cazzo di luoghi germanesi maledetti

C’è stato un momento, dopo che per ore ho girato a vuoto per trovare sto cazzo di albergo situato nella periferia di Nowhere City e sto cazzo di albergo non lo trovavo, c’è stato un momento – dicevo – che ho parcheggiato la macchina al ciglio di una strada senza nome e sono sceso, con il freddo che creava un alone di brina attorno alle mie aspettative, e in quel momento sono sceso dalla macchina che tanto non sapevo più dove cazzo andare. Il contachilometri segnava millecentoottanta chilometri e la vescica mi supplicava di andare a pisciare ormai da trecento chilometri ma io le dicevo Aspetta Che Siamo Quasi Arrivati, e quando sono sceso dalla macchina parcheggiata ero tutto intirizzito da sto freddo che se non fosse blasfemo direi Freddo della Madonna, ma quasi quasi per stavolta me la concedo la blasfemia eccheccazzo per una volta non è grave, e con sto Freddo della Madonna ho fatto due passi fino al marciapiede di fronte con la Vescica che diceva Si Occhei Aspettare, ma con questo Freddo io non garantisco nulla, tra poco mi lascio andare e ti bagno tutto, e io che a pisciare per strada in Germania non c’ho il coraggio, che già mi vedo in galera che prendono le impronte digitali al pisello e mi affibbiano una multa da mille euri.

Sono sceso intirizzito e contorto e con in mano una mappa dove le strade che mi interessavano non esistevano, un Freddo di cui ho già parlato, e attorno a me una scenografia tristissima campagnola della periferia di Nowhere City ( da cui presto sarà tratto anche il film “Cristo si è fermato a Nowhere City”) e non c’era nessuno a cui chiedere indicazioni, solo una stradina storta e lugubre, che erano le sei di pomeriggio ma pareva notte fonda, e un vento fortissimo che faceva sventolare la mia mappa inutile tra le mani, e le foglie secche degli alberi, maledette foglie del cazzo che forse guidate da uno spirito malvagio mi sono arrivate sul viso a forte velocità che parevano davvero telecomandate, davvero, e scusate la sgrammaticatezza di ste righe ma oggi va così.

E’ stato in quel momento che mi sono detto – tra il vento, le foglie, il freddo, la fame, la stanchezza dei millecentoottantachilometri, il piscio compresso, il buio e la mappa inutile fra le mani – che mi sono detto Raffaele Chi Cazzo Te L’Ha Fatto Fare ad arrivare fin qui, che sei in pratica a due ore dal mare del Nord, in pratica sei in Olanda (coglione) che ti parevano pochi i chilometri (coglione) e ti pareva facile andare in una città che non conosci (coglione) e trovare un cazzo di albergo sconosciuto (coglione). In quel momento mi sono detto:

Va bene, se non mi lascio andare allo sconforto adesso, se resto calmo, in futuro NULLA potrà spaventarmi, nulla mi farà perdere d’animo

E allora tutto contorto e intirizzito com’ero, ho mantenuto la calma.
Da dietro l’angolo è spuntato un Gobbo di Notre Dame con le buste della spesa, l’ho visto e mi sono detto”Ecco, la speranza è l’ultima a morire” e mi sono avvicinato chiedendo in tedesco:

“Scusi, sa dire una domanda dire io la strada non conosco? Ho la strada perso e sa, il tedesco solo molto poco conoscere. Lei dove andare per strada Burscheiderstrasse conoscere?

Il Gobbo di Notre Dame mi ha guardato con occhi azzurri da Siberian Husky e mi ha chiesto:

“Hai una mappa?”
“Si una mappa certamente avere ma queste strade non dentro essere! Perché?”
“Aspetta un momento che entro in casa e prendo la mia mappa”
“Oh, certamente molte grazie molte molte!”

E così é sparito in casa con le buste della spesa. Io sono ancora al freddo con fame, piscio e stanchezza, ma mi dico “Ecco cosa significa non perdere la speranza, infedele!” e resto sul marciapiede ad aspettare il Gobbo Germanese, mentre muovo la testa a scatti per schivare le saette di foglie gialle di questo luogo germanese maledetto e incrocio le gambe per frenare la vescica. Succede così che aspetto 5 minuti, poi 10 e poi ne aspetto anche 15 ma il Gobbo non torna. In questo luogo del cazzo un Gobbo di Notre Dame qualunque (che si abbina perfettamente all’estetica dark di Nowhere City) mi ha scambiato per un criminale e si è nascosto in casa, lasciandomi solo al mio destino, presto i corvi scenderanno dal cielo per cibarsi delle mie budella di giovane emigrante sprovveduto. E’ stato in quel momento – che era molto peggiore del momento di poco prima – che mi sono detto:

Va bene, se non mi lascio andare allo sconforto adesso, se resto calmo, in futuro NULLA potrà spaventarmi, nulla mi farà perdere d’animo

E siccome sono ancora vivo, e siccome lo sconforto – che pure esiste – non ha avuto la meglio su di me, sappiate che adesso in pratica io sono indistruttibile, e se qualcuno non ci crede che venga pure qui a Nowhere City, che lo spiezzo in due.

Ja.

12 pensieri su “cazzo di luoghi germanesi maledetti

  1. Sono queste le pagine di vita che rendono succoso il nostro transito terreno.
    Che noia era arrivare al caldo, pasciuto e pisciato, con la strada dell’albergo proprio lì, sulla destra, fuori dall’autostrada?
    Questo post è la prima perla di una collana che in qualche mese di soggiorno in quel bel Paese diventerà prezioso monile da conservare per i posteri.
    La mia, di collana, è ancora intatta dopo anni e anni e anni.
    Ma si sa, solo quello che fa un male, poi guarisce e la pelle si fa un pò più spessa, e poi, quando succede qualcosa di bello e facile ci viene da ballare dalla gioia.
    Assorbi, impara, prendi quel che ti serve ma poi….scappa (magari in Olanda, che è tutto un altro mondo).
    Mario

  2. rafè, non ti dispiacere, ma a me m’hai fatta cappottare dalle risate.
    cioè, dispiacere mi per avventura tragica tua , ma davvero divertire fare tutto. ora tu invincibile sei! (sembra sardo così).

  3. MARIO;
    la penso come te, e per questo ho investito gli ultimi anni a “indurirmi” la pelle. Solo che adesso la mia pelle così dura non è che mi piaccia tantissimo.

    PER GLI ALTRI:
    fatta la pipì, fatta tutta. Grazie dell’ interessamento.

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