senza titolo # due

Anto’.

Fa’ Caldo.

Anto’?

Anto’ mi senti?

Fa’ caldo.

Bibliotecari che state lì a pigiare i pulsantini del vostro pc da dietro al bancone, io vi invidio porca la miseria. Io ve lo invidio sto lavoro che al massimo, il peggior casino che vi può capitare, è che si perda un libro. Che al massimo, se proprio la giornata gira storta, vi si inceppa la carta della fotocopiatrice.

Io vi vedo che tornate a casa e vi chiedono Be’ Come è Andata Oggi Al Lavoro?

E voi: Guarda Lasciami Stare che sono Incazzato Nero che verso le due sono finite le graffette della ciappatrice e allora ciappare non si poteva più, e tutti sti fogli che dovevamo ciappare tra loro, adesso sono tutti sparsi, tutto in confusione, tutto un casino. Ci abbiamo provato, ad incollarli tra loro con sputazze catarrose ma niente, non funziona. Poi la Carla ha provato col suo smalto delle unghie e per un po’ ha funzionato, ma non è la stessa cosa, non è come quando si ciappa come Dio comanda. Adesso abbiamo nascosto tutti i fogli sotto i vecchi numeri di Donna Moderna, che se ci scopre il Capo so’ cazzi amari, a quello li prende un colpo a vedere i fogli che invece di essere ciappati sono ognuno per i fatti loro.

Fa’ Caldo.

La mia finestra è spalancata e da fuori sento voci che hanno un non so che di femmineo e gallinaceo. Anche loro avranno lasciato le finestre spalancate. Si riesce a sentire anche lo sbatacchiare dei piatti sulla tavola. Adesso mi sa che smetto di fare ticchi ticchi sul Pc e vado sul balcone a controllare cosa succede.

Adesso vado.

Vado.

19 pensieri su “senza titolo # due

  1. Sai, io da casa mia ho vista in una biblitoteca. Sì, ci vedo proprio dentro e la sera tutti i libri in fila dormono ronzando piano. Però al tuo quadretto del bibliotecario dimentichi che è un lavoro di fatica: ogni tanto li vedo spingere spaventosi carrellini con quattro cinque libri da rimettere a posto, e tremo quando affrontano coraggiosamente il pericolo salendo sulla scaletta per accedere agli scaffali alti. In ogni caso è un lavoro duro e pesante, ogni tanto come i muratori li vedo andare negli uffici del secondo piano, aprire bene un finestra e fumare una segaretta dopo aver mangiato un panino al prosciutto. Bisogna pur fare una pausa.

  2. premio nobel alla letteratura per “la ciappatrice”. mai onomatopea fu più azzeccata.

    da piccola c’è stato un periodo che da grande avrei voluto fare la bibliotecaria. poi ho visto Pagemaster e ho cambiato idea.

    dalla mia finestra vedo il vicino che, con la sigaretta che la moglie proibisce in casa, affumica i gerani della moglie. strano che non senta anche la musica unza-tunza della scellerata maraja qua sotto.

  3. Io guardando Pagemaster volevo smettere di guardare film.

    Comunque il mio sogno erotico è lavorare in una Feltrinelli e vestire sempre come un White Stripes. Altro che bibliotecario. Voglio conoscere la locazione di ogni libro su tre piani di negozio. E tornare a casa per ripassarla.

  4. ammazza rafaè……stai proprio incazzato con le donne sto periodo…..femminile e gallinaceo…….peccato…..i tuoi scritti sono stupendi……scrivici un post di insulti pesantissimi perlomeno ti sfoghi…..dai…..

  5. Waki:
    la mansione di spingitore di carrellini tra l’altro ti viene assegnata solo dopo un adeguato iter formativo che non sto qui a spiegare. Comunque non è il primo arrivato che si può mettere a spingere il carrellino.

    Lunafragola:
    macchè incazzato, ma dove, ma cosa? Qualcuno mi ha scritto anche: misogino. Pure in quel caso dico: macchè, ma dove, ma cosa?
    Insomma, non è vero.

  6. oggi mi sono affacciata al mio balcone e di fronte, affacciato al suo balcone, c’era un ragazzo bellissimo in boxer che sbocconcellava un toast e smollicava se stesso, il vicinato tutto e il balcone (ovviamente).

    ho pensato, cazzo, è primavera.

    ho anche pensato che per ora tutti abbiamo l’Ormone Pallato.

  7. io la chiamo cambrettatrice…credo che abbia un nome diverso a seconda della religione che professi.

    circa le biblioteche saluto il signor ivano, il bibliotecario del comune in cui lavoro che mi offre il caffè scassinando la macchinatta.

    fosca

  8. tanto le biblioteche di qui fanno così schifo che non ci entra mai nessuno e le bibliotecarie dormono dietro la scrivania. poi c’è il bibliotecario roberto. lui sì che è un duro. lui in un paese di 8.000 abitanti ha la bibliteca – presa d’assalto, lo giuro – con zona noleggio dvd e zona noleggio cd audio. non lo vedo mai avere a che fare con la ciappatrice. anche qui afa.

  9. ti ti ti ti ti ti ti ti siamo sulla stessa barca io e te ti ti ti ti ti ti ti. oh mberda quandu straminchia sciamu ndi bombamu sobbra drha cazzu ti barca ca tieni. iti ca gghe tiempu

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