giovinetti di belle speranze

La giovinezza – in linea generale – non può mica essere una giovinezza di brutte speranze, deve essere necessariamente una giovinezza di belle speranze, e noi di conseguenza siamo giovinetti di belle speranze che vanno in giro in questo mondo dotati della adeguata speranza che si addice a dei giovanotti di belle speranze come noi siamo a tutti gli effetti.

Detto questo.

Detto questo, ieri sera ero seduto all’ingresso di un cinema del centro di Bologna, e avevo il mio amico Bollo con me, e tutti e due ci rigiravamo nelle mani i biglietti appena acquistati per l’ultimo spettacolo della serata a sette euri virgola cinquanta cadauno, in attesa di entrare in sala.

– Noi si paga il biglietto tutto intero, in pratica.
– Il biglietto intero, certo.
– Eh, non siamo mica militari.
– Non siamo neanche anziani. E non siamo studenti.
– Cioè, io sarei studente ancora per poco, ma tanto qui non esiste nessuna riduzione studenti.
– E non siamo bambini.
– Non siamo bambini, certo.
– E neanche handicappati.
– Niente. Non siamo niente.
– Non siamo niente di niente.
– …
– …
– Si però io ho sete, cazzo.
– Eh, hai sete.
– Però  non voglio versare ulteriori tre euri al barista. Non voglio.
– …
– Io vado a bere al cesso.
– Ma dai.
– Io vado a bere al cesso.
– …
– Così magari mi prendo una malattia, divento handicappato e la prossima volta entro con la riduzione.
– Ecco, bravo.

Tralasciando il fatto che i lavandini dei cinema del ventunesimo secolo non sono fatti per bere, ché devi tenere conto dei sensori ad infrarossi che si azionano soltanto se infili tutta la testa sotto al rubinetto,  per cui è molto più facile farsi uno shampoo in un lavandino del cinema del ventunesimo secolo piuttosto che bere un sorsetto di acqua, e tralasciando il fatto che per bere da questi rubinetti è necessario l’ausilio di un amico – in questo caso l’amico Bollo – che ti aziona col movimento della mano l’infrarosso mentre tu ti lanci con la bocca aperta sotto al getto d’acqua, tralasciando tutto questo dicevo, noi giovinetti di belle speranze troviamo posto in sala e ci sediamo nelle puzzose poltrone di cinema del centro di Bologna.

Io e l’amico Bollo abbiamo il nostro canovaccio collaudato di argomenti di discussione, che sono più o meno sempre quelli da molto tempo. Lui mi parla del suo ultimo colloquio di lavoro dove non lo hanno preso, o dove ha scoperto che in realtà per “operatore culturale” intendevano la vendita porta a porta di lampade culturali e tappeti culturali o enciclopedie culturali, ed io invece parlo dell’inevitabilità della mia laurea; lui mi racconta le sue vicende di lavoratore non retribuito, ed io mi spanzo dalle risate secondo l’abituale protocollo. Quindi conveniamo entrambi sulla precarietà del mondo lavorativo odierno, su tutta una serie di disgrazie che ci capiteranno nel futuro prossimo, infine ci diciamo Vabbè e poi non ne parliamo più. In un certo senso, una catarsi.

Ieri sera i discorsi sulla precarietà e sulle disgrazie sono stati messi da parte per bestemmiare contro le poltrone di cinema del ventunesimo secolo, così strette e incollate le une alle altre da farci stare – ambedue giovini di belle speranze notevolmente lunghi di femore – schiacciati nelle poltrone puzzose come due sardine.

– Ste poltrone di cinema sono troppo strette, porca puttana.
– C’ho le ginocchia sulla nuca di quello davanti, in pratica.
– Eh, ma le avranno costruite nel 1920, ste poltrone qua.
– Eh, nel 1920, quando l’altezza media della popolazione era di molto inferiore.
– Eh già, poi è arrivato il benessere e siamo cresciuti.
– Eh già, il benessere.
– Meno male che i nostri figli..
– I nostri figli cosa?
– No, dico, i nostri figli non avranno certamente di questi problemi.
– Ah, dici, che senza benessere torniamo a calare?
– Eh, direi.
– Eggià, meno male che i nostri figli non avranno di questi problemi.
– Meno male per i nostri figli.
– Meno male.

21 pensieri su “giovinetti di belle speranze

  1. Scusa, ma anche per una questione lavorativa, in questo periodo chiedo a tutti, ma che film hai visto? so che non avrai certo visto quello che per motivi lavorativi interessa a me, e se devo essere sincero me ne compiaccio, ma certo è che la curiosità….insomma che film hai visto?

  2. E che cavolo, no.
    Io e D abbiamo guadagnato in media quindici centimetri sui nostri genitori, e i nostri discendenti dovranno ricominciare tutto da capo?

  3. E’ in questi frangenti ( poltroncine di cinema, posti in aereo, etc) che riconosco l’utilità di essere una nanetta. Quindi, spilungoni, non vi vantate troppo!!
    Christolin

  4. anonimo #1:
    ne valeva 5 o 6, diciamo. E diciamo che gli anonimi invece valgono molto meno (capisciammè).

    Pensierilait:
    ho visto Borat. Quel film che intendi tu, non credo che lo andrò a vedere, e per questo non lo nomino che è meglio.

    Leetah:
    dipende dal benessere. Insegui il benessere e avrai figli di tre metri e venti.

  5. Senti, ma invece di elucubrare con Bollo sull’Universo, non ti puoi drogare come tutti, che così diventi pure ricco e famoso e ti puoi permettere le fantapoltrone dei cinema multisala???????????
    Rosy

  6. Io invece ringrazio il mio lungo femore perché così mi incastro con le ginocchia tra il mio sedile e quello davanti e mi trovo più comodo per dormire se dovesse malauguratamente capitarmi di vedere film tipo quelli che è costretto per motivi di lavoro a vedere l’amico pensierilait. Che non so che film è ma se vi conosco un po’ capisco il motivo che vi fa tacere il titolo e mettere in chiaro che è SOLO per lavoro…

  7. In questo periodo incontro solo persone che sono andate a vedere BORAT. Queste persone si dividono in due categorie nettamente distinte: quelli che vomitano le peggio cose contro il film, dicendo che una boiata pazzesca. E altri che è geniale, surreale e indovinatissimo. Lo debbo vedere o no????

  8. Sono approdata per caso in una pagina del tuo vecchio blog(cercavo un perchè alla presenza di specchi alle casse dei supermercati) che parlava di cassiere e cassieri e di quanto fossero felici le prime e quanto disperati i secondi (confermo: io alla mia bella età ho comprato un registratorino di cassa giocattolo con tanto di soldi falsi e miniscatolette di prodotti e costringo mia nipote a giocare con me) e da lì leggendo un po’ qua un po’ là sono arrivata al nuovo indirizzo che poi tanto nuovo non deve essere.
    Complimenti per la capacità che hai di coinvolgere “il lettore” hai davvero la stoffa dello scrittore (magari già lo sei e arrivo io a dire cose ovvie. vabbè)
    Ciao

  9. cmq essere “nani” ha i suoi vantaggi…guarda me che al “campo sportivo”fino a 18 anni non pagavo e nelle,per voi anguste poltrone dei cinema,mi son sempre trovato bene…w il mio metro e sessantotto
    nzino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...