gente di bologna

Siamo seduti su di una panchina ad ascoltare sta ragazza bionda ma veramente bionda, che parla col suo italiano stropicciato di come le piace viaggiare e di come è bella l’Italia, che è proprio bella quest’Italia, e che le piace stare a Bologna, che è proprio bella Bologna, con i portici e tutto il resto, che tutto è bello e lei è veramente contenta.

Lei è belga, e considera l’italiano come un appendice del francese, così dice Mavalà credendo che sia la traduzione letterale del Voilà francese, e noi glielo diciamo che non è così e lei dice Ah, ma Davvero? E poi cerca di correggersi ma non le riesce e allora rimaniamo lì a tenerci la panza dalle risate ad ogni Voilà e Mavalà.

Poi dice: c’è una cosa che non capisco.

E noi : cosa c’è che non capisci?

Voilà, e ce lo spiega.

Dice: non capisco come è che ci sono tuti questi puncabèstia in giro, tutti questi ragazzi ggiovani che non si lavano la faccia e vanno in giro coi cani, e sembrano sporchi che uno pensa che dormono per terra, in mezzo alla strada, e poi se glielo chiedi ti dicono che No, loro la casa ce l’hanno, e ci vanno a dormire anche.

E allora uno li vede e pensa: ma perché i puncabèstia vogliono vivere così?

E come glielo si spiega, a sta ragazza belga e molto bionda, cos’è un punkabbestia?

Ci proviamo: Sai, questa storia di andare in giro per strada sporchi, è come una moda.

Lei accavalla le gambe e dice perplessa: moda?

Non attacca.

Ma perché, voi lì in Belgio non li avete, i punkabbestia?

No, niente puncabèstia, in Belgio.

Allora ci penso un attimo e mi rendo conto che in tutte le città in cui sono stato in giro per l’Europa, di punkabbestia non ne ho visti. Anche quando stavo a Londra – ed ho vissuto in certi posti che non vi raccomando – di gente che giocava a fare i senzatetto non ne ho trovata. E allora ho pensato: ma guarda un po’ sti poveri punkabbestia, che giocano a fare gli eversivi con le catene al culo, che giocano a fare gli anarchici spruzzettando con le bombolette le cabine telefoniche, che proprio loro stanno diventando una cosa tipicamente italiana, come i maccheroni e la Torre di Pisa e Pulcinella.

Che magari tra un po’ arriveranno i turisti giapponesi che si vorranno fare la foto col punkabbestia più caratteristico, che vorrano portarsi a casa un pezzo delle loro catene del culo, per poter dire ai loro parenti giapponesi: Sai, sono stato a Milano, sono stato a Bologna, guarda qua che punkabbestia Quattro Stagioni che ho trovato al Duomo.

E magari i punkabbestia sta cosa la sfrutteranno anche, perchè quando si mettono in strada col bicchiere di plastica per chiedere le monete, nessuno li caga. Si posizionano col flauto in bocca e fanno Pii Pii e il flauto non lo sanno suonare, e i soldi te li chiedono uguale.

Qui a Bologna poi non possono neanche infilarsi nel florido business del furto di bicicletta, perché quello è gia territorio dei tossici. Non possono infilarsi nel business dello spaccio, che quello è monopolio dei nordafricani, che il loro lavoro lo fanno bene, e se per caso trovano il punkabbestia che fa il furbo col fumo e le pasticche, lo prendono e lo annodano con i suoi rasta al lampione.

Ma cos’è che volevo scrivere quando ho iniziato a scrivere? Non me lo ricordo più. Volevo scrivere di Bologna, forse. Ho scritto dei punkabbestia, invece.

Vabbè.

Comunque Bologna è zeppa di punkabbestia, questo lo si è capito.No?

34 pensieri su “gente di bologna

  1. 2 minuti in via Zamboni di giorno.
    altri 3 in piazzetta S.Stefano di sera.
    fanno 5 minuti tutti bolognesi.

    anche se i punkabbestia non mi piacciono molto (per quanto ammiri la loro estrosità)… TENKIù.

  2. estrosità??
    io se fossi nata ricca penso che avrei fatto anch’io la punkabbestia così potevo scorazzare allegramente col mio cane senza guinzaglio evitando ogni rottura di coglioni che normalmente ne consegue.

  3. ci credo che le piace bologna.
    che fosse fiamminga o ‘vallona’, la belga viene da un “plat pays avec un ciel si gris qu’un canal c’est perdu, avec un ciel si gris qu’un canal c’est pendu”.

