile puntato. Tu? E pure la stronzata di “morire” per le proprie idee. E’ una stronzata. Ma questo lo ha già detto De Andrè tanti e tanti anni fa.

    Giovanni Falcone ha scritto un libro molto interessante (Cose di Cosa Nostra). Lì si parla davvero di mafia. E non si usano retorica e parole fumose.

    Ma comunque volevo dire tutt’altro, e non ci sono riuscito.

    Vabbè.

  13. Forse l’hai presa troppo seriamente ‘sta canzone (che secondo me lascia il tempo che trova) dandole più importanza di quanta ne volesse far vedere.

    La mafia non sarà un fucile puntato (chi ha detto mai il contrario?) la mafia sono le persone (alcune, non NOI) e non è un’ovvietà questa?
    Io, se permetti, sento di far parte di quelli che non sono la mafia, ma non vuol dire che se canta Moro sto lì ad annuire, a dirgli bravo e sentirmi dalla parte del bene.

    Moro e la sua casa discografica hanno solo voluto presentare una canzone che fosse diversa dalle solite, che trattasse un tema diverso dall’amore (tema peraltro trito e ritrito ma a chi non piace una canzone d’amore?).

    Per dire, a me ha deluso l’ultimo singolo dei negramaro per lo scarso spessore del testo (viste le splendide canzoni del precedente album), ma nulla posso dire se non complimenti per la bellissima musica (e di sicuro quest’estate la sentiremo spesso).

    Resta il fatto che una canzone non dura per sempre, sia che tratti temi impegnati o no.

    Quello che volevi dire non lo so, ma magari stiamo dicendo la stessa cosa e non ci capiamo.
    Sono sicura che davanti ad un caffè ci saremmo capiti.

  14. solo una precisazione. la canzone passerà in originale aveva titolo e testo diversi. l’inciso, per inciso, sebbene non sia mai stato inciso recitava: “passera, passera, chi l’ha mai vista, e chi mai la vedrà”. rai bigotta e oscurantista.

  15. Sei il mio idolo. Grazie. No, perchè siccome io quando questo tizio ha cantato ridevo. Salvo poi scoprire che aveva vinto uno scatafascio di premi. Ah, ma allora era uno bravo e io non avevo capito il testo. (Gaia)

  16. Per Silvia. Non preoccuparti di avermi “rubato la scena” anche perchè non penso proprio di averla mai presa. Poi ti chiami come mia figlia piccola e questo ti pone al riparo da qualsiasi cosa. Con quel nome puoi dire quello che ti pare. Ti voglio già bene anche se non ti conosco.
    Per Rafeli. Credo di aver capito quello che volevi dire: tu sei contro tutte quelle forme preconfezionate e rituali di denuncia, di protesta, di commemorazione e quant’altro che puzzano un pò di ipocrisia e che servono più che altro ad operare lavaggi di coscienza a buon mercato. Se è questo che volevi dire non posso darti torto, anche se a volte l’esercizio della retorica aiuta a diffondere valori che poi devono essere elaborati da ognuno di noi e fatti propri. Però io non darei ad una canzone di Sanremo tutta questa importanza. Continuo a pensare che si tratti di un prodotto commerciale che, come tale, deve essere venduto presentandolo nella forma che via via si ritiene più opportuna. Il discografico avrà pensato che una canzone sulla mafia in quel momento poteva andar bene e quindi il buon Fabrizio l’ha potuta cantare, sicuramente nella massima buona fede.
    L’epoca della canzone impegnata politicamente e socialmente è finita da un pezzo, e chi come me ha vissuto gli anni 70 sa di cosa parlo.

  17. tutto vero: qualunquismo spampanato. nessuna domanda, nessun dubbio, nessuna soluzione. Era meglio amore-fiore-cuore-dolore.
    Però (però) il testo di una canzonetta pop non è né una poesia né un manifesto politico, per questo va valutato da molti altri punti di vista .. Per esempio, quando si tratta di musica, il suono delle parole è infinitamente più importante del significato.

  18. “Per esempio, quando si tratta di musica, il suono delle parole è infinitamente più importante del significato.” eeeeeeeeeehhh?! esiste la musica strumentale per chi non ha nulla da dire…se ci si prende la briga di scrivere un testo, sarebbe proprio carino dargli un significato!! Angela

  19. e comunque per fare un pezzo strumentale bisognerebbe almeno saper suonare…machessàfare sto Fabrizio Moro?! Angela

  20. hai espresso esattamente tutto cio’ che ho sempre pensato sin dalla prima volta che ho ascoltato questa canzone…quanto poco sopporto tutti coloro che si credono “furbi”…

  21. E’ bello finalmente non essere d’accordo con Rafeli! Sennò poi ci si annoia.
    Vorrei dare il mio piccolo contributo per chiarire che Cristicchi ama i matti da quando era in fasce, perché nella sua strada ce n’erano ben tre. Ed erano persone di grande fantasia e sensibilità, che lo facevano rilassare e stare bene, lo capivano. E lui si sentiva come… a casa. Non è stato affatto facile convincere la sua casa discografica, la BMG, a essere coinvolta nel progetto “concept” CD-DVD-Libro sui matti. La BMG ha anzi pensato che il vero matto fosse Simone. Tanto che non gli ha dato un soldo per finanziare lo splendido documentario negli ex manicomi italiani, pagato di tasca propria da Simone (10mila euro). Nemmeno volevano far portare a Sanremo un brano impegnato, perché poco sanremese. Ma anche qui, Simone è stato caparbio e ce l’ha fatta. E’ per me sempre molto triste quando scopro ingiuste accuse rivolte a un ragazzo eccezionale, umile e vero come Simone.

