certe notti, quando si fa molto tardi, tramonta pure la luna.

Cerco l’ottimismo tra i corridoi e gli spigoli della mia coscienza, come fosse un gatto che si è perso. Non lo trovo e non lo trovo, ma faccio finta che Si.

Certe notti mi rendo conto, quando ormai è troppo tardi, che forse era meglio restare a casa. Magari con un vecchio film di Nino D’Angelo su di una rete locale, per sbadigliare in poltrona con un bicchiere mezzo vuoto di aranciata in mano.  Me ne accorgo quando ormai i chilometri che separano la poltrona dalla macchina che mi porta via diventano troppi, per voler tornare a casa a piedi.
Mezzo vuoto, ho detto?
Appunto.

Mi hanno chiesto Allora Che Fai, Vieni? Ed io, serio, ho risposto: Datemi prima un termometro, che secondo me c’ho la febbre. Di febbre non ne avevo, e l’ho riferito in tedesco alla ragazza di mio fratello Il Medio, perché lei in questi giorni, mezza tedesca e mezza costaricana com’è, mi funge da maestra di lingua germanica, nei momenti morti delle giornate.
Mi sono depositato in auto e ho pensato, ma non l’ho detto: Fate, Fate, andate, portatemi, fate. Andate.

Sulla strada mi sento un pacco postale per lunghi tratti. Quando mi risveglio dal mio paccopostalismo, guardo fuori nel cielo grigio, che sarebbe notte fonda ma il cielo è grigio, perché ci sta una luna che pare un sole, nel cielo, e illumina i bordi delle nuvole spezzettate. Poi se sono davvero sveglio, ascolto Chris Martin che mugola dall’autoradio e allora cerco di inseguirlo con vocalizzi arabi assieme alla Maestra, solo che lei è intonata ed io No.
Poi sbuffo e torno pacco postale.

Certe notti la strada non conta, quello che conta è sentire che va .

Certe notti mi girano le palle, perché più che altro la strada va e ancora va, e non si arriva mai al dunque, e il dunque in queste certe notti pare essere solo un dettaglio, trascurabilissimo.

Certe notti – come ieri – facciamo una sosta in questo paesello piccolissimo che però c’ha un baretto che ti fa i cocktail a prezzi cinesi, e non si può non approfittarne. Io per far notare la mia estraneità al mood della serata, non approfitto dei prezzi cinesi e mi attacco ad una MorettiPiccola, e mi siedo con posa da pensionato su  di una sedia di plastica, appena fuori dal baretto.
Billigiò invece non può farsi sfuggire l’occasione, e ordina in blocco tre campari gin. La barista si rivolge a Billigiò chiedendo: Volete pure il limone nei campari gin? Billigiò mi racconta di questo involontario Plurale Maiestatis , ridacchiando, coi tre bicchieri in mano e le tre cannucce in bocca.
Io nel frattempo controllo il traffico che non c’è, dalla mia sedia di plastica.
La Maestra mi si avvicina e mi dice, pizzicandomi la guancia: Il Mio Cognato!  
Penso che è la prima volta che mi chiamano Cognato. Penso che la prima volta, guarda un po’, mi doveva capitare con accento latinoamericano.

Arriviamo al dunque, ma del dunque non mi va di parlare. Che questi raduni di musica reggae in spiaggia mi provocano un eritema sul cervello, per il fastidio e per la noia, definito da me appunto Eritema da Reggae. Il più contento era ovviamente il Cuggino Rasta, che quando è arrivato ha cercato di esprimere la sua volontà di trascorrere un periodo di purezza e castità, affermando: Quest’estate è all’insegna dell’Anno Sabbatico. Poi però, un litro di vino rosso più tardi, è sparito tra le dune di sabbia con una milanese amica sua, che secondo me è arrivata da Milano giusto per quello. Probabilmente mentre scrivo è ancora lì, tra le dune, che dorme con la faccia nella sabbia.

Certe notti guardi la luna a più riprese, e vedi che si muove.

Ho guardato la luna nel cielo e poi ho abbassato lo sguardo alla spiaggia. Attorno a me avevo una costellazione di individui col palmo aperto ad altezza bacino, rivolto all’insù. Accendino che lavora furtivo per squagliare il tocchetto di fumo. Odore inconfondibile nell’aria. E’ stato in quel momento, percependo la prevedibilità, l’ineluttabilità e l’ovvietà della situazione, che ho pensato a Nino D’Angelo, ai libri che c’avevo sul comodino, al bicchiere d’aranciata.

Certe volte mi sento come ET, solo che non so dove puntare il dito per dire Casa.

In queste notti, quando la luna tramonta, allora esce il sole.
Torno a casa che è luce, barcollo.
Mia madre già lava i piatti della sera prima.

15 pensieri su “certe notti, quando si fa molto tardi, tramonta pure la luna.

  1. madonna, postone estivo.
    (postone: grande post)

    Gli sradicati non hanno casa, rafé.
    Hanno radici sfilacciate, che non si trapiantano.
    E nostalgie per cose che non sopporterebbero più.

  2. come situazione, quella del raduno reggae, mi piace assai.. ma questo non è il punto, il punto è che anche a me capita di sentirmi un pesce fuor d’acqua tante volte e mi domando ” ma perchè non me ne son restata a casa? “..bla,bla,bla.. che poi a casa, in realtà, un pò mi deprimo.

  3. il punto è quando sei estraneo a te stesso, non c’è bicchiere d’aranciata che salvi. però se mi lasci l’indirizzo del baretto sarebbe gradito assai.

  4. certe notti… ti sfuma il concerto di de Gregori a grosseto, ma ci guadagni una cena loculliana a Massa marittima con tanto di piacevole passeggio in salita che stimola l’appetito e fa decidere: ecco, io vorrò vivere in una città sulle colline.
    Insomma, io lo dico sempre,anche se banale… questione di punti di vista!

  5. quando ti senti come ET senza casa per il suo dito, le possibiltà secondo me sono 2:

    possibilità numero A) o vai in giro per il mondo a cercare il tuo dunque

    possibilità numero B) oppure te lo inventi

    a naso direi che è giunta l’ora di mettere in moto la fantasia ..

  6. Mi accorgo solo ora che sono più di 2 anni. Chissà se li leggete ancora, i commenti. Poco importa. Avevo voglia di incoraggiarvi e l’ ho fatto. Il messaggio è passato lo stesso.
    Il tempo non esiste: è solo una convenzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...