piccoli pivelli crescono

Il mio pseudo-lavoro presso la mega-multinazionale, signorimiei, è finalmente cominciato. Non scrivo così per un improvviso attacco di mania compulsiva dei prefissi, ma davvero il mio lavoro è considerabile “pseudo” così come la multinazionale è davvero molto “mega”.

Signorimiei.

Adesso alla megamultinazionale tutti sanno che io sono solo uno studentello proveniente da una becera università italiana, epperò mi trattano bene lo stesso. Non sono ancora abituato ad essere trattato bene (del resto ho fatto l’università in Italia) e quindi non so bene come rispondere, se dire “Si,Si, Grazie” oppure “Grazie Si Si Si” oppure “Grazie Grazie Si Grazie”. Nell’indecisione cerco di limitare i “Si” che mi escono fuori di bocca ogni volta in triplette, e di distribuire Grazie a tutti, pure alla macchinetta dell’acqua nel corridoio.

Signori miei, ma vi rendete conto?

Vi rendete conto – signorimiei – che l’altro giorno sono arrivato qui e, seduto ad un tavolo, ho iniziato a parlare delle mie stronzate, attorno a sto tavolo rotondo c’erano tre personaggi canuti e navigati che in silenzio ascoltavano me (!), poi annuivano e poi clamorosamente – signorimiei – mi davano pure ragione? E che il Capo ha fatto una telefonata e in tre secondi mi è stata pure assegnata una stanza con tanto di finestrone sul cortile e tanto di armadio e tanto di Pc con schermo al plasma e tanto di lavandino ( lavandino?) e tanta di cartina geografica del mondo scritta  in tedesco? Che io adesso con sta sedia con le rotelle mi spingo rotolando fino alla cartina del mondo e scopro che il mare dove sin da bambino andavo a fare i tuffi – e che per me era semplicemente Lu Mare – su questa cartina prende il poco evocativo nome di Ionisches Meer?

Aperta Parentesi.

Da bambini si giocava a fare gli scurrili chiedendo al prossimo tuo: ripeti velocemente “Ionico”! e se quello ci cascava, a furia di ripetere Ionico Ionico Ionico, dopo un po’ si accorgeva che stava invece dicendo “Coioni Coioni Coioni”. E si rideva di risate grassissime, chè si era ancora nel fiore della gioventù terronese. Si urlava Coioni Coioni e poi ci si lanciava a bomba nel mare, che pivelli, tutto questo trecento anni fa.
Sob.

Chiusa Parentesi.

Ma vi rendete conto – signorimiei – che la mattina mi infilo un paio di pantaloni con la riga sul davanti – sul davanti, signorimiei, sul davanti – e con la macchinina mi dirigo verso Nowhere City attraversando sto ponte che pare il ponte di Brooklyn e che però sotto ci scorre il Reno (il Reno, signorimiei, quello vero, non quello farlocco che si trova a Bologna provincia) e poi al cancello principale della mega–multinazionale c’è un posto di blocco con l’asta che si solleva e l’ufficio delle guardie con la pistola? Che arrivo io (lo stesso che diceva Ionico Ionico) e mostro il mio cartellino e quelli premono il bottone e l’asta zum! si alza e – signorimiei – io entro? Vi rendete conto che non mi sparano? Cioè, come nei film sull’FBI, io mostro il cartellino e quelli dicono Ah,si è lui fatelo passare e poi premono il bottone e l’asta si alza?!?

Cioè – signorimiei – queste son cose.

Tipo che una volta dentro non è permesso: 1) portare macchine fotografiche; 2) guidare oltre i 25 km/h ; 3)  portare hardware; 4) fumare in macchina. Nella pratica sti divieti non li rispetta nessuno, chè quando ho detto al capo che non potevo portare hardware quello si è fatto una risata e mi ha detto di stare tranquillo. Ha detto: porta, porta. E così adesso c’ho in tasca la mia penna mp3 con dentro l’album Story like a Scar dei The New Amsterdams, e nessuno può spararmi per questo. Sono un tipo apposto, c’ho le carte in regola. C’ho il cartellino, io.

Solo che adesso siedo al tavolo di questo studiolo e un po’ scribacchio la mia Tesi, un po’ vado in bagno per pisciare, un po’rotolo con la sedia, un po’ studio, ma in pratica nessuno mi controlla, sono libero di fare tutto (ok, se dimentico il cartellino son cazzi) , posso pure scrivere un post per il blog – per dire – e nessuno mi spara. Io ho studiato in Italia, e non lo so come si fa quando nessuno ti rompe i coglioni. E allora come si fa, quando nessuno ti rompe i coglioni?