    Per dire.
    Un paese così piatto col cielo tanto grigio che un canale si è perso e un’altro si è impiccato te lo raccomando. (e te lo raccomanda anche jacques brel che infatti appena è diventato ricco è andato su un isola nel pacifico, mica è rimasto a Bruxelles)

  4. si vede che sono proprio antiquata….. mica lo sapevo che esistevano i punkabbestia….. o non sapevo che si chiamassero così….. comunque, dovrebbero fare i barboni sul serio….magari per un mese, quello di gennaio….chissà se poi continuano?

  5. beh, io sono stata solo in gran bretagna e a parigi, nada punkabbestia, in effetti.
    però mi piacciono, mi piace se sarà un prodotto tipicamente italiano da farci le fotografie.
    quando vado ad arezzowave li amo, questi punkabbestia svaniti e svitati.

  6. a roma stanno tutti a piazza trilussa e sul ponte sisto. con le loro bocche musicali. sembrano tastiere di pianoforte. tanto che mi vien voglia di dir loro di suonare qualcosa; magari qualche centesimo glielo si dà più volentieri.

  7. he he he…mi fai morire con sti post! effettivamente nei miei 7 anni vissuti in belgio di punkabbbestia non ne ho visto neanche uno…ma erano altri tempi…chissà com’è pensavo nel frattempo fossero emersi anche lì… 😛

  8. Io i punkabbestia non li sopporto proprio. Ad Urbino ce ne sono in quantità industriali. Poveri..non hanno di che cibarsi e mangiano gli avanzi degli altri studenti. Poi però diventano improvvisamente ricchi e così la sera te li ritrovi a mangiare nei ristoranti più chic. e si, è proprio dura la vita di questa gente.

  9. hem, a Parigi ce n’è.
    Pochi, ma ce n’è.
    Son pochi e puzzano come tanti.

    — chi venisse in wikend per esempio ne trova al Palais de Tokyo, nel cortile, se non me li han mandati via —

  10. per 6 mesi ho diviso la stanza con Nicolas, un ragazzo belga completamente sbarellato.

    la notte il suo fiato emanava un fetore tale che mi svegliavo dalla nausea.

    Lui mi ha sempre assicurato che solo l’uomo italiano non puzza. che non è normale…

    allora forse i punkabbestia in italia fanno, in pochi, il lavoro di puzzare che dovrebbero fare tutti i maschi italiani in gruppo.

    è un’ipotesi no?

  11. a Berlino ce ne erano veramente parecchi, non ti ricordi?? col cane sui gradini dell’S-bahn? e quello che ha suonato la chitarra nella U-Bahn?
    franz

  12. uno pensa che il mondo progressista dei blogger abbia una visione più comprensiva e tollerante del mondo dei punkabbestia….

    e invece.

    e invece a quanto vedo in giro c’è proprio odio.

    Ecco volevo dire il mio non è odio, la cosa che meno sopporto è il conformismo, e come mi stanno sul cazzo i punkabbestia, mi stanno sul cazzo tutte le altre categorie di conformismo conclamato, e ci metto dentro tutto: fighetti, truzzi orgogliosi, ultrà calcistici, carabinieri , magliette GURU, portachiavi al collo e preti.

    ma è uno stare sul cazzo lieve, sfumato, non è odio.

    bona giornata a tutti.

  13. non dirmi che aberlino non ne hai visti? Solo che lì non sono maccheroni, lì sono veri e molto ottanta! Anche a barcellona tanti, ma per lo più sono ggiovani italiani in vacanza… e io pensavo che all’italia restasse solo il cibo e il calcio!

  14. I Punkabbestia andrebbero bruciati tutti… ricchi del cazzo che giocano a fare i senzatetto, tanto poi dopo qualche anno vanno dritti dritti nel consiglio di amministrazione dell’azienda di papà… ma vaffanculo và! PS a torino c’abbiamo gli squatters, ma per fortuna stanno scomparendo… forse di ricchi in giro ce ne sono di meno, chissà…
    Ricky

  15. mi sento particolarmente pancabbestia…ma mi lavo…da noi a barletta(sud italia=altro universo) c’è una concezione differente però…anche se tanti ma tanti giocano(io ho altro da fare per fortuna) a fare i poveracci nessuno chiede elemosina…bho!
    Communque il tuo blog mi fa ridere (se fosse questo il tuo scopo non saprei), sei tra i miei link!(Ke culo…ahahahaha)….p.s. sono una novellina mi daresti un parere riguardo il mio blog?

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