pillole dal paesello

Che titolo che c’ho messo, a sto post.

Per continuare con le assonanze di pi e di elle, dovrei scrivere pure: pisello, papilla, pannello, postilla, padella, pennello, pistillo, patella, apelle figlio di apollo faceva una palla di pelle e di pollo.

Ma comunque.

Il paesello, dicevo.

Io spiegarlo, il paesello, non ci riesco. Posso solo riportare qui alcune cose. Alcune pillole.  Ordine sparso.

– Lo stadio del mio paesello – luogo dove nascono le più colorite imprecazioni e dove i santi vengono bestemmiati col calendario in mano – è stato intitolato a “Giovanni Paolo II”. E  questo significa che, mentre in piazza  S.Pietro migliaia di fedeli urlavano Santo Subito, qui al mio paesello hanno pensato: Santo Subitissimo. Anzi, facciamo così: Santo Prima Di Tutti, così non ci pensiamo più. E che non si dica in giro che non siamo stati i primi ( come fa Emilio Fede per le edizioni straordinarie del suo Tiggì in occasione delle stragi terroristiche).

– I bidoni della raccolta differenziata qui ci sono, ma capire qual’ è quello della plastica e quale quello del vetro, è impossibile. Ci sono manifesti enormi e sbiaditi dell’ultimo concerto dei Pooh che li avvolgono come fossero carta da regalo. E non si legge niente. Al massimo ti puoi fare una foto con un Robi Facchinetti di carta sullo sfondo, mentre continui a tenere in mano le tue bottiglie vuote.

– C’era un tipo che passeggiava tronfio e panciuto sul lungomare, mano nella mano con una tipa, un po’ meno tronfia di lui ma altrettanto panciuta. Sulla maglietta del tronfio c’era scritto, a caratteri cubitali: Happy because Unmarried.  L’ho pedinato per una decina di metri. Aveva la  fede al dito, e pure la signora sua tronfia.

– Il paesello è stato tappezzato per giorni con dei manifestini che invitavano la popolazione ad accorrere numerosa Non So Dove, perché bisognava assolutamente assistere alla presentazione della nuova squadra di calcio, in vista della nuova “Staggione Calcistica 2006/2007”. Manifesti che sono stati scritti da qualcuno, stampati da qualcun altro, e attaccati con lo scotch da altri ancora. Tutti personaggi staggionati nel cervello al punto da non accorgersi di nulla.

– Alla Asl dove lavora la mia genitrice, una signora porta i suoi bambini con il cranio pieno di pidocchi alla visita dal dermatologo. Mentre i bambini inselvatichiti devastano la sala d’aspetto, la signora parlotta con una conoscente. Dice: Signò,glielo dico: Io da quando mi ho sposata, mi ho fatto tutto da sola.


– Un sacerdote del paesello sta preparando la festa della Santa, la stessa a cui è intitolata la sua chiesetta in riva al mare. Per questo motivo sta raccogliendo gli oboli "volontari" dei parrocchiani. Durante l’omelia si interrompe e dice: "E adesso non voglio fare nomi, ma è inutile che vi nascondete dentro casa e fate finta che non ci siete, quando veniamo a suonare alle vostre porte per chiedervi le offerte per la Santa!"

Tante padelle e postille a tutti, apelli dei miei stivali (stivalli). Io torno a Bologna.

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25 thoughts on “pillole dal paesello

  1. Beh provenendo dallo stesso paesello in questione, ci tengo a precisare che il cartello della staggione calcistica, lo avevo visto pure io ma siccome che non avevo macchinetta fotografica a portata di mano, ho deciso che sarei ritornato a immortalare l’evento, cosa che poi non ho fatto più.

    Per quanto riguarda invece il discorso di Giovanni Paolo II, vi ricordo che nellos tesso paesello si voleva intitolare il Teatro Comunale appena ristrutturato ad un musicista del luogo, famoso in tutto il mondo, tale Francesco Libetta, che però cazzu cazzu pilu pilu, non è ancora morto e buon per lui delizia il mondo con le sue dolci note alla florida età di pocoppiuchetrentacinque, indi, non mi meraviglio di niente…

  2. Beh provenendo dallo stesso paesello in questione, ci tengo a precisare che il cartello della staggione calcistica, lo avevo visto pure io ma siccome che non avevo macchinetta fotografica a portata di mano, ho deciso che sarei ritornato a immortalare l’evento, cosa che poi non ho fatto più.

    Per quanto riguarda invece il discorso di Giovanni Paolo II, vi ricordo che nellos tesso paesello si voleva intitolare il Teatro Comunale appena ristrutturato ad un musicista del luogo, famoso in tutto il mondo, tale Francesco Libetta, che però cazzu cazzu pilu pilu, non è ancora morto e buon per lui delizia il mondo con le sue dolci note alla florida età di pocoppiuchetrentacinque, indi, non mi meraviglio di niente…

  3. bhe con gli aneddoti sul nostro paesello ci sarebbe da scrivere 1000 e più post(s)…

    cmq meglio i manifesti sbiaditi dei pooh che le locandine della “staggione calcistica”…

    meno male che non sono stato l’unico ad accorgersene, io ho fatto finta di niente perchè nessuno ne parlava…

    mi sentivo in colpa a farlo notare…
    jajaja

  4. buon rientro rafè. mi viene quasi più tristezza a leggere della tua partenza da suddetto paesello di quando ho preso il trenino (già quindici e più giorni fa) e ho ricacciato le lacrime. fa sempre un certo effetto, anche se ti concentri sulle “brutture”.

  5. Staggione?
    Qui a Roma i volantini dei ristoranti take away hanno nel menu la parmiggiana di melanzane. E anche la pizza rucola e parmiggiano.

    Te le portano a casa con la borza termica.

  6. Se nu te scierri mai delle radici ca tieni rispetti puru quiddre delli paisi lontani!
    Se nu te scierri mai de du ede ca ieni dai chiu valore alla cultura ca tieni!

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