questione di carne e di carezze

L’ho rivista che fumava una sigaretta sghignazzando non so di cosa.

Mi fa: Ah, ma sei tornato?

Faccio io: Eggià.

Poi passo oltre che c’avevo da fare non so cosa, e lei sghignazzava di non so cosa, e il nostro sguardo obliquo e reciproco sarà durato, chenneso, un secondo e mezzo.

Anche meno.

Mentre salgo le scale per andare a fare non miricordocosa , penso che con Lei sarà durato forse due settimane, e poi niente più. Un arco di tempo così ristretto ma poi anche così dilatato nella mia capoccia, che ancora non ci credo sia durata solo una manciata di giorni.

Due settimane.

Prima di ciò, non ci cagavamo.

Dopo di ciò, non ci siamo più cagati.

Ma nel mezzo, patapim e patapam.

L’ho rivista qualche ora dopo, quando io non andavo più di fretta, e lei non aveva nulla di speciale da fare, non ci siamo neanche fermati a chiacchierare, perchè come ho detto siamo ancora nella fase Post Patapim e Patapam dove non ci caghiamo molto, ci siamo beatamente indifferenti, e sono anni che ci ritroviamo e parliamo del traffico per le strade e dell’esame da fare e da non fare, e mai che la parole cadano su quelle due settimane, non c’è neanche l’imbarazzo, è davvero come se quelle due settimane non ci fossero mai state.

E va bene così.

Però ci sono state.

Come successe lo ricordo solo come frammenti di pellicola arrugginita. Le birre bevute erano già tante e in quel locale di merda il Tunz Tunz era assordante e la poltiglia di gente neanche si muoveva, perché nei locali giusti di Bologna chi balla è un cretino, bisogna solo stare in piedi col drink colorato in mano e la camicia dall’alto colletto bianco che contrasta con la carnagione colore della diarrea di cane comprata a dieci euri al Solarium.

Noi pezzenti si era entrati perché non so come c’avevamo il nome in lista, ma finita la consumazione obbligatoria volevamo continuare a bere qualcosa, e allora si continuava ad uscire per andare al parcheggio, dove tenevamo il nostro frigo bar dei pezzenti: la busta di plastica con le birre in lattina da 50 cl nascoste sotto un camion. Lì fuori faceva freddo quel tanto che bastava a non far riscaldare le birre eccessivamente, poiché è noto che la birra di merda fa meno schifo se la bevi ghiacciata.

Lei disse che forse stava bevendo troppo e mi chiese di prenderla in braccio e di riportarla dentro al Tunz Tunz , se non mi dispiaceva, e a me Certo non dispiaceva, visto che pesava poco più della busta di plastica con le birre dentro, e allora la presi in braccio e la portai dentro, ma i buttafuori toccandosi l’auricolare nero dissero che così non potevamo entrare, così lei scese, che ancora si reggeva in piedi, e ubriaca non lo era per niente, ma proprio per niente, ma questo l’ho capito dopo.

Dentro alla bolgia di colletti bianchi, dopo qualche minuto, ci stavamo baciando, ed era una cosa assurda, una cosa che non c’entrava un cazzo, perché non c’era stato nessun preavviso, non c’era stato niente.

E invece.

Quindi sono seguiti i giorni del chiederci Ma Cosa è Successo L’Altra Sera, e a dirci sicuri e sorridenti Ma Niente, non è successo niente. Ma sei sicuro? – mi scriveva nei messaggi del telefono- Facciamo Che Vengo Lì e ne Parliamo di Persona? Ed io a casa che già sapevo come sarebbe andata a finire, se fosse venuta. Che già lo sapevo, che dovevamo dirci che non era successo niente, e invece poi stava succedendo troppo.

E poi sono venuti i giorni del Passo Da Te Più Tardi, e le notti che non ci capivo niente, e le mattine che mi svegliavo con gli occhi da coreano per andare a lezione. E lei che la lasciavo a dormire come se ci conoscessimo così bene da sempre. Poi tornavo e trovavo le lenzuola incasinate che dovevo sistemarle da me.

Le notti che Non Posso Venire che Ho da Fare, ed io a dirle: Ok ti lascio le chiavi, quando finisci vieni pure, apri la porta e ti infili nel letto. E lei che non me lo sarei mai aspettato, ma davvero Apriva la porta e si infilava nel letto cercando di non svegliarmi.

E ancora le Mattine, quelle che mi guardavo nel riflesso del vetro del bus e mi dicevo a voce bassa: Questo si Chiama Sesso Caro Mio, ed è solo così che lo potevo chiamare, che altri nomi non mi venivano. E pensavo che fino a quel giorno il Sesso privo di ogni altra cosa pensavo fosse cosa da animali, che fosse solo esercizio fisico, come una corsa, come una nuotata.

