un parcheggio vale l'altro

e poi ci sono questi ragazzi di oggi che si ritrovano compagni di corso all’università, e allora siccome sono compagni di corso all’università decidono di mettersi insieme, e magari vanno pure a vivere assieme, e in mensa li vedi pure pranzare assieme, lui e lei sempre assieme, che uno li guarda e pensa Sono una Coppia, sono proprio una Coppia questi qua che stanno sempre assieme.

poi magari lei si laurea prima di lui – o lui prima di lei, poco importa, ma in questo caso si laurea prima lei – e chi fra i due si laurea per primo deve tornare al suo paesello e lasciare la città universitaria. E allora succede che i due si lasciano poco dopo della laurea  – o poco prima, poco importa, ma in questo caso poco dopo – e così finisce tutto, tutto quell’essere Coppia di poco tempo prima, e ognuno se ne va per i fatti suoi, senza tragedie.

Io che sono cresciuto con Marco Se Ne è Andato e Non Ritorna Più (Tuo padre e i suoi consigli che monotonia/ lui con il suo lavoro ti ha portato via) guardo ste cose e mica le capisco, tutte ste cose che vedo.

Io guardo ste cose e non le capisco, ma non mi pare che si tratti di relazioni sentimentali – in questi casi – o di problemi nelle relazioni sentimentali, o di svolte nelle relazioni sentimentali o di qualsiasi cosa che abbia a che fare in qualche modo con le relazioni sentimentali.

Cosa dire, questi mi paiono problemi – questi problemi qua – che andrebbero incasellati nella stessa casella del cervello dove si incasellano normalmente i problemi di parcheggio. Esempio di problema di parcheggio: ho trovato da parcheggiare vicino all’ipercoop, vuol dire che parcheggerò vicino all’ipercoop; ho trovato parcheggio di fronte alla lavanderia, vuol dire che parcheggerò di fronte alla lavanderia.

E infatti.

E infatti, se non trovi parcheggio vicino di fronte alla lavanderia, è possibilissimo che ti dici Vabbè, proviamo più avanti, e quindi parcheggi vicino all’ipercoop.
Tanto parcheggiare si deve, e un parcheggio vale l’altro.

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28 pensieri su “un parcheggio vale l'altro

  1. panta rei…
    vicino all’ipercoop….
    davanti alla lavanderia….
    all’università…..

    siediti e vedrai passare il cadavere dei tuoi nemici…..

    vicino all’ipercoop…
    davanti alla lavanderia….
    all’università….

    tutto 1.5 E all’ora o frazione.
    Grazie!

  2. Io che mi sono parcheggiata per tre anni con una certa persona, posso dire che no, queste cose non hanno senso. Poi appena uno dei due se ne accorge, si riprende il suo bel sederino e se lo va a parcheggiare da un’altra parte. Che sia vicino ad un altra persona, oppure in un garage solitario.

  3. Vero, verissimo. Queste cose le penso anch’io, sempre. E più le penso, più mi sembrano incomprensibili francamente.
    sono molto contenta che a notarle una volta tanto sia un ragazzo. Quindi grazie, Rafeli. In questo modo riabiliti di molto la categoria maschile, per lo meno nella mia considerazione. ma oltre al “parcheggio che tanto uno vale l’altro” mi lascia perplessa anche un altro fatto. passi il parcheggio per una, due tre notti… diciamo pure per uno due tre mesi… ma questa gente per comodità, inerzia, indolenza, sta insieme degli anni, Dio mio. trova parcheggio e per comodità molla l’auto lì per degli anni senza schiodarla fino a quando magari l’ipercoop chiude.
    perdona lo sfogo, rafeli,ma il tuo post mi ha coinvolto troppo, mi coglie nel vivo…
    per una come me che ha sofferto anni per una delusione, che si porta nel cuore ogni storia, ogni incontro, che intende il rapporto con l’altro come un’osmosi che arricchisce, una condivisione di idee, intenti, emozioni, tutto questo è inaccettabile.
    scusa ancora se la tiro per le lunghe e comunque grazie.
    miruzza

  4. ecco, stamattina ero allegra e adesso sto depressa
    però il commento di plet mi ha fatto ridere: una volta un tizio con cui andavo saltuariamente a letto arrivò a casa mia una sera e parcheggiò proprio sotto casa mia in supersosta vietata sul marciapiede e mentre lo vedevo dalla finestra pensai che avrebbe messo le quattro frecce 🙂

