la musica certe volte

La musica certe volte è una cosa intima, come fosse un oggetto misterioso che porti nascosto nelle mutande e che nessuno lo vede nessuno lo intuisce ma tu lo sai che ce l’hai.

Che a camminare camminare con le cuffie che ti mandano sempre nelle orecchie le stesse canzoni perché sono le canzoni a cui vuoi bene poi alla fine succede che a quelle canzoni ti ci affezioni per davvero, come fossero tue amiche per davvero, e invece sono solo canzoni. Come fossero tue amiche allora ti incazzi per un tradimento o se non si fanno più vedere per tanto tempo, e invece magari è solo colpa della funzione random con cui hai impostato il tuo lettore. Ti accorgi che una canzone a cui volevi bene è diventata la colonna sonora della pubblicità del frollino alla tivvù e ci resti male. Ma come? Io da te una cosa così non me la sarei mai aspettata! Ma insomma!

Che a camminare camminare con le cuffie che ti mandano nelle orecchie sempre le stesse canzoni poi succede che alla fine ti convinci che quelle canzoni le conosci soltanto tu e nessun altro. Io poi riesco ad arrivare alla certezza assoluta che quei pezzi siano stati scritti appositamente per me. E’ chiaro che se ascolti gli stessi pezzi alla radio tutta sta convinzione crolla in un attimo. Per questo motivo ti affezioni di più ai pezzi che nessuno conosce. O meglio, ti affezioni ai pezzi che tu credi che nessuno conosca.

Poi vai al concerto del tipo che ha scritto cantato e inciso le canzoni che tu credevi nessuno conoscesse, e resti scimunito a guardare quante persone attorno a te cantano e conoscono le parole a memoria – anche meglio di te – di quei pezzi che credevi nessuno conoscesse.

E’ chiaro che scrivendo mi rivolgo ad un Tu ipotetico che poi in sostanza sarei io. Questi deliri andrebbero riportati solo in prima persona singolare e non condivisi con altri ipotetici Tu che non c’entrano nulla.

Ma vabbè.

E così tre anni fa andai al suo concerto e ovviamente restai scimunito a vedere tutto sto pubblico che cantava le sue canzoni. E io a dirmi Ma come! Ma non è possibile! Tutto il tempo passato assieme  io e te (mi rivolgevo alle canzoni) e adesso tu te ne vai col primo che passa! Volevo dire alle tipe di fianco a me: ma come vi permettete di fare il coretto! Uscite fuori, su, fuori dalle palle! Qua è roba mia.

Ah, la gelosia.

Poi a fine concerto ho mandato la mia amica dentro al camerino: le ho detto Va’ Tu, che sei femmina e dotata di lunga chioma bionda, fatti fare un autografo per me. La leggenda narra che quella sera la mia amica sia entrata nel camerino dicendo qualcosa del tipo: Complimenti per il concerto! Me lo fai un autografo per Raffaele? E il risultato di questa domanda (tra l’altro pronunciata in inglese da una che ha fatto le elementari a Londra e che quindi si saprebbe far capire, in quella lingua) abbia prodotto un autografo che ancora oggi è appeso come reliquia nella mia stanza di Bologna dove c’è scritto:

Complimenti Raphael!
Sondre Lerche.


Cioè, i complimenti a me, capito? In effetti è una reliquia stramba, ma sempre di reliquia si tratta. La lascio appesa nella mia stanza a Bologna e mi permette ogni volta di inventare una cazzata diversa da raccontare agli ospiti di passaggio. Ah, sì, lui è un musicista famoso che mi ha fatto i complimenti perché bla bla bla, non lo sento da tempo perché sta sempre in tour bla bla bla, sai come sono gli artisti bla bla bla.

Oggi qui la prima nevicata dell’inverno. Finalmente. I fiocconi bianchi che scendono giù cambiano l’aria, le prospettive e le coordinate spazio-temporali.

Di conseguenza, buon natale a tutti.

26 pensieri su “la musica certe volte

  1. sto tizio qua non lo conosco.
    qui fa nuvole tutti i giorni ma non cacano nulla. paiono nuvole da neve però non fa abbastanza freddo.
    è tutto un grigio senza senso.

  2. ora non so se anche i Phoenix li custodisci così gelosamente,io però ti ringrazio di avermeli fatti conoscere..andare in bici a Milano ha un sapore diverso con loro,soprattutto quando piove..complimenti Raphael!
    Bitumelo

  3. Ehi man.
    Mi sei stato segnalato.
    Posto anche qui quello che penso del post.

    Bellissimo post.
    Il tema della gelosia su certe canzoni è reale e concreto.
    Ma anche la voglia di condivisione lo è.
    Io quando mi innamoro di una canzone prima la tengo stretta stretta, poi la faccio ascoltare a tutti quelli che conosco e ci resto male se mi dicono “che cagata”.

    Poi Sondre Lerche.

    Ecco, prima o poi ci farò un post.

    Lo reputo uno dei pochi possibili eredi bowiani. Anche se deve imparare ad essere un pò meno ruffiano ed a fare quel cazzo che gli passa per la testa, tipo Beck. Fregarsene di quello che può scrivere NME e andare dritto dietro al proprio talento.

