senza titolo

Uscire dalla facoltà alle otto e mezza di sera – dopo dodici ore filate e appiccicose di sudate carte – e fuori dalla facoltà alzare il naso al cielo, e nel cielo trovarci ancora il sole bello piazzato come un tuorlo d’uovo di un uovo immenso, e le nuvole blu tutte attorno, e poi abbassare il naso e sentire l’aria che per dire che è calda non è calda ma quasi, tutto questo che mi trovo addosso appena uscito dalla facoltà vuol dire solo una cosa.

Vuol dire che è tempo di infradito.

E siccome poi in macchina premo il pulsantino della radio, e la radio passa Battiato sembra aver capito chi sono, e siccome in conseguenza di tutto ciò – o forse in conseguenza di non so cosa- vengo assalito da uno di quei strani conati di felicità ingiustificata, e siccome è inutile stare a spiegare il Perché e il Percome, che non ne sono capace, mi metto a spiegare – che mi pare più semplice –  il Quanto.

E allora: Quanto?

Ecco, non tantissimo, ma Abbastanza.

Poi per strada il traffico che dovrebbe esserci, non c’è. Ci sono invece questi greggi di ragazzine dai polpacci nudi e sodi che mi fanno capire bene come –  ad una certa età – l’essere femminile sia incapace di camminare nel senso letterale del termine, ma deve inevitabilmente un po’ saltellare.

Come delle gazzelle nella savana, solo che non c’è la savana ma c’è l’asfalto, e sono tanto saltellanti che mi verrebbe da abbassare il finestrino e urlare: Ueilà gazzelle che non siete altro!

Poi penso che se ci sono le gazzelle allora ci dovrebbe essere pure il leone, ma il leone non c’è, e di farla io la parte del leone proprio non mi viene, in questo momento storico, perché come ho già detto la Primavera stavolta mi è scoppiata storta.

Sono le nove meno venti e quel tuorlo di sole è ancora nel cielo, e dunque sui viali di Bologna farà buio più tardi , da oggi in poi, e questo significa che le signorine che lavorano sui viali usciranno più tardi di casa – ma sempre ben truccate- e con la bella stagione non prenderanno freddo a stare tutta la notte con le coscie oblique sul marciapiede.

Come scriveva la Ballestra nel Compleanno dell’Iguana, le prustitute.

Che a me a sempre fatto ridere quella u messa dove invece ci andrebbe la o.

23 pensieri su “senza titolo

  1. io non ho mai saltellato, quando ci ho provato ho zoppicato. ma quando comincia a far buio tardi sì, viene da sorridere di più, per le cose anche meno giustificate, come una U al posto della O
    come adesso
    🙂

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