cosa distingue l'ottomarzo da tutte le altre feste che non sono l'ottomarzo

La caratteristica fondamentale che distingue l’ottomarzo da tutte le altre feste che non sono l’ottomarzo è una caratteristica evidentissima che sta proprio sotto gli occhi di tutti, ed è così esageratamente evidente che davvero mi chiedo se sia necessario spiegarla oppure lasciare perdere questa spiegazione che mi pare davvero inutile e superflua.

Ma la spiego lo stesso, la caratteristica fondamentale.

La caratteristica fondamentale per capire la peculiarità dell’ottomarzo, per comprenderla appieno bisogna innanzitutto tener presente i lavavetri cingalesi sordociechi che trovi ai semafori delle grandi città come per esempio Bologna, quel tipo di lavavetri che a vederli così non sembrano affatto essere sordociechi, ma che quando si avvicinano alla tua auto con lo strumento gocciolante per lavarti il vetro, tu intanto sei dentro l’auto che ti sbracci per dire NO NO NO per carità NO PussaVia Lavavetri, NO, ma il lavavetri cingalese si avvicina ugualmente al tuo vetro e te lo insapona tutto nonostante tutti i tuoi sbracciamenti e minacce di morte e cazzotti sul cruscotto che ti fai male soltanto tu, mica il lavavetri cingalese.

Quel tipo di lavavetri cingalese che ti insapona tutto il vetro e che ti fa sorgere dubbi sulle tue reali inclinazioni progressiste, sulla tua mente aperta e sulle tue reali convinzioni a favore della pace nel mondo e cose del genere, ti fa sorgere dubbi che sono dubbi belli grossi, se ti incazzi al punto tale che per un secondo ti senti un calderoli qualsiasi e vorresti scendere dalla macchina per prendere a craniate il lavavetri cingalese ma poi subito ci rifletti e ti calmi e pensi che evidentemente deve trattarsi di un lavavetri sordocieco se non si è accorto dei tuoi sbracciamenti e delle tue urla di rifiuto e ti sta insaponando il vetro sorridendo beato e tranquillo. Quello che non ti spieghi è come mai tutti i lavavetri dei semafori di Bologna siano altrettanto sordociechi, ma evidentemente dev’esserci un’apposita organizzazione umanitaria che convoglia tutti i sordomuti cingalesi specializzati in lavavetraggio dalla Cingalia fino qui a Bologna, così come – per esempio – quelli che non riescono ad avere un figlio vanno a Lourdes, loro cingalesi non credendo alla madonna non possono mica andare a Lourdes allora giustamente vengono qui a Bologna. E lo sai benissimo che è una spiegazione che potrebbe apparire assurda, ma ci devi credere fortemente altrimenti l’alternativa sarebbe quella di scendere e cominciare con le craniate ed è una cosa che non sta affatto bene, che fa molto poco pace nel mondo, che fa molto poco convinzioni progressiste.

Non cominci con le craniate, allora.

E invece cominci a crederci per davvero, alla tua spiegazione strampalata, soprattutto se dopo che il lavavetri cingalese numero uno ti ha appena lavato il vetro, trovi al semaforo seguente un lavavetri cingalese numero due che non si accorge del vetro umido appena lavato – eccerto che non se ne accorge: è sordocieco! –  e te lo insapona di nuovo tutto sorridendo beato, e tu intanto sei nella macchina che non sferri alcun pugno sul cruscotto perché senti dentro di te che stai facendo una buona azione aiutando la comunità bolognese di sordociechi cingalesi che tra tutte le sfighe che li potevano capitare, oltre a nascere in Cingalia ed essere sordociechi sono nati pure con la religione sbagliata in dotazione e quindi non possono neanche rivolgersi al noto centro internazionale di miracoli situato in Lourdes, Francia.

Quello stesso tipo di lavavetri cingalese che se per caso una mattina ti svegli ed è l’ottomarzo – la festa della donna – e se per caso ti svegli e dopo quando sei uscito di casa ti accorgi che il parabrezza della tua auto è sommerso sotto un immenso stronzo sganciato in volo da un esemplare di Aquila Mastodontica, un rarissimo uccello sconosciuto al grande pubblico ma caratterizzato da una bizzarra propensione alla stitichezza a causa della quale non defeca quasi mai – però quando defeca son cazzi amari perché si sfoga di tutto l’arretrato – se l’Aquila Mastodontica ha scelto proprio l’ottomarzo per svuotarsi le interiora sulla tua automobile, ecco che potrai girare e girare per i semafori di Bologna alla ricerca di un lavavetri cingalese – a quel punto poco importa se sordocieco oppure No – ma troverai soltanto gli stessi cingalesi degli altri giorni che per l’occasione si sono armati di dieci mazzetti di mimose per ogni mano e hanno lasciato lo strumento per il lavavetraggio a casa e non possono insaponarti il vetro.

