questo divertissement del lavaggio delle stoviglie

Mi tiro su dal letto con gli occhi Assonnati e Pesti.

Un passo davanti all’altro e mi avvicino al lavandino della cucina. Il lavandino della cucina ha quello che cercavo:  un certo un numero di tazzine sporche da lavare. Lavo le tazzine sporche di caffè, con calma. Se lavo le tazzine sporche, vuol dire che ho del tempo per pensare. Ho proprio voglia di pensare, questa mattina, e le tazzine cerco di lavarle con calma, con perizia.

Pensavo: chissà di cosa odorano, in questo momento, i palmi delle mani di Lei.

LeiSaChiè.

Le mie mani in questo momento hanno l’odore del detersivo, e non è un odore spiacevole. Di solito le mie mani hanno sempre un buon odore, anche in quelle occasioni in cui sono lercio e puzzolente, le mie mani, odorano sempre di buono. Me le porto al naso all’improvviso, quasi a volerle sorprendere in flagrante. Ma non le frego mai.

Pensavo: Volevo sapere di cosa profumano le tue mani. Mi hai detto: non si può. Ti ho detto: Va bene, però Uffa.

Lavo le tazzine con gli occhi Assonnati e Pesti e mentre le tazzine stanno per finire, non mi riesce di ricordare se quella poesia di Oscar Wilde diceva  occhi Assonnati e Pesti oppure Arrossati e Pesti.

Era una cazzo di poesia che mi faceva tremare, io che le poesie non è che le leggo con piacere.
Quella invece faceva tremare.

Questa mattina mi sono tirato su due volte. Della seconda ho già detto. La prima volta mi sono tirato su alle sei, per salutare il mio Cuggino Musicista che con la tipa aveva sonnecchiato un paio d’ore nella mia stanza prima di essere prelevato dal resto della band coi loro furgoni. Andavano NonSoDove lontano da qui, per un concerto. Mio Cuggino musicista che gli ho detto: cazzo, è la prima volta che ti degni di venire qui a trovarmi, che fino ad ora la tua faccia in questa casa è venuta fuori solo dalla Tivvù, nel video musicale in cui zompi come un pazzo con il basso in mano.
Mi sono tirato su dal letto, con gli occhi Pestissimi, ed ho bofonchiato un Buon Viaggio che pareva più simile al grugnito di un facocero con la bronchite cronica. E sono tornato a dormire.

"Facocero" , se non fosse che significa Facocero, è una parola molto bella.

Vorrei potermi chiudere nell’armadio tra i vestiti appesi con una lucina accesa e leggere bei libri per una quindicina di ore. Vorrei non dover andare a tutte queste feste di laurea, che se non ci vado mi chiedono Ma Perché Non Vieni? Vorrei montagne di tazzine di caffè da lavare e metterci tutto il tempo che voglio, per lavarle.

Mi rendo conto di non essere granchè interessante da leggere, di sti tempi. Con ste lune.

20 pensieri su “questo divertissement del lavaggio delle stoviglie

  1. Solo perchè sono buona, se vuoi ti mando le mie tazzine, e anche i piatti. E le pentole. E tutto il resto. Ma lo faccio solo per stimolare il tuo pensiero. Guarda non ti faccio neanche pagare nulla…

  2. mio cugino non è il bassista dei negramaro. Però spesso passa da queste parti il cugino del batterista, se vi interessa.

    Bacca:
    c’hai il blogghe privato!?!

  3. in questo momento propenderei piuttosto a favore di chiudermi in frigo con la lucina accesa e non nell’armadio. Ma nel frigo avrei paura dei facoceri con la bronchite.

  4. Chi non ha mai visto in una stanza buia
    Filtrare la luce del giorno
    – Levandosi da un corpo adorato
    per accostare le tende
    con gli occhi sfiniti e pesti –
    non può capire quel che cerco di dire,
    quanto lungo fosse l’ultimo bacio, quanto lento
    quanto caldo il suo indugio.

    Oscar Wilde.

    …questa?

  5. Avere del tempo per pensare lavando le tazzine non sempre è un bene. Poi le tazzine fanno fare pensieri strani,peggio ancora delle posate o delle pentole. Personalmente preferisco i periodi in cui non ho il tempo per lavare le stoviglie, significa che non ho il tempo per pensare. Questo sì che è un bene.

  6. V41eri4:
    si evince questo? Si evince male, allora.

    Erbasalvia:
    che siamo tutti amici tuoi, e allora finiamo per assomigliarci.

    Chatouche:
    è già impegnatissimo, il tipo.

    Xunah:
    pensare e pensare, sempre.

    Lizzies: intendevi “Sudicio” ?

    Leetah:
    avevo davvero scritto fragrante, e poi mi sono corretto.

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