Let's approfondiamo the concetto of parcheggio

Il concetto di parcheggio, mi sa che non mi sono spiegato bene.

Facciamola breve.

Il bisogno di un parcheggio è un bisogno elementare e aspecifico. Spieghiamo il concetto di bisogno elementare e aspecifico. Se c’hai bisogno di un parcheggio, c’hai bisogno di un posto dove infilare la macchina e basta. C’hai bisogno di un posto e basta, non è che c’hai bisogno di un parcheggio così o colà. C’hai bisogno di tre metri liberi di asfalto, punto e basta. Altri bisogni elementari e aspecifici sono – chennesò – il bisogno di respirare ( con aria al 20% di ossigeno lo risolvi), il bisogno di fare la cacca (fai la cacca e lo risolvi) il bisogno di insulina per un diabetico (ti fai l’iniezione di insulina e hai risolto). Già la fame e la sete sono bisogni più complicati, perché si può decidere infilarsi in bocca un cocomero piuttosto che un calippo, un pollo arrosto piuttosto che un uovo di struzzo. Chennesò. Una birra ghiacciata piuttosto che una tisana bollente.

Perché esistono pure i bisogni complessi.

Se uno necessita di pittura, per esempio, sceglierà un Renoir piuttosto che un Matisse, se vuole la musica sceglierà fra quello che li pare; se si droga di letteratura come me, sceglierà fra Pennac e la Tamaro (per dire) oppure fra Hesse e Bevilacqua (per dire) oppure oppure oppure.

Poi c’è il bisogno dell’averci qualcuno a fianco, strettamente collegato ai bisogni del volere bene e dell’essere voluti bene. Questi bisogni – according to the sottoscritto – sono dei bisogni complessi, molto complessi. Però per qualcuno ( per molti qualcuno, in verità) paiono essere bisogni elementari e aspecifici. Come il parcheggio. Sta cosa del parcheggio non mi piace, ma cosa posso fare, ne prendo atto. E poi, dopo averne preso atto, produco sbrodeghezzi su sto blogghe. Ne produrrò ancora in futuro, su sto argomento, mica mi fermo qua. Eh, No.

Ho finito.
Andate in pace.

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23 pensieri su “Let's approfondiamo the concetto of parcheggio

  1. Gran calma. Quando mi serve un parcheggio, col cavolo che il mio è un bisogno aspecifico.
    A me serve largo largo, meglio e a spina di pesce, e senza troppo traffico attorno, ché se cominciano a suonarmi il clacson poi non ce la faccio più.

    Che fatica, essere una donna al volante.

  2. letaah ci ha ragione. se hai un suv hai bisogno di una determinata metratura, se hai una smart, la metratura è ben diversa! se hai la macchina nuova e figa magari vuoi un parcheggio coperto o meglio al chiuso che nessuno ti riga la macchina. se hai una regata del 1980, anche se la lasci in fronte al porto, chissene.
    tutto ciò perché a volte anche io faccio la noiosetta 🙂

  3. ah, poi mi è venuta in mente una cosa. io la macchina non ce l’ho (nella vita vera), per cui il bisogno di parcheggio non ce l’ho.
    anche nella vita vera, sono stata in quattro frecce quello sì e in alcuni casi andava pure benissimo (se uno deve solo riportare dei dvd da blockbuster mica deve cercare il parcheggio perfetto), ma parcheggiata tanto per parcheggiarmi, quello MAI

  4. Caro Rafeli, cosa ci posso fare se sono ancora d’accordo, d’accordissimo con te? Quindi sottoscrivo il tuo post di approfondimento e ti dico di nuovo grazie per essere uno dei pochi che sostiene e difende la ‘profondità’ dei rapporti! Perché è vero che lo stare assieme a qualcuno è un bisogno complesso, anzi più che complesso, almeno per quanto mi riguarda! E chi se ne frega se mi dicono che sono.. all’antica!.. anzi, io ne vado fiera.. coi tempi che corrono! solo mi rendo conto che chi la pensa come me, o come te, rappresenta una specie in via di estinzione. Sigh!
    E la stessa cosa vale, a mio parere, per le amicizie…
    Ecco di nuovo la mia logorrea… ma che ci posso fare?
    Sostengo pienamente la discussione sul ‘parcheggio’! aprirei un forum a riguardo!
    E per questo ti voglio bene! Più bene di prima, ché già te ne volevo perché il tuo blog ormai è una presenza costante nella mia giornata! 🙂
    Ciao e forza Rafeli!
    Miruzza

  5. Il fatto è che a volte uno trova un parcheggio che sembra fatto apposta per lui, vicino alla lavanderia o alla coop, solo che poi al ritorno ci trova la multa.
    E si accorge che semi-nascosto dalle fronde di un albero c’era il cartello del divieto di sosta.
    Cosa voglio dire: che oltre al parcheggio tanto per parcheggiare, e il parcheggio sulle strisce blu con tanto di tagliandino in regola, c’è anche il parcheggio irregolare inconsapevole, quello fatto in buona fede, che però ci fa prendere una bella multa.
    Insomma, quello dove avevi parcheggiato tu, mi sa.