Mi sento come certi amici miei vetero-fidanzati che, lasciati liberi per una sera, tutti eccitati battono le mani e si guardano attorno, ma non sanno bene da dove iniziare.

Da dove inizio?

25 pensieri su “piccoli pivelli crescono

  1. ahahahah.. grandioso.. semplicemente grandioso.. mi diverto perchè mi sembra ripercorri alcune tappe mie quando sono arrivato qua quattro mesi fa… incredibile… anche se tu sei molto più fico perchè io la barra che si alza non ce l’ho
    😦
    potresti cominciare con qualche birra

  2. uahauahahaha!
    riesco ad immaginarti mentre scivoli di qua e di là spingendoti sulla sedia, incredulo innanzi a cotanta libertà.
    se programmi di fare ritorno quaggiù..non ti abituare troppo!
    sandra

  3. dunque..tu studi veterinaria, ed ora sei in tedeschia a fare nonsisacosa per una grossa multinazionale(farmaceutica?) dove dei tizi canuti ti stanno ad ascoltare attorno ad un tavolo..
    mhmm..secondo me tu trami qualcosa..
    forse è meglio che non inizi.

  4. Fosca:
    ti giuro che l’ho pensato. Ne hanno così tanta, e di così buona qualità.

    ShinySushi:
    lavandino dotato di tanto di specchio, fra l’altro. Per farmi bello alle dieci di mattina.

    V41eri4:
    soprattutto “nonsisacosa”.

    brule:
    il mio cervello è fuggito, infatti.
    da me.

  5. bellissimo il modo che hai di raccontare le cose…poi sapere che puoi rotolare libero tutto il giorno sulla sedia, fermandoti solo per farti bello verso le dieci e in tutto questo non essere neanche sparati alla sbarra mi sembra esilarante…bella la tedeschia!

  6. i crucchi sono propio avanti, gotila e se riesci restaci lì, in crucconia.

    PS: ionico ha accomunato intere generazioni dalla terronia alla polentonia, tutti a ripetere ionicoionicoionico

  7. ahhh bei tempi quelli dei coioni, c’è chi c’ha avuto le mele, noi i coioni. ora è venuto il momento di tirarli fuori. e tu lo fai gironzolando sulla sedia? è già una bella partenza direi. le ruote ci sono, spingi coi piedi e parti. per natale dovremmo riuscire a trovarci abbasciu allu salentu, però devi spingere forte, eh.
    (che poi quando torni giù tutti ti dicono che sei diventato snob, nevvero?)

  8. lo so che magari non dovrei farmi i cazz tuoi, però gradirei un sunto: sei a colonia, giusto? lavori e intanto cazzeggi facendo la tesi..
    ci ho preso?
    quanto ci vuole a imparare il tedesco se parti da zero?
    sto iniziando a pensare alle mete per la fuga del prossimo anno.

    bisous

  9. che figata..da come descrivi la situazione sembra proprio una figata..che devi fare? buttati! tanto sei uno che sa il fatto suo, non sei uno sprovveduto quindi goditi in tutto e per tutto questa trasferta..:)

  10. Pure io volevo consigliarti di rubare la carta igienica, non so perché ci penso…penso sia automatico, un pò tipo il 25 che ti fa pensare al rosso.
    Insomma, ti invidio ammorte, che magari ti sei spaccato la schiena per esser lì adesso e che te lo meriti tutto. Mi si accende pure la speranza va va!
    Dalla terronia con simpatia,
    nene

  11. volevo specificare che NON mi pagano per star lì (ho solo scroccato un po’ di soldi di borsa di studio in italia) e che (Enery) per essere qui non mi sono spaccato la schiena, ho solo mandato una mail con uno straccio di progetto.

    Sciroccata:
    io non sono attendibile, chè ancora non lo parlo, sto benedetto tedesco. Comunque l’importante è venirici, poi alla lingua ci pensi dopo.

  12. ma con questi ci parli in tedesco?
    è una domanda scema lo so, però mi capita di pensarci… se uno sta a lungo in un paese straniero e parla sempre in un’altra lingua, poi seguita a pensare in italiano? mha…

    sai che mi piace come scrivi? il tuo blog è davvero piacevole, che te ne staresti qui a sfogliartelo per ore…

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