    Su Moro, dico che in parte sarà pure vero quello che ho letto e che avete scritto. Però: la scelta sul video dietro al palco non sarà stata certo sua, ma di qualche produttore furbetto. E poi, soprattutto: CHI cavolo doveva vincere???????? Nessuno ha parlato di canzone più bella di tutti i tempi, nessuno qua sta dicendo che Moro è il migliore cantautore italiano! Sarebbe aberrante. Ho sentito le altre canzoni, niente di che. Ma, santo cielo: CHI doveva vincere, me lo dite o no? Almeno qua stiamo parlando anche di mafia. Sono d’accordo con Pasquale e Raoul.

  22. in Italia almeno un 50% della musica che si ascolta (ed in passato anche di più) è cantata in inglese. considerato che l’italiano medio parla a malapena l’italiano, dubito si riesca a capire il testo dell’ultima canzone di beyonce (a parte love love love o baby baby baby). ci sono un’infinità di canzoni italiane che non dicono nulla (perchè a cantare *senza di te io non vivo più* non si canta nulla) e suonano pure male. la voce è uno strumento musicale, e la ricerca del suono giusto attraverso l’assemblaggio di frasi che in sè non significano nulla di preciso (ma possono ad esempio, come in un quadro astratto, suggerire significati o percezioni personalissime) è un lavoro che in Italia hanno cominciato gli Area di Demetrio Stratos sul finire degli anni 60. E ripreso da un’infinità di artisti, tra cui anche Battiato. Un buon esempio può essere questa canzone di qualche anno fa, di un gruppo purtroppo sparito: http://www.youtube.com/watch?v=AniZtUDH3Cc

    questo per dire che non sono per nulla d’accordo con angela. e per ribadire che la canzone presa in esame nel post è comunque, per il sottoscritto, una brutta minchiata. e poi lui, ma non c’entra niente questo, mi ricorda troppo un mio ex datore di lavoro.

  23. Premessa.
    Io seguo Fabrizio dal 2000 e ne vado pure orgogliosa perchè talenti così se ne trovano pochi in giro.
    Oltre ad avere un talento fuori dal comune è una persona come poche ne ho trovate nella mia vita.
    E’ onesto. E’ ironico. E’ intelligente. Non è mai sceso a compromessi, mai. Ed è venuto fuori solo con la sua fortissima determinazione e voglia di fare ciò che ama nella vita.
    Chiusa premessa.

    “Ha fatto più questa canzone in pochi mesi che 10 anni di conferenze e incontri”

    Sono le parole della Signora Falcone pronunciate durante la giornata dedicata alla memoria di suo fratello Giovanni, il 23 Maggio 2007 a Palermo sotto “L’albero Falcone”, per presentare Fabrizio.

    Io c’ero. E con me migliaia di ragazzi arrivati da ogni parte d’Italia.
    A me basta questo.
    Simona

  24. Girando nel web ho incontrato sto commento che ha rilasciato sto coione nel 2007 e nemmanco lo letto tutto perchè me so bastate solo le prime righe pe sapè quanto sia poraccia sta persona che ci ha pure perso tempo a scrive na stronzata del genere.
    Fabrizio Moro e er meyo der meyo che ce nella musica italiana, e te che hai scritto sto commento su quella canzone non ci hai capito un cazzo di ogni parola. Mo visto che sto messaggio che sto scrivendo e del 2009 rispetto alla tua recensione, di album del moro ne sono usciti altri 2 sopra a Pensa, alla facciaccia tua der cazzo, mo viemme a di che l’artri due album in avanti fanno schifo.
    Mortacci tua che se te ci avvevo davanti te spaccavo in due pezzo di merda

  25. problema si scrive con una b…non “PROBBLEMA” a saputello… Moro? è bravissimo lascia stare pensa ascolta tutte le altre e poi mi dirai!

  26. E' un post molto intelligente, che mi ha permesso di analizzare perché questo catechismo antimafia sin dall'inizio non mi convinceva per niente.

    Sono davvero comici (involontariamente) certi commenti intolleranti e ingiuriosi."Probblema si scrive con una B", ma insomma Rafaeli !!!

    Grazie per quel salutare lavoro di smascheramento!

    Annabelle dalla Francia

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