Quindi insomma, per ricapitolare, la festa dell’ottomarzo si distingue dalle altre feste che non sono l’ottomarzo per il fatto che se per caso ti cacano il vetro dell’auto in una grande città come Bologna, allora il vetro, a causa di questa festa, resterà tranquillamente cacato.

Ora.

Io personalmente altre differenze non ne vedo, ma siccome sono stato ripetutamente accusato di misoginia e maschilismo (accuse tra l’altro clamorosamente infondate) allora per evitare di essere nuovamente maleinterpretato, riporto qui di seguito una serie di parole che testimoniano la mia non-misoginia e al contrario la mia conoscenza e rispetto del mondo femminile tutto intiero.

margherita hack, rita levi montalciuini, tube di falloppio, omaggio donna/riduzione uomo, gallette di riso, dismenorrea.

27 pensieri su “cosa distingue l'ottomarzo da tutte le altre feste che non sono l'ottomarzo

  1. Mi ha fatto ricordare, con l’ennesimo post strappabudella (per le risate) un fantastico monologo del mio idolo e maestro Giorgio Gaber, proprio su questi incontri ai semafori. Il monologo, molto divertente, si chiama INCONTRI. A un certo punto il povero conducente dell’auto, pronto a scendere pure lui per le craniate, si ripete, tra i denti: “Non t’incazzare… non t’incazzare… che poi sei anche razzista…”.

  2. ci sono due errori grossolani…
    primo: il secondo cingalese ti lava i vetri giustamente perchè il primo per sbrigarsi e per non cambiare l’acqua e lavare anche la spugnetta, ti lascia con dei vetri quasi peggio della cagata di quell’esemplare di aquila.
    secondo: tra le parole finali non hai messo mimosa….

  3. Caro Rafeli, la tua Aquila Mastodontica mi ricorda un gabbiano Marocchino di mia conoscenza del quale a questo punto vado a parlare più diffusamente sul mio blog…
    Belle cose.

  4. anch’io non ho capito quella delle gallette di riso, però vorrei far notare che una somiglianza la festa dell’otto marzo ce l’ha con la festa di sanvalentino, che morire se trovi un lavavetri che ti lava il vetro il 14 febbraio: sono tutti armati di rose moribonde che ti infilano nel finestrino se sei fermo al semaforo

  5. Stai sorvolando su una cosa importante però, probabilmente perchè non sei legato stabilmente a ninguno/a…e cioè che quei pochi diritti che ti rimangono nei giorni normali, in quanto essere umano di sesso maschile, in quel giorno svaniscono definitivamente, è la SUA giornata e Tu non conti una catapippa, tutto ruota intorno a Lei e tu non hai nessun tipo di utilità se non quella di avere un bancomat in tasca…ehmmm, scusa hai ragione, questo succede tutti i giorni, scusa, scusa hai ragione Tu, è tutto normale…scusa….

  6. pensa che io già facevo un parallelismo con i lavavetri e le donne…cose del tipo quando li/le cerchi non ci sono mai…quando non li/le vuoi ce ne sono pure troppi/e…insomma vabbè.

  7. ma che ve la ricordate ancora ‘sta vento?
    le gallette di riso sono fondamentali nell’universo femminile di un certo tipo perchè fanno subito magroesanoecitengoadessereinformamanelmodogiustoperò!
    (salvo poi ricoprirle di Nutella)

  8. non ho mai visto un uomo cibarsi di gallette di riso, ecco cosa.

    ma magari mi sbaglio.

    se mi sbaglio, allora modifico il post e al posto delle gallette ci metto l’acqua vitasnella con lo zero virgola zero zero zero zero zero zero uno di sodio.

  9. Ah, ecco… Grazie della precisazione, autore! Per la verità io conosco solo uomini che mangiano le gallette di riso: uno in particolare, si crede fighissimo, fa ginnastica in casa alle 3 di notte, appartiene alla classe “pelati con riporto”, non parla l’italiano ma erutta grugniti e i suoi brufoli raggiungono l’etto di peso. Pranza sempre a gallette…. Io, che come specificato sopra ho le tette, mantengo la mia divina forma splendidamente opulenta mangiando come un camionista e senza lacrime di coccodrillo… quando guardo amiche single cibarsi di lattuga scondita per piacere agli uomini…. mi fanno pena, ecco! Comunque è vero, molte donne sono proprio noiose, trovo mooooooooooolto + interessante l’universo maschile nella sua varietà.
    Annika

  10. Ti sei dimenticato le barrette ai cereali superleggerissimissime con solo 79,99 calorie (mica 80, eh! 80 sono davvero TROPPA roba..) che, non si sa per quale motivo, molte femmene non capiscono che hanno così poco contenuto calorico non perchè siano magicamente fatte di aria compressa, ma semplicemente perchè sono grandi quanto un’unghia. E sono pure care. Eh, però c’hanno 79, 999 calorie, vuoi mettere…

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