  6. v41eri4: mmh.. capisco. Io però dico che le multe possono capitare, hai voglia, fanno parte degli inconvenienti della vita… il problema, secondo me, è l’intenzionalità… quando ci si parcheggia volontariamente così, tanto per stare, a tempo indeterminato… quella è un’altra storia.
    Miruzza

  7. Giusto, son d’accordo. Epperò bisogna pure dire che a volte Tu trovi un parcheggio che pensi sia perfetto, e invece torni e trovi che il cane t’ha pisciato la ruota, oppurche qualcuno t’ha rigato la macchina per uscire, oppure che non ti eri accorto che era divieto di sosta, oppure ancora, semplicemente, ti affacci e vedi un posto ancora migliore, e allora decidi di spostare la macchina in un altro parcheggio. E allora io, che ho trovato un parcheggio che non cambio da 8 anni e che penso non cambierò mai nella mia vita, dico che ci può pure essere qualcuno che intanto la parcheggia in seconda fila la macchina, per poi spostarla in un posto migliore più tardi, e questo, secondo me, se tu sai che prima o poi la sposterai, ma soprattutto se pure il tuo parcheggio sa, che prima o poi verrà abbandonato per un altro migliore, allora che c’è di male?
    E’ male se tu fai illudere il tuo parcheggio che ci lascerai la macchina per tutta la vita e poi lo “Disilludi”, quello è male, se no, per me va benissimo!

  8. se vado di fretta un posto vale l’altro, se sono in un centro commerciale la mia neccessità di spazio vitale si manifesta appena entro nel parcheggio e cerco più lontano e isolato che è disponibile.
    se ho la macchina nuova ( quindi mai ) guardo quali minacce ( auto vecchie ) ho intorno.
    il punto COME TU DICI non è il parck ma come anche una questione così stupida ed elementare ASPECIFICA, diventa un’esigenza di importanza primaria.
    La semplicità non è proprietà dell’essere umano ADULTO

  9. cmq io sn daccordo cn te…è assurdo notare creazioni di castelli di sabbia,promesse di mari e monti,qundo poi mancano spesso le vere fondamenta del “parcheggio”…
    nzino

  10. pensierilait, io credo però che la metafora di rafaeli fosse diversa (almeno, io così l’ho intesa): se sei parcheggiato non sei innamorato: sei lì e basta, tanto per stare con qualcuno, a parcheggio. mentre mi par di capire che la tua relazione non sia un parcheggio, ma un rapporto d’amore, una cosa diversa.
    poi, per carità, se due si vogliono consapevolmente autoparcheggiare a vicenda, non c’è nulla di male, però a me fanno tristezza, quello sì

  11. Sono arrivata in ritardo … non trovavo parcheggio! E vedo che Leetah ha detto esattamente quanto avrei detto io. Quindi sottoscrivo completamente il suo commento. Per il resto che dire? Io credo che volere bene sia un bisogno “elementare” che rendiamo complesso con tutta la forza delle aspettative che riponiamo sull’ “altro”. Perché é davvero difficile volere “semplicemente bene”.
    E l’amore non é un parcheggio. Ciao da Giulia.

  12. quoto lise (quando si empatizza su gloss e rossetti rossi, si finisce per empatizare su tutto). e quanto allo stare pacheggiati, dopo mesi di quattro freccie e divieti di sosta, qui si vorrebbe un parcheggio comodo comodo in cui entrare lisci e uscire altrettanto comodamente. stare pacheggati un po’, e ripartire. (perchè è poi quello lo scopo dello stare parcheggiati, ripartire, no? chè se dovevi star parcheggiato per sempre, beh, cosa hai preso la macchina a fare?)

  13. Almeno, quelli del post precedente, hanno avuto la decenza di non restare parcheggiati tutta una vita, cosa che capita spesso. Purtroppo di parcheggi ce ne sono diversi, finanche quelli a pagamento.