  5. Io non la vedo così tragica. L’importante è essere coscienti che si sparcheggiati, in un posto bello divertente, insieme ad altri automobilisti simpatici e con i quali vale la pena di passare il tempo, basta che non ci si convinca che è qualcosa di più di un parcheggio.
    Che male c’è a stare con una persona con la consapevolezza che non sarà per forza quella della tua vita? In quel momento lo è e te la vivi al meglio, se riesci a non illuderti e soprattutto a non illuderla, secondo me ci può stare tutto. Soprattutto fino a quando comunque sei uno studente, poi dopo cambia tutto quindi meglio vivere finchè si può…chissà se mi sono spiegato….bah…

  6. quoto brule. anzi, quoto brule+plet, parcheggio sotteraneo, in doppia fila e con le quattro frecce, che altro mi manca?
    io all’università mi son data alla pazza gioia, che senso ha farsi il moroso fisso. o parcheggiare sempre all’ipercoop, per dire?

  7. Parcheggiare a lungo in uno stesso posto senza la consapevolezza dell’aver ben esposto il disco orario può dar luogo a diversi inconvenienti che sono, in ordine di gravità:
    multa
    ganasce
    gomme sgonfie
    rimozione forzata.
    L’ultima, che sembra la peggiore, in realtà è una mezza fortuna.
    Metafora della serie capisciammè.

  8. Splendido, #8 e #9 mi sembrano il trionfo della superficialità!
    Raffaè, hai tutto il mio appoggio.
    A me non piace la Pausini, ma comunque sono craesciuta con le mie convinzioni e non le baratterei con niente. I rapporti umani sono la base, tutto. La base di questo mondo che ormai, infatti, è uno scatafascio. Ed è “merito” di questa mentalità diffusa. Balorda, a mio parere.
    Vi saluto.

  9. Continuo a non capire perchè tutti i commenti critici su questo blog li scrivano sempre utenti anonimi….bah…in ogni caso io sostengo semplicemente che si possa vivere con una persona anche senza ritenere per forza che sia per tutta la vita o coscienti del fatto che prima o poi finirà, la vita è fgatta di capitoli, io la penso così, e convivo con quella che penso sia la donna della mia vita….poi vabbè…opinioni…

  10. senza voler essere cattiva. a chi accusa di superficialità forse mancano capitoli importanti nella vita. drammatici e importanti. che ti portano a considerare il fatto che nella vita non è tutto fatto a forma di cuoricini.

  11. ma insomma, niente litigi, qua si sparla e si teorizza sul diametro dei fagioli, mica si fanno discorsi seri.

    e poi, certo, non mi pare che ci sia scritto da qualche parte che i messaggi anonimi siano graditi su sto blogghe.

    c’è scritto? non c’è scritto.

    miruzza:
    prego, figurati.

    nonsisamai:
    sono in odore di nobel, certo.

    brule:
    eh eh, certo, è una soluzione.

    plettrude, lise:
    certo, le quattro frecce sono un’altra soluzione.

    pensierilait:
    non capisco. Lavoratori/Studenti/pensionati siamo tutti essere umani, cosa c’entra. Te per esempio sei sempre lo stesso da dieci anni, non certo il lavoro ti ha cambiato, su ste cose, no?

    v4eri4:
    a milano ci si diverte, quindi.

  12. Uno commenta il blogghe con l’obiettivo di dire tutto ma proprio tutto tutto, ed invece poi scopre che non è sempre praticabile, questa cosa di dire tutto ma proprio tutto tutto. Scopre che esistono dei paletti, che c’è troppa gente che ti conosce e che legge il blogghe di rafaeli, molta più di quanto pensi, che ci sono troppi simpaticoni che quando ti incontrano ti fanno l’occhiolino e la battuta col sorrisetto.
    anonimo #11 consapevole e quindi (direi) giustificabile

  13. Bach, quel cartello l’ho visto e mi sono spaccato dal ridere pure io, mi pare stia in zona campo de’ fiori se non sbaglio…

    Rafaeli, vedi, io sono cambiato e non sia quanto negli ultimi 10 anni, ma siccome vedo che ogni volta che si parla della differenza tra “periodo della tua vita in cui sei universitario”, e “Periodo della tua vita in cui lavori e non sei più un universitario”, ti irrigidisci, preferisco evitare di fare altre considerazioni, anche perchè non ne avrei il titolo.
    E comunque non si litigava su niente, almeno mi pare, almeno dal mio punto di vista.