Nel riflesso del vetro del bus c’era lo stupore – e anche il ghigno soddisfatto – dello scoprire che invece No, non è così, che il Sesso se ci togli tutto il contorno non è cosa da animali, ma c’ha una tenerezza che se lo vuoi gliela puoi lasciare addosso, e se deve durare solo qualche giorno è una ragione in più per fare le cose nel modo giusto, e che se dura solo qualche giorno allora non hai scuse per risparmiare su di una carezza. O su di una parola.

Che poi tutto finisce.

38 pensieri su “questione di carne e di carezze

  1. Che cazzo c’entra, noi SIAMO animali! Basta con questo antropocentrismo! Non è che per il fatto che abbiamo quattro neuroni in più rispetto al resto del regno animale dobbiamo metterci a sindacare su come scopano gli altri animali! Questo è ANTROPOCENTRISMO BECERO!

    Ricky (ormai senza bloggg)

  2. Ecco, che alla fine hai una ragione incredibile: che stai a risparmiare una carezza in quel momento??

    Un bel post, mi hai quasi commossa nel finale e mi hai pure confusa. 😥
    Io che sono pure in quaresima, io che non trovo una penna che scrive in tutta casa, che c’ho classici e marginalisti che mi circolano per casa. Che sembro Nash in a Beautiful Mind, solo che la schizofrenia mi fa vedere Smith e Ricardo che prendono in giro Marx con i suoi baffoni cotonati.

    Che in tutte le cose poi ti ricordi le cose belle e ti chiedi perché poi finiscono.

  3. Ahia. Io una storia di tre mesi della quinta liceo me la porto dietro ancora.

    Sono fidanzata, innamoratissima. E sono passati quasi dieci anni. Ma me lo sogno ancora, ogni tanto.

  4. mi piace questo post, Rafé, parecchio. lo metto in cima alla top ten dei post di rafaeli, chissá se ti sai spiegare il perché..

    l´uomo non sará mai solo un istinto, c´é la poesia! ci puó essere la poesia, ce la puó mettere ovunque e non é uguale!

    guarda che quel mio post aspettava la tua citazione per essere completo:aspetto.
    franz

  5. ultimamente non mi sono più innamorata….. questo non vuol dire che non faccia sesso, anzi…… alcune storie sono belle ed emozionanti, altre le scordi dopo un’ora….. credo dipenda da chi incontri e da quanto di te sei disposto a spendere….anche solo per un pò….

  6. il sesso veramente bello è sempre quello in cui ti permetti un po’ d’intimità.

    io ho avuto parecchie “amicizie amorose” (traducendo dal francesse).
    ma è uno sport di lusso
    perchè non è semplicissimo trovare qualcuno che la pensi come te.

  7. “Non risparmiare su di una carezza. O su di una parola”. Dipende da chi hai davanti. Ma nel vostro caso sembrerebbe essere andata bene. Certo, forse non c’è tutta questa indifferenza. Perlomeno; non la vedo. Questo post sembra un bel pippone sentimentale, più che razionale. Ma magari mi sbaglio.

  8. Finisce, finisce, tranquilli che finisce.

    RICKY:
    non ti incazzare, che non serve. Se non lo so io cos’è un animale…

    ENERY:
    non trovare una penna che scrive in “tutta casa” è davvero terribile.

    FRANZ:
    è che a te piacciono i post introspettivi, ecco cos’è.

    LUNAFRAGOLA:
    divertente che vuoi sottolineare ” che non vuol dire che non fai sesso”.

    FATAFOSCA:
    si dice così in francese? Dirò così pure io, allora, per sembrare più fine.

    BASSOTUBA:
    be’, non sono io.

    DITOarCULO:
    un pippone sentimentale? Certo. Io se mi metto a fare i pipponi sentimentali voi dovete sedervi al banco e prendere appunti, mentre io traccio col gessetto sulla lavagna, che come li faccio io i pipponi sentimentali, guarda, non li fa nessuno.

    Bologna è poco poco umida.

  9. ok, la parola introspettivo per il post va benissimo; che mi piacciano di più è una conseguenza del fatto che mi danno-passano qualcosa, mi immedesimano in sensibilità o situazioni in cui non sono mai stato, se son sinceri e scritti bene mi regalano una esperienza in più, agli altri son piuttosto sordo, questo lo sappiamo
    franz

  10. oh! oggi finalmente posso commentare!

    ecco, vediamo se mi ricordo cosa i volevo dire.
    uh, beh, dal post non sembri uno che ha avuto una storia di solo sesso. sembra che vi siate voluti bene…

  11. Che tu non fossi il “mio” lui l’avevo capito…credo saprei riconoscere qualcuno che frequento…dico che, entrambi medici, avete le stesse reazioni…che vi facciano qualcosa durante i corsi?

  12. è bellissimo quando c’è una specie di reazione chimica tra due persone anche se non ci si innamora.
    Non hai pretese o aspettative solo sesso puro, io lo chiamo così.
    Ma ciò non toglie che ci si possa parlare o darsi un bacio dolce sulla fronte.A volte dura da un annetto e va bene così finchè non c’è qualcuno con cui ci si voglia interamente e non solo petto o coscia:)

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