  14. ciao metaforaio!
    ma guarda te che moralista che mi sembri me…!
    A volte – sai – è la condivisione di un periodo di tempo, che poi finisce [non è il mio caso, sia chiaro], alla fine a quei due dell’università – che avessero ragioni più o meno profonde – gli andava di star assieme, che aldilà di come ci sono stati, ci sono stati e il tempo loro hanno deciso di farlo passare così…TIS IS DE MISTERI OV LAIF!
    Il film che ho in mente è un film che smette di essere tragico solo a 2 minuti dalla fine: “L’età dell’innocenza” _ Scorsese.
    e non ti dirò chi sono!
    dicono che ti laurei…

  15. ci sono delle volte…

    che io ad esempio la macchina la parcheggio in un bel posto…
    poi mi piace così tanto quel posto che mi dico
    dico
    ci sta così bene la MIA macchina in quel parcheggio
    che gliela lascio PER SEMPRE
    per sempre
    per sempre
    poi nel perdurare
    della cosa
    vedi che la macchina lì ci starà per sempre bene
    ma che succede se il posto
    il parcheggio
    dico
    poi nel sempre
    da bello e giusto giusto per la MIA macchina cambia?
    ci son degli asfalti che ad esempio…poi crepano …cedono…gli crescon dentro le erbacce…ci spuntan su dei canneti che si sa che i canneti quando spuntan forano in una maniera pazzesca…
    poi oh, la colpa sarà dell’incuria…del contesto in cui stava il parcheggio…anche della MIA macchina…perchè no…magari perdeva un pò olio ogni tanto…si sa l’olio corrode…umidiccia…sporchiccia…si insomma sarà pure colpa MIA…
    allora mi sa che sta un pò anche in me…o vedo nel complesso la cosa del parcheggio sotto un’altra ottica…cioè la vedo come una cosa nuova…una composizione estrosa…che magari io con la fantasia …la trovo pure una cosa che ha il suo diritto di essere…magari mi estrometto e lascio che la faccenda tra la MIA macchina e il SUO parcheggio se la sbrighino mezzo e posto…
    oppure rompo i bambocci…
    che delle volte li romperei i bambocci…
    prendo la macchina…e giro…
    ma giro che son capace di non fermarmi più…
    almeno per sempre!
    O almeno…finchè non succede che un giorno sarà…un bel posto a sentirsi incompleto se non con LA MIA MACCHINA!!!

    anche se il concetto/parcheggio
    si era capito…è sempre bello leggerti che mi piace tanto come scrivi…e toh…son d’accordo pure io su quel che dici…ops…son d’accordo se posso?!

    ciao
    con tanto piacere di leggere

    S C A R A V E N T O

  16. OGGI E’ UNA GIORNATA COSI’BELLA CHE MI SENTO PROPRIO STUPIDA A STARE A SCRIVERE SU UN COMPIUTER.COMUNQUE LA STORIA DEL PARCHEGGIO SI PUO’ ANCHE VEDERE DALLA PROSPETTIVA DELL’AUTO,CHE PUOI SCEGLIERE,CAPISCI A ME CARO RAGAZZO E BLA BLA BLA.MA IN VERITA’ E’ TUTTA QUESTIONE DI ALCHIMIA,O ATTRAZIONE PER UNA COSA!NOTO E NON SO SE ESSERE FELICE O NO CHE VI FATE LE PARANOIE ANCHE VOI DEL SESSO OPPOSTO,MA LA VITA SE RIESCI A VEDERLA DA UNA PROSPETTIVA PIU’ AMPIA,NOTERAI CHE TUTTO PUO’ ESSERE SEMPLICE.MA ORA SAI CHE TI DICO:PREFERISCO ANDARE AD ARROSTIRMI IL MIO BEL NASONE AL SOLE CON UN PO’ DI NUTELLA DA SCIOGLIERE IN BOCCA E IL PROFUMO DEL MIO CANE CHE HA DECISO DI COCCOLARMI…NB:COMUNQUE COMPLIMENTI PER IL BLOGGHE CHE SPAZIA DALLA POLITICA AI DOLCI ETEREI E BEFFARDI SENTIMENTI.MA SARA’ TUTTO VERO?BOOOOOO!MI SA TANTO CHE MI DIVERTIRO’ A SCRIVERTI,ANCHE SE NON SONO FORTE COME TE,E SPERO POI DI RICEVERE DELLE STIMOLANTI RISPOSTE.DIMENTICAVO,IO DA NANETTA MI RIVEDEVO PIU’ IN RENZI LA STREGA,NON RICORDATE LE SUE AVVENTURE CON LA SUA FAMIGLIA?E POI NON TROVATE PIU’ INTERESSANTE UN BACIO SUL COLLO CHE HA IL SAPORE DEL SANGUE?!

  17. a me il parcheggio me lo fregano sempre. poi in realtà è un bene che me lo freghino perchè c’è un motivo per cui lo perdo e il motivo è che non mi accontento mai di quello che trovo e continuo a cercare. solo che a furia di cercare finisco la benzina. e sono senza parcheggio. mah.
    rimane che sei un grande
    sandra

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