  14. freesia: io di capitoli drammatici ne ho vissuti. te l’assicuro. ma la penso così e basta. e so abbastanza bene, l’ho imparato a mie spese, che la vita non ha solo la forma dei cuoricini. ma credo che rinuciare alle nostre idee solo per omologarsi a chi ci sta intorno, al pensiero dominante e forse anche più comodo, non è una soluzione. quindi continuo a pensarla così nonostante le batoste.sono diventata più dura, forse, ma anche più matura.non volevo offendere nessuno accusandolo di superficialità.erano i vostri discorsi a sembrarmi un po’ faciloni.me ne guardo bene dall’offendere persone che sono solo dei nick, che non conosco. ognuno comunque, libero di vivere i suoi rapporti come gli pare.

    pensierilait:concordo ancora con rafè quando dice che non c’è differenza tra uno studente e un lavoratore. ognuno è quello che è e se cambia lo fa in seguito ad una serie di esperienze, un processo complesso… so anch’io che tutto può finire da un giorno all’altro, è logico, ma, a mio parere, si deve cercare la persona giusta, un rapporto vero, speciale.n on ci si può accontentare, tanto meno a 20, 30 anni. comunque mi fa piacere che tu abbia trovato la “tua persona”.
    P.S. se vuoi mi firmo, non cambia poi molto.
    Francesca

  15. Io non dico che c’è differenza tra studente e lavoratore, dico soltanto che PUO’ ESSERCI una differenza, e che spesso quando si hanno delle responsabilità, non più grosse, ma semplicemente diverse, SPESSO, si cambia atteggiamento nei confronti della vita, la mia non è una presunzione, anche perchè non ho mai fatto l’università, ma da quello che ho visto in tantissime persone che mi sono vicine e che son passate dal periodo che io chiamo “Universitario” a quello che io chiamo “Lavorativo” cambiando notevolmente atteggiamento nei confronti di tante piccole cose della vita. E credo, ripeto credo, che come io non pretendo di avere per forza ragione su quello che dico, anche gli altri dovrebbero prendere in considerazione che forse, e ripeto forse, uno come me che oggi lavora e che ha tante persone e familiari intorno che questo passaggio l’hanno fatto, potrebbe, e ancora una volta ripeto, POTREBBE anche avere ragione. Poi magari il tempo darà ragione o torto a tutti quanto e solo chi come voi lo farà questo passaggio, potrà dirlo.
    Mi preme precisare, soprattutto a Raffaele, che quello che dico e come lo sto dicendo non rappresentano a mio modesto parere nè una polemica nè un litigio, ma anzi un piacevole e costruttivo scambio di opinioni tra persone che ritengo (mi escludo dalla precisazione) intelligenti.
    Un saluto

  16. Io, con il mio parcheggio dell’università, mi sono sposata, ed’è il parcheggio migliore che potrei mai desiderare e trovare, da 10 anni a questa parte… Lui si è laureato prima di me!!! E poi abbiamo parcheggiato a metà strada, insieme!! Avete visto quanti cuoricini stucchevoli appaiono da questo commento?? Ciao
    Donnaflor

  17. donnaflor, tu sei una bella eccezione, lungi da me dire che sia stucchevole chi riesce a continuare, chi ha i cuoricini.
    non sono stata compresa evidentemente. ma va bene così. ce ne fossero come voi.

  18. Donnaflor, complimenti. contentissima per te. davvero.ma evidentemente, forse, il tuo non era un ‘parcheggio’, era qualcosa di serio o comunque lo è diventato. e tu sei la dimostrazione che quando c’è qualcosa di profondo alla base di tutto, quel qualcosa vince sempre. 🙂
    Fra

  19. Sono quello che ha mandato l’SMS a Bac sul parcheggio da evitare pena le gomme bucate.

    Volevo dire di non prendersela più di tanto se (non solo all’Università, ma nella vita) può capitare di parcheggiarsi l’anima da qualche parte, in attesa di tempi migliori. Forse, caro Rafeli, dovremmo giudicare la “faccenda” meno squallida di quel che è. In fondo (non dimentichiamolo!!) stiamo ancora e solo parlando di semplici parcheggi NON a pagamento tra esseri pensanti consenzienti e reciprocamente parcheggiàtisi.

  20. Si, mi è veramente andata bene… ma i miei “parcheggini” in doppia fila ce l’ho avuti anch’io, ci vogliono, sono fisiologici… un bacio a tutti
    Donnaflor

  21. COME PUO’ UN PARCHEGGIATORE NATO E COSI’ INTELLETTUALMENTE STIMOLANTE COME TE ECC ECC CONTRADDIRE SU UN ARGOMENTO TANTO INTERESSANTE QUANTO SCONTATO?E POI NON SEI NE PABLO NE LA PAUSINI,CREDI A ME.POTREI PENSARE A TE COME AD UN QUADRO DI KLIMT.

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