  4. Buon natale raphael!

    [e guai a te se provi a fregarmi “protection” dei massive attack. loro l’hanno scritta e cantata solo per me.]

    [sondre è meraviglioso lo stess, anche se non è solo tuo]

  5. Io ero un pò geloso dei muse ai tempi dell’uscita del primo album e di TMC2, quando non li conosceva nessuno…ora fai un pò te, adesso i muse li ascolta anche mia nonna..
    Ti linko per conterraneità 😉

  6. Oddio citare Ligabue bla bla bla bla.
    No ma davvero bla bla bla bla.

    Però.


    “Invece le canzoni non ti tradiscono.
    Anche chi le fa può tradirti.
    Le canzoni, le tue canzoni,
    quelle che per te han voluto dire qualcosa,
    le trovi sempre lì,
    quando tu vuoi trovarle.
    Intatte.
    Non importa se cambierà chi le ha cantate.
    Se volete sapere la mia:
    delle canzoni, delle vostre canzoni,
    vi potete fidare.”
    [radiofreccia]

  7. lo so che non c’entra un cazzo,era una domanda che mi frullava nella testa da tempo…ma,quando parli di tuo fratello il piccolo,chiamandolo daniel pennac alludi ad una somiglianza fisica o ad una somiglianza intellettuale?cmq quando sei affezionato a una canzone e la vedi così inflazionata in giro effettivamente ti inkazzi come una iena

  8. Brule, Sciroccata:
    in fondo é semi sconosciuto. in norvegia (lui é di Bergen) ho chiesto di lui e nessuno sapeva chi fosse. E´un po´come un Paolo Meneguzzi ai tempi in cui era famoso solo in Argentina.

    Bitumelo:
    non sono esattamente da pioggia, i Phoenix, ma sono contento che ti piacciano.

    diamonddog.
    hey man, non si capisce bene a chi appartengono le righe in corsivo. E´una citazione? Le hai scritte tu? Mah.

    Ari:
    il nuovo é giá in giro. Libera il mulo che te lo trova subito.

    Egomaniackid:
    complimenti alla nonna!

    LadyR:
    da non perdere l´imitazione di Ligabue fatta da Neri Marcoré (youtube) che ti fa passare subito la voglia di citare il Luciano, cosí poi non ti devi giustificare piú.

    anonimo 10:
    se hai letto Pennac non dovresti fare sta domanda. No, nessuna somiglianza comunque. E´solo la citazione di un personaggio. Ma uffa, leggi Pennac che ti fa bene.

  9. mi rimetto ai tuoi consigli Raphael..chi è “esattamente da pioggia”?..cioè in generale che genere di musica può alleviare la pioggia acida di Milano e renderla lacrime di luce?
    Bitu

  10. Credo di doverti un grazie.
    Non conoscevo Sondre Lerche (coretto fuori campo: “ignorante, cosa ti sei persa finora!” 😉

    La canzone è… beh, non credo serva un aggettivo…
    Sono ancora in sindrome di Stendhal.

    lime

  11. Figurati il trauma che può essere stato per me alle 2 di sta notte sentire da chissà dove provenire “Notti magiche”, si proprio quella di Italia ’90, quella che non ricorda più nessuno nemmeno in Italia, figuriamoci qui a Bangkok! Mi sono affacciata alla finestra tentando di capire da dove veniva per fiondarmi fuori e stringere la mano al Thai che la stava ascoltando, ma purtroppo non sono stata in grado di determinarne la provenienza e così mi sono messa a dormire!

  12. e invece, a milano… wet ground – and the snow – is still not – falling – (consequences are – alarming darlin’..)
    dio, adoro quella canzone. la amo di un amore fisico. come tante altre del buon sondre.
    scoperto durante la mia prima estate norvegese e mai più lasciato scivolare via.

    lo sai che ti odierò a vita per quel cimelio, vero?
    (si, e io so che la cosa non ti tange minimamente)

    heloise

    (punto it slesh blog come al solito)

  13. leetah:
    walter il mago chi?

    Bitu:
    per trasformare la pioggia acida in lacrime di luce serve molta droga, direi. comunque ti lascio un titolo così: Grandaddy.

    LadyR:
    ma appunto bla bla bla.

    Dito:
    si mi spiace, ecco.

    Lime:
    prego!

    Sarina:
    non è vero che in Italia non la ricorda più nessuno. Durante gli ultimi mondiali l’abbiamo ascoltata ad ogni fine primo tempo urlando sul balcone.

  14. a me questo post mi ha fatto un sacco di tenerezza, e poi vedevo in parallelo te che cammini cammini con le cuffie là e me che cammino cammino con le cuffie qua, provando il tuo stesso affetto per le canzoni.

    E poi – ovviamente – ho messo a scaricare il norvegese.

  15. deja vu.

    pensi si essere congiunto anima e corpo a quella canzone quasi piangi dall’emozione e poi ti giri e ti accorgi che tutti sanno le parole a memoria tranne te che sai solo il ritornello.

    terribile.

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